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	<title>Writers | The Creative Brothers | Lifestyle Magazine</title>
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	<description>Storytelling, design, home and workplace</description>
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		<title>Nadia Terranova, Scrittrice: lettere a un invisibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Sgambati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 10:15:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Creative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nadia Terranova è autrice di romanzi e di libri per ragazzi. Per Einaudi ha scritto gli acclamati &#8220;Gli anni al contrario&#8221; e &#8220;Addio fantasmi&#8221;. Il suo ultimo libro è &#8220;Non sono mai stata via”, un racconto illustrato della vita della grande filosofa andalusa del Novecento Maria Zambrano. Stefano Sgambati l&#8217;ha intervistata. &#160; &#160; Nadia Terranova. Grande scrittrice.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nadia Terranova è autrice di romanzi e di libri per ragazzi. Per Einaudi ha scritto gli acclamati &#8220;Gli anni al contrario&#8221; e &#8220;Addio fantasmi&#8221;. Il suo ultimo libro è &#8220;Non sono mai stata via”, un racconto illustrato della vita della grande filosofa andalusa del Novecento Maria Zambrano. <a href="https://www.thecreativebrothers.com/author/sgambamilano/">Stefano Sgambati</a> l&#8217;ha intervistata.</p>
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<p style="text-align: justify;">Nadia Terranova. Grande scrittrice. Dovremmo parlare di letteratura, di stilemi, di arte; ci ritroviamo invece a parlare di padri e di figli, di vini fruttati; e parliamo di libri sì, a un certo punto della nostra diretta su Zoom parliamo anche di libri: Nadia volta verso la telecamera un paio di volumi pescati dalla sua ricchissima libreria per mostrarmi le copertine: si tratta della serie per bambini “Doris Fantasmagorica”, La devi assolutamente regalare a tua figlia, mi dice (per inciso, ho obbedito, ordinati tre volumi via Bookdealer). Poi finiamo anche a litigare sul grado di cottura della carne, a lei piace molto cotta, non “al sangue”, e a me qui parte un <em>mansplaining</em> da infarto: Ma quello non è sangue, sbraito, quella cosa rossa che vedi è una proteina che si chiama mioglobina! Tu mangi mioglobina disattivata! Se ti piacciono le proteine morte, accomodati pure!</p>
<p style="text-align: justify;">Ok, ridiamo: pur non conoscendola così bene, qualcosa nel modo di fare di Nadia  mi rasserena e dunque mi induce a strafare. Né siamo amici: viviamo in città diverse, ci siamo sempre incontrati raramente. Però frequentiamo lo stesso ambiente professionale, quindi capita che ci si veda. Presentazioni di libri, eventi, fiere editoriali. Lei è sempre quella vestita bene, ma in modo divertente. È quella gentile, posata, serafica: la sua stessa figura rimanda a qualcosa di ottocentesco, ma allo stesso tempo è anche quella che non dovresti sorprenderti troppo di trovare a un incontro di lotta clandestina tra pittbull.</p>
<h2>«La scrittura è un mezzo singolarmente buono per evocare i morti, e consiglio a chiunque abbia nostalgia di qualcuno di fare lo stesso». Nadia Terranova</h2>
<p style="text-align: justify;">Non la conosco così bene, Nadia, e in un certo senso ne sono sollevato, perché so — non ne ho le prove, ma lo so — che lei sarebbe l&#8217;amica che mi mancherebbe tantissimo, se in effetti fossimo amici e vivessimo in città diverse. Quella da cui andrei col pensiero chiedendomi: Che cosa farebbe lei in questa situazione? Ma anche: Ci metterebbe più o meno aceto di così in questa caponata? Lo stesso, pressapoco, mi capita leggendo i suoi libri, il bellissimo &#8220;Gli anni al contrario&#8221;, il meraviglioso &#8220;Addio fantasmi&#8221;, cioè che io mi fidi completamente di lei, come autrice, e che riesca ad avvertire il peso del mio corpo annullarsi a favore dell&#8217;esperienza letteraria pura.</p>
<p style="text-align: justify;">Non penso mai, leggendola, all&#8217;artificio che per forza di cose esiste, trattandosi, be’, di un libro, di una cosa fisica che ho tra le mani, che si compra, che esiste; mi godo la fluidità della scrittura, una fluidità complessa, straordinaria da guardare succedere: l&#8217;ape che rimane immobile a un millimetro dal fiore, quella stasi solo apparente, in realtà frutto di migliaia di battiti d&#8217;ali al minuto, al netto di uno sforzo colossale, così grande che è spiegabile solo con l&#8217;indole, con lo stato di natura. Nadia Terranova, da scrittrice, solleva pesi enormi senza stringere gli occhi, o forse sì, forse li stringe e soffre e si spaventa e alla fine crolla esausta, ma quando questo succede noi non ci siamo. Non ci siamo più o non ci siamo ancora.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8522-libro.jpg" rel="mfp"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-15913" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8522-libro.jpg" alt="" width="1000" height="1500" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8522-libro.jpg 1000w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8522-libro-200x300.jpg 200w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8522-libro-683x1024.jpg 683w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8522-libro-768x1152.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8522-libro-450x675.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8522-libro-225x338.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8522-libro-900x1350.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8522-libro-20x30.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8522-libro-64x96.jpg 64w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">«Oggi scrivo perché da bambina scrivevo a mio padre. La scrittura per me è da sempre collegata alle lettere che inviavo a papà quando lui era in comunità. C&#8217;è stato per tre anni, quando io avevo sette, otto, nove anni e ci scrivevamo di continuo. Ho ancora quella corrispondenza che credo rappresenti in qualche modo un romanzo. Parte di essa è stata l&#8217;ispirazione per lo scambio di lettere tra Mara e Giovanni negli &#8220;Anni al contrario&#8221;. Io sono sempre quella bambina che scriveva per sedurre, ingannare, mentire, intrattenere suo padre, soprattutto adesso che lui è morto. L’idea di mandare lettere a un invisibile mi ha sempre affascinato: per me la scrittura è mandare lettere a persone invisibili».</p>
<p style="text-align: justify;">Il dolore che Nadia Terranova mette nei suoi libri, i traumi che muovono le azioni dei personaggi non costituiscono un numero da circo, non sono cerchi infuocati in cui saltare per aizzare un pubblico: il padre in comunità, la madre, il passato, l&#8217;irrisolto, la malattia, tutto questo è materiale narrativo che l&#8217;autrice usa per raccontare un mondo: non il suo, un mondo, tra quelli narrativamente possibili. Più che un vuoto da riempire, un &#8220;pieno&#8221; da svuotare. E poi, naturalmente, l&#8217;amore per i fantasmi. Mi viene in mente a tal proposito l&#8217;ultimo, bellissimo libro di Emanuele Trevi, “Due vite”, che a un certo punto fa così:</p>
<h2>«Con la scrittura evochiamo anche i fantasmi delle persone che sono state, persone ancora vive». Nadia Terranova</h2>
<p style="text-align: justify;">«La scrittura è un mezzo singolarmente buono per evocare i morti, e consiglio a chiunque abbia nostalgia di qualcuno di fare lo stesso: non pensarlo ma scriverne, accorgendosi presto che il morto è attirato dalla scrittura, trova sempre un suo modo inaspettato per affiorare nelle parole che scriviamo di lui, e si manifesta di propria volontà, non siamo noi che pensiamo a lui, è proprio lui una buona volta».</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sottopongo a Nadia, chiedendole un commento.</p>
<p style="text-align: justify;">Dice: «C&#8217;è una sorta di evocazione medianica in questo passaggio, come anche nel libro precedente di Trevi. Il lavoro che lui fa con la scrittura, il tirare fuori delle vite dei suoi amici, è molto interessante. Per me la scrittura è dialogo con l&#8217;invisibile e quindi prevalentemente con i morti. Sono anche d&#8217;accordo con l&#8217;eccezione positiva del termine &#8220;fantasma&#8221;. Con la scrittura evochiamo anche i fantasmi delle persone che sono state, persone ancora vive: quando ho scritto “Gli anni al contrario”, ispirandomi alle vicende di mio padre e di mia madre, non era solo il fantasma di mio padre che evocavo, ma anche quello di mia madre, che era ed è viva e vegeta, pur non essendo più la stessa persona da me raccontata, non è più quella ragazza, è come se io nel libro avessi evocato qualcun’altra: tra la mia madre del libro e quella che veniva per esempio alle presentazioni a sentirmi parlare c&#8217;era una terza persona cioè quel personaggio letterario».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location.jpg" rel="mfp"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-15914" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location-144x96.jpg 144w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Mentre parliamo succedono cose. Qualcuno suona al citofono, Nadia più volte si alza e si risiede dalla sua poltrona viola per prendere libri, o per cambiare posizione: credo che lei sia una di quelle persone che per cambiare posizione deve ricominciare tutto da capo. Non può semplicemente spostare una gamba o mettere meglio un braccio, no: si deve alzare, deve scrollarsi di dosso la posizione precedente, non più desiderata, scalciarla via lontano e prenderne una nuova, neutra, indossarla e vedere se va. Gambe su, gambe giù, ginocchia di lato, ginocchia dall&#8217;altro lato, schiena ingobbita, schiena dritta, le mani si muovono componendo e scomponendo figure nell&#8217;aria, continuamente. Mi dispiace non poter essere nella stessa stanza con lei, questa versione del suo corpo segato a metà dall&#8217;inquadratura sento che me ne consegna una parte solo parziale, ma questo è e andiamo avanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Cambio di argomento. Sicilia, Messina, mar Mediterraneo, trecento giorni di sole all&#8217;anno. Come può questa donna, questa scrittrice, questa siciliana assoluta essere felice a Roma, dove vive dal 2006, tra le grinfie del quartiere Pigneto? Come può sopportare il Tevere al posto del mare? Per di più, in un&#8217;intervista abbastanza recente che ho scovato in rete l&#8217;ho beccata a dire: &#8220;Nel Tevere ho ritrovato il mio mare”. Adesso che ce l&#8217;ho quasi-davanti, adesso che ce l’ho qui, glielo dico, le dico Nadia, guarda io non ci credo che hai detto davvero una cosa del genere. Eri drogata? Lei si agita in poltrona, con movimenti del corpo tellurici di cui ho già detto, e subito le scatta il sorriso. Penso: oddio, adesso mi picchia (non abbiamo ancora litigato sulla cottura della carne). Invece mi fa: «Senti, è vero che ho cercato un rapporto con l&#8217;acqua anche a Roma, ma è anche vero che da quando mi ci sono trasferita ho cominciato a capire che questa non è proprio una città di acqua, né di fiume né di mare. Mi sa che è una leggenda che Roma sia una città di mare. Perché lo dicono? Nemmeno a Ostia riesco a sentire il mare. Quindi alla fine mi sono data pace e ho capito che l&#8217;acqua di questa città è il fiume, il Tevere. Ecco, questo era il senso di quella mia risposta».</p>
<p style="text-align: justify;">Decido di assolverla dai suoi peccati e le chiedo di questi mesi, umanamente e sanitariamente disastrosi ma forse letterariamente complessi e interessanti, se è vero com&#8217;è vero che per uno scrittore tutto è un&#8217;opportunità, anche la malattia, anche il dolore, basti vedere ciò che ha fatto Nadia con la morte del padre e con la morte in generale. Come già detto, le &#8220;rovine&#8221;, il trauma sono istanze alla base della sua letteratura ed è sempre così bello, magnificente, come una valanga che crolla su un piccolo villaggio romantico, constatare, almeno per me, la bellezza di qualcuno che sa alternare la grazia alla disgrazia con così evidente naturalezza, nonché un certo godimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il bambino, d&#8217;altra parte, non fa sconti e vuole arrampicarsi dappertutto, su un albero fiorito come su un monumento funebre.</p>
<h2>«Capii che in quel mondo, nell&#8217;editoria per ragazzi, c&#8217;era la possibilità di fare proposte e si poteva venire pubblicati anche da sconosciuti». Nadia Terranova</h2>
<p style="text-align: justify;">«Di sicuro non ho sofferto la solitudine. Amo la solitudine: certo, la posso scegliere perché non sono anziana non sono malata, faccio un mestiere per cui è necessaria e soprattutto quando mi va posso smetterla. Ma la solitudine è sempre stata una condizione dentro cui sono stata molto bene. Direi che è stato l’aspetto che meno mi ha pesato in questi mesi. Né mi ha colto alcun senso di inquietudine. Certo, sto male per il senso di morte. Il pensiero soprattutto di poter essere contagiosa senza accorgermene. È la mia unica fobia da quando è iniziata la pandemia: il terrore di fare ammalare i miei cari senza saperlo».</p>
<p style="text-align: justify;">E cosa, invece, ti rende felice?</p>
<p style="text-align: justify;">(Faccio un piccolo salto nel futuro, di qualche secondo, fingo che abbiate già letto la risposta che segue, la risposta di Nadia su cosa la rende felice, d’altra parte tra pochi attimi e qualche riga lo avrete fatto davvero e di sicuro starete pensando ciò che vi sto anticipando qui e cioè: non è forse strabiliante, ammirevole e anche un po’ intimorente quando le persone riescono a definire così bene il loro concetto di felicità? Per me questa domanda — Che cosa ti rende felice? — nasconde una questione impossibile, inestricabile, apparentemente retorica ma che io credo, invece, essere anche una cartina di tornasole perfetta, un liquido di contrasto per capire di quanta intelligenza e bellezza sia dotata una persona. La risposta di Nadia, adesso la state davvero per leggere, è un incanto, e si badi che il suo elenco mi è arrivato per voce, in tempo reale, senza una riflessione né di ore, né di minuti, un flusso ininterrotto e impulsivo che io non ho fatto altro che riportare testualmente. Quando qualcuno sa restituire in modo così chiaro cosa lo rende felice significa che la felicità esiste e questa è sempre una buona notizia e fa felice anche me).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8469-ritratto.jpg" rel="mfp"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-15912" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8469-ritratto.jpg" alt="" width="1000" height="1500" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8469-ritratto.jpg 1000w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8469-ritratto-200x300.jpg 200w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8469-ritratto-683x1024.jpg 683w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8469-ritratto-768x1152.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8469-ritratto-450x675.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8469-ritratto-225x338.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8469-ritratto-900x1350.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8469-ritratto-20x30.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8469-ritratto-64x96.jpg 64w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">«La felicità per me è quando ho avuto tra le mani la prima copia degli “Anni al contrario”, quando sto sulla poltrona viola e metto il telefono in modalità aereo, socchiudo un po’ la luce e rimango a leggere nella casa completamente silenziosa; quando trovo un libro per ragazzi con delle illustrazioni bellissime, quando mangio la granita, cioè non proprio la granita, in realtà si chiama la “mezza con panna”, il mezzo bicchiere con la panna e la brioche, proprio quello di Messina, quella che mangio esattamente in quel baretto che si affaccia sullo stretto, scrauso ma è il più buono di tutti. Quando vedo le foto di mia nonna che ride e mi ricordo di com&#8217;era, la sua voce, la sua risata; quando un bambino viene da me e mi dice che vuole fare lo scrittore, quando trovo un buon vino che mi piace veramente, un vino bianco fruttato ma che non ti invade il palato di frutta, quando mangio la pasta molto al dente e quando mangio la carne molto cotta senza nessuno che mi faccia la ramanzina, quando vado in viaggio ad Atene, una delle mie città preferite soprattutto d’inverno».</p>
<p style="text-align: justify;">Nadia Terranova è anche una formidabile autrice di libri per ragazzi. &#8220;Bruno. Il bambino che imparò a volare&#8221;, per le edizioni Orecchio acerbo, un grandissimo successo basato sulla storia del gigantesco scrittore Bruno Schulz; “Le Mille e una Notte raccontate da Nadia Terranova”, per La Nuova Frontiera Junior, “Casca il mondo” e “Omero è stato qui” (Bompiani), quest&#8217;ultima una bellissima raccolta di storie a cavallo del lembo d&#8217;acqua che separa Messina da Reggio Calabria, tanto per offrire un elenco solo parziale.</p>
<p style="text-align: justify;">«Fino a dodici, tredici anni ho letto tantissima letteratura per ragazzi, poi con Pirandello mi sono avviata alla letteratura così detta per adulti. Un po&#8217; mi vergognavo. Andavo da Feltrinelli, sceglievo degli illustrati, tipo &#8220;Hugo Cabret&#8221;, oppure &#8220;La riparazione del nonno&#8221; di Stefano Benni, o cose più pop e commerciali, la serie “Sulle punte” di Beatrice Masini, infilavo questi libri tra i miei Fitzgerald, i miei “Viceré”, tanto che la commessa mi metteva puntualmente da parte i libri per ragazzi e mi chiedeva se li volessi incartare. Pensava a un regalo, non che fossero per me. La lasciavo fare. Passione naturale e poi la svolta: “‘Bruno. Il bambino che imparò a volare&#8221; fu il mio primo successo, totalmente inaspettato, mentre attendevo ormai da mesi una risposta da Einaudi per quello che sarebbe diventato il mio primo romanzo, “Gli anni al contrario”. Capii che in quel mondo, nell&#8217;editoria per ragazzi, c&#8217;era la possibilità di fare proposte e si poteva venire pubblicati anche da sconosciuti. Così ho cominciato a darmi a questo tipo di scrittura, in primis gli albi illustrati: sono più brevi, e scrivendoli è come se scattasse qualcosa di simile alla poesia. Io non ho mai scritto poesia, ma gli albi illustrati sono la cosa che più ci si avvicina e credo che dentro ci finisca in effetti tutta la poesia che leggo: quella necessità di infilare la parola giusta, di incastonarla bene. Ho praticamente sempre voglia di scrivere un albo illustrato. Discorso diverso per i romanzi per ragazzi che sono più lunghi: lì mi piace usare tutti gli archetipi che da bambina mi facevano volare: le estati, i boschi, le nonne magiche, gli animali, la morte, i bambini che sono chiamati a essere più grandi dei loro genitori. In genere quando uno scrittore per adulti scrive “per ragazzi” scrive cose super paternalistiche, come se abituato a scrivere per i suoi simili a un certo punto elargisse dall&#8217;alto della sua sapienza. In realtà funziona al contrario: penso a Collodi, a Bianca Pitzorno, a Margaret Wise Brown, a Pamela Travers, ecco loro non è che scrivevano per bambini perché si sentivano più saggi o intelligenti, ma scrivevano per bambini perché così liberavano il bambino che era in loro. Quando io scrivo per bambini o per ragazzi sento di poter essere Nadia Terranova senza le rughe intorno agli occhi. Mi diverto, ma non sono una bambina vera: sono un&#8217;adulta che usa strumenti letterari precisi».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8577-strada.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-15915" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8577-strada.jpg" alt="" width="1000" height="1500" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8577-strada.jpg 1000w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8577-strada-200x300.jpg 200w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8577-strada-683x1024.jpg 683w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8577-strada-768x1152.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8577-strada-450x675.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8577-strada-225x338.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8577-strada-900x1350.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8577-strada-20x30.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8577-strada-64x96.jpg 64w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo salutarci, e salutarsi su Zoom ha sempre un non so che di mortuario, le immagini dei volti, prima che la diretta si chiuda effettivamente, si scompongono in piccoli rombi di pixel e per un momento si rimane nell’abitazione dell&#8217;altro, oltre l&#8217;altro, quando l&#8217;altro già non c&#8217;è più, si è staccato, ma permane il fantasma, il corpo freddo inanimato, che non è più lì ma resiste: ancora per sette o otto secondi io vedo lo studio di Nadia, la sua poltrona viola, i suoi libri, e mi coglie la consueta malinconia che in questi mesi di Covid, restrizioni e isolamenti è diventata incontenibile (per dirla con David Foster Wallace: &#8220;Mi manca chiunque&#8221;). Nelle ore successive discutiamo a distanza di vocale su Whatsapp ancora per un po&#8217;, dando piccoli colpetti di accordatura all&#8217;intervista appena fatta e parlando soprattutto di carne e di battuta di Fassona.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricevo anche qualcosa che si avvicina a una ricetta — le braciole messinesi: “Stracotte”, mi assicura, per convincermi che esiste un mondo possibile di carni non al sangue, cioè di proteine morte —, infine vado a letto, mi spengo, e quando torno alla vita, l&#8217;indomani, trovo un altro vocale di Nadia, con un&#8217;ultima riflessione, con la quale mi piace finire questo nostro piccolo viaggio insieme: «Comunque il fantasma della mucca viva o morta che noi ci mangiamo al sangue ci perseguiterà».</p>
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<p><strong>Articolo: Stefano Sgambati<br />
Shooting fotografico: Sara Sabatino </strong></p>
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		<title>Carmine e Isabella Tundo, La Municipàl: partire dalla provincia</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/carmine-tundo-isabella-tundo-la-municipal/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alessandra lanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2019 09:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Artists]]></category>
		<category><![CDATA[The Creative]]></category>
		<category><![CDATA[Writers]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Municipàl sono loro, Carmine Tundo e Isabella Tundo. Partiti da Galatina, aprono uno dei concerti dei Subsonica e infine approdano al Concertone del Primo Maggio. Si sono raccontati per noi. «Crescere e scegliere di rimanere a Lecce non è stata una scelta facile, ma un modo di vedere le cose. La maggior parte dei&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>La Municipàl sono loro, Carmine Tundo e Isabella Tundo. Partiti da Galatina, aprono uno dei concerti dei Subsonica e infine approdano al Concertone del Primo Maggio. Si sono raccontati per noi.</em><span id="more-13499"></span></p>
<p style="text-align: justify;">«Crescere e scegliere di rimanere a Lecce non è stata una scelta facile, ma un modo di vedere le cose. La maggior parte dei miei amici vive e lavora al nord, le mie sorelle da anni vivono una a Milano e l&#8217;altra a Roma, anche se Isabella è appena tornata in Puglia. Io credo davvero che si possa ripartire dalla provincia». <strong>Carmine Tundo</strong> è nato e cresciuto a Galatina, in una regione del sud Italia che si riempie d&#8217;estate e vive soprattutto di turismo, mentre per il resto dell’anno assume per molti le sembianze di quella provincia da cui è necessario scappare per assicurarsi un futuro lavorativo. «Ma chi l’ha detto che per far carriera nel mondo della musica bisogna per forza vivere a Milano e Roma?». Oggi trentunenne, Carmine vive ancora nella terra che non ha mai lasciato e che è stata la culla della sua musica, che oggi ha più volti: quello di solista, sotto lo <strong>pseudonimo Romeus</strong>, che lo ha portato anche sul palco di Sanremo nel 2009; quello del duo rock alternativo in lingua inglese <strong>Nu-Shu</strong>, e quello di una band, <strong>La Municipàl</strong>, che ha scelto di raccontare in lingua italiana, attraverso la voce di Carmine e della sorella minore Isabella, in modo romantico ma mai edulcorato, storie reali a cavallo tra pop &#8220;crepuscolare&#8221; e canzone d&#8217;autore.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-62.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-13632 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-62.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-62.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-62-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-62-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-62-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-62-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-62-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-62-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-62-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-62-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-62-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-62-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La Municipàl è nata nel 2013 un po&#8217; per gioco. Nel 2011 Isabella Tundo aveva lasciato Lecce per trasferirsi a Roma e studiare medicina. «È una cosa che ho sempre avuto dentro fin da bambina. Ho sempre preferito le materie scientifiche e scoperto presto la mia &#8216;attitudine medica&#8217;, una variabile indipendente e separata dal mio impegno musicale, per quanto entrambi gli aspetti facciano parte della mia stessa personalità». Vivendo in due città diverse, Isa e Carmine si ritrovavano al pianoforte di casa più che altro nei giorni di festa e nei periodi di vacanza. «Era la cosa che più di tutto ci accomunava, un pretesto per stare insieme», raccontano al principio di una giornata fatta di prove in sala e di studio in mezzo alle campagne leccesi per lui, e di turni e visite per lei.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-32.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13622" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-32.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-32.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-32-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-32-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-32-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-32-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-32-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-32-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-32-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-32-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-32-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-32-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Cominciavano suonando le canzoni di qualche artista che piaceva a entrambi, continuavano a canticchiarle in cucina, mentre preparavano il pranzo o il caffè, e poi le facevano diventare qualcosa di completamente nuovo sul quel pianoforte: così sono nati i primi singoli, fino alla decisione di portarli in giro, per raccontarli live. «E&#8217; stato un percorso molto graduale e spontaneo, dettato da quell&#8217;empatia naturale tra fratelli che esiste tra noi grazie a una sensibilità e a gusti musicali affini».</p>

