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	<title>Stefano Sgambati, scrittore | The Creative Brothers</title>
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	<description>Storytelling, design, home and workplace</description>
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	<title>Stefano Sgambati, scrittore | The Creative Brothers</title>
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		<title>Valerio Nicolosi, giornalista e fotoreporter: raccontare la rabbia e il dolore</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/valerio-nicolosi-giornalista-fotoreporter/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Sgambati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2021 17:46:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Podcast]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Valerio Nicolosi è giornalista, filmmaker e fotoreporter e si occupa di reportage sociali e migrazioni. Ha collaborato con network televisivi internazionali seguendo le missioni in mare delle ONG e della Guardia Costiera Italiana, gli attentati terroristici in Francia e in Belgio, la campagna presidenziale USA nel 2016. Valerio Nicolosi è uno che non lascia che&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Valerio Nicolosi è giornalista, <em>filmmaker</em> e fotoreporter e si occupa di reportage sociali e migrazioni. Ha collaborato con network televisivi internazionali seguendo le missioni in mare delle ONG e della Guardia Costiera Italiana, gli attentati terroristici in Francia e in Belgio, la campagna presidenziale USA nel 2016.</p>
<p style="text-align: justify;">Valerio Nicolosi è uno che non lascia che la storia accada accanto a lui senza renderne conto e ne racconta la rabbia, il dolore e il disagio.</p>
<p style="text-align: justify;">Conduce Stefano Sgambati</p>
<p><iframe src="https://open.spotify.com/embed-podcast/episode/3IgmfcwvizyPkK6DQNys4e" width="100%" height="232" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Nadia Terranova, Scrittrice: lettere a un invisibile</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/nadia-terranova-scrittrice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Sgambati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 10:15:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Creative]]></category>
		<category><![CDATA[Writers]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nadia Terranova è autrice di romanzi e di libri per ragazzi. Per Einaudi ha scritto gli acclamati &#8220;Gli anni al contrario&#8221; e &#8220;Addio fantasmi&#8221;. Il suo ultimo libro è &#8220;Non sono mai stata via”, un racconto illustrato della vita della grande filosofa andalusa del Novecento Maria Zambrano. Stefano Sgambati l&#8217;ha intervistata. &#160; &#160; Nadia Terranova. Grande scrittrice.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nadia Terranova è autrice di romanzi e di libri per ragazzi. Per Einaudi ha scritto gli acclamati &#8220;Gli anni al contrario&#8221; e &#8220;Addio fantasmi&#8221;. Il suo ultimo libro è &#8220;Non sono mai stata via”, un racconto illustrato della vita della grande filosofa andalusa del Novecento Maria Zambrano. <a href="https://www.thecreativebrothers.com/author/sgambamilano/">Stefano Sgambati</a> l&#8217;ha intervistata.</p>
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<p style="text-align: justify;">Nadia Terranova. Grande scrittrice. Dovremmo parlare di letteratura, di stilemi, di arte; ci ritroviamo invece a parlare di padri e di figli, di vini fruttati; e parliamo di libri sì, a un certo punto della nostra diretta su Zoom parliamo anche di libri: Nadia volta verso la telecamera un paio di volumi pescati dalla sua ricchissima libreria per mostrarmi le copertine: si tratta della serie per bambini “Doris Fantasmagorica”, La devi assolutamente regalare a tua figlia, mi dice (per inciso, ho obbedito, ordinati tre volumi via Bookdealer). Poi finiamo anche a litigare sul grado di cottura della carne, a lei piace molto cotta, non “al sangue”, e a me qui parte un <em>mansplaining</em> da infarto: Ma quello non è sangue, sbraito, quella cosa rossa che vedi è una proteina che si chiama mioglobina! Tu mangi mioglobina disattivata! Se ti piacciono le proteine morte, accomodati pure!</p>
<p style="text-align: justify;">Ok, ridiamo: pur non conoscendola così bene, qualcosa nel modo di fare di Nadia  mi rasserena e dunque mi induce a strafare. Né siamo amici: viviamo in città diverse, ci siamo sempre incontrati raramente. Però frequentiamo lo stesso ambiente professionale, quindi capita che ci si veda. Presentazioni di libri, eventi, fiere editoriali. Lei è sempre quella vestita bene, ma in modo divertente. È quella gentile, posata, serafica: la sua stessa figura rimanda a qualcosa di ottocentesco, ma allo stesso tempo è anche quella che non dovresti sorprenderti troppo di trovare a un incontro di lotta clandestina tra pittbull.</p>
<h2>«La scrittura è un mezzo singolarmente buono per evocare i morti, e consiglio a chiunque abbia nostalgia di qualcuno di fare lo stesso». Nadia Terranova</h2>
<p style="text-align: justify;">Non la conosco così bene, Nadia, e in un certo senso ne sono sollevato, perché so — non ne ho le prove, ma lo so — che lei sarebbe l&#8217;amica che mi mancherebbe tantissimo, se in effetti fossimo amici e vivessimo in città diverse. Quella da cui andrei col pensiero chiedendomi: Che cosa farebbe lei in questa situazione? Ma anche: Ci metterebbe più o meno aceto di così in questa caponata? Lo stesso, pressapoco, mi capita leggendo i suoi libri, il bellissimo &#8220;Gli anni al contrario&#8221;, il meraviglioso &#8220;Addio fantasmi&#8221;, cioè che io mi fidi completamente di lei, come autrice, e che riesca ad avvertire il peso del mio corpo annullarsi a favore dell&#8217;esperienza letteraria pura.</p>
<p style="text-align: justify;">Non penso mai, leggendola, all&#8217;artificio che per forza di cose esiste, trattandosi, be’, di un libro, di una cosa fisica che ho tra le mani, che si compra, che esiste; mi godo la fluidità della scrittura, una fluidità complessa, straordinaria da guardare succedere: l&#8217;ape che rimane immobile a un millimetro dal fiore, quella stasi solo apparente, in realtà frutto di migliaia di battiti d&#8217;ali al minuto, al netto di uno sforzo colossale, così grande che è spiegabile solo con l&#8217;indole, con lo stato di natura. Nadia Terranova, da scrittrice, solleva pesi enormi senza stringere gli occhi, o forse sì, forse li stringe e soffre e si spaventa e alla fine crolla esausta, ma quando questo succede noi non ci siamo. Non ci siamo più o non ci siamo ancora.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8522-libro.jpg" rel="mfp"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-15913" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8522-libro.jpg" alt="" width="1000" height="1500" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8522-libro.jpg 1000w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8522-libro-200x300.jpg 200w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8522-libro-683x1024.jpg 683w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8522-libro-768x1152.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8522-libro-450x675.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8522-libro-225x338.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8522-libro-900x1350.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8522-libro-20x30.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8522-libro-64x96.jpg 64w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">«Oggi scrivo perché da bambina scrivevo a mio padre. La scrittura per me è da sempre collegata alle lettere che inviavo a papà quando lui era in comunità. C&#8217;è stato per tre anni, quando io avevo sette, otto, nove anni e ci scrivevamo di continuo. Ho ancora quella corrispondenza che credo rappresenti in qualche modo un romanzo. Parte di essa è stata l&#8217;ispirazione per lo scambio di lettere tra Mara e Giovanni negli &#8220;Anni al contrario&#8221;. Io sono sempre quella bambina che scriveva per sedurre, ingannare, mentire, intrattenere suo padre, soprattutto adesso che lui è morto. L’idea di mandare lettere a un invisibile mi ha sempre affascinato: per me la scrittura è mandare lettere a persone invisibili».</p>
<p style="text-align: justify;">Il dolore che Nadia Terranova mette nei suoi libri, i traumi che muovono le azioni dei personaggi non costituiscono un numero da circo, non sono cerchi infuocati in cui saltare per aizzare un pubblico: il padre in comunità, la madre, il passato, l&#8217;irrisolto, la malattia, tutto questo è materiale narrativo che l&#8217;autrice usa per raccontare un mondo: non il suo, un mondo, tra quelli narrativamente possibili. Più che un vuoto da riempire, un &#8220;pieno&#8221; da svuotare. E poi, naturalmente, l&#8217;amore per i fantasmi. Mi viene in mente a tal proposito l&#8217;ultimo, bellissimo libro di Emanuele Trevi, “Due vite”, che a un certo punto fa così:</p>
<h2>«Con la scrittura evochiamo anche i fantasmi delle persone che sono state, persone ancora vive». Nadia Terranova</h2>
<p style="text-align: justify;">«La scrittura è un mezzo singolarmente buono per evocare i morti, e consiglio a chiunque abbia nostalgia di qualcuno di fare lo stesso: non pensarlo ma scriverne, accorgendosi presto che il morto è attirato dalla scrittura, trova sempre un suo modo inaspettato per affiorare nelle parole che scriviamo di lui, e si manifesta di propria volontà, non siamo noi che pensiamo a lui, è proprio lui una buona volta».</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sottopongo a Nadia, chiedendole un commento.</p>
<p style="text-align: justify;">Dice: «C&#8217;è una sorta di evocazione medianica in questo passaggio, come anche nel libro precedente di Trevi. Il lavoro che lui fa con la scrittura, il tirare fuori delle vite dei suoi amici, è molto interessante. Per me la scrittura è dialogo con l&#8217;invisibile e quindi prevalentemente con i morti. Sono anche d&#8217;accordo con l&#8217;eccezione positiva del termine &#8220;fantasma&#8221;. Con la scrittura evochiamo anche i fantasmi delle persone che sono state, persone ancora vive: quando ho scritto “Gli anni al contrario”, ispirandomi alle vicende di mio padre e di mia madre, non era solo il fantasma di mio padre che evocavo, ma anche quello di mia madre, che era ed è viva e vegeta, pur non essendo più la stessa persona da me raccontata, non è più quella ragazza, è come se io nel libro avessi evocato qualcun’altra: tra la mia madre del libro e quella che veniva per esempio alle presentazioni a sentirmi parlare c&#8217;era una terza persona cioè quel personaggio letterario».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location.jpg" rel="mfp"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-15914" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8529-location-144x96.jpg 144w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Mentre parliamo succedono cose. Qualcuno suona al citofono, Nadia più volte si alza e si risiede dalla sua poltrona viola per prendere libri, o per cambiare posizione: credo che lei sia una di quelle persone che per cambiare posizione deve ricominciare tutto da capo. Non può semplicemente spostare una gamba o mettere meglio un braccio, no: si deve alzare, deve scrollarsi di dosso la posizione precedente, non più desiderata, scalciarla via lontano e prenderne una nuova, neutra, indossarla e vedere se va. Gambe su, gambe giù, ginocchia di lato, ginocchia dall&#8217;altro lato, schiena ingobbita, schiena dritta, le mani si muovono componendo e scomponendo figure nell&#8217;aria, continuamente. Mi dispiace non poter essere nella stessa stanza con lei, questa versione del suo corpo segato a metà dall&#8217;inquadratura sento che me ne consegna una parte solo parziale, ma questo è e andiamo avanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Cambio di argomento. Sicilia, Messina, mar Mediterraneo, trecento giorni di sole all&#8217;anno. Come può questa donna, questa scrittrice, questa siciliana assoluta essere felice a Roma, dove vive dal 2006, tra le grinfie del quartiere Pigneto? Come può sopportare il Tevere al posto del mare? Per di più, in un&#8217;intervista abbastanza recente che ho scovato in rete l&#8217;ho beccata a dire: &#8220;Nel Tevere ho ritrovato il mio mare”. Adesso che ce l&#8217;ho quasi-davanti, adesso che ce l’ho qui, glielo dico, le dico Nadia, guarda io non ci credo che hai detto davvero una cosa del genere. Eri drogata? Lei si agita in poltrona, con movimenti del corpo tellurici di cui ho già detto, e subito le scatta il sorriso. Penso: oddio, adesso mi picchia (non abbiamo ancora litigato sulla cottura della carne). Invece mi fa: «Senti, è vero che ho cercato un rapporto con l&#8217;acqua anche a Roma, ma è anche vero che da quando mi ci sono trasferita ho cominciato a capire che questa non è proprio una città di acqua, né di fiume né di mare. Mi sa che è una leggenda che Roma sia una città di mare. Perché lo dicono? Nemmeno a Ostia riesco a sentire il mare. Quindi alla fine mi sono data pace e ho capito che l&#8217;acqua di questa città è il fiume, il Tevere. Ecco, questo era il senso di quella mia risposta».</p>
<p style="text-align: justify;">Decido di assolverla dai suoi peccati e le chiedo di questi mesi, umanamente e sanitariamente disastrosi ma forse letterariamente complessi e interessanti, se è vero com&#8217;è vero che per uno scrittore tutto è un&#8217;opportunità, anche la malattia, anche il dolore, basti vedere ciò che ha fatto Nadia con la morte del padre e con la morte in generale. Come già detto, le &#8220;rovine&#8221;, il trauma sono istanze alla base della sua letteratura ed è sempre così bello, magnificente, come una valanga che crolla su un piccolo villaggio romantico, constatare, almeno per me, la bellezza di qualcuno che sa alternare la grazia alla disgrazia con così evidente naturalezza, nonché un certo godimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il bambino, d&#8217;altra parte, non fa sconti e vuole arrampicarsi dappertutto, su un albero fiorito come su un monumento funebre.</p>
