Fabio Zaffagnini, Rockin’1000: oltre la musica

Fabio Zaffagnini Rockin'1000 sul palco

Fabio Zaffagnini è l’ideatore di Rockin’1000, l’evento musicale in cui è protagonista una band di 1000 elementi. A pochi giorni dal nuovo concerto allo stadio Artemio Franchi di Firenze lo abbiamo incontrato.

Il numero giusto dei componenti di una rock band? Semplice: 1000. Suddivisi in centinaia di batteristi, bassisti, chitarristi e cantanti, uniti in una coralità da pelle d’oca. Mille e più voci che cantano all’unisono, un unico pezzo o un intero concerto non importa, ciò che conta è l’energia, l’emozione, la gioia e l’idea di far parte di un grande progetto, non solo nelle dimensioni, ma nella sua capacità di rendere tutto un po’ più possibile, qualsiasi sfida, qualsiasi pazza idea.

«Mille era l’obiettivo della nostra prima esperienza. È un numero rotondo, emblematico, significativo, che tocca corde nella nostra storia» dice Fabio Zaffagnini, la mente che ha dato vita alla più grande rock band del mondo che tra pochi giorni si esibirà di nuovo, regalando (e lo si può affermare con certezza) un fiume travolgente di emozioni.

 

L’appuntamento è per sabato 21 luglio 2018 allo stadio Artemio Franchi di Firenze, per una serata presentata da Nikki e Federico Russo, volti e voci di Radio Deejay, accanto a ospiti internazionali e tante altre sorprese.

Fabio cosa ci dobbiamo aspettare dall’appuntamento di Firenze?

«Faremo un concerto di 18 brani, grandi classici della storia del rock, con 1600 musicisti da tutto il mondo, centinaia di cantanti, batteristi, una montagna di gente che suonerà un concerto intero. L’ospite speciale sarà Courtney Love e dirigerà Peppe Vessicchio. Coinvolgere grandi star e grandi artisti è un’altra e nuova sfaccettatura di Rockin’1000. Qui, nella nostra band, siamo tutti uguali e non esistono barriere, così cerchiamo di abbattere anche quella fra rock star e semplice musicista. Non saremo forse più uguali, ma saremo certamente più vicini».

E come si prepara la scaletta di un concerto così?

«La scaletta in realtà è pronta dall’inverno scorso. Abbiamo scelto alcuni dei pezzi più rappresentativi della storia del rock, fattibili da tanti e con messaggi compatibili con Rockin’1000. Quest’anno, poi, apriremo anche il Rock Village, un villaggio aperto al pubblico con varie attività nelle giornate del 20 e 21 luglio».

 

Mi racconti esattamente come funziona il progetto? Come trovi i musicisti, come si organizza un concerto con centinaia di persone nella band?

«Rockin’1000 è una band, la più grande rock band del mondo. A gestire il progetto c’è un team di creativi e produttori esperti, sei persone di base più una serie di collaboratori che seguono la parte musicale e social per un totale di quindici persone. Chiunque può partecipare, è sufficiente iscriversi alla piattaforma passando un’audizione online che serve soprattutto a noi organizzatori per capire se chi chiede di partecipare sa suonare o cantare. Una volta che ha superato questa selezione entra a far parte della band e viene inserito nella piattaforma e nella app che gestisce tutti questi musicisti. C’è tanto lavoro di gestione, la macchina è molto complessa. Per ogni evento il musicista trova sulla piattaforma gli spartiti e i video su cui studiare i brani e la possibilità di contattare gli altri per provare o anche solo per organizzare il viaggio».

Quindi è possibile contattare tutti i mille?
«Veramente adesso siamo a circa 10 mila iscritti».

Mi piacerebbe provare a immaginare il Rockin’1000 dal punto di vista dei ragazzi che partecipano. Cosa ti raccontano?

«Ognuno la vive a modo suo in modo del tutto personale. C’è chi ci pensa solo a ridosso degli eventi e altri che interagiscono durante tutto l’anno. La cosa più bella è che spesso partono vere collaborazioni, nella piattaforma i gruppi si scambiano i musicisti e i ragazzi che si sono conosciuti durante gli appuntamenti poi si ritrovano a suonare nella stessa band».