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<p style="text-align: justify;">Carmine aveva riconosciuto già da bambino di essere fatto per la musica: «La nostra non è mai stata una casa dove c’erano dei dischi», racconta. «C’era però una matrice a partire dai nonni che suonavano la musica popolare. Nostra madre suonava la chitarra da piccola ma noi abbiamo avuto un approccio autonomo alla musica, grazie anche al pianoforte che avevamo in casa, regalato dal nonno alla nostra altra sorella, che però non ha mai suonato».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-28.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13623" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-28.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-28.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-28-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-28-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-28-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-28-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-28-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-28-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-28-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-28-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-28-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-28-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Carmine e Isabella si sono avvicinati autonomamente allo strumento, «ed è per quello forse che ci è rimasto dentro». Quello che ha influito molto nella formazione di Carmine, riconosce lui, sono state le esperienze musicali esterne e la partecipazione al circuito musicale salentino: la sua prima band, che quest&#8217;anno festeggia vent&#8217;anni, si chiamava Cruska e faceva <em>ska</em>: i <em>live</em> in giro per la Puglia e l&#8217;Italia gli hanno insegnato per la prima volta a stare in giro, a lasciare casa e a ritornarvici, ma soprattutto l’esperienza in studio lo ha formato a 360 gradi a livello musicale. «Ho capito così il ruolo di ogni strumento: la sala prove continua ti forma e io mi sono formato in particolare sulla produzione musicale, imparando ad arrangiare e a registrare nel piccolo studio che avevamo».</p>

<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-37.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-large size-large thb-lazyload lazyload" alt="" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-37-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-37-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-37-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-37-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-37-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-37-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-37-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-37-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-37-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-37-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-37-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-37.jpg 1500w" /></a>
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<p style="text-align: justify;">I genitori di Carmine non hanno mai ostacolato le sue scelte, vedendo che l’impegno in questo tipo di carriera era massimo: «Per poter fare questo mestiere non ho mai fatto una vacanza, ho sempre e solo speso i soldi che guadagnavo o ricevevo in strumenti e ho così ottenuto una sorta di ‘nullaosta’. Già a 18-19 anni ero in contatto con Sugar, sono stato sempre autonomo economicamente, grazie anche al fatto che vivevo al sud».<br />
Mentre Carmine assorbiva quanto possibile in sala prove, guardando gli altri suonare e poi sedendosi al loro posto, e inseguiva la carriera artistica, Isabella studiava pianoforte, chiusa nella sua stanza e ben lontana da quella dimensione di live che apparteneva al fratello che preferiva osservare dal pubblico. «Una dimensione che da un lato mi intrigava, ma dall’altro mi spaventava.&nbsp;Carmine mi ha in qualche modo preso di peso e mi ha portata con lui sul palco».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-67.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13633" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-67.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-67.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-67-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-67-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-67-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-67-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-67-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-67-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-67-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-67-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-67-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-67-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In realtà, interviene lui, “Il primo vero concerto insieme l’abbiamo fatto in apertura ai <a href="http://www.subsonica.it/">Subsonica</a> e lei era la più tranquilla. È come se avesse più dimestichezza coi palchi di me, pur non avendo mai suonato. Ha questa dote innata che la porta a non avere ansie o ad averne molte meno, strana e bella da vedere, che crea un bel contrasto con quello che sono io sul palco». Anche se la maggior parte della scrittura è frutto di Carmine, Isa, con la sua voce e il suo apporto, è altrettanto fondamentale. «È la cartina di tornasole, l’occhio esterno il cui intervento riesce a correggere il tiro e rendere un brano più assimilabile all’esterno. La sua presenza è davvero importante, perché tira fuori la mia parte più leggera e romantica, lei dà un altro suono che permette di dire in alcuni brani, cose dure e forti alleggerendole.</p>

<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-69.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-69.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-69.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-69-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-69-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-69-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-69-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-69-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-69-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-69-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-69-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-69-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-69-20x13.jpg 20w" /></a>
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<p style="text-align: justify;">Al primo ascolto sembrano a volte canzoncine, ma poi scendendo nel profondo trovi venare con leggerezza e spensieratezza, di contrasto alla parte più nostalgica e più cupa».<br />
Dal 2013 <strong>La Municipàl</strong> ha inciso un EP e due album, l’ultimo uscito lo scorso marzo e dal titolo &#8220;Bellissimi difetti&#8221;, che racconta soprattutto di un&#8217;età più adulta in cui ciascuno diventa consapevole di se stesso e si accetta per quello che è. «Quando sei più piccolo cerchi di coprire determinati tratti del tuo carattere e poi ti rendi conto che fanno parte di te», spiega Carmine. «Credo che nella società moderna», aggiunge Isa, «la fissazione sui propri difetti sia un sentimento comune, in un mondo che ci vuole tutti conformi secondo linee di guida.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-9.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13637" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-9.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-9.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-9-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-9-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-9-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-9-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-9-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-9-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-9-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-9-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-9-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-9-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nelle nostre canzoni parliamo anche di difetti caratteriali, di qualsiasi cosa che si voglia intendere come difetto. Qualcosa che non va demonizzato, ma che può trasformarsi in un punto di forza». Internet e social network hanno avuto un peso in questi meccanismi: «Internet si è incattivito negli ultimi anni, e la generazione dei trentenni che ha vissuto prima il pre-internet e poi internet è stata &#8220;violentata&#8221; rispetto al passato», dice Carmine.</p>
<h2 style="text-align: justify;">«C’è nella nostra musica anche qualcosa di &#8216;politico&#8217;: cerchiamo in questo disco di dare un piccolo contributo nel sensibilizzare a tematiche sociali come l’accettazione del diverso e il rispetto degli altri». Carmine Tundo</h2>
<p style="text-align: justify;">«Quello che ci succede attorno ovviamente influisce su quello che abbiamo da dire e su quello che scriviamo, dando spazio anche a brani un po’ più politici in cui si parla del momento in cui si trova l’Italia e di momenti migliori». Non è strano quindi aver trovato La Municipàl sul palco del <a href="https://www.primomaggio.net">Concertone del Primo Maggio</a>, conquistato l’anno scorso grazie a un contest, e quest’anno vissuto come parte del cast. «C’è nella nostra musica anche qualcosa di &#8216;politico&#8217;: cerchiamo in questo disco di dare un piccolo contributo nel sensibilizzare a tematiche sociali come l&#8217;accettazione del diverso e il rispetto degli altri».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-5.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13639" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-5.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-5.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-5-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-5-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-5-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-5-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-5-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-5-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-5-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-5-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-5-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-5-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Carmine si scrivono canzoni principalmente per necessità: quando qualcosa non va, si soffre per una delusione o per la rabbia, o si è preda di una sensazione. «La nostra scelta stilistica è quella di non censurare nulla, di essere più sinceri possibile: i nomi e le persone di cui cantiamo sono reali, le storie tutte vere. Questo comporta anche prendersi la responsabilità di quello che si dice e di citare persone reali. Sicuramente tanti amici ci hanno dovuto scusare per questo… Per altri è stato positivo: il titolare del Caffè del teatro, il nostro bar di riferimento in cui passiamo un sacco di tempo, era molto felice della pubblicità gratuita». Le canzoni per Carmine sono come una biografia in cui ci si mette a nudo, sono istantanee di vari momenti della vita in cui ognuno può riconoscersi a modo proprio. «Ed è bello vedere come un proprio fatto personale possa essere interiorizzato da qualcun altro».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-4.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13638" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-4.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-4.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-4-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-4-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-4-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-4-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-4-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-4-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-4-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-4-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-4-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-4-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Carmine e Isa condividono la matrice caratteriale di famiglia, caratterizzata da una grande timidezza. Ma la sorella, secondo Carmine, è più tosta, molto più tosta, forse anche grazie alla sua esperienza di studio fuori sede, a Roma. «Vivere a Roma», gli risponde lei, «oltre alla malinconia e alla nostalgia per gli affetti e le abitudini di una vita, l’ho vissuta come una scelta che ha cambiato tutto e mi ha responsabilizzato: mi sono resa conto che tutte le scelte vanno prese da sola, compreso aggiustare la caldaia». Andare via è difficile, ma come si fa a rimanere? «Non abbandonando un&#8217;idea del proprio territorio», risponde Carmine. «Il fatto delle radici è qualcosa che ho avvertito più tardi rispetto a quando ero più giovane e sognavo di andarmene e conquistare il mondo. Oggi vivo lontano dalla città, in luoghi a cui sono molto legato. Non credo sarei riuscito a vivere in una città molto popolata. Il mio studio è isolato in mezzo alla campagna e mi sono abituato nel corso degli anni a godere di quel silenzio». Senza dimenticare quella parte più pratica, relativa al costo della vita. «Fare il musicista e l&#8217;artista in una grande città può significare non farcela. È questa la ricchezza della provincia e ha senso per quello che faccio io, che ho più bisogno del tempo che dello spazio: ho tutto il tempo per registrare, senza distrazioni, dedicandomi ai miei diversi progetti e potendo così portare il mio messaggio musicale il più avanti possibile. L&#8217;idea stereotipata che bisogna stare a Roma o a Milano per le conoscenze, per infilarsi nell’ambiente, è sbagliata: credo che ognuno debba portare avanti il proprio messaggio musicale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-6.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13640" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-6.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-6.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-6-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-6-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-6-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-6-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-6-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-6-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-6-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-6-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-6-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-6-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">È il pubblico che viene ai tuoi concerti e compra il tuo album che ti fa andare avanti, non il discografico, assicura Carmine. «E poi credo che nell&#8217;essere l&#8217;unica band rilevante del sud, piuttosto che la centesima band di Roma, ci sia più soddisfazione».</p>
<h2 style="text-align: justify;">«Fare il musicista e l’artista in una grande città può significare non farcela. È questa la ricchezza della provincia e ha senso per quello che faccio io, che ho più bisogno del tempo che dello spazio». Carmine Tundo</h2>
<p style="text-align: justify;">Internet ha anche aiutato ad abbattere le distanze, ed ecco che oggi il luogo non incide più, se non in tour. Lo scopo de La Municipàl all’inizio era riempire i live: «Ne abbiamo fatti più di 250 nel primo tour, per scelta nostra soprattutto a Lecce, nei bar, anche in posti non abituati ai live. Per noi era importante comparire in una programmazione, anche suonando in mezzo alle cover band. Siamo credo l&#8217;unica band che ha usato questa strategia: il riscontro ottenuto live ci ha permesso di avere una base solida su cui cercare di costruire il resto, facendoci conoscere, suonare meglio ed evolvere. Dopo il Concertone ha avuto inizio il tour di &#8220;Bellissimi difetti&#8221;, più strutturato del passato e con la presenza all&#8217;interno della programmazione dei festival estivi. Abbiamo un booking più grosso e faremo quindi concerti più mirati». Poi ci saranno gli <em>indoor</em> nei club in autunno e un piccolo tour europeo nei primi mesi del 2020.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-1.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13619" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-1.jpg" alt="" width="1600" height="1067" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-1.jpg 1600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-1-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-1-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-1-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-1-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-1-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-1-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-1-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-1-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/La-Municipal-1-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">«Un tour di chiusura. Il prossimo album è già stato scritto: avevamo molti brani, da cui sono nati &#8220;Bellissimi Difetti&#8221; e il prossimo». Tra i bellissimi difetti ci sono stati anche degli errori? «Credo», risponde Carmine «che ogni passo faccia parte di un percorso. Alcune scelte hanno influito su chi siamo ora e non cambierei nulla. Anche perché gli errori, come i difetti danno più spessore a un progetto».</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr>
<p style="text-align: justify;">Articolo: Alessandra Lanza Fotografie: Barbara Rigon</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/carmine-tundo-isabella-tundo-la-municipal/">Carmine e Isabella Tundo, La Municipàl: partire dalla provincia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Stefano Sgambati, Scrittore: la consapevolezza di essere padre</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/stefano-sgambati-scrittore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2019 07:57:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Writers]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thecreativebrothers.com/?p=13493</guid>

					<description><![CDATA[<p>Stefano Sgambati è un giovane scrittore. Attualmente si occupa di&#160;letteratura, tv e giornalismo ed è uscita da poco la sua ultima opera per Mondadori. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare la sua storia di padre, così diversa da quelle a cui siamo abituati. Il merito innegabile di Facebook, tra i tanti difetti emersi in questi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/stefano-sgambati-scrittore/">Stefano Sgambati, Scrittore: la consapevolezza di essere padre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Stefano Sgambati è un giovane scrittore. Attualmente si occupa di&nbsp;letteratura, tv e giornalismo ed è uscita da poco la sua ultima opera per Mondadori. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare la sua storia di padre, così diversa da quelle a cui siamo abituati.</em><span id="more-13493"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il merito innegabile di Facebook, tra i tanti difetti emersi in questi ultimi anni è, e rimane, quello di non dimenticare nulla di quanto pubblicato, di lasciare tracce a disposizione di chiunque abbia l’intenzione di andare a ritroso nel tempo a ritrovare persone, volti o anche semplici storie e contenuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, questa storia comincia proprio da qui, da un viaggio a ritroso agli albori del social network, in quell&#8217;era digitale in cui le pagine e i profili da seguire si contavano sulle dita di una mano.<br />
In quegli anni primordiali dove uno sparuto gruppo di pionieri iniziava a sperimentare e a misurare il potenziale dello strumento, la mia attenzione cadde su una pagina con un termine romanesco come nome: <strong>noantri</strong>, diretta espressione su Facebook di un omonimo blog, definito dagli stessi autori come un “contenitore online di contro informazione e intrattenimento”. All&#8217;interno di questo contenitore si trovavano una serie di editoriali sui temi idealismi &amp; politica &amp; attualità. Da buoni romani quali erano gli autori, non potevano mancare editoriali appassionati, ma nient&#8217;affatto banali, sullo sport principale praticato e parlato nella capitale, con equa rappresentanza di entrambe le compagini calcistiche.<br />
<em>Long form</em>, temi impegnati affrontati con un misto di idealismo, serena rassegnazione e un filo di sarcasmo nel raccontare sia le vicende politiche che le proprie: &#8220;noantri&#8221; era il blog di opinione con tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento, se solo fosse uscito qualche anno più tardi. Troppo avanti per i tempi, forse troppo raffinato per una platea di utenti che ancora cercava di rispondere alla domanda “a cosa stai pensando?”.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli autori di noantri spiccava tale <strong>Stefano Havana</strong>, uno pseudonimo dietro al quale si celava <strong>Stefano Sgambati</strong>.</p>
<p><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5822.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13519" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5822.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5822.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5822-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5822-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5822-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5822-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5822-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5822-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5822-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5822-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5822-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5822-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Napoletano di nascita, romano da sempre e milanese da poco, Stefano è oggi uno scrittore – il suo ultimo romanzo <a href="https://www.librimondadori.it/libri/la-bambina-ovunque-sgambati-stefano/">La bambina ovunque</a> è edito da Mondadori, un editorialista per svariate testate nonché autore televisivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dieci anni – e qualcosa in più – dopo, in una caffetteria lungo il Naviglio di Milano ho dato forma e voce a quel ragazzo dalla passione &#8220;atroce e irreversibile&#8221; per la scrittura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stefano, ti ho lasciato dieci anni fa come un blogger la cui passione per la scrittura era &#8220;la più atroce e irreversibile che avessi&#8221;. È ancora così?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«C’è una parte di me che ha un’esigenza espressiva mostruosa, sorta fin da bambino.<br />
La parte che ha a che fare con la scrittura è una parte disagiata sia perché mi ritengo insoddisfatto cronico, sia perché credo che la mia ambizione sia decisamente superiore al mio talento.<br />
Esiste però una seconda parte, quella che non riguarda la scrittura, dove invece trovo la pace e dove coltivo i miei hobby. Uno di questi è la cucina. Anche lì ho accarezzato il desiderio di diventare il miglior cuoco dell&#8217;universo, ma non essendo questo hobby diventato un lavoro sono riuscito a calmierare questa cosa e a farlo diventare un gioco.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5810.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13521" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5810.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5810.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5810-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5810-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5810-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5810-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5810-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5810-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5810-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5810-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5810-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5810-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">È solo mentre cucino, per la famiglia o per gli amici, che comprendo quanto potrebbe essere bello scrivere se la scrittura non fosse diventata la mia professione».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tu sei romano trapiantato a Milano. Come si è snodata la tua carriera e il tuo passaggio da una capitale ad una di fatto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Roma era diventata una gabbia insostenibile per me. È una città che ti costringe a vivere nel tuo quartiere a meno che tu non abbia voglia di intraprendere un vero e proprio “viaggio” per spostarti in un qualunque luogo.<br />