<h2>«Capii che in quel mondo, nell&#8217;editoria per ragazzi, c&#8217;era la possibilità di fare proposte e si poteva venire pubblicati anche da sconosciuti». Nadia Terranova</h2>
<p style="text-align: justify;">«Di sicuro non ho sofferto la solitudine. Amo la solitudine: certo, la posso scegliere perché non sono anziana non sono malata, faccio un mestiere per cui è necessaria e soprattutto quando mi va posso smetterla. Ma la solitudine è sempre stata una condizione dentro cui sono stata molto bene. Direi che è stato l’aspetto che meno mi ha pesato in questi mesi. Né mi ha colto alcun senso di inquietudine. Certo, sto male per il senso di morte. Il pensiero soprattutto di poter essere contagiosa senza accorgermene. È la mia unica fobia da quando è iniziata la pandemia: il terrore di fare ammalare i miei cari senza saperlo».</p>
<p style="text-align: justify;">E cosa, invece, ti rende felice?</p>
<p style="text-align: justify;">(Faccio un piccolo salto nel futuro, di qualche secondo, fingo che abbiate già letto la risposta che segue, la risposta di Nadia su cosa la rende felice, d’altra parte tra pochi attimi e qualche riga lo avrete fatto davvero e di sicuro starete pensando ciò che vi sto anticipando qui e cioè: non è forse strabiliante, ammirevole e anche un po’ intimorente quando le persone riescono a definire così bene il loro concetto di felicità? Per me questa domanda — Che cosa ti rende felice? — nasconde una questione impossibile, inestricabile, apparentemente retorica ma che io credo, invece, essere anche una cartina di tornasole perfetta, un liquido di contrasto per capire di quanta intelligenza e bellezza sia dotata una persona. La risposta di Nadia, adesso la state davvero per leggere, è un incanto, e si badi che il suo elenco mi è arrivato per voce, in tempo reale, senza una riflessione né di ore, né di minuti, un flusso ininterrotto e impulsivo che io non ho fatto altro che riportare testualmente. Quando qualcuno sa restituire in modo così chiaro cosa lo rende felice significa che la felicità esiste e questa è sempre una buona notizia e fa felice anche me).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8469-ritratto.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-15912" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8469-ritratto.jpg" alt="" width="1000" height="1500" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8469-ritratto.jpg 1000w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8469-ritratto-200x300.jpg 200w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8469-ritratto-683x1024.jpg 683w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8469-ritratto-768x1152.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8469-ritratto-450x675.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8469-ritratto-225x338.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8469-ritratto-900x1350.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8469-ritratto-20x30.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8469-ritratto-64x96.jpg 64w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">«La felicità per me è quando ho avuto tra le mani la prima copia degli “Anni al contrario”, quando sto sulla poltrona viola e metto il telefono in modalità aereo, socchiudo un po’ la luce e rimango a leggere nella casa completamente silenziosa; quando trovo un libro per ragazzi con delle illustrazioni bellissime, quando mangio la granita, cioè non proprio la granita, in realtà si chiama la “mezza con panna”, il mezzo bicchiere con la panna e la brioche, proprio quello di Messina, quella che mangio esattamente in quel baretto che si affaccia sullo stretto, scrauso ma è il più buono di tutti. Quando vedo le foto di mia nonna che ride e mi ricordo di com&#8217;era, la sua voce, la sua risata; quando un bambino viene da me e mi dice che vuole fare lo scrittore, quando trovo un buon vino che mi piace veramente, un vino bianco fruttato ma che non ti invade il palato di frutta, quando mangio la pasta molto al dente e quando mangio la carne molto cotta senza nessuno che mi faccia la ramanzina, quando vado in viaggio ad Atene, una delle mie città preferite soprattutto d’inverno».</p>
<p style="text-align: justify;">Nadia Terranova è anche una formidabile autrice di libri per ragazzi. &#8220;Bruno. Il bambino che imparò a volare&#8221;, per le edizioni Orecchio acerbo, un grandissimo successo basato sulla storia del gigantesco scrittore Bruno Schulz; “Le Mille e una Notte raccontate da Nadia Terranova”, per La Nuova Frontiera Junior, “Casca il mondo” e “Omero è stato qui” (Bompiani), quest&#8217;ultima una bellissima raccolta di storie a cavallo del lembo d&#8217;acqua che separa Messina da Reggio Calabria, tanto per offrire un elenco solo parziale.</p>
<p style="text-align: justify;">«Fino a dodici, tredici anni ho letto tantissima letteratura per ragazzi, poi con Pirandello mi sono avviata alla letteratura così detta per adulti. Un po&#8217; mi vergognavo. Andavo da Feltrinelli, sceglievo degli illustrati, tipo &#8220;Hugo Cabret&#8221;, oppure &#8220;La riparazione del nonno&#8221; di Stefano Benni, o cose più pop e commerciali, la serie “Sulle punte” di Beatrice Masini, infilavo questi libri tra i miei Fitzgerald, i miei “Viceré”, tanto che la commessa mi metteva puntualmente da parte i libri per ragazzi e mi chiedeva se li volessi incartare. Pensava a un regalo, non che fossero per me. La lasciavo fare. Passione naturale e poi la svolta: “‘Bruno. Il bambino che imparò a volare&#8221; fu il mio primo successo, totalmente inaspettato, mentre attendevo ormai da mesi una risposta da Einaudi per quello che sarebbe diventato il mio primo romanzo, “Gli anni al contrario”. Capii che in quel mondo, nell&#8217;editoria per ragazzi, c&#8217;era la possibilità di fare proposte e si poteva venire pubblicati anche da sconosciuti. Così ho cominciato a darmi a questo tipo di scrittura, in primis gli albi illustrati: sono più brevi, e scrivendoli è come se scattasse qualcosa di simile alla poesia. Io non ho mai scritto poesia, ma gli albi illustrati sono la cosa che più ci si avvicina e credo che dentro ci finisca in effetti tutta la poesia che leggo: quella necessità di infilare la parola giusta, di incastonarla bene. Ho praticamente sempre voglia di scrivere un albo illustrato. Discorso diverso per i romanzi per ragazzi che sono più lunghi: lì mi piace usare tutti gli archetipi che da bambina mi facevano volare: le estati, i boschi, le nonne magiche, gli animali, la morte, i bambini che sono chiamati a essere più grandi dei loro genitori. In genere quando uno scrittore per adulti scrive “per ragazzi” scrive cose super paternalistiche, come se abituato a scrivere per i suoi simili a un certo punto elargisse dall&#8217;alto della sua sapienza. In realtà funziona al contrario: penso a Collodi, a Bianca Pitzorno, a Margaret Wise Brown, a Pamela Travers, ecco loro non è che scrivevano per bambini perché si sentivano più saggi o intelligenti, ma scrivevano per bambini perché così liberavano il bambino che era in loro. Quando io scrivo per bambini o per ragazzi sento di poter essere Nadia Terranova senza le rughe intorno agli occhi. Mi diverto, ma non sono una bambina vera: sono un&#8217;adulta che usa strumenti letterari precisi».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8577-strada.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-15915" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8577-strada.jpg" alt="" width="1000" height="1500" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8577-strada.jpg 1000w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8577-strada-200x300.jpg 200w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8577-strada-683x1024.jpg 683w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8577-strada-768x1152.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8577-strada-450x675.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8577-strada-225x338.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8577-strada-900x1350.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8577-strada-20x30.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2021/02/Nadia-Terranova-8577-strada-64x96.jpg 64w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo salutarci, e salutarsi su Zoom ha sempre un non so che di mortuario, le immagini dei volti, prima che la diretta si chiuda effettivamente, si scompongono in piccoli rombi di pixel e per un momento si rimane nell’abitazione dell&#8217;altro, oltre l&#8217;altro, quando l&#8217;altro già non c&#8217;è più, si è staccato, ma permane il fantasma, il corpo freddo inanimato, che non è più lì ma resiste: ancora per sette o otto secondi io vedo lo studio di Nadia, la sua poltrona viola, i suoi libri, e mi coglie la consueta malinconia che in questi mesi di Covid, restrizioni e isolamenti è diventata incontenibile (per dirla con David Foster Wallace: &#8220;Mi manca chiunque&#8221;). Nelle ore successive discutiamo a distanza di vocale su Whatsapp ancora per un po&#8217;, dando piccoli colpetti di accordatura all&#8217;intervista appena fatta e parlando soprattutto di carne e di battuta di Fassona.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricevo anche qualcosa che si avvicina a una ricetta — le braciole messinesi: “Stracotte”, mi assicura, per convincermi che esiste un mondo possibile di carni non al sangue, cioè di proteine morte —, infine vado a letto, mi spengo, e quando torno alla vita, l&#8217;indomani, trovo un altro vocale di Nadia, con un&#8217;ultima riflessione, con la quale mi piace finire questo nostro piccolo viaggio insieme: «Comunque il fantasma della mucca viva o morta che noi ci mangiamo al sangue ci perseguiterà».</p>
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<p><strong>Articolo: Stefano Sgambati<br />
Shooting fotografico: Sara Sabatino </strong></p>
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		<title>Carlo Massimino: sono un libraio punk che ha sfiorato la Palma d&#8217;oro</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/carlo-massimino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Sgambati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2020 09:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Artists]]></category>
		<category><![CDATA[The Creative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Carlo Massimino fa il libraio al Giambellino, lotta per le case popolari e con &#8220;Lazzaro felice&#8221; è finito in smoking sul tappeto rosso di Cannes. Questa è la sua storia. &#160; &#160; Carlo Massimino ha la faccia di qualunque persona abbiate già incontrato, però un po&#8217; più cattiva, un po&#8217; più scoglionata, un po&#8217; più,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Carlo Massimino fa il libraio al Giambellino, lotta per le case popolari e con &#8220;Lazzaro felice&#8221; è finito in smoking sul tappeto rosso di Cannes. Questa è la sua storia.</p>
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<p style="text-align: justify;">Carlo Massimino ha la faccia di qualunque persona abbiate già incontrato, però un po&#8217; più cattiva, un po&#8217; più scoglionata, un po&#8217; più, ecco sì, stronza.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">A un certo punto, chiacchierando, glielo dico. Gli dico: «Carlo, lo sai che sembri uno stronzo?».</p>
<p style="text-align: justify;">Lui non nega e non conferma: è una di quelle persone su cui pare non battere mai il sole, dove il ghiaccio resta ghiaccio a lungo. Ti guarda negli occhi per pochissimi istanti, poi devia. Gli orecchini, l&#8217;incarnato pallido. Una quantità di piccoli tic facciali. Sembra la persona più a disagio d&#8217;Europa, forse lo è.</p>
<p style="text-align: justify;">«Sono uno nervoso. Qui in libreria abbiamo una clientela privilegiata, borghese, colta, il che è un bene; d&#8217;altra parte, però, qualcuno ha dimenticato la cultura del lavoro». E qui si ferma un attimo. Si guarda intorno come se &#8220;questo qualcuno&#8221; lo stesse spiando. Mi rivela un passato da intenso fumatore che traspare, le dita continuamente frugano, si muovono, alla ricerca di qualcosa nelle tasche che non c&#8217;è.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi continua: «Ti avviso che adesso esce &#8220;il sindacato&#8221; che è in me, chiedo scusa, però quando vedo uno che per pagare ti lancia i soldi sul bancone senza manco una parola, io mi incazzo. Sarà un mio limite…»</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo perché Carlo Massimino in primis è un libraio. Un libraio del Giambellino, libreria Gogol &amp; Company, in una piazza che è un presidio culturale, Piazza Berlinguer, giù di lì a metà di Via Savona, un intermezzo di borghesia assoluta poco prima del degrado urbano, terrazzi coi gerani tenuti curatissimi da filippine multitasking e poi, quattrocento metri dopo, gli alveari delle case popolari coi balconcini due metri per due con le antenne paraboliche. Park Avenue che diventa Lorenteggio con un tocco di architettura para-leninista, brutta così obiettivamente brutta che ti fa sentire snob o razzista per il solo fatto di percepirne la bruttezza.</p>
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<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00120.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14778" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00120.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00120.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00120-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00120-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00120-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00120-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00120-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00120-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00120-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00120-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00120-144x96.jpg 144w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00120-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">È una zona che non perdona, se sbagli anche solo di pochissimo a piazzare il tuo carrarmatino: una volta, ingenuamente, feci una telefonata a un&#8217;agenzia immobiliare che aveva in gestione un appartamento in loco. Mi rispose un tizio fin troppo gentile, da subito reverente, quasi sottomesso: l&#8217;atteggiamento di uno che da ventisei mesi cercava di vendere qualcosa senza riuscirci e sarebbe stato pronto letteralmente a regalarla, pur di andare avanti con la propria vita. Be&#8217;, ovviamente mi sparò una cifra che superava il milione di euro e il diastema di silenzio che ne seguì conteneva tutto ciò che dovevamo ancora dirci, saluti compresi.</p>