Ecco appunto, gli eventi. Quello di Firenze è il terzo in ordine di tempo, nel 2016 c’è stato invece “That’s Live” il primo concerto intero con 17 pezzi allo Stadio Manuzzi di Cesena, da cui è stato tratto un CD e un vinile come fosse un vero e proprio album. Ancora prima, nel 2015, il progetto nasce per “Romagna Calling the Foo Fighters” e i 1000 si esibiscono per la prima volta cantando e suonando Learn to fly dei Foo Fighters con l’obiettivo di convincere Dave Grohl e compagni a venire a suonare a Cesena. Il video della performance al Parco Ippodromo di Cesena diventa virale e l’ex Nirvana invia, come nelle classiche favole da social network, un video in un italiano non troppo stentato con il suo “ci vediamo presto!”. Sogno raggiunto! A chi ha intervistato Fabio in occasione di quel primo appuntamento lui ha sempre dichiarato che l’idea di Rockin’1000 gli è venuta banalmente dalla visione del film School Of Rock e che i Foo Fighter sono una delle sue band preferite. Una storia semplicissima in apparenza. Semplicissima se quantomeno Fabio avesse sempre fatto di professione il promoter o il manager musicale.

Invece?
«Invece ero un ricercatore marino, diventato poi un libero professionista».

E uno startupper. Hai creato anche una sorta di car sharing per concerti, giusto?

«Sì, e devo dire che l’esperienza della start up mi ha aiutato tanto nel creare Rockin’1000. In realtà anche tante competenze tecniche che avevo acquisito nel mondo della ricerca mi sono servite, per esempio quando ho dovuto progettare la piattaforma o organizzare i compiti di ognuno mi sono ricordato di quello che ho fatto altre volte. Devi sapere che il lavoro di geologo marino è fisicamente molto faticoso, ha orari massacranti e l’esperienza di campagne oceanografiche che ho condotto mi ha temprato per gestire questa nuova stanchezza e i ritmi di adesso».

«Stiamo facendo qualcosa che va oltre la musica». Fabio Zaffagnini

 

E la musica?
«La musica c’è sempre stata. Sono sempre stato un grande appassionato, strimpello la chitarra e ogni tanto suono anche io coi ragazzi di Rockin 1000».

Quanto dell’insoddisfazione nella vita che facevi prima ti è servita come motivazione per creare Rockin’1000?
«Sono una persona a cui, in generale, piace cambiare. Non stavo male con la vita che facevo prima, tutto sommato avevo più tempo libero e mi divertivo di più. Il progetto non è partito con la volontà di sostituire quello che facevo prima, la verità è che ho la tendenza ad aggiungere sempre cose nuove a quello che sto facendo, ma a un certo punto ho dovuto scegliere cosa portare avanti».

Quante volte hai pensato di non farcela? Che non sarebbe venuto nessuno, che non avresti ottenuto niente dal crowdfunding?
«Più che altro quella che senti è la paura. Anche adesso, non sono mai tranquillo, ho rischiato tantissimo e continuo a farlo. La mole di lavoro è disumana, ma ormai la mia è una missione personale, la vivo come una grande responsabilità. Il vero problema da affrontare non è la logistica o il metodo di lavoro, quelli non mi spaventano, ma i costi che dobbiamo sostenere. Quelli sono enormi».

L’altra faccia della medaglia è la gioia incredibile che questo crea. Emozione ed energia traspaiono anche nei video.
«Sì, per questo abbiamo deciso di andare avanti, perché ci siamo resi conto che era qualcosa di molto di più. Abbiamo visto la reazione delle persone, la loro emozione, l’entusiasmo dei musicisti. Fin dal quel primo evento si era innescato qualcosa difficile da descrivere. Con Rockin’1000 si sprigiona un’energia che ti fa passare lo stress e la paura di tutto l’anno. Stiamo facendo qualcosa che va oltre la musica».

Hai usato questo format anche per lanciare messaggi importanti. Dal palco dello stadio di Cesena hai detto: “Stick together, no more conflicts and play rock’n’roll”. Cosa c’è dietro a questo gesto?
«Quella frase è stata ragionata e pensata sulla base di valori a cui io e tutto il mio team crediamo fortemente. L’ho detta senza retorica, ma volendo rimarcare dei concetti per noi importanti. Anche la scelta del rock non è casuale, è più di un genere musicale, è qualcosa che ha attraversato e cambiato le società e continua a farlo».


Info e biglietti per partecipare all’evento su www.rockin1000.com

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