Ho conosciuto quella che poi è diventata mia moglie a Roma, ad una presentazione dove ero relatore di un libro intitolato “Non ci volevo venire qui”. Effettivamente nemmeno lei ci voleva venire lì e venne trascinata da un&#8217;amica. Era nella Capitale per un lavoro che a breve avrebbe mollato per un altro con destinazione Milano.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5799.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13520" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5799.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5799.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5799-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5799-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5799-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5799-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5799-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5799-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5799-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5799-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5799-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5799-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a><br />
Dopo un paio di anni di continui viaggi andata e ritorno decisi anche io di mollare gli ormeggi e lasciare Roma in direzione Milano. Da quel giorno la qualità della mia vita ha decisamente svoltato verso il meglio. A Milano la gente come me che lavora e che per scrivere va a sedersi in un locale non viene considerata alla stregua di un rapinatore di banche ma esattamente per quello che sta facendo».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come si è sviluppata la tua carriera?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Nella mia memoria identifico due momenti ben distinti della mia vita, momenti che hanno sancito il mio rapporto imprescindibile con la scrittura. In quinta elementare, senza aver mai lasciato presagire qualsivoglia passione o talento per la cosa, la maestra ci diede come compito il classico tema libero. Io mi ritrovai a scrivere di un film che avevo visto qualche tempo prima e che aveva come protagonisti dei ragazzi che costruivano nella cantina di casa una navicella spaziale con dei bidoni di plastica riuscendo poi a farla decollare. Ripresi quella storia e scrissi un tema favolistico dove sviluppavo quell’argomento. Ricordo distintamente il piacere che provai in quelle tre ore in classe dove scrissi quel tema.&nbsp;Poi per anni non ho più ripreso la cosa.<br />
A quasi 17 anni tornai a scrivere per motivi prettamente calcistici – allora ero malato di calcio, con un&#8217;insana passione per la Lazio – e scrissi un pezzo di una tragicità commovente perché la squadra per cui tifavo era stata eliminata dalla coppa Uefa in un modo che potrei definire shakespeariano. Al tempo questa cosa mi procurò un dolore enorme e io, per sublimare tutta quella sofferenza, cominciai a scrivere. Da allora non mi sono più fermato iniziando a instaurare varie collaborazioni.<br />
Ho puntato tutte le mie carte sul mestiere di scrittore quando, nel 2015, all’uscita del mio primo romanzo “Gli eroi imperfetti”, ho promesso a me stesso di riuscire a vivere di scrittura entro 10 anni. Ora ne sono appena passati quattro, il mio secondo romanzo è pubblicato da Mondadori – la stessa casa editrice con cui pubblicherò anche il prossimo -, quindi forse la strada che sto perseguendo è quella giusta.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5841.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13523" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5841.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5841.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5841-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5841-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5841-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5841-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5841-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5841-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5841-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5841-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5841-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5841-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una volta mi chiesero quale potrebbe essere il consiglio migliore da dare a un ragazzo che vuole intraprendere la carriera di scrittore. Io risposi che l’unico suggerimento che potevo dare era quello “di trovarsi una donna ricca &#8211; o un uomo facoltoso” perché l’editoria è l&#8217;unica industria che immette sul mercato un prodotto, il libro, che poi apparentemente fa di tutto per auto-boicottare, per non venderlo. Questa, almeno, è l’impressione che se ne ricava.<br />
Purtroppo è un settore in cui nemmeno gli editori a volte sembrano crederci. Per avere anche solo una minima chance di successo è l’autore che deve credere fino in fondo alle potenzialità del suo libro e a mettersi in gioco in prima persona per far sì che il suo libro venga letto, conosciuto, divulgato, venduto».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In una precedente intervista hai affermato come la letteratura non può scaturire dalla felicità, che si aggiunge un po&#8217; al tuo bisogno di scrivere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«La letteratura non è un Moment Act o una tachipirina contro il malessere generale della gente. Al contrario, la letteratura deve scaturire proprio da lì, da quel malessere: deve metterti nelle condizioni di porsi delle domande, creare un mondo nuovo non sempre e non certo piacevole da abitare e poterlo confrontare con quello reale. Questo non vuol dire che uno scriva perché ha i demoni nella testa: io ad esempio adoro scrivere con il sole di fronte, seduto nel mio bar preferito e con una birra sul tavolo.</p>
<h2 style="text-align: justify;">«La letteratura non è un Moment Act o una tachipirina contro il malessere generale della gente». Stefano Sgambati&nbsp;</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con il tuo ultimo libro “La bambina ovunque” racconti dal punto di vista del padre il tema del desiderio di genitorialità. Nel libro il protagonista Stefano, un romano trapiantato a Milano &#8211; esattamente il tuo alter ego letterario &#8211; &nbsp;è sposato con una “biondina conosciuta al Pigneto” e aspetta una bambina. Questa attesa è il risultato di un percorso fortemente travagliato, cominciato da un forte desiderio di maternità della moglie e contrassegnato dalla necessità di ricorrere alla fecondazione assistita. Cito dal tuo romanzo: “Anche un padre aspetta un figlio, ma, all&#8217;opposto di una madre, non percepisce i movimenti fetali, non perde per un istante il respiro mentre capisce che un altro essere vivente lo abita, poiché nessuno lo abita: in un padre non c&#8217;è posto. Non sente la vita che arriva: se la ritrova”.&nbsp;</strong><strong>Il tuo libro, quindi, racconta la storia di un padre che deve arrivare a patti con l’idea di essere diventato effettivamente tale. Un tema, tra la folta bibliografia che affronta il tema della paternità, non certo usuale…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“La bambina ovunque” nasce effettivamente da questa considerazione. Tutto è nato da una serie di appunti che prendevo fin dai primissimi giorni dalla nascita della mia bambina, giorni nei quali io mi sentivo lontanissimo da quella che doveva essere l&#8217;idea di papà che tutti si aspettavano che fossi.<br />
Non ero entusiasta, non riuscivo a provare un sentimento per questa bambina se non quello costruito dalle pressioni sociali e questo aspetto mi spaventava per il timore che non sarebbe più cambiato o evoluto. Mi è parso che tutta questa serie di appunti che avevo annotato per descrivere il mio stato d’animo avessero piano piano costruito un personaggio, che di fatto era il sottoscritto, e che poteva essere interessante raccontarlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5848.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13522" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5848.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5848.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5848-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5848-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5848-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5848-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5848-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5848-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5848-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5848-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5848-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5848-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi sono sceso a patti con il fatto di essere padre e ora sono il classico papà rimbambito e innamorato della propria figlia. Lo sono diventato quando la bambina ha cominciato a parlare, a verbalizzare, a non essere più solo un cucciolo.<br />
Ho capito che mia figlia era un esserino a cui avevo contribuito anche io, anche se in minima parte, a farla nascere quando è nato il rapporto tra me e lei.<br />
Nel momento in cui lei ha manifestato tutte queste cose mi si è aperta una porta percettiva, che si è ulteriormente amplificata da quando lei ha imparato a manifestare i suoi desideri scoprendo di poter ottenere quello che vuole. Ecco, scoprire tutta questa complessità mi ha spalancato un mondo, mi ha fatto diventare il padre che sono tutt’ora.<br />
Ho amici intorno a me che davanti alla pancia della moglie manifestano ulteriori e infiniti desideri di paternità. Io mi sono semplicemente chiesto come avrei fatto ad arrivare a quel rimbambimento totale che un padre ha nei confronti della propria figlia, cosa che poi è avvenuta. Ho cercato di raccontare a modo mio questo percorso».</p>
<h2 style="text-align: justify;">«Ho amici intorno a me che davanti alla pancia della moglie manifestano ulteriori e infiniti desideri di paternità». Stefano Sgambati&nbsp;</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’altro protagonista del tuo libro è, più o meno direttamente, tua moglie. Come ha reagito all’idea di un romanzo che avesse come tema principale la sua gravidanza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«A lei ne ho parlato pochissimo perché sentivo che stavo facendo una cosa che poteva non piacerle. Tuttavia non ho mai pensato che il suo gradimento potesse essere decisivo nel proseguire o meno nel mio romanzo.<br />
Una cosa che ho imparato quando si vuol fare letteratura &#8220;auto fiction” seria è che il pudore è la prima cosa da mettere da parte. Anche se lei mi avesse espresso una sua contrarietà alla mia idea di scrivere un libro sulla nostra esperienza io lo avrei scritto comunque, e lei questa cosa l’ha sempre saputa.<br />
La parte centrale del romanzo, quella che parla del ricorso alla fecondazione assistita con tutti gli annessi e connessi, è una parte che io le ho nascosto fino all’ultimo secondo. Tuttavia il mio è un libro che è un atto d’amore nei suoi confronti e che ho dedicato a lei. E a lei è piaciuto. Solo che quando lo ha letto si è resa conto che avevamo vissuto, dello stesso periodo, due esperienze completamente diverse».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se dovessi pensare al futuro come inquadreresti te stesso, come padre e come scrittore, tra dieci anni?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Come padre penso di essere fregato fin da ora. Credo di essere schiavo di questo amore, di questo sentimento in cui mia figlia potrà fare qualunque cosa e io riuscirò sempre a giustificarla. Detto questo, sono molto curioso di vedere lei crescere come donna. Per certi versi non vedo l’ora di vederla già trentenne perché ignoro come possa trasformarsi questa bimba che ho davanti oggi che veste con le felpe a cuoricino. Per me è un mistero inquietante da una parte, ma dall’altra non vedo l&#8217;ora che succeda.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5781.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13524" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5781.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5781.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5781-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5781-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5781-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5781-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5781-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5781-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5781-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5781-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5781-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/05/Stefano-Sgambati-5781-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Come autore spero solo di essere schifosamente ricco (ride, ndr.), di vivere in un attico e di far parte di quell&#8217;élite che il popolo odia. Dubito che andrà così, ma ho molta fiducia nel futuro. Perché credo che la scrittura sia la mia unica, vera storia d&#8217;amore.</p>
<hr>
<p>Articolo: Mauro Farina&nbsp; Fotografie: Martina Padovan&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/stefano-sgambati-scrittore/">Stefano Sgambati, Scrittore: la consapevolezza di essere padre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Simone Tempia, Vita con Lloyd, Scrittore: scrivere è toccare l&#8217;universale</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/simone-tempia-vita-con-lloyd/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Roncoletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2018 10:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Creative]]></category>
		<category><![CDATA[Writers]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Simone Tempia è l&#8217;autore della pagina Facebook Vita con Lloyd, nonché di due libri dedicati ai suoi personaggi che tanto successo hanno riscosso. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare la sua &#8220;vita d&#8217;altri tempi&#8221;. Nel 2014 lo scrittore Simone Tempia ha aperto una pagina su Facebook intitolandola Vita con Lloyd. Da allora, ogni giorno, pubblica&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/simone-tempia-vita-con-lloyd/">Simone Tempia, Vita con Lloyd, Scrittore: scrivere è toccare l&#8217;universale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Simone Tempia è l&#8217;autore della pagina Facebook Vita con Lloyd, nonché di due libri dedicati ai suoi personaggi che tanto successo hanno riscosso. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare la sua &#8220;vita d&#8217;altri tempi&#8221;.<span id="more-9045"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="dropcap">N</span>el 2014 lo scrittore <strong>Simone Tempia</strong> ha aperto una <a href="https://www.facebook.com/vitaconlloyd/">pagina su Facebook</a> intitolandola <strong>Vita con Lloyd</strong>. Da allora, ogni giorno, pubblica un dialogo che vede due protagonisti: il maggiordomo Lloyd, la saggia e accudente figura che suggerisce riflessioni e possibili soluzioni e Sir, l&#8217;uomo che nutre dubbi e pone interrogativi. L&#8217;ho intervistato a Verona, prima della presentazione in libreria del suo secondo romanzo In viaggio con Lloyd. Di persona è assolutamente come me lo aspettavo: gentile, garbato e vestito con un gusto un po&#8217; rétro. Simone Tempia pare uscito dalle pagine di una storia di Poirot, baffi e papillon compresi. Gli ho domandato se aveva da accendere, mi ha offerto un cerino: «Sai, l&#8217;accendino è un aggeggio troppo moderno per i miei gusti».</p>
<p><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6929.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9112 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6929.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6929.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6929-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6929-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6929-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6929-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6929-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6929-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sono tre anni abbondanti che apro la mia giornata con la lettura di uno dei dialoghi di Simone Tempia e, con mia stessa sorpresa, molte mattine mi chiedo se Lloyd stia rispondendo a Sir, o a me.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sulla genesi di Lloyd è stato già scritto molto. Nasce da un sogno, crei la pagina di Vita con Lloyd e dal 2014 pubblichi quotidianamente alle sette del mattino un suo dialogo con Sir. Esistono due diverse declinazioni letterarie di questi dialoghi. Una è &#8220;Dialoghi con Lloyd&#8221;, pubblicato da Rizzoli Lizard nel 2016. L&#8217;altra è &#8220;In viaggio con Lloyd&#8221;, uscito a novembre 2017. Hai già fatto un bilancio di questa tua esperienza narrativa?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6976.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-9113" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6976-500x333.jpg" alt="" width="400" height="267" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6976-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6976-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6976-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6976-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6976-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6976-750x500.jpg 750w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6976.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a>«Sì, certo e potrei risponderti come un allenatore di calcio: &#8220;È andata molto bene, i ragazzi sono straordinari&#8221;. La scrittura fa parte della mia vita, della mia modalità di essere e comunicare. Sono una persona che ha sempre cercato di entrare nel mondo letterario e adesso che ci sono con due libri e con una rubrica sul Corriere della Sera non posso non dire che il bilancio sia del tutto positivo. <strong>Vita con Lloyd</strong> è un impegno quotidiano che dura da anni e, se voglio mantenere un&#8217;alta qualità dei miei scritti, questa presenza giornaliera mi richiede il 70 per cento dell&#8217;energia creativa. I primi due anni ho potuto vivere di rendita attingendo dal vissuto personale, poi ho dovuto cominciare ad analizzarmi giorno per giorno.<a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6967.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-9115" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6967-500x333.jpg" alt="" width="400" height="267" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6967-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6967-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6967-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6967-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6967-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6967-750x500.jpg 750w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6967.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a> Osservare, capire, comprendere quotidianamente e poi produrre qualcosa che avesse un motivo e un senso. È un lavoro difficile, soprattutto se consideri che non tratto temi d&#8217;attualità. Certo non sono da solo in questa cosa, mi sono circondato di validi collaboratori che si occupano di valutare ogni mio scritto. La loro unanimità porta alla pubblicazione mentre l&#8217;alternativa è il cestino. Dopo la prima stesura comincia un impegnativo processo di pulizia. Lo sforzo creativo a tavolino non toglie nulla alla parte emozionale».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Credo che una delle tue caratteristiche principali, accanto alla misura della composizione, sia proprio l&#8217;empatia che riesci a creare tra parola, personaggi e lettori.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Quella c&#8217;è sempre perché entro in crisi molto spesso, mi metto in gioco, mi calo nell&#8217;altro. Credo nel lavorìo, l&#8217;ispirazione può esserci ma non sempre. L&#8217;istinto professionale è quello di creare uno scritto che possa partire anche da un&#8217;idea, non solo da un sentimento, ma della cui responsabilità io mi possa far carico sempre, anche dopo anni: la verità di un testo singolo vale per tutta la produzione».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali obiettivi ti eri posto all’inizio di questa avventura? Quanto ci hai creduto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Ti rispondo con una frase di  Warren Buffett: &#8220;Se non hai il coraggio di investire su un asset per dieci anni non investirci nemmeno per dieci minuti&#8221;. Quando ho iniziato mi sono detto: &#8220;Se credo in questa cosa almeno a tre anni ci devo arrivare&#8221;. L&#8217;obiettivo del primo anno era fissato al raggiungimento dei diecimila lettori: sono arrivato a ventimila.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6832.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9127 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6832.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6832.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6832-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6832-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6832-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6832-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6832-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6832-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a> Per il secondo anno di non accettare nessuna proposta editoriale che non fosse dalle due case editrici che mi ero prefissato e una di questa era Rizzoli Lizard. Per il terzo anno esiste un altro obiettivo, che ho raggiunto, ma di cui non voglio ancora parlare. Cerco di posizionarmi sempre un passo oltre le mie possibilità.</p>
<h2>«L’istinto professionale è quello di creare uno scritto che possa partire anche da un&#8217;idea, non solo da un sentimento, ma della cui responsabilità io mi possa far carico sempre, anche dopo anni: la verità di un testo singolo vale per tutta la produzione». Simone TEMPIA</h2>
<p style="text-align: justify;">Credo in quello che scrivo &#8211; anche oggi &#8211; altrimenti non lo farei. Ci sono regole di mercato a cui non mi sono mai piegato, valuto sempre quanto di me posso mettere in discussione e quanto, invece, non posso toccare. Il risultato è una produzione che, anche tra dieci anni, non mi vergognerò mai di aver firmato con il mio nome».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mi stai dicendo che non vuoi cavalcare il successo di Lloyd in tutti i modi possibili?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Diciamo che non ho ancora pubblicato un ricettario a nome di chef Lloyd, ad esempio. Anche il secondo libro non volevo diventasse una replica del primo, ho lavorato in tutti modi affinché non lo fosse. Talvolta è difficile opporsi a un sistema che vorrebbe il successo assicurato vendendo sempre la stessa cosa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6985.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9114 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6985.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6985.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6985-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6985-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6985-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6985-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6985-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6985-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a>La prima idea era chiaramente finalizzata a una ripetizione, ma devo dire che la mia casa editrice in questo mi ha sostenuto, permettendomi di uscire con un prodotto che ricordava il primo, nei personaggi e nello stile, ma non ne era la copia carbone».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa vuol dire essere uno scrittore e cosa rappresenta la scrittura per te?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Non so risponderti perché non c&#8217;ho mai riflettuto. Voglio fare lo scrittore da quando ho 14 anni. Suonavo la chitarra e volevo fare lo scrittore; poi ho scoperto che con la musica mi esprimevo peggio che con le parole e quindi ho deciso di fare solamente lo scrittore, pur avendo preso il diploma di chitarra. Non riesco a vivere senza pensare che quello che mi circonda possa essere scritto.</p>
<h2 style="text-align: justify;">«L&#8217;uso di Facebook è stato intenzionale, ma non suggerirei mai a nessuno di cominciare da lì, a meno che non abbia un&#8217;idea molto precisa di chi è e cosa voglia fare». simone tempia</h2>