<h2>«Il calcio professionistico non ci rappresentava, troppa ricchezza, troppa distanza». &nbsp;Carlo Massimino</h2>
<p style="text-align: justify;">Me lo immagino ancora lì, con una mano sul telefono e le dita dell&#8217;altra a tamburellare su una scrivania di ebano nero.</p>
<p style="text-align: justify;">«Non ho sempre vissuto qui. Ho fatto il Classico e i licei Classici a Milano sono tutti in &#8220;Zona Uno&#8221;, il che significa andare a scuola in Centro. Per tutte le superiori ho bazzicato le Colonne di San Lorenzo, il Rattazzo(*), Porta Ticinese, poi con i primi anni di università ho cominciato a fare lotta politica qui al Giambellino, soprattutto per il diritto alla casa; con alcuni amici abbiamo fondato una squadra di calcio di quartiere, l&#8217;Ardita Giambellino, e questa è diventata casa mia. Ci abitano i miei genitori, c&#8217;è il mio lavoro».</p>
<p style="text-align: justify;">Si muove, è febbrile.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre lo guardo cerco di ricordarmi chi ero io alla sua età, a venticinque anni. Poco e niente, come tutti. Idee confuse ma autentiche, poche sovrastrutture, una generica voglia di farcela, la vitalità tipica degli organismi instabili.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Ardita Giambellino?</p>
<p style="text-align: justify;">Ha detto proprio così?</p>
<p style="text-align: justify;">«Il calcio professionistico non ci rappresentava, troppa ricchezza, troppa distanza; perciò abbiamo messo su con altri amici questa squadra squinternata, di cui oggi sono vicepresidente. I primi tornei li facevamo con le comunità migranti, al Leoncavallo o in parrocchia, però poi il progetto è cresciuto e oggi L&#8217;Ardita è un’associazione dilettantistica vera e propria, riconosciuta, con tanto di statuto e organico. Il campo è a Piazza Tirana, abbiamo aggregato gente di ogni quartiere, fino a Monza».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00131.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14781" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00131.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00131.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00131-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00131-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00131-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00131-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00131-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00131-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00131-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00131-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00131-144x96.jpg 144w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00131-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ho davanti a me questo viso straordinario, una specie di Dustin Hoffman giovane, con una spruzzata cromosomica di Liam Gallagher, più un personaggio &#8220;X&#8221; di Trainspotting a cui è andato storto tutto. Mi piace come parla. Quando comincia è deciso, compulsivo, precisissimo; ma prima di ingranare impiega tanto, ritorna sui suoi passi, si ferma, ci ripensa, riparte col ragionamento, appuntendolo, affinandolo, fino a proiettare fuori di sé una bolla di senso acuminata, perfettamente rotolante. Tuttavia non si esalta mai: qualsiasi cosa mi racconti sembra mantenere una certa distanza, come se stesse in effetti parlando di qualcun altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli chiedo qualcosa a proposito del suo look, studiatamente trasandato, gli orecchini.</p>
<p style="text-align: justify;">«Per anni ho suonato in gruppo hard-core punk. Un caro amico di papà mi regalò un disco dei Cure e uno dei Sex Pistols. Così cominciò tutto e io mi innamorai del mondo punk, anche se la mia era la fascinazione che poteva avere un appassionato di comunità Cherokee o Apache che però vive a Trezzano, non so se mi spiego. Cioè mi lasciavo, diciamo, influenzare a distanza, da Wikipedia, dai libri, dalla leggenda del punk a Milano negli anni Novanta, ma erano tutte cose che non avevo vissuto. Il mio era uno spirito voyeuristico. Non me ne pento, ma oggi mi è passata: oggi il punk da controcultura è diventata una sottocultura e nel 2019 il tipo con la crestina gialla non ha più niente di originale: è solo estetica. Tutto il resto se l&#8217;è mangiato la moda, il design».</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, come sia possibile che questo ragazzo, fatto così, che dice cose così, sia finito un anno fa, dentro a uno smoking preso in affitto, sul tappeto rosso del <a href="https://www.festival-cannes.com/fr/">Festival del Cinema di Cannes</a>, come <strong>attore non protagonista</strong> in un film che poi avrebbe vinto per la <strong>migliore sceneggiatura</strong>, coprodotto negli Stati Uniti da Martin Scorsese, è obiettivamente uno di quei &#8220;tilt&#8221; della realtà per cui tanto è amabile vivere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00113.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14779" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00113.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00113.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00113-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00113-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00113-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00113-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00113-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00113-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00113-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00113-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00113-144x96.jpg 144w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00113-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">«Ero così ingenuo che chiesi al sarto se quello smoking avrei potuto comprarlo, così, per ricordo. Certo, mi rispose, fanno tremila euro. L&#8217;ho lasciato lì. Tieni conto che a Cannes ci andai a spese mie: mia nonna vive a Sanremo che non è lontanissimo. Così mi appoggiai da lei, almeno per infilarmi il vestito, poi da lì a Cannes in auto coi miei, ché io non ho nemmeno la patente. La produzione non poteva coprire anche le mie spese, perciò ho fatto una tirata di ventiquattrore. Sfilata, proiezione del film, festa e poi a casa. Esperienza non bellissima: mi aspettavo un evento culturale, in realtà mi sono trovato davanti a un grande show mondano, con le Lamborghini e le Ferrari parcheggiate dappertutto, i papponi con le mignotte e gente a caccia di VIP: mi ha dato l&#8217;idea di una cosa sudicia. Non è il mio mondo».</p>
<p style="text-align: justify;">Il film in questione è &#8220;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=k5nM0w9Bq8c">Lazzaro felice</a>&#8220;, premiato capolavoro di Alice Rohrwacher, con, tra gli altri, Adriano Tardiolo e Alba Rohrwacher, oltre al nostro Carlo Massimino. Tre candidature ai Nastri d&#8217;Argento, nove candidature ai David di Donatello, quattro candidature agli European Film Awards e una candidatura agli Spirit Awards, oltre al già citato Premio per la migliore sceneggiatura al Festival di Cannes.</p>
<h2>«Il primo ciak è stato di lunedì. Me lo ricordo benissimo. Il giorno prima l’avevo passato a vomitare». Carlo Massimino</h2>
<p style="text-align: justify;">«Non ho mai fatto un minuto di recitazione in vita mia. Ero e sono completamente fuori dal cinema. È successo che un giorno, dal nulla, mi telefona la mamma di una mia amica. Mi dice che sono identico a un bambino usato nella prima parte di un film in lavorazione. Il casting director sta cercando la &#8220;versione adulta&#8221; di questo bambino e per caso lei è in contatto con la produzione: mi chiede perciò se può mandare una mia foto, gli dico di sì, va a finire che mi chiamano per un provino, poi per un altro e poi per un terzo. Dal nulla — avevo appena iniziato a lavorare qui come libraio — mi ritrovo a Roma con un <em>acting coach</em> a casa della regista. Parliamo tutto il pomeriggio, andiamo a pranzo: a sera ero stato preso per il film».</p>
<p style="text-align: justify;">Ma cosa deve fare uno che non ha mai recitato in vita sua per recitare? Sono curioso, vorrei sapere tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">«Mi hanno fatto buttare per terra, mi hanno fatto ridere. Mi hanno intervistato come se fossi davvero il personaggio che avrei interpretato. Hanno corretto tutto di me, soprattutto il modo di muovermi, di occupare lo spazio. Non tenevo le braccia in modo corretto, ero rigido, non sapevo cosa fare delle mani. Ho imparato a essere sciolto».</p>
<p style="text-align: justify;">Lo guardo famelico. Sono uno che vive d&#8217;ansia. A stento tollero l&#8217;idea di cambiare montatura degli occhiali, figuriamoci se mi dovessi ritrovare in mezzo a cento persone per fare qualcosa che non ho mai fatto in vita mia.</p>
<p style="text-align: justify;">«Il primo ciak è stato di lunedì. Me lo ricordo benissimo. Il giorno prima l’avevo passato a vomitare. Ero arrivato sul set in uno stato devastante, tesissimo, però è andata bene. Era una scena facile, seduto in auto. Girammo alle sei del mattino, d&#8217;inverno. Due ore seduto in macchina senza praticamente mai parlare. Il pomeriggio, invece, girai la prima scena, una scena madre importantissima per il mio personaggio, che poi però hanno eliminato dal montaggio finale».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00102.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-14784 alignright" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00102.jpg" alt="" width="450" height="675" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00102.jpg 1000w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00102-200x300.jpg 200w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00102-683x1024.jpg 683w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00102-768x1152.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00102-450x675.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00102-225x338.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00102-900x1350.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00102-20x30.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00102-64x96.jpg 64w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00102-600x900.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a>Adoro i brevissimi ma illuminanti lampi fantozziani che pervadono il racconto della vita di questo gregario di successo del Giambellino.</p>
<p style="text-align: justify;">Continua: «Avevo un quadratino di spazio in cui muovermi: all&#8217;inizio è stato difficilissimo capire l&#8217;uso dello spazio. Avevo una camera fissa davanti, un altro personaggio e la regista. Mi dovevo muovere in un ambiente circoscritto di un metro, ma nella scena il personaggio era libero&nbsp; (e qui Carlo si alza e comincia a spostarsi nel dehor della libreria, imitando se stesso nell&#8217;atto di recitare. Si muove in circolo, allarga le braccia, la gente lo osserva, lui non sembra accorgersene &#8211; ndr). Corpo e spazio sono stati i veri insegnamenti che ho appreso».</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Lazzaro felice&#8221; è stato un successo anche negli stati Uniti, Martin Scorsese a parte, il film è stato acquistato da Netflix e di recente è stato oggetto di un lungo articolo di un accademico americano intitolato &#8220;Dieci tesi su Lazzaro Felice come forma di vita&#8221; (**), cosa di cui Carlo mi fa appena un accenno, come se avesse notato una mosca sul bordo del mio bicchiere.</p>
<h2>«Ho fatto un film, capirai: pensano che io sia Di Caprio». Carlo Massimino</h2>
<p style="text-align: justify;">«Credo che in America sia tanto piaciuto perché offre una forma estetizzata dell’Italia. Sai quella cultura di cui parlava Pasolini, quando faceva riferimento alla società dei consumi che si mangia la tradizione… ecco, è chiaro che per un americano il film costituisca soprattutto un&#8217;attrattiva culturale in tal senso».</p>
<p style="text-align: justify;">Mi affascina questo meccanismo dialettico e comportamentale per cui Carlo tira verso il basso tutto ciò che dice: anche le situazioni più esaltanti per lui rimangono normale amministrazione, istanze da scomporre e analizzare per quello che sono, casualità, piccoli colpi di fortuna o sviste.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Lazzaro felice&#8221; parla di un giovane contadino toscano, Lazzaro, appunto, un sempliciotto legato da un&#8217;amicizia profonda con Tancredi, figlio della marchesa Alfonsina De Luna, detta &#8220;la regina delle sigarette&#8221;. Il rapporto tra i due diventerà fraterno, simbiotico quando condivideranno una grande avventura che spingerà Lazzaro a sconfinare, per la prima volta, fino alla grande città, abbandonando la campagna.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente Carlo non interpreta né l&#8217;uno né l’altro, ma un terzo personaggio, una specie di &#8220;Caronte&#8221; che interverrà a riportare il protagonista sulla &#8220;giusta strada&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Non dimentichiamoci che questa è una storia di gregari.</p>
