Weeklink #05

La rubrica di questa settimana vi parla di natura: da sfidare, da integrare e da replicare. Partiremo dai ghiacciai perenni islandesi, per poi sorvolare contesti urbani alle prese con una rivoluzione “green”. Infine scopriremo come il concetto di “spiaggia” può essere declinato anche con varianti originali.

 

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Credits: Tim Kemple

 

«La nostra sfida è quella di visitare i luoghi che altri hanno già visitato, e capire come reinterpretare il paesaggio in un modo unico e nostro. L’avventura è l’ingrediente necessario e al tempo stesso elemento sconosciuto della nostra missione».

Con queste parole Tim Kemple, fotografo e cineasta, descrive il suo ultimo progetto fotografico. In un’epoca in cui pare aver già visto tutto, Tim è fervente sostenitore della necessità di aprire nuove vie esplorative, anche e soprattutto nell’ambito della fotografia.

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Credits: TIm Kemple

Animato da questo intento Tim, in collaborazione con Klemen Premrl, scalatore sloveno tra i più rinomati al mondo per le arrampicate su ghiaccio, e Rahel Schelb, un’insegnante svizzera che si sta guadagnando una reputazione come una delle migliori scalatrici in Europa, è partito per esplorare il più grande ghiacciaio d’Europa al fine di cercare di reinterpretare le meravigliose distese ghiacciate  attraverso una nuova e unica prospettiva.

Il ghiacciaio Vatna copre l’8% della superficie dell’Islanda. Sotto la coltre di ghiaccio si trovano montagne, vallate, e persino vulcani attivi. Questa è la più grande area protetta d’Europa, e di certo una delle più affascinanti con i suoi paesaggi selvaggi di cascate, grotte e specie uniche di uccelli e fauna selvatica.

Quest’avventura ha dato vita a The Ephemeral Kingdom, il progetto fotografico che ha immortalato l’esplorazione del ghiacciaio da parte dei tre avventurosi, e a The Climbing Ice, film finalista al Finalist 40esimo Banff Mountain Film Festival.

La storia completa a questo link: http://www.sidetracked.com/ephemeral-kingdom/

 


 

Non solo Stefano Boeri, non solo Bosco verticale. A Torino, cinque piani di un palazzo riprendono il concetto di foresta abitabile in un contesto urbano.

Progettato da Luciano Pia, il progetto “25 Verde”  consiste in un palazzo di 63 unità, ognuna delle quali è dotata di terrazze ricche di vegetazione che creano un unicum verde.

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Credits: Beppe Giardino

La struttura residenziale conta 150 alberi che assorbono quasi 200.000 litri di anidride carbonica l’ora. Questa barriera naturale aumenta notevolmente la qualità della vita dei residenti riducendo sia le emissioni nocive sia i rumori causati dal traffico veicolare. La progressione stagionale degli alberi contribuisce a ottimizzare il  microclima ideale all’interno dell’edificio. Ogni specie è stata scelta con il chiaro proposito di proporre la massima varietà di colore e di fogliame possibile. Una scelta che coniuga design con una nuova concezione dell’ambiente, tesa ad armonizzare il rapporto tra natura e abitante anche in un contesto urbano e moderno.

Leggi la storia completa su http://divisare.com/projects/283279-Luciano-Pia-25-Verde

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Come un giorno d’estate in spiaggia, senza essere in spiaggia. Così si potrebbe definire The Beach, il progetto di installazione interattiva del National Building Museum di Washington DC realizzato dal collettivo sperimentale Snarkitecture.

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Credits: Noah Kalina

Snarkitecture ha studiato sia gli elementi naturali che quelli sociali riscontrabili in una spiaggia durante un giorno estivo e ne ha creato una versione in miniatura e monocromatica all’interno della sala grande del museo. Sono stati utilizzati e costruiti ponteggi, muri a secco e specchi per creare un involucro capace di contenere un oceano di 750.000 palline di plastica riciclabile. Il Beach accoglie i visitatori all’ingresso del museo e li invita ad esplorare, giocare e rilassarsi in un ambiente coinvolgente e unico. Per sentirsi bambini ancora una volta.

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Credits: Noah Kalina
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Credits: Noah Kalina
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Credits: Noah Kalina

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Mauro Farina
Mauro Farina

Founder - Creative Content Manager

Altoatesino di nascita, bolognese nel cuore e veronese d’adozione, vive in simbiosi con la sindrome del bambino di fronte alla vetrina del negozio di giocattoli. Vorrebbe comprare tutto, ma non potendoselo permettere sublima raccontando ciò che divora con gli occhi.

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