<p style="text-align: justify;">Quando scrivo qualcosa che mi piace e vedo che funziona sono felice. Paragono questo tipo di felicità a quando consumo un buon pasto al ristorante. Non è solo nutrimento, ne traggo un vero e proprio piacere. Ed è un piacere ancora più forte perché l&#8217;ho creato io. La componente narcisistica dello scrittore è innegabile e chi lo fa, mente. A 17 anni ho cominciato a far leggere cose mie a una professoressa di Bologna perché tenerle nel cassetto non avrebbe avuto alcun senso per me.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6869.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9140 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6869.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6869.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6869-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6869-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6869-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6869-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6869-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6869-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non sarebbe un&#8217;operazione creativa compiuta se non ci fosse qualcuno che legge e, se il lettore mi restituisce un&#8217;immagine aumentata dalla sua buona accoglienza, la prima a trarne giovamento è la mia autostima. Scrivere è senz&#8217;altro un fatto terapeutico. Tutti abbiamo vuoti da colmare e raccogliere consensi riguardo al mio lavoro mi aiuta moltissimo a stare bene. Scrivere per me è anche una fatica fisica. Ho una scrittura densa e non riesco a spalmarla sulla lunga narrazione. Ho scritto dei racconti di due, tre pagine al massimo e alla fine ero stremato. Devo imparare a diluirla, altrimenti rischio di scrivere quindici pagine con la stessa fatica di scriverne trecentocinquanta».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hai utilizzato Facebook e raggiunto la notorietà. È stata una scelta precisa o è accaduto per caso?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«L&#8217;uso di Facebook è stato intenzionale, ma non suggerirei mai a nessuno di cominciare da lì, a meno che non abbia un&#8217;idea molto precisa di chi è e cosa voglia fare. Facebook è un luogo anche narrativo, non procede per sole immagini come altri social, ma è instabile, è un mare magnum.<br />
Se si aspetta da Facebook la sicurezza sul proprio valore, se non si è veramente convinti di quanto si scrive e di come,<a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6887.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-9141 alignright" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6887-500x333.jpg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6887-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6887-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6887-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6887-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6887-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6887-750x500.jpg 750w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6887.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a> allora è necessario lasciar stare; perché devi essere talmente strutturato da riuscire a resistere agli alti e bassi della piattaforma. Ho lavorato parecchio per costruire un luogo educato, molto misurato. Ho cercato di praticare la gentilezza sperando che mi venisse restituita. Ho educato me stesso a controllare la piattaforma. La mia pagina Facebook è casa mia, non ho mai bannato nessuno, ma è capitato di dover mascherare commenti che ho ritenuti non idonei per la forma. Non costringo nessuno a rimanere, ognuno è libero di leggermi, tutti siamo obbligati a un&#8217;educazione reciproca».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Evochi un mondo che ormai non esiste più, un inizio &#8216;900 un po&#8217; cinematografico, fatto di delicatezza e rigore, di modi compiti, di eleganza. Lo fai perché ne senti nostalgia o necessità?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Il 1910 in cui io abito mentalmente non coincide con il preciso momento storico reale, è la mia idea di quel periodo. Mi sento immerso nella mia contemporaneità, ma ho bisogno di un mondo letterario nel quale sentirmi al sicuro. Espongo così tanto di me in quello che scrivo che la costruzione di un mondo confortevole, scevro da violenza e volgarità verbali, mi permette di continuare a mostrarmi senza sentirmi in pericolo».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che tipo di lettore sei?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6987.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-9142" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6987-500x333.jpg" alt="" width="400" height="267" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6987-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6987-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6987-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6987-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6987-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6987-750x500.jpg 750w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6987.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a>«Un lettore pentito. Mi pento di riuscire a leggere poco e allora mi impegno per leggere tanto. Mi impegno in molti aspetti della mia vita, praticando la disciplina in modo estremamente volitivo. Ad esempio mi impongo di lavorare dalle 8.30 del mattino alle 18.30 della sera, tutti i giorni, da solo a casa. Se non fossi volitivo finirei le mie giornate in pigiama, abbruttito sul divano, a inventare scuse per non lavorare. Il senso del dovere è qualcosa che mi incatena. Incatenarsi al dovere è un peso, ma è anche una liberazione. Ho una vita poco regolata e un&#8217;emotività strabordante: mi devo necessariamente far arginare da qualcosa».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;aspetto che più amo dei dialoghi tra Lloyd e Sir è di poterli condividere con una delle mie figlie. La mia maggiore ha quasi quindici anni, le ho fatto conoscere la tua pagina ed è diventato un momento intimo di dialogo e di riflessione. Non è facile trovare un terreno comune di scambio in cui dialogare con figli della sua età. Che rapporto hai con le nuove generazioni? Hanno mai consigliato un tuo libro come testo di lettura a scuola?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Un insegnante di Venezia ha assegnato il mio libro da leggere a tre classi, ma non ho mai avuto occasione di dialogare con i ragazzi e mi piacerebbe tantissimo. Sono un osservatore attento del mondo giovanile e degli under 18, sto studiando Youtube, tentando di capirne e analizzarne le dinamiche, non perché io sia preoccupato per questi giovani d&#8217;oggi, ma perché credo che sia una conoscenza necessaria in quanto scrittore.</p>
<p><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6813.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9143 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6813.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6813.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6813-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6813-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6813-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6813-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6813-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Simone-Tempia-6813-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Noi nati negli anni &#8217;80 viviamo una fase molto positiva, perché tutto il materiale culturale è basato sul nostro immaginario e sulla nostra nostalgia, ma da qui a cinque anni la nostalgia sarà la loro e, se non conosciamo quel linguaggio e i capisaldi della loro cultura, ne rimarremo completamente esclusi. Sono molto contento di aver fatto qualcosa che attrae anche le nuove generazioni. Il miracolo della scrittura è che ogni tanto accade di riuscire a toccare l&#8217;universale».</p>
<p><em>Articolo: <strong>Maddalena Roncoletta </strong> Shooting fotografico: <strong>Martina Padovan</strong></em></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ivano Porpora, Scrittore: nudo come sempre.</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/ivano-porpora-scrittore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Roncoletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2017 13:27:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Creative]]></category>
		<category><![CDATA[Writers]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thecreativebrothers.com/?p=7918</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ivano Porpora, scrittore e insegnante di scrittura, in questa intervista ci ha spalancato le porte del suo pensiero sul potere (anzi, i numerosi poteri) della scrittura. Ivano Porpora è un uomo alto, robusto, capace di abbracci poderosi. La sua forte fisicità non è in contrasto con la delicatezza della sua anima e la profonda e&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Ivano Porpora, scrittore e insegnante di scrittura, in questa intervista ci ha spalancato le porte del suo pensiero sul potere (anzi, i numerosi poteri) della scrittura.</em><span id="more-7918"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="dropcap">I</span>vano Porpora è un uomo alto, robusto, capace di abbracci poderosi. La sua forte fisicità non è in contrasto con la delicatezza della sua anima e la profonda e sottile intelligenza, ma è un tutt&#8217;uno che si snoda in modo armonioso; così come la sua scrittura. Ivano Porpora è in grado di esporre parti di sé fatte di carne e sangue narrandole con parole potenti, ma anche di regalarci pensieri lievi, sussurrati a mezza voce. È tornato in libreria con il nuovo romanzo &#8220;<a href="https://rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?ref=qf_sp_asin_til&amp;t=opi08-21&amp;m=amazon&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;IS1=1&amp;asins=8831726684&amp;linkId=3974ad2c1c9e6404593330b7ba7ecc47&amp;bc1=FFFFFF&amp;lt1=_top&amp;fc1=333333&amp;lc1=0066C0&amp;bg1=FFFFFF&amp;f=ifr">Nudi come siamo stati</a>&#8220;, edito da Marsilio, e ci siamo incontrati in occasione di una sua presentazione, davanti a un aperitivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Credo che la necessità di narrare sia una caratteristica peculiare dell&#8217;individuo, come l&#8217;altezza o il colore degli occhi, e che quindi si nasca narratori e che poi scrittori si possa diventare, che per me sono cose diverse. Concordi con questa mia affermazione? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Tutti quanti abbiamo bisogno di narrare anche perché nel narrare non soltanto raccontiamo agli altri, ma anche a noi stessi. Attraverso la parola o il segno, l&#8217;arte in generale, raccontiamo con ordine qualcosa che dentro di noi è disordinato. Pensiamo a quando formuliamo un discorso tra noi: nel cinema può venire rappresentato attraverso un monologo, mentre in realtà è una quantità di flash, di immagini ferme, di immagini in movimento, di parole che si sovrappongono o voci che si sovrappongono e che vanno a compensarsi una con l&#8217;altra; in questo modo non sarebbe realizzabile.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-17.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-7938 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-17.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-17.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-17-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-17-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-17-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-17-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-17-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-17-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ordine ci aiuta a capire, a decodificare quello che stiamo pensando e non sappiamo di pensare, quindi la necessità di narrare è necessità di narrarci e raccontarci in quel periodo storico, in quel momento e in quel luogo. Scrivere è una necessità che non tutti hanno e io, come scrittore, faccio fatica a comprendere questo. Credo, in qualità anche di insegnante di scrittura, che la scrittura possa essere appresa, che se ne possano apprendere le norme di buona educazione. Quando si utilizzano una serie di violazioni di regole con la scusa di sacrificare il tutto alla velocità, al &#8220;ci siamo comunque capiti&#8221; (ad esempio in chat privata il pò al posto di po’, il sì non accentato) in quel momento si sta sottraendo una quantità di norme di buona educazione. Scrivere è conformarsi a una serie di regole e poi, grazie a quelle regole, esprimere la propria creatività».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hai una scuola di scrittura “La Nottola di Minerva” e tieni molti corsi in tutta Italia. Cosa significa per te insegnare a scrivere ad altri e quanto, di questa attività, riesci a trasferire nei tuoi libri? Ce n&#8217;è traccia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Sì, anche dal punto di vista immaginativo. Quando insegni scrittura a una persona devi evitare che assuma il tuo modo di raccontare, perché il suo modo di pensare è unico e degno; quindi insegnare scrittura è innanzitutto concedere dignità alle persone. I corsi di scrittura che tengo non sono corsi di autoaiuto, ma mi sono reso conto negli anni che sapere che la propria voce è già di per sé qualcosa di originale e che può essere solo gestita meglio risulta come strumento di liberazione che produce un&#8217;esplosione dell&#8217;immaginario. Io considero me stesso non tanto come una persona che inserisce elementi d&#8217;immaginario, ma come una persona che toglie freni; eliminati questi freni nasce il mondo perché il mondo, queste persone, ce l&#8217;hanno già dentro. Non è creazione, ma recupero. Ovviamente io ne traggo tanto vantaggio;<a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-24.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-7939 alignright" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-24.jpg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-24.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-24-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-24-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-24-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-24-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-24-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-24-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a> persone che hanno letto cose mie scritte quattro o sei o otto anni fa hanno in visto in me diversi passaggi e credo che i passaggi più forti siano accaduti nel momento in cui ho cominciato a insegnare a scrivere. Insegnare a scrivere ti pone di fronte a persone che hanno sì molti problemi, ma che a quei problemi hanno spesso supplito in modo creativo; allo stesso modo io devo considerare i problemi che hanno avuto e trovare dei modi per eludere questi problemi o per ragionare su questi problemi, ma contemporaneamente devo ragionare sul fatto che hanno trovato questo modo creativo e questo modo creativo può essere utile ad altri: compreso me.</p>
<h2>«Quando insegni scrittura a una persona devi evitare che assuma il tuo modo di raccontare, perché il suo modo di pensare è unico e degno». IVANO PORPORA.</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quand&#8217;è che hai stabilito che eri in grado di saper insegnare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Trasferire dei concetti e fare in modo che questi concetti vengano appresi e metabolizzati la considero la cosa più difficile del mondo. Tempo fa ho letto un&#8217;intervista del cantante dei Beastie Boys che raccontava di come avesse conosciuto il bassista: &#8220;Ho conosciuto Adam Yauch perché avevo bisogno di soldi e ho risposto ad un&#8217;inserzione in cui si cercava un insegnante di basso; io non sapevo insegnare il basso ma avevo bisogno di soldi&#8221;. Per me è stata la stessa cosa; ho ragionato sul fatto che ci fosse bisogno di qualcuno che insegnasse a scrivere e mi sono detto: &#8220;Ho avuto talmente tanti problemi nell&#8217;insegnare a me stesso a scrivere, perché ho commesso tutti gli errori possibili, e visto che li ho avuti tutti quanti e li ho gestiti in modo autonomo e penso di aver ottenuto risultati apprezzabili, allora posso fare un corso di scrittura gradevole&#8221;. Inizialmente li ho impostati in modo scherzoso.<a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-7.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-7940 alignleft" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-7.jpg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-7.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-7-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-7-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-7-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-7-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-7-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-7-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a> Il primo è stato &#8220;Corso di scrittura per aspiranti chef&#8221; e traeva origine dalle regole che si desumevano dal noto programma di cucina Masterchef, il secondo &#8220;Scrivere di gusto&#8221;; pian piano ho tolto le sovrastrutture di scherzo, benché in classe si rida ancora tanto, per andare alle origini della scrittura in modo sempre più consapevole. Ho sperimentato un affidamento progressivo da parte dei miei corsisti alle mie capacità di insegnante di scrittura che ha reso possibile dei veri e propri miracoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando è stato il momento in cui ti sei reso conto di voler intraprendere la professione di scrittore e quali sono state le motivazioni?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il 12 maggio 2008: quel giorno ha cambiato tutto. Era diverso tempo che ci meditavo sopra, mi trovavo in un convento a Rosignano Marittimo, provavo una forte insoddisfazione per la vita che stavo conducendo. Facevo un lavoro manageriale e scrivevo cercando di ricavare un po&#8217; di spazio per poterlo fare. Per un cristiano la parola &#8220;missione&#8221; ha un significato preciso. Ho cominciato a dirmi che se aveva un senso essere cristiano nel mondo non potevo permettermi di continuare a scrivere a metà tempo, dovevo seguire quella che era la mia missione e fare in modo che la mia vita fosse autenticamente la cosa più bella che io mi potessi augurare. Lasciai il lavoro, chiesi alla mia compagna di sposarmi. Non avevo nessun contratto e nessuna idea di romanzo, solo racconti sparsi; &#8220;Ma questa è la mia strada e la porto fino in fondo&#8221;, mi dicevo. Avevo vinto un concorso letterario, il presidente della giuria era Giulio Mozzi che mi propose a Einaudi e nel 2012 pubblicai il mio primo romanzo, &#8220;<a href="https://rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?ref=qf_sp_asin_til&amp;t=opi08-21&amp;m=amazon&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;IS1=1&amp;asins=8806200488&amp;linkId=543cc506bdcb5728eced05ac53983367&amp;bc1=FFFFFF&amp;lt1=_top&amp;fc1=333333&amp;lc1=0066C0&amp;bg1=FFFFFF&amp;f=ifr">La conservazione metodica del dolore</a>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ufficialmente, quindi, nasci come scrittore nel 2012. Ne La conservazione il personaggio principale, Benito, dopo aver perduto i ricordi di almeno un decennio, attraverso una serie di flashback recupera una memoria anche molto dolorosa. Memoria e sofferenza fanno parte dei tuoi motori narrativi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-16.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-7941 alignleft" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-16.jpg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-16.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-16-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-16-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-16-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-16-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-16-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-16-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a>Il romanzo parla dell&#8217;epilessia e, soffrendo io della stessa malattia, so cosa vuol dire e ho dovuto fare i conti anche io con la mia memoria. Ho sofferto dello smarrimento dei ricordi prima di un periodo di cinque anni, poi di tre, poi di due, nel senso che pian piano sono andato a recuperare anni di memoria, ma comunque c&#8217;è un gap che non si è colmato e fatalmente è un gap per me molto rilevante, perché parla di anni miei all&#8217;università, quindi di memorie che hanno a che fare non soltanto con esami universitari passati, quindi con un bagaglio di conoscenze che mi sarebbe piaciuto avere, ma anche con persone; io non mi ricordo di aver avuto a che fare con persone con le quali ho magari scambiato tantissimo, non mi ricordo nemmeno i nomi. Al di là di questo credo che sia un percorso comune a molte persone la distanza che esiste tra la memoria e l&#8217;oblio. La volontà che a volte si ha è di mandare a memoria le cose avvalendoci anche della tecnologia, ad esempio la macchina fotografica o il registratore, ma a volte abbiamo addirittura la volontà di non mandare a memoria attraverso supporti per mantenere nella memoria noi; mantenerne traccia mentale per riuscire a viverle senza la distrazione di schermi. Ci sono elementi della nostra esistenza che vorremmo consegnare volontariamente o alla dimenticanza o all&#8217;oblio. L&#8217;oblio è una dimenticanza forzata,<a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-4.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-7943 alignright" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-4.jpg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-4.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-4-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-4-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-4-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-4-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-4-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-4-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a> nel mio caso a causa di questo oblio forzoso dovuto alla malattia ho dovuto lavorare sull&#8217;emersione completa di tutto quello che avevo perso e poi nella scelta di quello che volevo mandare a memoria e di quello che volevo perdere. A volte in questo percorso ho vissuto sovrapposizioni di ricordi e di figure, esattamente come Benito. Nel romanzo le figure femminili della sua vita a volte si sovrappongono ma non perché abbiano lo stesso valore o siano interscambiabili, ma perché ha la necessità di farle emergere dal fondale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hai appena pubblicato il tuo secondo romanzo &#8220;<a href="https://rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?ref=qf_sp_asin_til&amp;t=opi08-21&amp;m=amazon&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;IS1=1&amp;asins=8831726684&amp;linkId=3974ad2c1c9e6404593330b7ba7ecc47&amp;bc1=FFFFFF&amp;lt1=_top&amp;fc1=333333&amp;lc1=0066C0&amp;bg1=FFFFFF&amp;f=ifr">Nudi come siamo stati</a>&#8220;, un libro di poesie &#8220;<a href="https://rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?ref=qf_sp_asin_til&amp;t=opi08-21&amp;m=amazon&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;IS1=1&amp;asins=889691096X&amp;linkId=f77c678ce5867209a19d14e51d11779c&amp;bc1=FFFFFF&amp;lt1=_top&amp;fc1=333333&amp;lc1=0066C0&amp;bg1=FFFFFF&amp;f=ifr">Parole d’amore che moriranno quando morirai</a>&#8220;, una favola per bambini &#8220;<a href="https://rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?ref=qf_sp_asin_til&amp;t=opi08-21&amp;m=amazon&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;IS1=1&amp;asins=8899006075&amp;linkId=987b7a8fac49b603ecee6b3466644f21&amp;bc1=FFFFFF&amp;lt1=_top&amp;fc1=333333&amp;lc1=0066C0&amp;bg1=FFFFFF&amp;f=ifr">La vera storia del leone Gedeone</a>&#8221; e una raccolta di fiabe per adulti &#8220;<a href="https://rcm-eu.amazon-adsystem.com/e/cm?ref=qf_sp_asin_til&amp;t=opi08-21&amp;m=amazon&amp;o=29&amp;p=8&amp;l=as1&amp;IS1=1&amp;asins=8897089925&amp;linkId=3d1a6f7a2e3502348239e51ba544e3fe&amp;bc1=FFFFFF&amp;lt1=_top&amp;fc1=333333&amp;lc1=0066C0&amp;bg1=FFFFFF&amp;f=ifr">Fiabe così belle che non immaginerete mai</a>&#8220;. Esiste una forma narrativa che senti più vicina?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«La forma narrativa che sento più mia è diversa dalla forma narrativa che sento più facile. Da un punto di vista mentale la forma a me più vicina è il romanzo; procedo per lunghe narrazioni e contemporaneamente. Scrivo diverse storie che si allacciano tra di loro e che hanno a che fare a volte con lo stesso universo narrativo; ad esempio tornano gli stessi personaggi in diversi romanzi e magari un personaggio che compare soltanto per poco all&#8217;interno di un romanzo può diventare il protagonista in un altro.</p>
<p><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-5.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-7942 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-5.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-5.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-5-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-5-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-5-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-5-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-5-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-5-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Succede che attraverso narrazioni incrociate i miei personaggi trovino lo spazio giusto per raccontarsi e spiegarsi tra loro. Le poesie, invece, procedono per sottrazione più che per accumulo; in particolare le poesie che scrivo, che sono d&#8217;amore, vanno a inserirsi in un panorama abbastanza crudo, che è quello dei romanzi, aggiungendo quel dettaglio di sensibilità che a volte mi manca. Le favole, le fiabe e anche i racconti sono forme narrative complete in sé, sono piccoli rimasugli che non andranno a costruire una storia complessa, ma sono belle così nella loro semplicità e lunghezza limitata».</p>