<p style="text-align: justify;">«Non mi sono arricchito, la mia paga era di qualche centinaio di euro al giorno, comunque un grande stipendio per uno come me. Il problema è che qui nel quartiere per tutti io sono &#8220;quello che ce l’ha fatta&#8221;. Ho fatto un film, capirai: pensano che io sia Di Caprio. Subito dopo le riprese mi chiedevano di pagare per tutti, di organizzare feste (ride &#8211; ndr). Ho un sacco di amici abbastanza borderline, che vivono di espedienti, insomma da allora mi guardano con occhi diversi, ma la verità è che se domani qui mi cacciano (si gira a guardare l’ingresso della libreria &#8211; ndr) io finisco a braghe all&#8217;aria come tutti loro».</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sembra il momento giusto per lanciare sul fuocherello un nuovo tizzone. C&#8217;è qualcosa che preme sotto la pelle di questo ragazzo che ogni tanto vorrebbe uscire. Cerco di arrivarci, gratto via un po&#8217; di polverina argentata con le unghie e lo stimolo fino a trovare un buco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00142.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14785" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00142.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00142.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00142-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00142-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00142-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00142-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00142-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00142-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00142-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00142-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00142-144x96.jpg 144w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/02/Carlo-Massimino-00142-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">«No, non mi sono mai interessato alla politica per così dire istituzionale. Leggi, decreti, Parlamento, ne so poco: però sono sempre stato vicino alla politica &#8220;dal basso&#8221;, quella fatta di persone che si organizzano tra di loro. Occupare certi spazi, il centrare tutto sulla relazione: questa per me è la politica. Un luogo dove viene meno il denaro, il ceto e dove quello che importa è il legame, costruire progetti insieme. Viviamo un periodo triste e grigio, sono completamente sparite le politiche sociali, ma quello che manca davvero, secondo me, è l’esigenza di organizzarsi. Quando è scoppiata la crisi avevo quattordici anni, è una vita che sento parlare di precariato, di assenza di posti di lavoro. Oggi ci ritroviamo con un governo molto di destra ed è faticoso avere una prospettiva serena: mi viene una rabbia… C&#8217;è bisogno di scontrarsi in piazza, io la sento questa esigenza. Mi ricordo che nel 2011 presi parte al corteo degli &#8220;Indignati&#8221;, ecco lì capii che a me il concetto di indignazione non piace. A che serve l&#8217;indignazione? Non ci porta niente: è un fatto privato, leggi al computer in camera tua e ti indigni. C’è bisogno piuttosto di un recupero della rabbia. La rabbia in senso genuino. Come diceva Benjamin: &#8220;Il carattere distruttivo è giovane e sereno&#8221;. Ecco in tal senso c&#8217;è bisogno di rabbia».</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il cinema, in tutto questo, che fine fa, che posto nella sua vita occuperà?</p>
<p style="text-align: justify;">«Non lo so, non credo sia il mio focus. Non è questa la roba che sento nella mia vita. Mi è andata bene, ma non mi giocherei i miei studi, il mio lavoro, quello che ho costruito, per il cinema. Poi, ovvio, se domani mi chiama Garrone per un ruolo da protagonista ci vado».</p>
<p style="text-align: justify;">L’intervista è finita, la pioggia no.</p>
<p style="text-align: justify;">Sto cercando sull&#8217;applicazione del telefono una macchina col servizio di <em>car sharing</em> quando sento Carlo chiamarmi. È seduto sulla panchina appresso all&#8217;ingresso della libreria e ha l&#8217;aria di uno che ha appena fatto un pensiero lungo e importante, che si sta ancora rimasticando in bocca.</p>
<p style="text-align: justify;">«Ma davvero do l&#8217;idea di essere uno stronzo?», mi chiede.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<hr>
<p style="text-align: justify;"><em>Articolo: <strong>Stefano Sgambati&nbsp;</strong> &nbsp; Shooting fotografico: <strong>Alessandra Lanza</strong></em></p>
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		<title>Luca Ragagnin, Pontescuro</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/luca-ragagnin-pontescuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Sgambati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2020 08:26:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Books]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per la rubrica The Creative Reader, lo scrittore Stefano Sgambati ci parla di &#8220;Pontescuro&#8221;, l&#8217;ultimo romanzo di Luca Ragnin, edito da&#160;Miraggi Edizioni. &#160; &#160; “Pontescuro”, di Luca Ragagnin, è&#160;un romanzo ambiziosissimo, breve, inatteso.&#160; In una parola: &#8220;strano&#8221;, un&#8217;ibridazione incestuosa tra una certa tradizione popolare italiana, da Collodi e Rodari, e quella americana più weird (si&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per la rubrica The Creative Reader, lo scrittore Stefano Sgambati ci parla di &#8220;Pontescuro&#8221;, l&#8217;ultimo romanzo di Luca Ragnin, edito da&nbsp;Miraggi Edizioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify;">“<a href="https://amzn.to/314BqmG">Pontescuro</a>”, di <strong>Luca Ragagnin</strong>, è&nbsp;un romanzo ambiziosissimo, breve, inatteso.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">In una parola: &#8220;strano&#8221;, un&#8217;ibridazione incestuosa tra una certa tradizione popolare italiana, da Collodi e Rodari, e quella americana più <em>weird</em> (si annunciano ai gentili lettori dei folli ma indiscutibili punti di contatto con &#8220;Twin Peaks&#8221; di David Lynch). Geniale incastro tra la&nbsp;novellistica gotica e l&#8217;allegoria,&nbsp;soprattutto per come il Male viene rappresentato in senso metafisico (e qui di nuovo Lynch).&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">Il tono è favolistico, da &#8220;c&#8217;era una volta&#8221;: le voci narranti sono svariate, romanticissime (la nebbia, un cadavere, una ghiandaia, delle barche): ogni capitolo, soprattutto all&#8217;inizio, porta la voce di un personaggio diverso. Ambientazione: 1922, l&#8217;anno della marcia su Roma.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">
<div>Siamo nella Bassa padana, nel villaggio di Pontescuro e c&#8217;è un delitto. A morire è la scandalosa e provocante figlia del signorotto locale, una meravigliosa &#8220;Bocca di Rosa”, capace di fare innamorare anche da fredda.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>C&#8217;è un colpevole e un capro espiatorio, c&#8217;è tutto l&#8217;orrore proprio della provincia, l&#8217;omertà, il sesso, la superstizione. C&#8217;è pure un ispettore, che a un certo punto arriva da Roma, tuttavia senza che con lui arrivi anche una vera e propria indagine.<br />
La scrittura è superba, forse la prova apicale di uno scrittore con una lunghissima carriera alle spalle.</div>
</div>
<div style="text-align: justify;">Si sente forte la&nbsp;“carriera” di Ragagnin, la sua cultura, l&#8217;erudizione, le infinite letture, lo spasmodico rapporto carnale con altre forme espressive come la poesia, la musica.&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">&#8220;<a href="https://amzn.to/314BqmG">Pontescuro</a>&#8220;, senza strizzare l’occhio a niente e a nessuno (tantomeno alle mode) riesce a essere sia ipercontemporaneo, per i motivi già addotti, sia già un piccolo classico, soprattutto per ragioni di lingua, di lessico e di forma.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>
<hr>
<p><em>Articolo: <strong>Stefano Sgambati</strong>&nbsp;<br />
Immagine di copertina: <strong>Martina Padovan&nbsp;</strong></em></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Michela Giraud, Stand up Comedian: partire da me stessa</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/michela-giraud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Sgambati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Dec 2019 10:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Artists]]></category>
		<category><![CDATA[The Creative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Michela Giraud, romana innamorata di Milano è un&#8217;attrice e stand up comedian con una particolare predisposizione per le &#8220;barchette&#8221;. Scopriamo la sua storia. &#160; La cadenza romanesca a Piazza Gae Aulenti, questo cuore hi-tech di Milano, mi piace, fa effetto: è come un&#8217;aria di porchetta in un sushi tre Stelle Michelin. Per un po&#8217; la&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/michela-giraud/">Michela Giraud, Stand up Comedian: partire da me stessa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Michela Giraud, romana innamorata di Milano è un&#8217;attrice e <em>stand up comedian</em> con una particolare predisposizione per le &#8220;barchette&#8221;. Scopriamo la sua storia.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La cadenza romanesca a Piazza Gae Aulenti, questo cuore hi-tech di Milano, mi piace, fa effetto: è come un&#8217;aria di porchetta in un sushi tre Stelle Michelin. Per un po&#8217; la lascio fare: <strong>Michela Giraud</strong>, romana del quartiere Balduina, attrice comica, no, sbagliato: <em>stand up comedian</em>, che è questa cosa nuova, nuova per noi italiani, almeno, che fa anche tendenza su <a href="https://www.netflix.com/it/">Netflix</a> e che, soprattutto, ha dato voce nei decenni a uno stuolo di talenti straordinari, in larga parte americani e inglesi, da Bob Hope a George Carlin, da Bill Cosby a Ricky Gervais, da Jerry Seinfeld a Bill Hicks, ma anche italiani, Giorgio Gaber, Paolo Rossi, Luttazzi, Hendel, Saverio Raimondo, Edoardo Ferrario, Franca Valeri. Gente con le palle, scrittori maiuscoli capaci di far ridere un pubblico che li osserva e a cui si rivolgono direttamente, senza la classica quarta parete del teatro classico.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0539.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14449" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0539.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0539.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0539-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0539-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0539-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0539-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0539-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0539-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0539-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0539-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0539-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0539-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nei primi venti minuti di conversazione, Michela Giraud infila nel discorso la parola &#8220;cazzo&#8221; almeno diciotto volte, nelle sue varie modulazioni di frequenza, da &#8220;grazie ar cazzo&#8221;, passando per &#8220;che cazzo me frega&#8221;, ma anche &#8220;cazzo&#8221; da solo, così, come puntello ai ragionamenti. Mi piace, perché non vuole farmi ridere a ogni costo, è semplicemente lei stessa con potenza, con un&#8217;inusitata energia, e trema il tavolino d&#8217;acciaio del bar su cui stiamo consumando un caffè e trema tutto il ferro e il vetro di cui è composta la piazza: ho idea che tutto non possa fare altro che tremare al cospetto di Michela Giraud, cosa che conferma la diceria per cui un bravo performer va sempre e comunque visto dal vivo.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">«Milano è la città che mi ha battezzata artisticamente», mi racconta guardandosi intorno. È una bellissima giornata di fine settembre, fa un caldo à la Greta Thunberg e in questa bellezza disperante, che fa venire voglia di suicidarsi e al contempo di vivere a Parigi, parliamo, o per meglio dire parla quasi esclusivamente lei, io mi limito a tenere la rotta della conversazione con piccolissimi colpi di timone e a rimanere affascinato dalla sua schiumante energia. «Milano ti dà la possibilità di esprimerti: qui ti giochi la partita per chi sei».</p>
<h2>«A quei tempi il modello di attrice che avevo in testa non coincideva con me: io pensavo a donne misurate, col nasino all’insù». Michela Giraud</h2>
