Claudia Lorusso, Community Manager: le offerte che non puoi rifiutare

Claudia Lorusso: come un esame mancato può cambiarti radicalmente la vita. Questa è la storia di una quasi architetta che improvvisamente cambia la sua vita e il suo percorso lavorativo.

Come un esame mancato può cambiarti radicalmente la vita. Potrebbe tranquillamente intitolarsi così la storia di Claudia Lorusso, oggi senior community manager di 1000 Heads, una tra le più importanti agenzie di digital strategy al mondo: un esame fallito a un passo dalla tesi le spalancò davanti un semestre di attesa prima di riprendere il suo percorso di studi. Sei lunghi mesi in cui una concatenazione di eventi e circostanze l’hanno portata a diventare quello che mai si era sognata di essere. Oggi Claudia Lorusso, lasciata la sua Bari, dopo un anno passato a Londra, vive e lavora ad Amsterdam, da lei considerata come  «l’hub più importante per la creatività digitale dei prossimi anni in Europa».

Questa è la sua storia.

Gli inizi

«Non mi era mai passata per la testa l’idea di lavorare nel mondo del web, il mio sogno coltivato fin da bambina era quello diventare un’architetta. Ma prima di arrivare all’agognata laurea venni bocciata all’esame propedeutico per la tesi. Mi ritrovai così ad affrontare sei mesi di attesa, colmata diventando una tirocinante per la Sovrintendenza dei Beni Culturali della Regione Puglia.

Da aspirante architetta mi iscrissi ad Archilovers.com, il primo social network interamente dedicato all’ambito architetturale. Dopo soli dieci giorni ricevetti un messaggio sul mio profilo dal fondatore del sito proponendomi un colloquio per una collaborazione. All’epoca ero totalmente a digiuno di cultura social: ero uno di quegli utenti che, iscritti a Facebook, scriveva in terza persona in risposta alla domanda “A cosa stai pensando?”».

La sfida

«Archilovers.com, è una piattaforma a metà tra due social network come Linkedin e Facebook, ma dedicata esclusivamente ad architetti e designer che fa capo ad edilportale.com, una piattaforma digitale che ha sviluppato negli anni svariati progetti in ambito architetturale. Non ci misi molto ad accettare l’offerta di collaborazione che mi venne offerta dopo il colloquio per la gestione dei canali social del sito. Ero sì a digiuno di competenze specifiche ma, a differenza di altre persone, avevo la curiosità, l’entusiasmo e una spiccata propensione al multitasking.

«La sfida quotidiana era non solo quella di imparare a proporre un contenuto di livello declinato in ottica social e farlo in più lingue ma anche saperlo comunicare utilizzando lo stesso tone of voice, perché l’uso di un vocabolario e un tono corretto in rete è in grado di fare la differenza». Claudia Lorusso

Sono stata capace di definire chiaramente una brand identity, gestendo fino a ventuno canali social per ogni progetto digitale che edilportale.com aveva creato, ognuno con strategie e audience diversi per prodotti anche molto differenti tra loro.

La sfida quotidiana era non solo quella di imparare a proporre un contenuto di livello declinato in ottica social e farlo in più lingue, ma anche saperlo comunicare utilizzando lo stesso tone of voice, perché l’uso di un vocabolario e un tono corretto in rete è in grado di fare la differenza. Una volta vinta questa sfida, la molla che mi ha portato a cambiare lavoro è stata la necessità di capire se fossi in grado anche di parlare d’altro e di coltivare e far crescere una nuova community ripartendo da zero».

Il salto

«La scelta di lavorare a Londra e di farlo per una società come 1000heads è scaturita da due fattori. Il mio sogno originario era quello di lavorare a San Francisco: ci ho trascorso diverso tempo, ho creato una rete importante di contatti, ma le difficoltà legali e burocratiche per lavorare negli States hanno avuto il sopravvento. In quest’ottica, Londra è passata dall’essere un buon piano B a diventare un ottimo piano A. La proposta di 1000heads comprendeva la gestione dei profili social di brand importanti quali GoPro, Salomon, Baileys e Wella.

Da appassionata di snowboard sono sempre stata innamorata di GoPro, la prima action cam che mi ha permesso di immortalare le mie discese. Anche solo per questo motivo un’offerta di lavoro del genere era per me irrinunciabile.
Lavorare in un’agenzia come 1000heads è fantastico perché ti senti effettivamente coccolato, non solo per i benefit che mirano a migliorare il tuo stato d’animo: c’è il monday morning breakfast dove viene proposta e offerta una colazione che varia ogni settimana, il venerdì sera la riunione di fine settimana è dedicata all’aggiornamento sulle novità in tema di marketing e comunicazione sorseggiando un drink con tutto il team, abbiamo ogni anno un budget dedicato alla formazione professionale da poter spendere in corsi a  scelta e anche la possibilità di lavorare per un tempo limitato in uno degli altri uffici della azienda tra New York, Sydney, Berlino e Dubai.

«Le aspettative sono altissime e in una città così competitiva come Londra devi sudare e rimanere sempre sulla corda». Claudia Lorusso

Sono piccoli gesti che ti ripagano degli sforzi, perché il rovescio della medaglia è dato dal fatto che agenzie di questa caratura pretendono dai propri dipendenti il raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati. Le aspettative sono altissime e in una città competitiva come Londra devi sudare e rimanere sempre sulla corda. Certo, l’aspetto che soddisfa immensamente sta nel riconoscimento e nell’apprezzamento pubblico quando hai raggiunto tutti i target richiesti».

Londra

«La scelta di Londra è arrivata in un momento cruciale della mia vita. Credo rappresenti lo snodo imprescindibile per chiunque voglia sfidare se stesso in un contesto multiculturale. Londra è una città in grado di accogliere tutti, ma non è una città per tutti perché ti assorbe, ti toglie le energie e va ad una velocità difficile da mantenere.

La “mia” Londra ruota intorno a Piccadilly Circus, la zona dove la mia agenzia ha il suo quartier generale. Se dovessi però menzionare uno dei miei luoghi preferiti in assoluto non potrei non citare la Tate Modern per due ragioni fondamentali: il primo è strettamente connesso all’arte e all’architettura, due ambiti che adoro e che sento come miei. La Tate Modern ha sempre un’esibizione permanente completamente gratuita dove spesso trovo spunti per alimentare le mie due passioni.

Il secondo motivo è dato dall’inaugurazione di una estensione della Tate, progettata dallo studio svizzero Herzog & De Meuron, una torre con terrazza panoramica da cui si può godere una vista meravigliosa su Londra, una delle poche ad essere gratuita e con una visuale capace di mozzare il fiato, con la sua vista sullo skyline della città, direttamente sul Tamigi e sulla Temple Cathedral.

È questo il rifugio dove ritrovo me stessa, dove alimento le mie passioni e rifornisco il cervello di qualcosa che non sia strettamente connesso al web. Il modo migliore per me per ricaricare le batterie e tornare più forte e più ricca al mio lavoro digitale».

Articolo: Mauro Farina  Shooting fotografico: Martina Padovan 

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Mauro Farina
Mauro Farina

Founder - Creative Content Manager

Altoatesino di nascita, bolognese nel cuore e veronese d’adozione, vive in simbiosi con la sindrome del bambino di fronte alla vetrina del negozio di giocattoli. Vorrebbe comprare tutto, ma non potendoselo permettere sublima raccontando ciò che divora con gli occhi.

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