<h2>«Scrivere, così come ogni altra manifestazione artistica compresa la lettura, non è un modo per risolvere problemi ma un modo per presentarseli».&nbsp;IVANO PORPORA.</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;ultima domanda è in relazione a quanto hai detto fino ad ora. La scrittura ci salva dall&#8217;oblio, fa ordine nelle nostre esistenze e nella nostra testa e quindi ha una capacità molto grande di dare una forma. Ma è anche una capacità salvifica? La scrittura, di per sé, ci può salvare dall&#8217;esistenza, dalla quotidianità, da quello che siamo regalandoci anche identità che non sono le nostre?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Scrivere non aiuta a uscire, ma aiuta a entrare. Quando hai a che fare realmente con impegno, attenzione, costanza, concentrazione e dedizione con la scrittura &#8211; e con dedizione non intendo soltanto la fatica ma la capacità di abbandonarsi totalmente a qualcosa che ci valorizzi -, allora questa ti permette di entrare di più all&#8217;interno di te stesso e a contatto con i tuoi problemi. Scrivere, così come ogni altra manifestazione artistica compresa la lettura, non è un modo per risolvere problemi ma un modo per presentarseli. Presentarsi problemi inizialmente ti pone davanti alla tua pochezza perché ti mostra l&#8217;incapacità che hai nel risolverli, ma ad un tratto capisci che l&#8217;impotenza genera soluzioni. Lo scrittore Alessandro Baricco ha espresso un pensiero, durante un&#8217;intervista, che ho trovato molto bello: &#8220;Invidio ai cattolici il significato che danno alle ginocchia&#8221;, nel senso che per noi le ginocchia sono snodi di articolazioni mentre i credenti cattolici si inginocchiano, dando a questa parte del corpo tutt&#8217;altro valore.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-8.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-7944 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-8.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-8.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-8-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-8-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-8-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-8-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-8-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/09/Ivano-Porpora-8-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Credo che inginocchiarsi sia un&#8217;attività che si fa tantissimo nell&#8217;azione della scrittura: se tu stai scrivendo in maniera seria &#8211; il che non vale solo per i professionisti &#8211; e sei piantato lì sul tavolo, &#8220;onesto e vigoroso&#8221; come diceva Ernest Hemingway, c&#8217;è un momento in cui ti inginocchi perché hai la netta sensazione di non poter emergere, sai di non poter sopravvivere ed è in un quel momento che, improvvisamente, su di te cala la grazia».</p>
<p><em><strong>Articolo:</strong> Maddalena Roncoletta &nbsp; <strong>Shooting fotografico:</strong> Simone Toson&nbsp;</em></p>
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			</item>
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		<title>Désirée Zucchi, TedX Speaker’s Coordinator: time to rock</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/desiree-zucchi-tedx/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2017 10:31:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Creative]]></category>
		<category><![CDATA[Writers]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Désirée Zucchi è Speaker&#8217;s Coach &#38; Coordinator per TEDx Verona, l&#8217;associazione no profit che organizza conferenze ad alto contenuto di innovazione in tutto il mondo. L&#8217;abbiamo incontrata e ci ha raccontato una storia di idee ed energia. «Idee che vale la pena diffondere» in grado di poter cambiare, in toto o anche solo in minima&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Désirée Zucchi è Speaker&#8217;s Coach &amp; Coordinator per TEDx Verona, l&#8217;associazione no profit che organizza conferenze ad alto contenuto di innovazione in tutto il mondo. L&#8217;abbiamo incontrata e ci ha raccontato una storia di idee ed energia.<br />
<span id="more-7788"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="dropcap">«I</span>dee che vale la pena diffondere» in grado di poter cambiare, in toto o anche solo in minima parte, la nostra mentalità o visione personale del mondo. E farlo grazie al racconto di esperienze così forti da ispirare un cambiamento positivo in ognuno di noi. Questo, in poche parole, l&#8217;obiettivo di TED (acronimo di&nbsp;Technology, Entertainment, Design), l&#8217;associazione no profit che, grazie all&#8217;organizzazione di conferenze in&nbsp;tutto il mondo, da anni riesce a far incontrare menti stupefacenti e persone dal pensiero innovativo capaci di uscire dagli schemi, ispirare e sprigionare energie in grado di dare una spinta innovativa al pensiero globale, grazie a dei talk in cui ogni speaker ha a disposizione un massimo di venti minuti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9596.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-7812 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9596.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9596.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9596-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9596-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9596-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9596-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9596-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9596-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a><br />
<strong>Désirée Zucchi</strong>, Speaker&#8217;s Coach &amp; Coordinator per TEDx Verona, ha intuito anni fa il potenziale dirompente di un format come questo e, insieme ad&nbsp;un gruppo di volontari, ha dato vita nel 2014 all&#8217;edizione scaligera del format. Da allora Tedx Verona, con un approccio volutamente multidisciplinare, riunisce una volta l&#8217;anno personalità di spicco che si alternano su un palco per condividere con una platea idee, storie, visioni e passioni. A lei abbiamo chiesto di &nbsp;raccontare lo spirito, l&#8217;essenza e l&#8217;impegno alla base di ogni conferenza TED.</p>
<p><strong>Désirée, puoi</strong><strong>&nbsp;raccontarci qual è la tua formazione, il tuo percorso lavorativo e come sei approdata al progetto TEDx?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Mi ritengo una persona molto fortunata perché ho sempre potuto coltivare alcune grandissime passioni, che hanno poi avuto molto rilievo nelle mie scelte lavorative: la musica, la scrittura e la fotografia. La mia indole curiosa mi ha portata a preferire lavori e progetti che comportassero dinamismo e contatto con le persone.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9690.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-7809" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9690.jpg" alt="Desiree Zucchi con macchina fotografica" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9690.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9690-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9690-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9690-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9690-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9690-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9690-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Con una laurea in lettere nel cassetto ho lavorato sia come fotografa per la moda sia come giornalista, occupandomi di recensioni di concerti e mostre fotografiche per un quotidiano locale.<br />
In seguito, grazie al ruolo di responsabile comunicazione, marketing ed eventi per Fnac Verona, ho potuto unire i miei interessi creativi ad una professione manageriale. Quello che mi entusiasmava era poter portare nella mia città artisti mainstream, scrittori, musicisti emergenti, personaggi e idee che fino ad allora non erano mai stati a Verona, con un format che ancora&nbsp;non esisteva: dall’incontro diretto col pubblico allo showcase musicale.<br />
Chiusa quest&#8217;esperienza&nbsp;ho iniziato nuovi percorsi sempre nell&#8217;ambito del marketing, della comunicazione e della organizzazione di eventi che mi hanno portata principalmente fuori Verona. Ma il legame con la mia città e il mio interesse per il tema dell&#8217;innovazione era&nbsp;così forte che non ho smesso di occuparmene. Così ho&nbsp;assunto il ruolo di selezionatrice e curatrice degli speaker per l&#8217;edizione scaligera della conferenza <a href="https://www.tedxverona.com">TEDx</a>».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci puoi spiegare in cosa consiste il format di conferenze TEDx e i motivi per cui ti ha affascinato al punto tale da prenderne parte?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Il format di conferenza TED è nato diversi anni fa grazie a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/TED_(conferenza)">Chris Anderson</a>, un giornalista che ebbe l&#8217;illuminazione di pensare a come poter diffondere al meglio le idee innovative di alcuni tra i pensatori più interessanti e visionari. TED è un acronimo che significa &#8220;Technology, Entertainment, Design&#8221;, le tre tematiche su cui si è sviluppato inizialmente questo format. In seguito, le discipline affrontate si sono ampliate fino a coprire temi multidisciplinari, in ogni ambito.<br />
Il termine Entertainment, così come Design, non è stato scelto a caso: secondo Anderson la trasmissione del pensiero innovativo non deve essere contrassegnata da un’aura di serietà o austerità ma, al contrario, deve avvenire tramite processi creativi. Quel che conta, infatti, non è solo promuovere l&#8217;innovazione in ambito tecnologico, con i suoi sviluppi sociali e ricadute di profitto, ma anche e soprattutto un&#8217;idea di bellezza condivisa.<br />
Il gruppo che si forma per organizzare un TEDx è&nbsp;una community di volontari che mette&nbsp;ogni energia per organizzare un evento aperto alla cittadinanza, per &nbsp;favorire l&#8217;incontro con &#8220;idee che vale la pena diffondere&#8221;. La forza di queste idee trova poi spazio sulla piattaforma internazionale <a href="https://www.ted.com/">ted.com</a>, dove vengono caricati i video di ogni conferenza».</p>
<h2 style="text-align: justify;">«Il gruppo che si forma per organizzare un TEDx È&nbsp;una community di volontari che mette&nbsp;ogni energia per organizzare un evento aperto alla cittadinanza, per favorire l&#8217;incontro con &#8220;idee che vale la pena diffondere&#8221;». DÉSIRÉE ZUCCHI</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9733.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-7810 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9733.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9733.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9733-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9733-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9733-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9733-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9733-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9733-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">«In questa community il mio ruolo è quello di scegliere la rosa finale degli speaker, quindi le idee e i contenuti che verranno comunicati sul palco e la formazione degli speaker. Ognuno di loro ha al massimo venti&nbsp;minuti per raccontare la sua idea, da solo sul palco, in uno speech che ha più l&#8217;aspetto di un monologo che quello di una conferenza: il pubblico non interviene, l&#8217;ispirazione nasce fortemente dalla capacità empatica di chi è sul palco».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In questo particolare format di conferenze qual è il tuo apporto alla definizione delle tematiche e alla selezione dei testimonial che vengono chiamati a parlare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«La nostra conferenza, rispondendo alle linee guida di TEDx, vuole portare a conoscenza della nostra realtà locale idee di personaggi che vengono da fuori, ma anche e soprattutto raccontare storie di veronesi che hanno creato qualcosa di grande, magari all&#8217;estero, o nella nostra stessa realtà, di cui la maggior parte di noi non conosce nemmeno il nome.<br />
<a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9572.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9572-500x333.jpg" alt="" width="350" height="233"></a>Il mio lavoro è quindi anzitutto di scouting: raccolgo le idee durante tutto l&#8217;anno, mi documento sia su tematiche di interesse globale, come l&#8217;innovazione digitale, quella tecnologica, le dinamiche di organizzazione sociale e le diverse forme di business su scelte di vita così particolari e <em>disruptive</em> da non poter essere ignorate.<br />
Stimolo i colleghi del team a fare una ricerca altrettanto attenta, servendomi all&#8217;occorrenza anche di persone esperte di specifici settori, in modo che ci sia una pluralità di proposte, e una volta identificate le aree tematiche, o le personalità più interessanti, inizio una ricerca più approfondita su chi, tra i nomi già autorevoli e persone non note (caratteristica fondamentale in TED), possa essere in grado di tenere uno speech sul palco.<br />
Si tratta di un approccio ad oggi volutamente multidisciplinare: vogliamo parlare di tematiche diverse, anziché proporre un tema unico. Il tema – quest&#8217;anno sarà TIME TO ROCK – è il <em>fil rouge</em> attorno al quale si costruiscono gli interventi e funziona da chiave di lettura dell&#8217;approccio alla tematica, più che da confine sui contenuti.&nbsp;La risposta di Verona finora è stata grandiosa: attorno al format TEDx si stanno raccogliendo<a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9560.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9560-500x333.jpg" alt="" width="350" height="233"></a> sponsor, partner, comunità di innovatori locali che in qualche modo vogliono contribuire alla riuscita di questo evento, ormai attesissimo nella nostra città. Il primo anno, nel 2014, i 100 biglietti sono finiti in 9 minuti, dagli anni successivi la possibilità di accogliere 800 persone in Gran Guardia non ci ha ha tuttavia permesso di soddisfare tutte le richieste di partecipazione».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci sono dei temi che ti hanno attratto in modo particolare in questi anni di organizzazione del TEDx Verona?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Se dovessi pensare a&nbsp;un tema, non potrei non menzionare la ricerca del <strong>Prof. Massimo Delledonne</strong> dell&#8217;Università di Verona sul genoma. Questo lavoro, che il Professore di genetica ha perfezionato sul proprio DNA, ha risvolti importantissimi sull&#8217;impostazione della medicina del futuro: quello che sta scritto nel nostro patrimonio genetico, se conosciuto fin dalla nostra nascita, può preservarci da malattie e prepararci al meglio per affrontare quelle inevitabili.</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe loading="lazy" title="My beautiful genome: Massimo Delledonne at TEDxVerona" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/nM37wfq25L0?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<p style="text-align: justify;">Anche l&#8217;evoluzione del concetto di cibo e di alimentazione ha fatto parte del nostro percorso. Un&#8217;evoluzione che porterà nel prossimo futuro a scenari impensabili fino a poco tempo fa. Per iniziare a far riflettere il pubblico di TEDx su questo tema e le sue tante implicazioni (salute, consumismo, sostenibilità) abbiamo invitato <strong>Marco Ceriani</strong>, CEO di Italbugs, start up che mira a realizzare colture di insetti a scopo alimentare. Sapere che esistono investitori in Italia disposti ad investire su una realtà che mira a trasformare gli insetti in&nbsp;alimento commestibile rappresenta sicuramente un tema forte ed un argomento di rottura dai canoni classici di pensiero.<br />
La retorica stessa, base della comunicazione nel format TED, è stata argomento di riflessione, grazie a <strong>Simon Lancaster</strong>, inglese, tra i massimi esperti di <em>speechwriting</em> e <em>ghost writer,</em> tra gli altri, di Tony Blair: secondo Lancaster la retorica per centinaia di anni è stata parte della formazione delle persone, perché aumenta la loro capacità di contrattazione e di convincimento, quindi di potere. In questo senso, retorica fa rima con democrazia, ed è quindi un atto dovuto la formazione dei giovani sul <em>public speaking</em>. Il suo video registrato a TEDxVerona ha raggiunto su Youtube il milione di visualizzazioni in un anno, un record assoluto per uno speech di un evento locale.<br />
Nella selezione degli speaker non scordo mai la necessità di inserire uno speech motivazionale: per questo vado alla ricerca o di atleti carismatici o personaggi che hanno affrontato e vinto grosse sfide nella loro vita: tra tutti, <strong>Tamara Lunger</strong> e <strong>Alex Bellini</strong> sono stati nostri speaker validissimi».</p>
<p><strong>Nello specifico, quali sono i principali criteri di selezione degli speaker e come li accompagni nella loro preparazione dello speech?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Stare su un palco di TEDx non è come fare un monologo in una qualsiasi altra conferenza.&nbsp;Un evento TEDx ha un pubblico molto eterogeneo, ma al contempo molto attento e con un livello culturale elevato. Per questo motivo chi viene invitato a parlare sul palco deve essere un punto di riferimento nel proprio settore e deve avere capacità di coinvolgimento nell&#8217;espressione. È un pubblico preparato, attento e in qualche modo, esigente. Si aspetta di venir incuriosito e sorpreso.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9681-1.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-7814 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9681-1.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9681-1.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9681-1-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9681-1-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9681-1-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9681-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9681-1-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9681-1-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a><br />
Il mio compito non riguarda quindi solo la selezione degli speaker, ma anche la necessità di armonizzazione i contenuti tra loro, quindi organizzare gli interventi in una scaletta che non crei sovrapposizioni di tematiche, ma disegni invece un preciso percorso emotivo. Per questo mi occupo anche di affiancare i relatori nella costruzione del testo del loro speech, e della presentazione dal vivo. Attraverso colloqui individuali e <em>skype call</em> instauro un contatto diretto con il nostro testimonial: una sorta di accompagnamento fino al momento in cui salirà sul palco.</p>
<h2 style="text-align: justify;">«L’umorismo è una chiave imprescindibile in questi talk, a cui noi italiani non siamo abituati: solo di recente stiamo accettando di farci contaminare in questo dai nostri maestri anglosassoni, che nello humor non vedono un limite alla serietà dell&#8217;esposizione, ma giustamente una chiave di attrazione dell&#8217;attenzione». Désirée Zucchi</h2>
<p style="text-align: justify;">Con umiltà inizio un percorso al loro fianco, per arrivare a capire il focus di quello che ognuno dei nostri speaker può dire, dando un taglio ispirazionale. A volte gli stessi speaker si stupiscono della forza che può avere per loro lo storytelling, il sapersi raccontare ad una platea estranea. Riuscire a far emergere il valore del loro racconto può rivelarsi un percorso lungo e complesso, in cui ci si mette in gioco con umiltà, da ambo le parti.<br />
L&#8217;umorismo è una chiave imprescindibile in questi talk, a cui noi italiani non siamo abituati: solo di recente stiamo accettando di farci contaminare in questo dai nostri maestri anglosassoni, che nello humor non vedono un limite alla serietà dell’esposizione, ma giustamente una chiave di attrazione dell&#8217;attenzione».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci sono talk o speaker a cui hai avuto modo di assistere (o di vedere tramite il canale Youtube dedicato) nella galassia TEDx che avresti voluto selezionare personalmente?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Certamente. Uno dei miei talk preferiti è quello di <strong>Rita Pierson</strong>&nbsp;&#8220;Every kid needs a champion&#8221;, sul ruolo dei docenti nella formazione dei giovani, nella strutturazione della loro personalità, che resta poi per tutta la vita. Un altro talk straordinario è stato quello del giovane <strong>Jack Andraka</strong>, che a soli 14 anni ha scoperto un metodo di screening per il tumore al pancreas di cui era morto un suo caro amico. La dimostrazione che la voglia di uscire da un problema è così forte da portare chiunque a potersi applicare per trovare una soluzione.</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe loading="lazy" title="Every kid needs a champion | Rita Pierson | TED" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/SFnMTHhKdkw?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<p style="text-align: justify;">O ancora l&#8217;intervento di <strong>Matt Cutts</strong>, manager di Google, che ha raccontato in sei&nbsp;minuti (tanti ne bastano per un talk di puro effetto) come sia importante porsi obiettivi sempre nuovi. Ogni trenta giorni se ne pone uno differente come, ad esempio, andare in bici al lavoro per un mese consecutivo oppure imporsi di scrivere un libro anche senza qualsivoglia ambizione editoriale. Ecco, in questo video è concentrata la capacità di un format che in pochi minuti riesce a passare messaggi stimolanti per la motivazione di chi ascolta».</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe loading="lazy" title="Try something new for 30 days - Matt Cutts" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/UNP03fDSj1U?start=93&#038;feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>So che state lavorando alla prossima edizione di TEDxVerona, che si terrà il 7 e 8 ottobre, sempre alla Gran Guardia, e Il processo di selezione dei relatori è già in atto. Se tu potessi scegliere e ottenere la presenza di uno speaker, chi sogneresti di invitare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Mi piacerebbe proporre una tematica sulla necessità di dare spazio alla propria vita creativa. &#8220;Time to rock&#8221; è anche questo. Vorrei anche stimolare il confronto su come vivere al meglio l&#8217;era digitale, con le sue contraddizioni, le opportunità e gli scenari che ci sottoporrà negli anni: in questo quadro, dove la tecnologia avvicina e al contempo allontana le persone, capire come cogliere il meglio dell&#8217;innovazione senza perdere la tangibilità delle relazioni, il rapporto con la natura, i tempi lenti della riflessione.<br />
C&#8217;è già un processo di reazione in atto: penso, ad esempio, all&#8217;artigianato che sta riemergendo e con esso la rivalutazione di molte professioni che sembravano quasi scomparse. Una sorta di reazione naturale all&#8217;avvento della società digitale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9788.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-7815 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9788.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9788.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9788-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9788-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9788-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9788-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9788-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/07/Desiree-Zucchi-9788-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a><br />
Se invece mi permetti di sognare e di lasciarmi trascinare dalla mia passione per la pallacanestro, come speaker motivazionale avrei un solo e unico desiderio: avere sul palco <strong>Kobe Bryant</strong>. Un sogno impossibile, ma mai dire mai nella vita».</p>
<p>Articolo: <strong>Mauro Farina</strong> &nbsp;Shooting fotografico: <strong>Barbara Rigon</strong></p>
<hr>
<p><a href="https://www.tedxverona.com/">&#8220;Time to Rock&#8221; </a>&nbsp;è il titolo del prossimo appuntamento di TedX Verona che si terrà&nbsp;il 7 e l&#8217;8 Ottobre 2017, primo evento TEDx italiano strutturato su due intere giornate di workshop e conferenze.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/desiree-zucchi-tedx/">Désirée Zucchi, TedX Speaker’s Coordinator: time to rock</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Matteo Bussola, Narratore: guardare la vita da un quadratino</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/matteo-bussola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jun 2017 17:36:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Creative]]></category>
		<category><![CDATA[Writers]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thecreativebrothers.com/?p=7259/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Incontriamo Matteo Bussola al parco giochi dell&#8217;Arsenale di Verona; alla sinistra dell’ingresso principale c&#8217;è una piccola giostra di cavalli, di quelle piene di luci. Da anni, ogni giorno, Matteo Bussola utilizza Facebook proprio come se fosse un diario, raccontando della sua vita in un piccolo paese della provincia di Verona; i momenti con la compagna&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/matteo-bussola/">Matteo Bussola, Narratore: guardare la vita da un quadratino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Incontriamo Matteo Bussola al parco giochi dell&#8217;Arsenale di Verona; alla sinistra dell’ingresso principale c&#8217;è una piccola giostra di cavalli, di quelle piene di luci.<br />