<p style="text-align: justify;">Questa romana innamorata di Milano, che dice &#8220;cazzo&#8221; con la stessa <em>nonchalance</em> con cui i country manager di qui dicono &#8220;performante&#8221;, deve tanto alla città di Beppe Sala — che spesso, infatti, elogia sui social — (gli esordi televisivi a &#8220;Colorado&#8221; e &#8220;Comedy Central&#8221;, per esempio): nata itterica, sottopeso, «Mia madre mi chiama &#8220;Il Pacco Dono&#8221;, perché non ero prevista. Sono arrivata per caso e sempre per caso sono nata. Mio padre non c&#8217;era, stava a cena col mio padrino, e mia madre vomitò nel taxi da cui si fece portare in ospedale» — e qui apre una parentesi: «Si fece dare 100mila lire per il disturbo, pensa &#8216;sto stronzo… Comunque al Gemelli non serve nemmeno l&#8217;epidurale, nasco subito, mi strappano dalle sue braccia e ciò sancisce un rapporto ansiogeno psicotico di mia madre nei miei confronti».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0388.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14450" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0388.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0388.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0388-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0388-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0388-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0388-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0388-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0388-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0388-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0388-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0388-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0388-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;Mentre mi sciorina dettagli della sua biografia, passando di continuo dal presente storico al passato remoto, colgo dappertutto lampi del suo talento, nel senso che tutto è permeato da narrativa, la disposizione delle parole, le scelte lessicali, la sequenza dei fatti: non recita, ma è chiaro che il &#8220;mestiere&#8221; si impone, il che è normale, credo, per chiunque abbia fatto della scrittura la propria vita. Liceo Classico Mamiani, quello di Muccino e Matteo Rovere: «Cresco con &#8216;st&#8217;influsso borghese mischiato a pennellate di boraggine» (piccolo compendio nozionistico per i non romani: boraggine, da &#8220;boro&#8221;, &#8220;coatto&#8221;, l&#8217;atteggiamento non proprio aristocratico di certe categorie di persone, per lo più provenienti da zone suburbane o borgate, ma ormai adoperato per estensione in riferimento a chiunque perda di vista, per così dire, di tanto in tanto l&#8217;eleganza), e qui si interrompe di nuovo, per passarmi qualcosa; oddio, penso, un tentativo di corruzione, o peggio: una profferta di droga.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0553.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14452" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0553.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0553.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0553-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0553-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0553-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0553-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0553-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0553-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0553-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0553-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0553-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0553-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">No: si tratta di un piccola, minuscola barchetta di carta, una perfetta e microscopica barchetta di carta, una di quelle classiche, che nell’incipit di &#8220;It&#8221;, beccheggia, si inclina, si raddrizza, affronta con coraggio i gorghi infidi e prosegue per la sua rotta giù per Witcham Street, verso il semaforo che segna l&#8217;incrocio con la Jackson, e che invece qui, a Milano, Piazza Gae Aulenti, in questo quartiere che come le squadre di basket prima di tutto prende doverosamente i nomi dalle aziende investitrici (2Benvenuti al Samsung District!&#8221;), termina la sua corsa tra le mie mani: «So fare le barchette di carta più piccole d&#8217;Italia», mi confessa, come se mi avesse appena rivelato di essere lei Elena Ferrante, ma giuro che è vero. Una precisissima barchetta di carta delle dimensione di un&#8217;unghia di pollice, e l’aspetto più straordinario di tutto questo è che mentre lei realizzava l’opera io non me ne accorgevo nemmeno. Dov&#8217;ero, mentre con le mani piegava e ripiegava minuziosamente la carta generando il simpatico monile? Credo nel suo racconto-fiume, nei suoi movimenti di corpo abituato a riempire tutto uno spazio, per quanto grande; nella sua professionalità.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0586.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14451" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0586.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0586.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0586-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0586-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0586-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0586-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0586-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0586-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0586-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0586-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0586-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0586-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Come ho già detto: nel suo mestiere.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Liceo classico soffertissimo la prima imitazione della professoressa di turno, il sogno di diventare magistrato, la passione per Falcone e Borsellino («Mi innamorai perfino di Tirabassi perché interpretava Borsellino nella fiction…»), la laurea in Storia dell&#8217;Arte alla Sapienza, lo stress, l&#8217;analisi, venti chili presi, una vacanza studio a Bilbao che si rivelerà predestinante, infine il Master in sceneggiatura alla Silvio D&#8217;Amico e l&#8217;innamoramento per la recitazione.</p>
<h2>«Come mi insegna il mio maestro Saverio Raimondo, la battuta è una linea retta che viene spezzata». Michela Giraud</h2>
<p style="text-align: justify;">«Scusami, ti sto inondando di parole…», mi dice a questo punto, porgendomi un&#8217;altra barchetta, ancora più piccola della precedente, che io prendo, osservo, sentendomi onorato: tutte e due giacciono adesso sul mio comodino.</p>
<p style="text-align: justify;">«A quei tempi il modello di attrice che avevo in testa non coincideva con me: io pensavo a donne misurate, col nasino all’insù; mi guardavo allo specchio e capivo che per me non c&#8217;era posto, non c&#8217;era mercato, ma poi capii che per fare davvero comicità dovevo, potevo partire da me stessa. Perché cazzo devo aspettare che qualcuno mi chiami per fare “Sogno di una notte di mezza estate” in uno scantinato del Pigneto? ‘Fanculo, io faccio da me e così mi sono inventata la mia strada».</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0606.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14453" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0606.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0606.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0606-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0606-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0606-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0606-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0606-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0606-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0606-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0606-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0606-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0606-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Da questo momento in avanti, Michela Giraud si fa prorompente: di qualunque materiale sia composto il monumento della sua personalità qui diventa evidente, luminosissimo, come se quelle micro-barchette fossero il contraltare della sua grandezza: “Sapersi autoindagare è la prima cosa per andare sul palco. L&#8217;analisi mi ha aiutato in questo: la gente ti vede, nel bene o nel male, vede ciò che sei appena appari sul palco, e tu sei la <em>headline</em> di te stesso; devi dire subito ciò che sai che la gente dirà vedendoti. Questo non significa che devi essere vero, bensì autentico. Devi fare in modo che ti credano. Ecco, questa complicatissima danza tra ciò che sei e ciò che non sei è la stand-up comedy».</p>
<p style="text-align: justify;">Progetti futuri: «Uno su tutti, sarò Aurelia Sordi, nella grande fiction di RaiUno su Alberto Sordi, interpretato da Edoardo Pesce, per la regia di Luca Manfredi. La mia prova attoriale drammatica, non vedo l&#8217;ora», aggiunge con una specie di emoticon a cuoricino orbitante sulla testa.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero in un&#8217;altra barchetta ancora più minuscola della precedente, ma l&#8217;ultima traccia di carta rimasta sul tavolo è lo&nbsp; scontrino e quello ci serve per pagare.</p>
<p style="text-align: justify;">Alzandoci parliamo ancora un po&#8217;, di tecnica, di scrittura comica («Il trucco è avere chiara la struttura. Inizio, centro, fine, e in mezzo infilarci le battute. Una volta che hai chiaro l&#8217;assioma &#8220;la nave affonda &#8211; lui muore&#8221;, tipo Titanic, servono le battute. Come mi insegna il mio maestro Saverio Raimondo, la battuta è una linea retta che viene spezzata, cioè una premessa — la <em>headline</em> — che viene disattesa dalla <em>punchline</em>»), piccole immersioni nei tecnicismi che è qualcosa che adoro fare con chiunque, scrittori, musicisti, cantanti, scoprire effettivamente cosa c&#8217;è oltre il talento, oltre l&#8217;intuizione; sentire anche solo per un attimo il rumore del funzionamento, il brusio dell&#8217;officina che giorno e notte lavora nella testa di chi produce contenuti per così dire di finzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Finiamo a parlare di &#8220;Fleabag&#8221;, forse il prodotto comico-narrativo meglio riuscito degli ultimi anni. Michela non nasconde l&#8217;ammirazione: «La cosa più bella di &#8220;Fleabag&#8221; è che questa ragazza ha occupato un vuoto, un&#8217;urgenza che nessuno sapeva di avere. Alle donne in genere non è deputato un linguaggio così esplicito, tantomeno quella sorta di demolizione di se stesse: lei ci è riuscita egregiamente, ed è quello che cerco di fare anche io sul palco».</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di salutarci mi guarda brevemente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0742.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-14458 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0742.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0742.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0742-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0742-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0742-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0742-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0742-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0742-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0742-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0742-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0742-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/12/Michela-Giraud-TCB-0742-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">«Sai — mi dice — io lo so che cosa stai pensando. Me lo trovo spesso scritto nei commenti sotto ai miei spettacoli su YouTube. Gente che mi dice: &#8220;Vabbè, ma questa roba fa schifo al cazzo, mica sei George Carlin&#8221;, al che a me viene immancabilmente da rispondere: &#8220;E grazie al cazzo, sennò ero George Carlin&#8221;», ed è così che il conteggio dei &#8220;cazzo&#8221; si chiude a venti ripetizioni precise e che a me torna in mente la vecchia risposta di un grande scrittore geniale e unico come Donald Barthelme a una sua studentessa, che al termine di una lezione gli domandò: &#8220;Mr Barthelme, perché scrive come scrive?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Perché come scrive Beckett già scrive Beckett&#8221;, disse.</p>
<hr>
<p>Articolo: Stefano Sgambati&nbsp; &nbsp;Shooting fotografico: Sara Sabatino&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Giuseppe Culicchia, Il cuore e la tenebra</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/giuseppe-culicchia-il-cuore-e-la-tenebra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Sgambati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2019 08:30:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Books]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giuseppe Culicchia è uno scrittore italiano, considerato una delle voci più autentiche della narrativa italiana degli ultimi anni. Scopriamo la sua opera &#8220;Il cuore e la tenebra&#8221;. &#160; &#160; Un grande musicista è appena morto.&#160; Un direttore d&#8217;orchestra, un uomo controverso, baciato da una certa notorietà; padre e marito complesso.&#160; Si chiama Federico Rallo. Il&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Giuseppe Culicchia è uno scrittore italiano, considerato una delle voci più autentiche della narrativa italiana degli ultimi anni. Scopriamo la sua opera &#8220;Il cuore e la tenebra&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Un grande musicista è appena morto.&nbsp;<br />
Un direttore d&#8217;orchestra, un uomo controverso, baciato da una certa notorietà; padre e marito complesso.&nbsp;<br />
Si chiama Federico Rallo.<br />
Il romanzo comincia così: &#8220;Stamattina papà la tua morte è tra le notizie di Facebook&#8221;.&nbsp;<br />
La voce è quella del figlio, Giulio. Sarà lui a condurre il lettore in una ricostruzione quasi poliziesca della personalità del genitore, un uomo di cui i giornali, nel dare la notizia del decesso, ricordano della sua carriera &#8220;solo che avevi fatto il giudice in una puntata di X Factor e che una sera, incrociando Giovanni Allevi nei pressi della Scala, senza neppure rivolgergli la parola lo avevi schiaffeggiato&#8221;.<br />
La voce è quella del figlio, ma il protagonista, &#8220;in absentia”&#8221; rimane il padre, colossale, enorme, onnipresente.&nbsp;</p>
<h2>«Un romanzo a cui ci si arrende, che lascia il lettore squartato. Che siate padri o siate figli, <em>Il cuore e la tenebra</em> vi tenderà una mano, forse scheletrica, da cui non potrete fare a meno di lasciarvi condurre».</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Maestro è lo scrittore Culicchia a tratteggiarlo a lampi attraverso una sorta di epistolario che ripercorre il Novecento.&nbsp;&nbsp;<br />
E allora: &#8220;il cuore&#8221; del titolo è il rapporto filiale, pur tra alti e punti bassissimi, straziante, spesso commovente, da scatola di Kleenex a portata di mano; &#8220;la tenebra&#8221; è invece un&#8217;ombra, il nazismo che colpisce trasversalmente il romanzo attraverso l&#8217;ossessione di Federico per la Nona Sinfonia di Beethoven diretta da Wilhelm Furtwängler alla testa dei Berliner il 19 aprile 1942, in occasione del compleanno di Hitler, talmente perfetta che lui stesso aspira a replicarla, scivolando presto in un&#8217;ossessione diabolica.</p>