<span id="more-7259"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="dropcap">D</span>a anni, ogni giorno, <strong>Matteo Bussola</strong> utilizza <a href="https://www.facebook.com/matteo.bussola.1">Facebook</a> proprio come se fosse un diario, raccontando della sua vita in un piccolo paese della provincia di Verona; i momenti con la compagna Paola Barbato, scrittrice e sceneggiatrice per &#8220;Dylan Dog&#8221; della Sergio Bonelli Editore, e i dialoghi con le sue tre bambine: Virginia, Ginevra e Melania. Da queste narrazioni quotidiane è nato il suo libro, <a href="http://www.einaudi.it/libri/libro/matteo-bussola/notti-in-bianco-baci-a-colazione/978880623051">&#8220;Notti in bianco, baci a colazione&#8221;</a>, pubblicato a maggio del 2016 con la casa editrice Einaudi Stile Libero.<br />
Matteo ci saluta sorridendo, ci stringe le mani con fare amichevole e accogliente: è una persona che non solo scrive riuscendo a comunicare bene quel che pensa, ma sa anche dirlo, in modo schietto e preciso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hai già avuto modo in diverse occasioni di raccontare il percorso che ti ha portato da una laurea in architettura a diventare un fumettista per una delle più importante case editrici del settore. Immagino che da bambino avrai spesso fantasticato su cosa avresti voluto fare da grande.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Sì, volevo fare i fumetti. Tutti i bambini sanno cosa vorranno fare una volta cresciuti ma spesso, con il passare degli anni, tendono a dimenticarlo. Io invece non me ne sono mai scordato. Lavoravo come architetto in un ufficio tecnico del Comune di Verona e mi occupavo della progettazione di opere pubbliche.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-11.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-7580 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-11.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-11.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-11-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-11-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-11-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-11-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-11-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-11-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A 35 anni, dopo aver assistito al continuo e radicale taglio di fondi pubblici, anziché stare lì a scaldare una sedia ho intravisto con chiarezza una finestra attraverso la quale infilarmi. Prima la vita, con i continui impegni quotidiani, mi aveva sempre distolto dall&#8217;obiettivo: continuavo a rimandare la decisione perché pensavo ci sarebbe&nbsp;stato tempo. Invece, l&#8217;unico motore per riuscire a&nbsp;fare quello che si è sempre voluto fare consiste nel non darsi alcun tipo di alternativa».</p>
<h2 style="text-align: justify;">«A 35 anni, dopo aver assistito al continuo e radicale taglio di fondi pubblici, anziché stare lì a scaldare una sedia ho intravisto con chiarezza una finestra attraverso la quale infilarmi. Prima la vita, con i continui impegni quotidiani, mi aveva sempre distolto dall&#8217;obiettivo: continuavo a rimandare la decisione perché pensavo ci sarebbe stato&nbsp;tempo. Invece, l&#8217;unico motore per riuscire a&nbsp;fare quello che si è sempre voluto fare consiste nel non darsi alcun tipo di alternativa». Matteo Bussola</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-20.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-7581 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-20.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-20.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-20-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-20-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-20-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-20-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-20-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-20-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">«C&#8217;è anche un secondo motivo che mi ha portato a seguire il mio sogno ed è stata la consapevolezza di stare per diventare padre per la prima volta. Mentre la paternità dovrebbe essere il momento in cui si prendono decisioni da persona responsabile, per me è stata invece l&#8217;occasione per dare a mia figlia un insegnamento ancora prima che nascesse: fare nella vita quello che si vuole veramente. Questa convinzione ha portato ulteriore coraggio alla mia decisione di cambiare. Non la consiglierei come strategia, ma nel mio caso ha funzionato».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Grazie ai post pubblicati sul tuo profilo Facebook sei diventato molto noto a livello nazionale, tanto che hai pubblicato il tuo primo libro. Leo Ortolani, tuo collega fumettista e autore di Rat-Man dice che il modo di fare letteratura e di concepire la stessa sta cambiando profondamente anche per merito dei social network. Ti ritrovi in queste affermazioni?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Sì, sono convinto che si possa fare letteratura anche su Facebook: il bello della scrittura in generale consiste nel fatto che si sia sempre alla ricerca di un interlocutore possibile. I libri, per esempio, non sono che una specie di lettera spedita a un qualcuno che si trova in un altro luogo e in un altro tempo. L&#8217;aspetto innovativo di una piattaforma social sta nel fatto che l&#8217;interlocutore ha la possibilità di rispondere e interagire. Raccontando in tempo reale le mie esperienze, riesco ad accedere a quelle altrui».</p>
<h2 style="text-align: justify;">«Se il compito della scrittura è quello di costruire ponti, allora Facebook è uno dei luoghi ideali per poterlo fare». Matteo Bussola</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-8.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-7573 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-8.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-8.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-8-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-8-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-8-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-8-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-8-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-8-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">«Se il compito della scrittura è quello di costruire ponti, allora Facebook è uno dei luoghi ideali per poterlo fare. Ed è anche un luogo di sperimentazione. Non ho, nei confronti del mezzo, l&#8217;atteggiamento di diffidenza che si incontra in certi ambienti della cultura ufficiale, nei quali è opinione comune che la letteratura si esprima solo attraverso canali e oggetti canonici e specifici, codificati nel tempo. Per me non è mai il luogo a fare la scrittura, ma è ogni volta la scrittura a creare un luogo di incontro possibile. L&#8217;esempio del premio Nobel dato a Bob Dylan è calzante. Lui ha sempre usato le canzoni come un linguaggio: il suo. Lo stesso vale per la poesia. In tempi antichi le poesie dei trovatori e dei canti omerici venivano recitate a voce alta accompagnate dalla musica. E Dylan con la sua musica e le sue parole è stato capace di raccontare e di cambiare profondamente la sua epoca e le successive generazioni».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il pubblico che ti segue è costituito in prevalenza da tuoi followers. Come riesci a mediare la voglia di raccontare episodi quotidiani della tua vita e della tua famiglia con il legittimo desiderio di preservare la privacy tua e dei tuoi affetti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Premetto: su Facebook non sto a raccontare tutti i fatti miei, come qualcuno pensa, ma si tratta dell&#8217;1% di un iceberg narrativo che per la restante parte rimane nascosto sotto il pelo dell&#8217;acqua, visibile solo a me. Io scelgo di raccontare solo le esperienze che credo siano portatrici di un qualsivoglia valore che io ritengo importante condividere, o che mi consentano di fare il punto su determinate esperienze. Certo, pubblico spesso e volentieri, ma nonostante tutta questa attività la mia vita non è cambiata di una virgola. Il tempo che dedico alle mie figlie e alla mia famiglia è rimasto esattamente lo stesso».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Paolo Repetti, il direttore editoriale di Einaudi Stile Libero, ha dichiarato che il tuo libro permette di guardare il mondo attraverso gli occhi delle tue bambine. Al contempo, i tuoi racconti di quotidianità mi fanno pensare ad una tua necessità personale di immortalare i momenti di crescita delle tue figlie come una sorta di &#8220;istantanea&#8221; fatta di parole. È corretta questa mia impressione?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Sì, è corretta e non riguarda solo le bambine. Il tema del mio libro non è solo la paternità, ma lo sguardo. Questo particolare punto di vista nasce dalla mia professione: il lavoro del fumettista è quello di guardare le cose. Quando realizzo un fumetto sono obbligato a immaginare le cose attraverso una vignetta di 10 x 10 cm dentro alla quale devi far &#8220;accadere la vita&#8221;. L&#8217;approccio alla scrittura è il medesimo che utilizzo per il disegno: guardo la vita attraverso un quadratino, un&#8217;inquadratura<em>. </em>Qualche tempo fa una ragazza commentò così un mio post: &#8220;Tu non scrivi. Tu stai disegnando con le parole&#8221;».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-2.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-7577 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-2.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-2.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-2-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-2-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-2-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-2-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-2-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-2-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">&nbsp;</h2>
<h2 style="text-align: justify;">«Il tema del mio libro non è solo la paternità ma lo sguardo. Questo particolare punto di vista nasce dalla mia professione: il lavoro del fumettista è quello di guardare le cose. Quando realizzo un fumetto sono obbligato a immaginare le cose attraverso una vignetta di 10 x 10 cm dentro alla quale devi far &#8220;accadere la vita&#8221;. L&#8217;approccio alla scrittura è il medesimo che utilizzo per il disegno: guardo la vita attraverso un quadratino, un&#8217;inquadratura»<em>.&nbsp;</em>Matteo Bussola</h2>
<p style="text-align: justify;">«Ed è proprio quello che faccio. I dialoghi con le mie figlie non sono nulla di speciale. Assomiglio né più né meno a tutti quei genitori che scattano migliaia di foto ai figli nel tentativo di cristallizzare l&#8217;attimo. La crudeltà della paternità sta proprio lì: ci sono spettacoli che ti accadono davanti agli occhi ogni giorno e per ognuno di questi non sono previste repliche. O sei presente o sei fregato. Io quelle fotografie le faccio con le mie parole».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il tuo libro parla di quotidianità. La letteratura spesso attinge dal reale, ma il tuo modo di narrare è particolare, soprattutto se paragonato ad un contesto attuale in cui sembra sempre necessario raccontare storie straordinarie. Cosa trovi di intrigante nella routine di tutti i giorni?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«La routine di tutti i giorni è la cosa più intrigante che esista. Trovare lo straordinario nell&#8217;ordinario presuppone attenzione. Alcuni tendono a dividere quello che faccio io dalla letteratura perché gli scrittori inventano e non fanno cronache. In realtà questa differenza è solo di facciata perché anche gli scrittori attingono dalla realtà per creare i propri personaggi, così come parlano di sé stessi dietro il travestimento dei personaggi. Io racconto me stesso in maniera diretta, ma l&#8217;obiettivo non cambia».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il tuo libro è dominato dal tema della paternità. Che ricordi hai della tua infanzia e del rapporto con tuo padre?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Con mio padre ho avuto un rapporto conflittuale, ma utile. Lui si oppose al mio desiderio di iscrivermi al liceo artistico.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-21.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-7578 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-21.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-21.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-21-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-21-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-21-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-21-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-21-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/06/Matteo-Bussola-21-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questo suo rifiuto, se all&#8217;inizio ha creato un ostacolo al mio sogno di diventare un fumettista, successivamente mi ha aiutato a comprendere quanto io veramente ci tenessi a disegnare, al punto tale da volermi riprendere il disegno con forza. I fumetti che ho realizzato a 35 anni sono sicuramente diversi da quelli che avrei fatto a 20, perché in quei disegni ci ho messo dentro tante cose: gli anni passati alla facoltà di architettura, le notti trascorse a suonare la chitarra in Piazza San Marco, le birre, le ragazze dagli occhi tristi, i pezzi di Paco de Lucia».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Credi che il ruolo di padre stia cambiando nelle ultime generazioni? Trovi che ci sia una positiva inversione di ruoli, ovvero donne che rivendicano il loro diritto alla realizzazione sul lavoro e uomini che scoprono il piacere della cura della famiglia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Non credo si possa parlare di un&#8217;inversione, ma&nbsp;di un completamento. Non mi piace parlare di ruoli genitoriali distinti perché ritengo esista una zona sensibile di affettività e di cura alla quale uomo e donna hanno diritto di accedere in egual misura e che sia un pregiudizio intollerabile che un padre venga definito un &#8220;mammo&#8221; quando cerca di avvicinarsi a questa zona. O che una donna debba essere definita &#8220;con le palle&#8221; se con forza, tenacia e determinazione raggiunge i suoi obiettivi sul lavoro. Questo la dice lunga sui cliché che dominano la nostra società. La famiglia è un organismo attraverso il quale vengono espressi dei bisogni che necessitano di risposte, che queste risposte giungano dal padre o dalla madre poco importa. Penso che i padri abbiano iniziato a capire cosa rischiano di perdersi: vedo uomini che si prendono tutto il tempo necessario ed entrano in punta di piedi nella zona sensibile dei bisogni dei propri figli, e questa è una cosa che fa bene non solo ai bambini ma anche a noi genitori.</p>
<h2 style="text-align: justify;">«Penso che i padri abbiano iniziato a capire cosa rischiano di perdersi, vedo uomini che si prendono tutto il tempo necessario ed entrano in punta di piedi nella zona sensibile dei bisogni dei propri figli, e questa è una cosa che fa bene non solo ai bambini ma anche a noi genitori». matteo bussola</h2>
<p style="text-align: justify;">I figli si abituano a tutto, anche a crescere soli o con un genitore unico, e mancare nei momenti importanti della loro crescita è una perdita soprattutto per noi adulti. La cosa grave è questa, la prima lezione che la paternità insegna è la differenza tra l&#8217;essere e l&#8217;esserci. Per questo quando mi chiedono cosa sia l&#8217;amore secondo me rispondo sempre allo stesso modo: l&#8217;amore è <em>stare lì</em>».</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Articolo: <strong>Mauro Farina &amp; Martina Dal Cengio</strong> &nbsp; Shooting fotografico: <strong>Simone Toson&nbsp;</strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/matteo-bussola/">Matteo Bussola, Narratore: guardare la vita da un quadratino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pino Cacucci, Scrittore: in ogni caso nessun rimorso.</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/pino-cacucci-scrittore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Roncoletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Mar 2017 10:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Creative]]></category>
		<category><![CDATA[Writers]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.thecreativebrothers.com/?p=6477/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Bologna: le due torri sulla sinistra, l&#8217;ingresso della libreria Feltrinelli a destra. Pino Cacucci ci sta aspettando lì davanti, il giaccone aperto perché non fa freddo. «Ha un&#8217;espressione gentile» penso, mentre lo vedo salutare e abbracciare uno dei miei compagni di viaggio. Me lo presentano, gli dicono «lei è Maddalena, si occuperà di intervistarti». Pino&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/pino-cacucci-scrittore/">Pino Cacucci, Scrittore: in ogni caso nessun rimorso.</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Bologna: le due torri sulla sinistra, l&#8217;ingresso della libreria Feltrinelli a destra. <strong>Pino Cacucci</strong> ci sta aspettando lì davanti, il giaccone aperto perché non fa freddo.<span id="more-6477"></span></p>
<p><span class="dropcap">«H</span>a un&#8217;espressione gentile» penso, mentre lo vedo salutare e abbracciare uno dei miei compagni di viaggio. Me lo presentano, gli dicono «lei è Maddalena, si occuperà di intervistarti». Pino Cacucci, l&#8217;autore di <a href="http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/puerto-escondido/">Puerto Escondido</a>, di Tina, Viva la vida! e San Isidro Futbòl, solo per citarne alcuni, è un uomo dai modi garbati, sinceramente attento alle domande, generoso nelle risposte. Abbiamo trascorso un po&#8217; di tempo assieme, tra le vie della città che lo ospita da quarant&#8217;anni, e mi ha raccontato di sé, degli esordi nel mondo letterario, dei suoi dubbi, delle occasionali stanchezze e della passione per il Messico, la sua seconda casa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-01.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-6745 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-01.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-01.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-01-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-01-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-01-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-01-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-01-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-01-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La tua attività di scrittore si compone di tre aspetti principali: la narrazione, la traduzione e la sceneggiatura. Che rapporto hai con la scrittura? È un rapporto facile o complesso? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">«È senz&#8217;altro un rapporto d&#8217;amore, la scrittura per me è uno sfogo, in Messico si dice &#8220;sacar el diablo pa&#8217; fuera&#8221;, buttare fuori quello che ti rode, è stata lei a convertirsi in un mestiere e, con il tempo, ho cominciato a trarne notevolissime soddisfazioni. In principio mi è parso anche un po&#8217; strano che si trasformasse da passione a professione ma, per quindici anni, ho vissuto di questo e bene. Sono in una fase di attesa, ho idee ma non ho più molta voglia di scrivere in questo momento, non è una decisione definitiva. Il mio ultimo libro è del 2015, al momento sono impegnato a tradurre e mi dedico ad attività collaterali».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-03.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-6746 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-03.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-03.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-03-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-03-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-03-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-03-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-03-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-03-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando l&#8217;esigenza di scrivere è diventata una professione è cambiato qualcosa nel tuo modo di porti nei confronti della scrittura? Cosa si perde dell&#8217;approccio originario e cosa, invece, si guadagna?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Il maggiore guadagno è stato di potermici dedicare non più come a un passatempo; il pericolo sta invece nell&#8217;eventualità di tornare a sentirlo come tale e io non ho bisogno di trovare un modo per far passare il tempo. Quella che era una passione solo mia è diventata un prodotto da offrire ad un mondo che legge e ha comportato tutta una serie di impegni, di festival, di presentazioni, in cui ho parlato tanto e per i quali ho girato tanto. Ora sento il bisogno di stare fermo e in silenzio, credo sia il culmine di una fase che mi richiede di rallentare un po&#8217;. Esiste un atteggiamento generale che vuole avere gli scrittori presenti, li si vuole conoscere, ma quando arriva all&#8217;eccesso non lo considero più tanto sano o utile. Nessuno mi costringeva e ognuna di queste cose era interessante, ho solo la consapevolezza che siano diventate troppe.</p>

<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-02.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Pino Cacucci - scorcio di Bologna" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-02.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-02.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-02-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-02-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-02-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-02-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-02-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-02-750x500.jpg 750w" /></a>
<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-13.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Pino Cacucci - primo piano dal fruttivendolo" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-13.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-13.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-13-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-13-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-13-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-13-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-13-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-13-750x500.jpg 750w" /></a>

<p style="text-align: justify;">Va anche detto che è proprio grazie alle varie occasioni in cui ho parlato in pubblico dei miei libri che ho conosciuto molti di coloro che oggi stimo e considero amici carissimi, ma ad un certo punto la parte sul palco ha cominciato a pesarmi, ho avvertito solo la dispersione di energie e la fatica. Se avessi scelto di fare il cantante allora avrei dovuto mettere in conto di dover trascorrere parecchio tempo in tour, ma io volevo solo scrivere. Tornando alla domanda precedente, sì: la mia relazione con la scrittura è una relazione complicata, come quasi tutti i rapporti d&#8217;amore».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A che punto della tua vita hai capito che saresti diventato uno scrittore? C&#8217;è stato un evento o un momento particolare o ci sei scivolato dentro un giorno alla volta? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Per tanti anni ho cercato una forma espressiva, anche la musica mi interessava molto, ma non ho mai avuto disciplina sufficiente per imparare a suonare bene qualche strumento. Amo il disegno fin da bambino e l&#8217;origine del mio voler raccontare storie parte con i fumetti, il mio romanzo <strong>Punti di fuga</strong> nasceva proprio con l&#8217;idea di essere un fumetto. Luigi Bernardi è stato uno dei maggiori promotori culturali che abbiamo avuto in Italia, scomparso qualche anno fa, con la sua casa editrice Granata Press ha tenuto a battesimo Carlo Lucarelli e Marcello Fois, li ha pubblicati come esordienti. Io ho avuto modo di conoscerlo ancora prima, negli anni Ottanta, all&#8217;epoca della casa editrice di fumetti L&#8217;isola Trovata, fu il primo a pubblicare fumetti giapponesi e francesi, io andai a mostrargli i miei lavori, lui li guardò, trattenendoli con sé il tempo giusto di osservazione e, infine, mi disse «ma perché non scrivi?»; come dire che la storia c&#8217;era, ma non avevo il talento necessario per eccellere tra i migliori, in un ambiente veramente molto difficile.</p>
<h2 style="text-align: justify;">«Luigi Bernardi è stato uno dei maggiori promotori culturali che abbiamo avuto in Italia.&nbsp;fu il primo a pubblicare fumetti giapponesi e francesi, io andai a mostrargli i miei lavori, lui li guardò, trattenendoli con sé il tempo giusto di osservazione e, infine, mi disse «Ma perché non scrivi?»; come dire che la storia c&#8217;era, ma non avevo il talento necessario per eccellere tra i migliori, in un ambiente veramente molto difficile».</h2>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-08.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-6748 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-08.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-08.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-08-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-08-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-08-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-08-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-08-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-08-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a><br />
Fu una sferzata, ci riflettei e poi cominciai a scrivere. I racconti Outland Rock uscirono per una piccola casa editrice nel 1988. Questo fu l&#8217;anno del cambiamento. La mia raccolta portava in copertina la faccia di un gorilla, una copia arrivò alla Feltrinelli di via del Babbuino a Roma, dove il regista <a href="http://www.federicofellini.it">Federico Fellini</a>, fortissimo lettore, andava spesso a curiosare. Fellini notò quella copertina sballata, che non c&#8217;entrava affatto con il contenuto, e acquistò il libro per mostrare l&#8217;immagine al suo truccatore per un film a cui stava lavorando. Io al tempo vivevo in Messico, ero tornato per un periodo in Italia avendo però perso l&#8217;interesse di scrivere, ma a Fellini piacque il mio libro e ritenne che fosse da pubblicizzare, cercò il mio numero di telefono sulla rubrica e trovò quello di mia sorella: «Sono Fellini e cerco un certo Pino Cacucci». «E magari fa anche il regista» rispose lei. «Così dicono. Mi rendo conto che lei non mi crede, le lascio il mio numero, mi faccia richiamare». Mi organizzò interviste e lui stesso ne rilasciò in cui parlava del mio libro, nacque un&#8217;amicizia che durò fino alla sua morte. Mi rimane il rimpianto di non aver fatto insieme quel viaggio in Messico che avevamo progettato».</p>
<h2 style="text-align: justify;">«La mia raccolta portava in copertina la faccia di un gorilla, una copia arrivò alla Feltrinelli di via del Babbuino a Roma, dove il regista Federico Fellini, fortissimo lettore, andava spesso a curiosare. Fellini notò quella copertina sballata, che non c&#8217;entrava affatto con il contenuto, e acquistò il libro per mostrare l&#8217;immagine al suo truccatore per un film a cui stava lavorando».</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>La tua attività di traduttore, in questo momento, è la principale. Per riuscire a &#8220;tradurre&#8221;, quindi a &#8220;restituire&#8221; un testo scritto da altri, a quanto di te come scrittore devi rinunciare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Come traduttore mi impongo di rispettare lo stile altrui, è un lavoro a volte difficile e una dimostrazione di umiltà artistica, ma essendo io anche uno scrittore, in molti momenti, devo vigilare su di me e sulla mia voglia di apportare modifiche, attenermi allo stile altrui accettandone le ripetizioni che io non farei o una prolissità che non è la mia. Certo, nel trasporre un testo in un&#8217;altra lingua qualcosa si modifica sempre, perché la traduzione letteraria non deve essere letterale, ma nemmeno troppo una riscrittura. Mi capita di tradurre autori con un registro stilistico molto più vicino al mio e quindi, in questi casi, è più facile. Mi è capitato anche con alcune scrittrici».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Esiste, secondo te, una scrittura maschile e una femminile? C&#8217;è differenza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Non l&#8217;ho mai appurato troppo, questa distinzione come lettore mi sembra limitativa. Nella fotografia, invece, è possibile esista una differenza di sguardo tra maschile e femminile. Per diversi anni i fotografi Edward Weston e Tina Modotti hanno lavorato insieme, ritraendo la stessa cosa, gli stessi soggetti, ottenendo, però, risultati incredibilmente differenti. Lei, più sporca, più imprecisa ma piena di anima nelle cose che riprende, lui impegnato maggiormente nella ricerca della perfezione, nel trovare il giusto equilibrio tra le diverse geometrie.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-19-1.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-6765 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-19-1.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-19-1.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-19-1-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-19-1-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-19-1-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-19-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-19-1-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-19-1-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la scrittura, vanto un piccolo grande orgoglio, nel mio romanzo Nahui ho inserito alcuni capitoli in corsivo in forma di personali riflessioni della protagonista su certi eventi; molte lettrici mi hanno chiesto dove avessi trovato quelle lettere e se fosse possibile riunirle in un libro, invece erano mie. Claudia Piñeiro – che ho il piacere di tradurre – scrive libri che raccontano la società argentina attraverso la trama del noir e riesce a immedesimarsi perfettamente nel personaggio dell&#8217;uomo quando è protagonista della storia. Scrivere è una sfida, il tentativo di dare voce anche a chi è totalmente diverso da te».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sei tu a scegliere i libri da tradurre in base a un qualche interesse personale o è una pura questione lavorativa? Ti è capitato di dover tradurre libri che non ti sono piaciuti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Le traduzioni non le scelgo io. C&#8217;è stato un caso particolare in cui ho trovato odioso l&#8217;autore, con una visione così cinica del mondo e talmente diverso da me, sia per scrittura sia per motivi narrativi, da doverlo tradurre tentando di rimanere il più neutrale possibile. Tutti gli altri sono stati incontri fortunati. Cerco sempre di instaurare un rapporto di collaborazione con l&#8217;autore, uno scambio via mail per avere la possibilità di chiarire ogni dettaglio. Molti di quelli che ho tradotto sono diventati amici, tranne purtroppo Che Guevara, per evidenti motivi».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Puoi spiegarci la differenza tra narrare e sceneggiare? Sono modalità diverse, ciascuna con regole proprie? In cosa consistono?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«La sceneggiatura ha delle gabbie, è una bellissima professione, ma bisogna saperla esercitare. Già dalle mie prime cose scritte, chi ha mestiere di cinema ha individuato in me uno che raccontava per immagini, ed è venuto naturale offrirmi di scrivere sceneggiature; l&#8217;ho fatto, ma ci sono serie limitazioni di tempo, di spazio e non puoi raccontare tutto quello che ti pare. Una miriade di regole che il narratore di storie non ha in mente, perché quando scrivi puoi prenderti tutte le pagine che vuoi, mentre il film si basa su di un&#8217;economia rigidissima.</p>

<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-20.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Pino Cacucci - caldarroste a Bologna" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-20.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-20.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-20-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-20-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-20-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-20-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-20-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-20-750x500.jpg 750w" /></a>
<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-22.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Pino Cacucci - strade di Bologna" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-22.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-22.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-22-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-22-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-22-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-22-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-22-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-22-750x500.jpg 750w" /></a>

<p style="text-align: justify;">Esistono film noiosi perché sono fatti da persone che non sanno raccontare e non sanno farlo nel modo richiesto. Ho scritto una sceneggiatura sulla vita di Tina Modotti, un progetto durato anni, c&#8217;ho lavorato molto e secondo me quella sceneggiatura era bella, ma la figura di Tina attraversa mezza storia del &#8216;900, era difficilissimo trarne un film; fu presa la decisione di renderla in quattro puntate e indirizzarla alla tv di qualità europea, ma il progetto è fermo.<br />
La sceneggiatura del film <a href="http://www.imdb.com/title/tt0119794/">&#8220;Nirvana&#8221;</a> è quasi tutta opera del regista Gabriele Salvatores, quella del film &#8220;Viva San Isidro&#8221; non la ritengo un capolavoro ma ha corrisposto alle nostre aspettative, agli esordi ho scritto qualche altra sceneggiatura per una serie di telefilm con Diego Abatantuono come commissario. Mi sono occupato di sceneggiatura in modo sporadico, se mi propongono di lavorare su una mia storia può andarmi bene, ma con la consapevolezza che non è il mio mestiere».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando scrivi un romanzo conosci già tutta la storia fino alla fine o ti è capitato che fosse la storia, ad un certo punto, a portarti dove non ti eri immaginato?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«La maggior parte delle cose che scrivo nascono da un&#8217;idea più o meno strutturata e che poi sviluppo. Però dipende dai casi. Ricostruire la vita di Tina, di Frida Kahlo, di Nahui ha un movimento tutto suo, anche di ricerca; a metà degli anni Ottanta non c&#8217;era nulla su <a href="http://www.comitatotinamodotti.it">Tina Modotti</a>, sono stato il primo a occuparmene, esiste Cinemazero a Pordenone che è un archivio importante di tutto quello che ha fatto questa donna, ho raccolto moltissimi dati ed è una passione che non finisce mai.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-21.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-6768 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-21.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-21.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-21-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-21-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-21-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-21-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-21-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-21-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Poi ci sono storie che partono da qualcosa di reale su cui imbastisco un romanzo, ed è capitato che alcuni personaggi, che dovevano avere un ruolo più marginale, abbiano preso poi il sopravvento. In Demasiado Corazón ho inventato la figura di Bart Croce, un killer mercenario, una carogna totale, che doveva fare da contraltare al giornalista italiano giovane e donchisciottesco, che risiedeva in Messico. A quest&#8217;ultimo il compito di portare avanti questa storia, avendo contro un nemico che lo sequestra e lo deve far fuori. Anche se avevo in testa la trama, man mano che scrivevo, il cattivo prendeva sempre più spazio; doveva rappresentare il perché a noi va bene che esistano queste persone qui, glielo faccio anche dire: «voi fate la bella vita perché ci son quelli come me che garantiscono i vostri privilegi, altrimenti i morti di fame vi sbranerebbero, ma voi non volete sapere che noi esistiamo»; mi ha intrigato dare voce alle motivazioni del male, è diventato molto più protagonista della storia Bart Croce, che comunque ha una sua etica da carogna, che non il personaggio buono e bravo che vuole informare il mondo, ma il mondo poi di fatto non riesce a cambiarlo. Mi è successo e mi succede che qualche pezzo cresca indipendentemente dalla mia intenzione iniziale».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da dove nasce la tua passione per l’America Latina e il Messico? L&#8217;attività di traduttore può essere considerata come un atto d&#8217;amore verso questa cultura e questo mondo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Assolutamente, è un mestiere per cui non ho studiato. Lo spagnolo l&#8217;ho imparato viaggiando e vivendo in Messico, dove è una lingua più vivace e aperta e ha inglobato vocaboli da altre lingue, mescolandoli. Molti termini tecnici sono miscelati con l&#8217;inglese, invece lo spagnolo di Madrid è rimasto fermo a come lo concepisce l&#8217;accademia della lingua, non si è mai evoluto; è stato quasi un vantaggio che io abbia imparato lo spagnolo in Messico. Questo lavoro è partito da un amore per le regioni che ho conosciuto e dove ho vissuto per lungo tempo. Poi vi ho aggiunto lo studio, ma in seguito a una passione iniziale del tutto istintiva e profonda. Sono partito nel 1982 la prima volta, andavo via da situazioni che non sopportavo più, non cercavo una terra promessa, vagabondando in Messico ho trovato subito degli stimoli per capire cosa mi attraeva.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-15.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-6764 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-15.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-15.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-15-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-15-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-15-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-15-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-15-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-15-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il primo viaggio fu incredibile, durò un mese, entrai immediatamente nella realtà di una famiglia messicana e questo mi aiutò enormemente a non restare in superficie, mi aprì un mondo e mi regalò le esperienze successive da cui deriva quasi tutto quello che ho scritto. Per quel che riguarda il Messico attuale, devo dire che lo slancio di prima non ce l’ho più, ci torno per ritrovare amici carissimi e farmi raccontare da loro la realtà vera, non quella riportata dai giornali».</p>
<h2 style="text-align: justify;">«Il primo viaggio fu incredibile, durò un mese, entrai immediatamente nella realtà di una famiglia messicana e questo mi aiutò enormemente a non restare in superficie, mi aprì un mondo e mi regalò le esperienze successive da cui deriva quasi tutto quello che ho scritto».</h2>
<p style="text-align: justify;">«Mi rimette in moto neuroni ed emozioni, ma vivo una sorta di schizofrenia: da una parte l&#8217;innamoramento per le genti e il luogo, dall&#8217;altro il magone che mi sale quando constato quanto sia cambiato tutto. La vita in Messico è cambiata in peggio, alcune persone che conosco rischiano la pelle per quello che scrivono e dicono in pubblico, ma non c&#8217;è nemmeno più paura; la paura è la reazione istintiva per farti schivare il pericolo, ma se non la provi nemmeno più, accetti con fatalismo la possibilità di venire ammazzato. Ci torno con il cuore pesante, ma so anche che arrivo lì e mi si mettono in moto tutte le energie, incontro persone straordinarie: l&#8217;altro Messico, quello che non finisce sui giornali, il Messico della dignità».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In relazione alla lettura, che tipo di lettore sei? Ci sono libri che avresti voluto scrivere tu?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Sono un lettore onnivoro, non ho filoni particolari, anche se la storia sta alla base dei miei interessi. Ad esempio la saga del Capitano Alatriste, scritta da Arturo Pèrez-Reverte, è ambientata nelle guerre europee a cui partecipava la Spagna del XVII secolo. Ho autori di cui ho letto tutto, ancora quando non sapevo che avrei fatto questo mestiere.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-07.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-6762 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-07.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-07.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-07-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-07-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-07-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-07-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-07-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-07-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ernest Hemingway e Patricia Highsmith, innanzitutto. Poi Luis Sepúlveda, che è un amico fraterno e che leggo anche per il rapporto di amicizia profonda che ci lega. L&#8217;ultimo libro &#8220;La fine della storia&#8221; mi ha restituito tutta la sua bravura. Don Winslow è uno scrittore rarissimo, un grande in assoluto, che si cala nelle situazioni più disparate e te le rende credibilissime. Il potere del cane e Il cartello sono due suoi romanzi ambientati nel mondo del narcotraffico e per questi dico «accidenti li avessi scritti io». Rappresentano un miracolo, perché tanti scrittori statunitensi usano il Messico come sfondo, ma senza capirlo realmente e senza restituirlo al lettore; lui invece lo conosce e riesce a raccontarne le dinamiche come le potrebbe descrivere un messicano. La lettura è alla base di tutto, per me».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da un punto di vista di fermento culturale e letterario trovi che ci sia una grande differenza tra la Bologna degli anni Ottanta e quella attuale?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La differenza enorme è che sono diventato vecchio io e questo inficia qualsiasi giudizio, perché lo sguardo cambia. Mi pare ci sia un abisso tra la Bologna che ho conosciuto da ragazzo e quella di oggi. Posso parlarti della Bologna degli anni Settanta che mi ha dato tutto: emozioni, stimoli; era sfrenata, scatenata, credo che cominciai a scrivere per solitudine e per la mancanza di tutto questo. I primi raccontini sono del &#8217;79, quando il movimento creativo era già finito.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-14.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-6770 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-14.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-14.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-14-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-14-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-14-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-14-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-14-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-14-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">«Posso parlarti della Bologna degli anni Settanta che mi ha dato tutto: emozioni, stimoli; era sfrenata, scatenata, credo che cominciai a scrivere per solitudine e per la mancanza di tutto questo. I primi raccontini sono del &#8217;79, quando il movimento creativo era già finito».</h2>
<p style="text-align: justify;">I primi anni Ottanta coincidono con una sorta di glaciazione, la fine delle passioni, di Radio Alice. Terminò un modo di vivere e io me ne andai per quello, di fatto gli anni Ottanta non li conosco, ero in Messico.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-12.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-6769 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-12.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-12.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-12-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-12-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-12-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-12-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-12-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-12-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La Bologna di oggi è una città sedata, un po&#8217; come tutta Europa. È il mondo ad essere cambiato in peggio, non solo Bologna, però temo che Bologna si sia seduta sugli allori. Un tempo era un laboratorio e tutto cominciava qui, adesso girando per l&#8217;Italia incontro situazioni più vivaci in altre città e penso con rimpianto che Bologna non abbia tenuto il ritmo. Pur vivendo un&#8217;epoca infame e di aridità dal punto di vista creativo, vedo che sono altre le città che, dopo aver toccato il fondo, sono state in grado di ricominciare».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il viaggio è materia di narrazione, ma ne è anche il motivo? Quando sei in viaggio scrivi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Quando viaggio non scrivo, lo considero uno spreco, preferisco vivere, prendo appunti ma poi scrivo a casa. Comincio ad accusare la stanchezza e ad apprezzare le comodità.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-7414.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-6771 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-7414.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-7414.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-7414-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-7414-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-7414-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-7414-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-7414-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/01/Pino-Cacucci-7414-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ascolto tantissimo, vengo a conoscenza di storie incredibili, nei punti più disparati conosco qualcuno e ci scambio due parole ed è facilissimo trovare persone innamorate della propria terra e che ti raccontino aneddoti e leggende. Quanti libri ho scritto in questo modo. &#8220;La polvere del Messico&#8221; nasce da gente che mi raccontava storie. In Europa la diffidenza è un fenomeno patologico, in Messico c&#8217;è una maggiore apertura o forse i messicani capiscono meglio quando incontrano qualcuno in grado di ascoltarli davvero. Non hanno un&#8217;indole così allegra e spensierata come sembra, il fatto che detengano il record mondiale di feste è per compensare il senso di morte che hanno dentro. Octavio Paz l&#8217;ha detto bene: l’anima del Messico è una continua dissociazione tra vita, morte, allegria e tragedia, tutti gli estremismi e nessuna moderazione; ma per me tornare lì è un miracolo che si ripete ogni volta».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/03/Pino-Cacucci-27.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-6941 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/03/Pino-Cacucci-27.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/03/Pino-Cacucci-27.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/03/Pino-Cacucci-27-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/03/Pino-Cacucci-27-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/03/Pino-Cacucci-27-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/03/Pino-Cacucci-27-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/03/Pino-Cacucci-27-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/03/Pino-Cacucci-27-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Articolo: <strong>Maddalena Roncoletta</strong> &nbsp;Fotografia: <strong>Simone Toson&nbsp;</strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/pino-cacucci-scrittore/">Pino Cacucci, Scrittore: in ogni caso nessun rimorso.</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>The Creative Reporter: Denti, Fernandel Edizioni, 2015</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/the-creative-reporter-denti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Antenucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2016 16:58:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Creative]]></category>
		<category><![CDATA[Writers]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Denti smaglianti, denti che tagliano, denti che portano ad uccidere. Denti mostruosi, denti ossessivi, denti cadenti su macerie di altre vite. Normali, folli, fiabesche, cariche di rabbia o amore o infinita compassione. Denti per stringere, denti per perdere, denti per affilarsi la lingua e iniziare a parlare. O meglio, a scrivere: intorno a un&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.fernandel.it/catalogo/collana-laboratorio-fernandel/357-denti" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">Denti</a></strong> smaglianti, denti che tagliano, denti che portano ad uccidere. Denti mostruosi, denti ossessivi, denti cadenti su macerie di altre vite. Normali, folli, fiabesche, cariche di rabbia o amore o infinita compassione.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4489"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Denti per stringere, denti per perdere, denti per affilarsi la lingua e iniziare a parlare. O meglio, a scrivere: intorno a un tavolo, in una sala sotterranea e intima sotto a una delle piazze più affollate del centro di Bologna. Uno spazio che sembra sospeso, una zona franca della scrittura dove, se ti fermi un attimo a guardare, puoi vederli arrivare tutti, uno ad uno: li riconosci dal quaderno degli appunti, dall&#8217;espressione vittoriosa di chi ha una bella idea tutta in testa o dalle sopracciglia aggrottate di chi se l&#8217;è spaccata, la testa, su quell&#8217;idea che non vuole uscire. Già te li immagini, seduti a parlare, estate inverno autunno non importa: uniti da una passione che come poche lega davvero (la scrittura, la musica e poco altro), per mettere insieme spunti, condividerli con gli altri, discuterli, lavorarli con mani d&#8217;artigiano d’argento esigente per darli finalmente alla luce nella forma, bellissima, del racconto.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0208.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4596" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0208.jpg" alt="" width="1600" height="1068" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0208.jpg 1600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0208-600x401.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0208-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0208-768x513.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0208-1024x684.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0208-500x334.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0208-749x500.jpg 749w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></p>