<p style="text-align: justify;">Un romanzo a cui ci si arrende, che lascia il lettore squartato.<br />
Che siate padri o siate figli, &#8220;<a href="https://amzn.to/2vAKO63">Il cuore e la tenebra</a>&#8221; vi tenderà una mano, forse scheletrica, da cui non potrete fare a meno di lasciarvi condurre.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vi posso promettere che sarà un viaggio piacevole: la grande letteratura non è una scatola di cioccolatini.</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giuseppe Culicchia &#8211; Il cuore e la tenebra &#8211; Mondadori<br />
Articolo: <a href="https://www.thecreativebrothers.com/author/sgambamilano/">Stefano Sgambati</a>&nbsp;<br />
Shooting fotografico: Martina Padovan&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Sonia Rovai, Head of Scripted Production Sky Italia: il fiore nel cemento</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/sonia-rovai-head-of-production-sky/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Sgambati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 07:25:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Journalist]]></category>
		<category><![CDATA[The Creative]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thecreativebrothers.com/?p=13969</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sonia Rovai è capo delle produzioni originali di Sky Italia. Da lei dipendono serie come Gomorra e The Young Pope.  Abbiamo trascorso con lei un’intensa giornata milanese. &#160; Ciascuno di noi ha un momento rivelatore. Un momento, un frangente in cui lasciamo meglio capire chi siamo. Un gesto, un tic, qualcosa di neutrale che ﬁnalmente&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/sonia-rovai-head-of-production-sky/">Sonia Rovai, Head of Scripted Production Sky Italia: il fiore nel cemento</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Sonia Rovai è capo delle produzioni originali di Sky Italia. Da lei dipendono serie come Gomorra e The Young Pope.  Abbiamo trascorso con lei un’intensa giornata milanese.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-13969"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ciascuno di noi ha un momento rivelatore. Un momento, un frangente in cui lasciamo meglio capire chi siamo. Un gesto, un tic, qualcosa di neutrale che ﬁnalmente si libera dal controllo del corpo, dall&#8217;atteggiamento e invade lo spazio, come un secchio di vernice che si rovescia per un colpo distratto di piede. Succede sempre, succede anche a Sonia Rovai, a metà di una lunga giornata trascorsa insieme: si è fatta l’ora del pranzo e dopo una serie di giri — la nostra stranissima e affascinante avventura è cominciata di prima mattina a Rogoredo, presso la sede di <a href="https://www.sky.it">Sky</a>, e si concluderà a pomeriggio inoltrato in una palestra di <em>pole dance</em> in zona Navigli (per adesso no questions please) — ci siamo sistemati a uno dei tavoli del “Cinemino”, a Porta Romana, un luogo splendido e bizzarro, con le pareti interamente ricoperte di una tappezzeria psichedelica che induce l&#8217;osservatore a pensieri</p>

<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-49.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Sonia Rovai Sky - pranzo al Cinemino" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-49.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-49.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-49-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-49-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-49-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-49-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-49-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-49-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-49-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-49-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-49-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-49-20x13.jpg 20w" /></a>
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<p style="text-align: justify;">inquietanti e autodistruttivi, di cui solo dopo un po&#8217; si carpisce l&#8217;origine: la trama, infatti, è la precisa riproduzione dei pavimenti dell’<strong>Overlook Hotel di “Shining”</strong>, per lo meno nella versione (visione?) cinematograﬁca di Kubrik. È in tale contesto, un po&#8217; <em>engagé</em>, un po&#8217; <em>d&#8217;essai</em>, con un angolo caffetteria molto milanese, le torte vegane e un assemblaggio complicato di dolci e salati e caffetteria e lounge bar, che il piccolo animaletto impazzito annidato nel corpo di <strong>Sonia Rovai</strong> si manifesta portandomi in dono una piccola parte della personalità di questa donna magmatica, la parte più nascosta e impulsiva della manager di una delle più grandi piattaforme televisive del pianeta — e qui procediamo col <em>job title: Head of Scripted Production</em> per Sky Italia, tradotto: la mente, la responsabile dietro tutte quelle cose irrinunciabili per cui a ﬁne giornata preferite la compagnia della tv al vostro partner.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-46.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13992" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-46.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-46.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-46-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-46-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-46-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-46-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-46-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-46-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-46-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-46-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-46-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-46-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, è questa la persona che a un certo punto, seduta a un tavolo del “Cinemino”, a Porta Romana, Milano, torte vegane, eccetera, si alza o, per meglio dire, schizza come se fosse scoppiato un incendio e si dovessero portare in salvo ventuno bambini, decolla velocissima proiettandosi verso il muro prospiciente e, senza aggiungere “A”, raddrizza un quadro appeso storto, per poi tornare a sedersi, davanti a me, che non ho mosso un muscolo nel frattempo, per dirmi, affranta, esausta, ma animata da un rinnovato vigore: «Scusa eh, ma non ce la facevo più».</p>
<p style="text-align: justify;">Sonia Rovai, classe 1975. In una parola, un’ira di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">FLASHFORWARD: tre o quattro ore dopo, siamo in tutt’altra parte della città, io esausto, sﬁnito, lei in tuta, fresca, perfettamente arrampicata su una sbarra verticale in una palestra per il resto deserta, a fare il suo sport preferito.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-60.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14000" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-60.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-60.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-60-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-60-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-60-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-60-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-60-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-60-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-60-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-60-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-60-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-60-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">«La pole dance è il simbolo della mia rinascita. Non sono mai stata una carrierista, ma è da quando ho diciotto anni che lavoro e che lavoro al massimo. Quando studiavo, quando mi spostavo da una produzione all’altra per pagarmi l&#8217;università, quando facevo i miei mesi di sostituzione ai centralini, qualsiasi cosa facessi dovevo lasciare il segno. Per questo ho impegnato energie a profusione per quasi vent&#8217;anni e mi sono letteralmente esaurita. Da una parte questa mia volontà mi ha reso indipendente, dall&#8217;altra mi sono ritrovata drogata di lavoro. Per anni non sono stata capace di dire no a niente e tutto ciò mi ha portato a sacriﬁcare tantissimo della mia vita personale, guarda per esempio al fatto che non ho ﬁgli. A un certo punto, più o meno quando ho compiuto quarant&#8217;anni, ho capito che questa cosa non poteva continuare. Ho sentito un “click” nel mio cervello, ero esaurita, avevo perso otto chili in pochi mesi, continuavo a entrare a uscire da inﬂuenze, polmoniti e mi sono guardata in faccia. Dovevo fermarmi. Il giorno dopo ero in questa palestra a saldare un abbonamento di due anni».</p>

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<p style="text-align: justify;">Alla faccia del “fermarsi”, penso, mentre la guardo fare col corpo, sospesa per aria, cose che io non riuscirei nemmeno steso orizzontale su un materasso in <em>memory foam</em>. Ma non solo di sport si vive (o si rinasce): il cambio di rotta l&#8217;ha portata pure a sposarsi col suo Paolo, dopo appena ventotto anni di rapporto: «È stato lui a chiedermelo. All&#8217;improvviso. Era arrivato il momento anche per questo passo, per troppo tempo rimandato. Questo, lo sport, la cucina (Sonia fa delle torte che sembrano uscite da una pasticceria francese &#8211; ndr sbavante), il matrimonio: mi sono dovuta rieducare a trovare degli spazi per me, ci ho messo un anno ma ora sto bene: lavoro sempre moltissimo però non è più l’unica cosa».</p>
<h2 style="text-align: justify;">«Ho fatto tutto il percorso e il fatto di essere donna e semmai di essere “carina” non mi ha mai ostacolato». Sonia Rovai</h2>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-28.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14003" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-28.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-28.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-28-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-28-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-28-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-28-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-28-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-28-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-28-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-28-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-28-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-28-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">FLASHBACK: è mattina presto, sono da poco entrato nel corpo di&nbsp; questa balena colossale che mi ha avvolto nel suo inﬁnito intestino, il palazzone di Sky Italia, a Rogoredo, ogni sette-otto passi un responsabile di qualcosa mi guarda, non me ma il badge che obbligatoriamente devo portarmi appeso al collo, “visibile, mi raccomando”, pena non lo so, non voglio saperlo, forse torture medievali in sala trucco, mi guarda e poi mi lascia passare, non senza un non so che di minaccioso nell&#8217;atteggiamento, ﬁno a che qualcuno non mi preleva con un’operazione di stampo paramilitare e mi conduce in una stanzetta minuscola dove un gigantesco poster (appeso perfettamente diritto) di Ciro l’Immortale mi guarda con occhi da duro. C&#8217;è qualcosa che emette un ticchettio, da qualche parte, ogni tanto è un ticchettio, ogni tanto è un ronzio, come un meccanismo misterioso di funzionamento. Penso agli androidi, penso a cose bislacche, ﬁnché Sonia Rovai non arriva, sorridente e luminosa, credo umana, operativa come se fosse sveglia da ventisei ore consecutive e al contempo fresca come avesse dormito in una malga in Val Badia su cuscini al cirmolo. In circa sette minuti apre trentanove argomenti e pronuncia circa centomila parole. È Mohammed Alì e io sono George Foreman al tappeto.</p>
<p style="text-align: justify;">«ECCHECCAZZO!» Giuro che non l’ho detto io, ma lei. L’ha appena detto, cioè urlato. Ho la registrazione.</p>

<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-26.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Sonia Rovai Sky - durante l&#039;intervista - ufficio" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-26.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-26.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-26-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-26-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-26-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-26-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-26-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-26-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-26-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-26-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-26-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-26-20x13.jpg 20w" /></a>
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<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-21.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Sonia Rovai - ingresso sede Sky" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-21.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-21.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-21-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-21-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-21-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-21-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-21-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-21-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-21-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-21-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-21-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-21-20x13.jpg 20w" /></a>

<p style="text-align: justify;">Sono passate circa tre o quattro ore, abbiamo parlato, abbiamo scattato fotograﬁe ovunque, adesso siamo nella sua auto aziendale, mentre cerchiamo parcheggio dalle parti di Porta Romana, Via Seneca: è ora di pranzo e siamo diretti al “Cinemino” dove troveremo un piccolo quadro storto in cerca di aiuto. Qualcuno le ha appena tagliato la strada.</p>
<p style="text-align: justify;">«ECCHECCAZZO!» Uno virgola due secondi dopo eccola di nuovo rivolgersi a me, dolce e affabile, un po’ Mary Poppins, un po’ strega cannibale di Hänsel &amp; Gretel: «La mia storia con Sky è iniziata in modo abbastanza casuale. Abitavo a Cologno Monzese, arrotondavo facendo redazionali e piccole cose per Mediaset; lì ho conosciuto un paio di autori che lavoravano a “Chi vuol essere milionario”, così ho iniziato la traﬁla.</p>

<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-9.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Sonia Rovai Sky - interno studio" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-9.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-9.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-9-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-9-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-9-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-9-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-9-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-9-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-9-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-9-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-9-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-9-20x13.jpg 20w" /></a>
<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-12.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Sonia Rovai Sky - dettaglio cuffie e ciak" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-12.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-12.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-12-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-12-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-12-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-12-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-12-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-12-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-12-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-12-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-12-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-12-20x13.jpg 20w" /></a>
<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-13.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Sonia Rovai Sky - lavoro post produzione" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-13.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-13.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-13-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-13-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-13-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-13-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-13-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-13-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-13-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-13-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-13-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-13-20x13.jpg 20w" /></a>

<p style="text-align: justify;">Caporedattore, capo-autore e poi ho iniziato a fare produzione; ho seguito il Grande Fratello e altri prodotti sempre di intrattenimento. Quindi ho fatto due anni di “Infedele” a La7 con Gad Lerner dove ho imparato a governare un team». Di nuovo: scala marcia, si guarda allo specchietto, si toglie un capello dall’angolo della bocca, manda a cagare qualcuno con uno sguardo dal ﬁnestrino, fa salire il motore a tremila giri, parla, snocciola aneddotica, nei suoi jeans stretti e i tacchi, le braccia muscolose e tornite. Mi guarda come se avesse intuito qualcosa: «Sono pur sempre cresciuta a Cologno. Cologno Sud, una zona mica da ridere. Sai i miei amici come mi chiamavano? Il ﬁorellino nel cemento…».</p>
<p style="text-align: justify;">Mi viene da farle una domanda: maschilismo?<br />
«Sono stata fortunata: in Sky sono entrata che ero un quinto livello e oggi sono dirigente. Ho fatto tutto il percorso e il fatto di essere donna e semmai di essere “carina” (sic) non mi ha mai ostacolato. Fuori dall’azienda sì, non farò nomi ma ci sono state società in cui ho percepito molta preclusione per il fatto che ci fosse una donna in un ruolo di responsabilità: spesso sono venuta a sapere di dirigenti che dovevano contattare me ma che poi preferivano relazionarsi col mio capo o addirittura con qualcuno sotto di me che però era maschio…».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-6.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14012" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-6.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-6.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-6-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-6-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-6-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-6-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-6-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-6-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-6-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-6-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-6-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-6-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Parcheggia, “Cinemino”, due belle fette di torte vegane fatte con l’aria, quadro storto. «Io sono così…», mi dice Sonia, mi spiega, riprendendo posto dopo averlo raddrizzato, ride un po&#8217; in imbarazzo, ma si capisce che in realtà si è tolta un peso, che quel quadro pendente di due virgola sette millimetri verso destra la stava ossessionando forse da quando s&#8217;era seduta lì o magari da sempre, anche da prima di vederlo, qualcosa che a livello di pressione atmosferica la disturbava dal 2009 e che ha complottato con l&#8217;universo per farla arrivare proprio in quel posto, con me, al momento giusto, per riequilibrare Tutte Le Cose con un colpo di indice. «Il nostro segreto a Sky è che offriamo una continua analisi del prodotto che stiamo realizzando — riprende —. Non siamo quelli che ti danno le chiavi di casa, ti dicono fai tu e poi me la restituisci; no: noi siamo quelli che arrivano e dormono nel tuo letto. Siamo presenti sul set, lavoriamo sui copioni, ci siamo dall’inizio alla ﬁne e se decidiamo di fare una serie,&nbsp;quella serie deve avere qualcosa da raccontare che sia diversa da tutte le altre».</p>
<h2 style="text-align: justify;">«Non siamo quelli che ti danno le chiavi di casa, ti dicono fai tu e poi me la restituisci; no: noi siamo quelli che arrivano e dormono nel tuo letto». Sonia Rovai</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-2.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14013" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-2.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-2.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-2-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-2-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-2-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-2-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-2-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-2-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-2-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-2-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-2-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-2-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></h2>
<p style="text-align: justify;">“Gomorra”, per esempio. Qui gli occhi le si illuminano: rivedrò qualcosa di simile solo quando mi parlerà della sua gatta. «È stato terribile e bellissimo. La sﬁda assoluta. La prima volta che ci mettemmo a guardare in un camerino il premontato fummo assaliti dal panico. Erano scene ﬁghissime (sic) ma non si capiva una parola (ride &#8211; ndr). Siamo usciti da lì dentro e ci siamo detti: ok, e adesso? La paura era enorme, avevamo in mano un prodotto esplosivo ma del tutto incomprensibile. Siamo andati in studio a ridoppiare delle singole parole, ma tutti nel settore, continuavano a dirci che sarebbe stato un suicidio: una serie tv italiana che necessita di sottotitolazione. Una pazzia. Siamo andati avanti: se doveva essere una cosa mai vista, allora doveva essere davvero una cosa mai vista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-1.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14004" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-1.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-1.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-1-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-1-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-1-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-1-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-1-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-1-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-1-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-1-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-1-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo avuto ragione». Più tardi arriva il momento della sua gatta. E con “più tardi” intendo davvero più tardi, cioè quando l’intervista è ﬁnita e noi siamo tornati a casa, lei alla sua, io alla mia, e all&#8217;improvviso mi arriva un audiomessaggio (so che si dice “vocale”, ma non posso, non voglio, non devo). È Sonia, c’è anche un video che la riprende in compagnia dell’amata bestiola su un divano: «Grazie a te è felice, non mi vede mai a casa a quest’ora», poi aggiunge, solo vocalmente: «Maia è veramente importante per me. So che è assurdo, ma vive con me da dieci anni, l’abbiamo trovata durante un capodanno, e ci tenevo a dirtelo perché questa è la mia famiglia, lei, Maia, e Paolo. Noi tre. È una peste, tutta la sua padrona. Vivo per i suoi bisogni, mi sveglia la notte, me la porto in Corsica, in montagna, sul lago: la gatta con la valigia, come me».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-39.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14002" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-39.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-39.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-39-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-39-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-39-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-39-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-39-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-39-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-39-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-39-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-39-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/08/Sonia-Rovai-39-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
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<p style="text-align: justify;">Prima di salutarmi mi chiede “scusa” per questa piccola coda che ha voluto regalarmi e concedersi, ma come è stato per il quadro, al “Cinemino” — solo poche ore prima, ma mi sembrano trascorse settimane —, è anche grazie a dettagli così che una persona si rivela, che si manifesta il suo cuore, il sangue che c’è dentro, e vorrei dire “l’anima” ma non è una parola in cui credo, non è un concetto che mi piace: le persone sono intelligenza, sono pensiero, sono lavoro e fatica; non sono “anima”. Sonia Rovai è una dirigente, una professionista importante, di uno spessore unico, ma è anche una di quelle personepianeta, mi piace deﬁnirle così, quelle persone, rare, ogni tanto se ne incontra una, che non possono fare altro che attrarti nel loro mondo, non fanno niente per riuscirci, non ti corteggiano, non usano mezzucci, ﬁltri, esche: non ne hanno nemmeno l&#8217;intenzione, ma ti ci ritrovi. All&#8217;improvviso sei lì, dentro questo incredibile mondo, e ci sei arrivato soltanto grazie alla loro forza di attrazione gravitazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcosa di ineluttabile, da cui non ci si può sottrarre. Non ho trascorso che poche ore con lei ma a ﬁne giornata mi pare di conoscerla meglio di gente che frequento da diciotto anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pianeta-Sonia.</p>
<p style="text-align: justify;">Dove c’è vita eccome.</p>
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<hr>
<p style="text-align: justify;">Articolo: Stefano Sgambati&nbsp; &nbsp;Shooting fotografico: Barbara Rigon&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/sonia-rovai-head-of-production-sky/">Sonia Rovai, Head of Scripted Production Sky Italia: il fiore nel cemento</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Rosa Fanti, Manager: io, l&#8217;ingrediente segreto</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/rosa-fanti-manager/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Sgambati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2019 09:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Food Creativity]]></category>
		<category><![CDATA[The Creative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rosa Fanti è la manager che sovrintende a tutta l&#8217;attività organizzativa e di comunicazione dei tre ristoranti milanesi dello chef Carlo Cracco. L&#8217;abbiamo incontrata nel nuovo locale in Galleria Vittorio Emanuele. &#160; &#160; La Galleria Vittorio Emanuele si costruisce e decostruisce davanti ai miei occhi in centinaia di piccoli rettangoli della dimensione di circa sei&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/rosa-fanti-manager/">Rosa Fanti, Manager: io, l&#8217;ingrediente segreto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Rosa Fanti è la manager che sovrintende a tutta l&#8217;attività organizzativa e di comunicazione dei tre ristoranti milanesi dello chef Carlo Cracco. L&#8217;abbiamo incontrata nel nuovo locale in Galleria Vittorio Emanuele.</em></p>