<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0258.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="1068" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0258.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0258.jpg 1600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0258-600x401.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0258-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0258-768x513.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0258-1024x684.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0258-500x334.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0258-749x500.jpg 749w" /></a>
<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0280.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="1068" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0280.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0280.jpg 1600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0280-600x401.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0280-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0280-768x513.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0280-1024x684.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0280-500x334.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0280-749x500.jpg 749w" /></a>
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<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0380.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="1068" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0380.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0380.jpg 1600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0380-600x401.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0380-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0380-768x513.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0380-1024x684.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0380-500x334.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0380-749x500.jpg 749w" /></a>
<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0441.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="1068" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0441.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0441.jpg 1600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0441-600x401.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0441-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0441-768x513.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0441-1024x684.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0441-500x334.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0441-749x500.jpg 749w" /></a>
<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0454.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="1068" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0454.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0454.jpg 1600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0454-600x401.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0454-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0454-768x513.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0454-1024x684.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0454-500x334.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0454-749x500.jpg 749w" /></a>

<p style="text-align: justify;">Scrivere, questo hanno fatto (e fanno) gli undici autori della raccolta <strong><a href="http://www.fernandel.it/catalogo/collana-laboratorio-fernandel/357-denti" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">Denti</a></strong>, edita da <a href="http://www.fernandel.it" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">Fernandel Editore</a>&nbsp;grazie all&#8217;organizzazione dell&#8217;<a href="http://www.canto31.it" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">Associazione Culturale Canto 31</a>. Legati dal desiderio-bisogno di raccontare, declinato in undici personalissimi stili e punti di vista, e guidati da Gianluca Morozzi, curatore della raccolta.</p>
<figure id="attachment_4593" aria-describedby="caption-attachment-4593" style="width: 450px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/04/Denti-0792.jpg" rel="mfp" rel="attachment wp-att-4593"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4593" src="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/04/Denti-0792-500x334.jpg" alt="Denti-0792" width="450" height="301" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/04/Denti-0792-500x334.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/04/Denti-0792-600x401.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/04/Denti-0792-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/04/Denti-0792-768x513.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/04/Denti-0792-1024x684.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/04/Denti-0792-749x500.jpg 749w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/04/Denti-0792.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4593" class="wp-caption-text">Gianluca Morozzi</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>Denti</strong> nasce infatti come sfida narrativa all&#8217;interno di un corso di scrittura creativa, e prende il nome dal tema unico dal quale gli autori e le autrici sono partiti per raccontare le loro storie. Persone diversissime tra loro, writers felici di mettersi in gioco e di raccontare le loro storie anche ai tanti eventi ai quali sono stati invitati: Bologna, Forlì, Russi, Cento, Budrio sono solo alcune delle tappe del tour letterario che proseguirà nei prossimi mesi anche nella provincia di Bologna, a Cesenatico e a Verona.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Denti&nbsp;nasce infatti come sfida narrativa all’interno di un corso di scrittura creativa, e prende il nome dal tema unico dal quale gli autori e le autrici sono partiti per raccontare le loro storie.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">In questi racconti i denti sono tutto e possono rappresentare tutto: sono quelli di una donna bellissima per la quale si è disposti ad uccidere, quelli di un infelice mostro marino a caccia di notorietà, ma anche quelli di un supereroe e di una donna vendicativa. Sono oggetti che portano ad una punizione, o leve per la propria liberazione. Sono quelli di una storia d&#8217;amore, quelli di una storia d&#8217;amore finita male e anche quelli di una fiaba neoromantica. Sono tutti quelli possibili nella testa dei loro autori, un attimo prima di addentare la storia.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>

<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0953.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="1068" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0953.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0953.jpg 1600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0953-600x401.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0953-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0953-768x513.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0953-1024x684.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0953-500x334.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0953-749x500.jpg 749w" /></a>
<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0962.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="1068" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0962.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0962.jpg 1600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0962-600x401.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0962-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0962-768x513.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0962-1024x684.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0962-500x334.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0962-749x500.jpg 749w" /></a>
<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0968.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="1068" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0968.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0968.jpg 1600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0968-600x401.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0968-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0968-768x513.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0968-1024x684.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0968-500x334.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0968-749x500.jpg 749w" /></a>
<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0992.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="1068" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0992.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0992.jpg 1600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0992-600x401.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0992-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0992-768x513.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0992-1024x684.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0992-500x334.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-0992-749x500.jpg 749w" /></a>
<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-1009.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="1068" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-1009.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-1009.jpg 1600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-1009-600x401.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-1009-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-1009-768x513.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-1009-1024x684.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-1009-500x334.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-1009-749x500.jpg 749w" /></a>
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<p style="text-align: justify;">«Denti è il risultato di un viaggio narrativo», hanno spiegato i writers, «da noi compiuto attraverso trame, intrecci, personaggi, ambientazioni e dialoghi. Un percorso durante il quale la fantasia si abbina alla tecnica, la voglia di dire si allaccia alla capacità di dire. E la passione per la scrittura si scontra, volutamente e produttivamente, con il mestiere di scrivere». Senza dimenticare che «potersi trovare a parlare e a praticare la scrittura, guidati da uno scrittore come Morozzi in un contesto di pura e informale creatività, è un&#8217;occasione davvero unica di scoperta, riflessione e produzione».</p>
<p style="text-align: justify;">Anche per questo non ne è uscito solo un ritratto della creatività dei nostri giorni, dove le influenze della cultura contemporanea non oscurano né annullano l&#8217;originalità dei punti di vista, né il piacere della provocazione, ma ne è emersa anche una descrizione involontaria, e per questo squisitamente autentica, dell&#8217;amore per la scrittura. Una pratica totalizzante, inebriante, a volte paralizzante. Potente, soprattutto, e capace di mettere in discussione mondi interi attraverso una sola frase, un gesto, un sorriso inatteso. A trentadue denti, ovviamente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-1021.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4619" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-1021.jpg" alt="" width="1600" height="1068" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-1021.jpg 1600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-1021-600x401.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-1021-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-1021-768x513.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-1021-1024x684.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-1021-500x334.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/05/Denti-1021-749x500.jpg 749w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">la scrittura: Una pratica totalizzante, inebriante, a volte paralizzante. Potente, soprattutto, e capace di mettere in discussione mondi interi attraverso una sola frase, un gesto, un sorriso inatteso.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>CARTA D’IDENTITÀ</strong><br />
Titolo: <a href="http://www.fernandel.it/catalogo/collana-laboratorio-fernandel/357-denti" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">Denti</a><br />
<strong>Autori</strong><br />
<strong>Incisivi:</strong> Silvia Antenucci, Roberto Battistini, Marco Bertelli<br />
<strong>Canini:</strong> Lorenza De Rigo Cromaro, Antonio Koch<br />
<strong>Molari:</strong> Giorgio Maringola, Francesca Massaroli, Paolo Panzacchi<br />
<strong>Premolari:</strong> Mercedes Pimentel, Alessandro Retini, Monica Vezzani<br />
<strong>Curatore:</strong> Gianluca Morozzi<br />
<strong>Editore:</strong> Fernandel Edizioni<br />
<strong>Organizzazione:</strong> <a href="http://www.canto31.it" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">Associazione Culturale Canto31</a><br />
<strong>Posologia:</strong> somministrazione di un racconto a settimana, da rileggersi in caso di stupore.<br />
In caso di sovradosaggio: iniziare a scrivere.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Articolo: <strong>Silvia Antenucci</strong> &nbsp;Contributi fotografici: <strong>Maria Elia Natali</strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/the-creative-reporter-denti/">The Creative Reporter: Denti, Fernandel Edizioni, 2015</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>The Creative Reporter: Chianti Classico Collection 2016, Tuscany, Italy</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/chianti-classico-collection-2016-tuscany-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Ferrero]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Feb 2016 18:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pills]]></category>
		<category><![CDATA[Writers]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.thecreativebrothers.com/?p=2377</guid>

					<description><![CDATA[<p>Trecento&#160;anni vissuti a cresta alta. Questo il motto che campeggiava all’ingresso della Chianti Classico Collection 2016, la presentazione in anteprima delle nuove annate del Gallo Nero, lo scorso 15 e 16 febbraio alla Stazione Leopolda di Firenze. Ed è davvero un anno in cui le grandi celebrazioni sono d&#8217;obbligo, il 2016, in cui ricorrono esattamente&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/chianti-classico-collection-2016-tuscany-italy/">The Creative Reporter: Chianti Classico Collection 2016, Tuscany, Italy</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Trecento&nbsp;anni vissuti a cresta alta. Questo il motto che campeggiava all’ingresso della <a href="http://www.chianticlassicocollection.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Chianti Classico Collection 2016</a>, la presentazione in anteprima delle nuove annate del Gallo Nero, lo scorso 15 e 16 febbraio alla<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_Leopolda_%28Firenze%29" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Stazione Leopolda</a> di Firenze.<span id="more-2377"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ed è davvero un anno in cui le grandi celebrazioni sono d&#8217;obbligo, il 2016, in cui ricorrono esattamente trecento anni da quando, nel lontano 24 settembre del 1716, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cosimo_III_de%27_Medici" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Granduca Cosimo III de&#8217;Medici</a> decise di delimitare con un bando alcuni territori particolarmente vocati per la produzione dei vini di alta qualità, stabilendo la prima DOC ante litteram. &#8220;<em>Sopra la Dichiarazione de&#8217; confini delle quattro regioni Chianti, Pomino, Carmignano e Valdarno Superiore&#8221;</em>&nbsp;stabiliva i confini territoriali entro i quali potevano essere prodotti i vini per ottenere la denominazione corrispondente, tra cui il Chianti appunto, corrispondente oggi al Chianti Classico. Venivano al contempo istituite anche le &#8220;<em>Congregazioni di Vigilanza&#8221;</em>, organismi di controllo della produzione, antenati degli attuali Consorzi, perché&nbsp;fosse tutelata l&#8217;alta qualità dei vini prodotti nelle varie denominazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114013.jpg" rel="mfp" rel="attachment wp-att-2393"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2393" src="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114013-1024x768.jpg" alt="20160229114013" width="980" height="735" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114013-1024x768.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114013-600x450.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114013-300x225.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114013-768x576.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114013-500x375.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114013-667x500.jpg 667w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114013.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/10603848_10153313327716771_1633166983559100717_o.jpg" rel="mfp" rel="attachment wp-att-2383"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2383" src="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/10603848_10153313327716771_1633166983559100717_o.jpg" alt="10603848_10153313327716771_1633166983559100717_o" width="988" height="733" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/10603848_10153313327716771_1633166983559100717_o.jpg 988w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/10603848_10153313327716771_1633166983559100717_o-600x445.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/10603848_10153313327716771_1633166983559100717_o-300x223.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/10603848_10153313327716771_1633166983559100717_o-768x570.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/10603848_10153313327716771_1633166983559100717_o-500x371.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/10603848_10153313327716771_1633166983559100717_o-674x500.jpg 674w" sizes="auto, (max-width: 988px) 100vw, 988px" /></a></p>
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<p style="text-align: justify;">Catalogo e bicchiere alla mano dunque, e via a farsi raccontare dai tanti produttori le loro storie, le piccole e grandi vittorie e i loro motivi di orgoglio.</p>
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<p style="text-align: justify;">Un compleanno importante dunque, che vedrà impegnato il Consorzio del Chianti Classico in svariate iniziative ed eventi per tutto il corso del 2016. L&#8217;anteprima della Leopolda ha aperto le celebrazioni in grande stile proponendo agli oltre 250 giornalisti e 1.500 operatori intervenuti da ogni parte del mondo la possibilità di assaggiare 587 etichette di 165 diverse aziende. Numeri da far girare la testa. Catalogo e bicchiere alla mano dunque, e via a farsi raccontare dai tanti produttori le loro storie, le piccole e grandi vittorie e i loro motivi di orgoglio. In particolare orgoglio per aver affrontato a testa alta la crisi degli ultimi anni, registrando un ininterrotto andamento positivo delle vendite dal 2009 ad oggi: solo nel 2015 le vendite complessive del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gallo_Nero" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gallo Nero</a> sono salite dell’8%, raggiungendo non solo i grandi Paesi consumatori come Stati Uniti e Germania, ma anche Paesi quali le Antille Olandesi o l&#8217;Uganda.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114012.jpg" rel="mfp" rel="attachment wp-att-2385"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2385" src="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114012-1024x768.jpg" alt="20160229114012" width="980" height="735" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114012-1024x768.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114012-600x450.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114012-300x225.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114012-768x576.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114012-500x375.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114012-667x500.jpg 667w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114012.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114148.jpg" rel="mfp" rel="attachment wp-att-2386"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2386" src="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114148-1024x768.jpg" alt="20160229114148" width="980" height="735" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114148-1024x768.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114148-600x450.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114148-300x225.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114148-768x576.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114148-500x375.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114148-667x500.jpg 667w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/20160229114148.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un grandissimo plauso anche per l&#8217;incredibile lavoro di immagine coordinata e brand identity messi in piedi appositamente per il trecentesimo anniversario e per il <em>tasting</em> Chianti Classico Collection. Un nuovo logo che gioca con le due date che segnano punto di partenza e arrivo della denominazione. E ancora il profilo del Gallo Nero che da centinaia di anni campeggia su timbri, stemmi ed etichette, richiamato in ogni angolo della manifestazione, a partire dalla statua di grandi dimensioni che svetta all&#8217;entrata dell&#8217;Anteprima. Dalla prossima primavera, poi, i nove Comuni facenti parte del Chianti Classico ospiteranno altrettante sculture con il celebre profilo, realizzate dagli artisti <a href="http://www.gazzettinodelchianti.it/articoli/rubrica/532/canto-gallo-galli-guardia-territorio.php#.VtSbrrSHpLw" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Luca e Stefano Ruggeri</a>, che diventeranno installazioni permanenti di piazze, rotonde e crocevia. Di bellissimo effetto anche l&#8217;installazione &#8220;300 bottiglie per 300 anni’&#8221; concepita dall&#8217;architetto Alessandro Moradei all&#8217;ingresso della degustazione, mentre per gli appassionati dei social non mancavano le cornici in cui farsi ritrarre con claim come «<em>Old is the new young</em>» o «I<em> don&#8217;t get older, I level up</em>».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/12711275_10153311402791771_4106144072631402442_o.jpg" rel="mfp" rel="attachment wp-att-2387"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-2387" src="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/12711275_10153311402791771_4106144072631402442_o-1024x768.jpg" alt="12711275_10153311402791771_4106144072631402442_o" width="980" height="735" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/12711275_10153311402791771_4106144072631402442_o-1024x768.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/12711275_10153311402791771_4106144072631402442_o-600x450.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/12711275_10153311402791771_4106144072631402442_o-300x225.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/12711275_10153311402791771_4106144072631402442_o-768x576.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/12711275_10153311402791771_4106144072631402442_o-500x375.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/12711275_10153311402791771_4106144072631402442_o-667x500.jpg 667w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/12711275_10153311402791771_4106144072631402442_o.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/12745928_10153310011536771_8152201007839804888_n.jpg" rel="mfp" rel="attachment wp-att-2388"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2388" src="http://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/12745928_10153310011536771_8152201007839804888_n.jpg" alt="12745928_10153310011536771_8152201007839804888_n" width="960" height="960" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/12745928_10153310011536771_8152201007839804888_n.jpg 960w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/12745928_10153310011536771_8152201007839804888_n-300x300.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/12745928_10153310011536771_8152201007839804888_n-100x100.jpg 100w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/12745928_10153310011536771_8152201007839804888_n-600x600.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/12745928_10153310011536771_8152201007839804888_n-150x150.jpg 150w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/12745928_10153310011536771_8152201007839804888_n-768x768.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2016/02/12745928_10153310011536771_8152201007839804888_n-500x500.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Altra chicca in programma per il 15 maggio 2016, sarà la <a href="http://www.cittadelvino.it/articolo.php?id=ODE4" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Chianti Classico Stage,</a> ovvero la nona tappa del Giro d&#8217;Italia che si svilupperà proprio lungo un percorso di 40 km tra Radda e Greve in Chianti, attraversando alcuni dei luoghi più belli di questo territorio. Un invito per chiunque assisterà alla tappa in televisione, per replicare lo stesso percorso andando a scoprire il paesaggio e le cantine che fanno parte della denominazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Trecento&nbsp;anni e non sentirli. Auguri Chianti Classico!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Articolo:&nbsp;<strong>Marta Ferrero &nbsp;&nbsp;</strong>Contributi fotografici: <strong>Marta Ferrero</strong> e <strong>Consorzio Chianti Classico&nbsp;</strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/chianti-classico-collection-2016-tuscany-italy/">The Creative Reporter: Chianti Classico Collection 2016, Tuscany, Italy</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
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