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<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La Galleria Vittorio Emanuele si costruisce e decostruisce davanti ai miei occhi in centinaia di piccoli rettangoli della dimensione di circa sei pollici, tenuti davanti alla faccia da quelli che mi sembrano sette miliardi di cinesi. Forse sono ospite in un incubo di Picasso, sto facendo un’incursione nella “Tentazione di Sant’Antonio” di Bosch.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo caldo torrido, l’odore di cibo, anch’esso scomposto e non sempre gradevole, tra pasticceria fait maison e fritti fait chissà quando. Potrei camminare o per meglio dire annaspare orientandomi solo grazie agli schermi dei loro telefonini: cinesi ovunque che riprendono qualsiasi cosa, soprattutto se stessi. Mi atterriscono: non hanno alcuna vergogna di condurre un&#8217;esistenza tanto bizzarra. Si mettono in posa davanti a cose stupide e triviali, la grande vetrina di Louis Vitton, o rimangono immobili, estaticamente sorridenti, mostrando all&#8217;obiettivo una dozzina di buste griffate. Ricchi e ostinatamente ineleganti come solo chi è sicuro di sé abbastanza da sbattersene del mondo intero. Vengono dalla prefettura di Hokkaido e conoscono vita morte e miracoli di <a href="https://www.theblondesalad.com/it-IT">Chiara Ferragni</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Una grassa creatura, delle dimensioni più o meno di una Volvo, si fotografa da sola, seduta a un tavolino di un ristorante lugubre, con la bocca aperta e un triangolo di pizza mollo tenuto tra le fauci: non lo morde, non dà neanche l&#8217;idea di volerlo mangiare, non è quello il punto. Appena scatta, rimette giù il triangolo, in un piatto in cui per il resto la pizza mi sembra intonsa, e controlla il risultato; ripete due o tre volte l&#8217;operazione, sempre identica a se stessa, infine carica su Instagram, godendosi il fiotto di dopamina del primo “like”, probabilmente di Kim Kardashian. Tutti sembrano vivere il momento più alto e intenso della loro vita e forse è così. Mancano cinque minuti a mezzogiorno. Un brusio in cinese mi attanaglia.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-3.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-13881 alignright" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-3.jpg" alt="" width="450" height="675" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-3.jpg 1000w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-3-600x900.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-3-200x300.jpg 200w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-3-768x1152.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-3-683x1024.jpg 683w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-3-500x750.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-3-450x675.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-3-225x338.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-3-900x1350.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-3-20x30.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a>Quando arrivo davanti all&#8217;ingresso di “Cracco in Galleria”, devo riprendermi. Ho attraversato corpi umani come un sondino per la gastroscopia e ho bisogno di tempo, prima di telefonare a <strong>Rosa Fanti</strong> e dirle eccomi, parlare, stabilire un rapporto umano per così dire normale. Sono terrorizzato dal vedermela comparire davanti e scoprire che in realtà è cinese pure lei. Ma chi è Rosa Fanti? Questa donna pressapoco della mia età, con un profilo Instagram da più di cinquantamila follower, che ogni tanto compare in compagnia di un cuoco famoso, chi è? Ci siamo scambiati finora una decina di messaggi, tutti rispettosi, per carità, al punto da ricevere il placet di mia moglie. È stata gentilissima e ogni tanto ironica. La sua foto di profilo di Whatsapp la raffigura con un asciugamano in testa, tipo turbante. È l’unica sua immagine che finora sono riuscito a trovare in cui sia da sola, cioè non in compagnia dell’onnipresente marito, il cuoco famoso. Ricercando il suo nome, il nome del John McEnroe dell’uovo marinato su Google Immagini, succede che i primi cinquanta risultati restituiscono lo Chef da solo per quarantasette volte; appena tre in compagnia della moglie. Facendo il giochino al contrario, Rosa è sempre col marito, la divinità, il cuoco famoso, l’ex giudice del talent show culinario, il Michelangelo del risotto giallo col midollo croccante, ok, basta, lo ammetto, ho sempre sognato di scrivere per una rivista gourmet, ma adesso esco da questo corpo e vado avanti, ecco: dicevo che facendo il giochino al contrario, Rosa Fanti da sola non c&#8217;è mai.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Piacevole destino o condanna, non lo so, so che tutte le ultime interviste che ho trovato riportano nel titolo o nello strillo un riferimento ironico, sarcastico, totemico, semanticamente frizzante relativo alla professione del marito (“Gli ingredienti…”, “Il sapore…”, “Il gusto…”, etc), anche se l’intervista è incentrata su di lei. Comunque, eccola. Non è cinese e non sta col cuoco famoso. È da sola, sebbene guardata a vista dai camerieri. Elegante, semplice, abiti a tinta chiara, un sandalo semplice, basso, aperto, in ottemperanza al primissimo caldo milanese. È giovane, dimostra meno anni della sua età, forse anche della mia. Più che una madre mi pare ancora piena di quella placida vaghezza da figlia. Ci accomodiamo nel dehor, io prendo un caffè che arriva sostanzialmente senza una vera e propria attesa. Parliamo un po’ senza una precisa direzione. Accordiamo il pianoforte. Le dico che si sa poco di lei, a parte il fatto d’essere una moglie, La Moglie. «Ci sta &#8211; mi fa, con leggerezza -. L’ambiente della cucina è super-maschile: un ristorante ha orari massacranti, è un lavoro talmente di fatica che difficilmente si sposa coi ritmi femminili, soprattutto dal punto di vista della carriera, se al contempo si vuole anche avere una famiglia, dei figli. La maggior parte delle donne Chef che conosco o non hanno figli o hanno attività famigliari. Non è questione di talento».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-7.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13883" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-7.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-7.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-7-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-7-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-7-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-7-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-7-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-7-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-7-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-7-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-7-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-7-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">«La maggior parte delle donne Chef che conosco o non hanno figli o hanno attività famigliari. Non è questione di talento». Rosa Fanti&nbsp;</h2>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Anche perché — questo lo so tramite la sua autonarrazione da social — effettivamente Rosa Fanti a cucinare è negata: «Totalmente negata. Mi piace solo mangiare. Ho sempre girato molto per ristoranti, già da bambina, anche all’estero, coi miei genitori, ma la cucina l’ho sempre vissuta da cliente. Quando mi sono trovata a viverla come lavoro, mi si è aperto un mondo: un mondo pazzesco, soprattutto dal punto di vista della comunicazione»<em>.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Laureata in Scienze della Comunicazione a Bologna, poi Master in Comunicazione e Marketing d’Azienda, qui l’incontro con il Tiger Woods dell’uovo che le ha cambiato la vita professionale (nonché umana, due figli). «Ci sono tanti elementi all&#8217;interno di un piatto: non solo il gusto. Esistono scelte, c&#8217;è un&#8217;etica, una selezione. Abbiamo venti fornitori soltanto per il pesce. Le verdure. Ogni tipologia di pomodoro arriva da una specifica zona d&#8217;Italia. Il numero di combinazioni è pazzesco e a livello di gestione è un incubo. Io mi occupo di tenere insieme tutti questi aspetti».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-1.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13882" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-1.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-1.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-1-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-1-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-1-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-1-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-1-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-1-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-1-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-1-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-1-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Vorrei dirle che a me viene l’ansia anche se devo telefonare al corriere di Amazon per organizzare un reso, ma scelgo di tacere e far parlare la mia ammirazione che spero lampeggi dalle orbite degli occhi. «Qui in Galleria, la logistica del lavoro è complessissima. Abbiamo un caffè, un ristorante, una sala per gli eventi: a livello di gestione è un incubo, tra continui sopralluoghi per i clienti che vogliono organizzare qui qualcosa di importante — dalla festa, al party aziendale, passando per lo shooting fotografico —; la ristorazione è solo una parte del tutto e comunque non mi riguarda. Interagisco con la cucina solo se dobbiamo studiare il menu per una tipologia di clienti particolare. Ogni rapporto è seguito da me: mi occupo dei preventivi, della logistica di tutti gli eventi, della gestione del personale, fino agli allestimenti. Se una cosa succede qui, io aiuto a farla succedere».</p>
<p style="text-align: justify;">Mi pare, a tendere bene le orecchie, di sentire questo gigantesco rumore, un ronzio di sottofondo di funzionamento provenire da un&#8217;abissale sala macchine che tiene insieme il ristorante dove ci troviamo e gli altri due locali di proprietà del ninja dell’uovo, centinaia di persone, fornitori, migliaia di richieste da parte di clienti, giornalisti, fino al garzone del macellaio. È chiaro che chi mi siede di fronte non sta affatto rendendo la vita più facile a un &#8220;capo&#8221;, a un maschio, a un capo-branco che mentre s&#8217;industria a tirare avanti la baracca può contare su di lei così i figli stanno buoni e vanno a letto all’ora giusta (per inciso, alle 20, invidia) ma, in quanto fondamentale co-autrice del miracolo, quella baracca la sta portando avanti allo stesso modo, con il medesimo peso specifico, soltanto con assai meno riflettori addosso. «In più c’è tutta la parte di comunicazione e ufficio stampa che curo interamente io, da sola. Abbiamo scelto di non ricorrere ad agenzie esterne. Preferiamo che la nostra immagine non sia mediata dallo sguardo di altre persone. Ci penso io».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ci pensa lei. Poi mi dice altre cose, ci rilassiamo. Appena oltre il perimetro del dehor delimitato da piante che probabilmente sono state scelte da Rosa, cinesi a profusione si guardano intorno, spendono ventiseimila euro in dieci minuti e si fotografano le scarpe subito gradite da un like di Jessica Alba. Li odio, vorrei parlarne con lei, invece la porto a commentare alcune cose che sono successe e a come sono state gestite, dal punto di vista della comunicazione, le sterili polemiche legate al costo di certi alimenti, per esempio la famigerata pizza a diciotto euro, pietra miliare del populismo scoppiettante, per cui a un certo punto era sembrato immorale che in un locale di lusso, ubicato in uno dei luoghi più importanti della città, i prezzi fossero, be’, alti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-2.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13884" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-2.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-2.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-2-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-2-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-2-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-2-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-2-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-2-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-2-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-2-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-2-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-2-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Qui Rosa mi spiega bene tutto, magari un giorno renderò pubblico il file audio relativo a questo passaggio, mi delinea con attenzione e umiltà la scelta precipua di non cavalcare in alcun modo le polemiche, cosa che in effetti al tempo avevo notato, si prodiga in esempi e una lunga disamina sulla differenza tra &#8220;vendere qualcosa&#8221; e &#8220;comunicare chi siamo&#8221;, ma la cosa più importante, in effetti, non sta in questo; l&#8217;aspetto che vorrei stigmatizzare non ha niente a che vedere con tutto ciò, e vogliate perdonarmi se mi prendo la briga di questo fuori pista, ma il fatto è che a un certo punto, parlandomi di tutto questo, della pizza, dei prezzi, del modo di comunicare e di reagire a tali polemiche, Rosa Fanti si lascia andare a uno sfogo e, a metà strada tra il milanese imbruttito e la massaia catanese incazzata, sbotta: «E l’impasto è fatto da noi, è macinato a pietra e lievitato STICAZZI, ma che ti aspetti oh!»<em>,</em> con quel &#8220;oh!&#8221; finale, un po&#8217; frustrato, un po&#8217; snob, assolutamente legittimo e geniale, anche un po&#8217; stanco, sfinito, che chiude tutto e mette la cravatta all’iterazione precedente, &#8220;lievitato STICAZZI&#8221;, che io, giuro, lo inserirei nel menu, e fanculo la nomenclatura complessa, il lessico ardito: venite anche voi a mangiare una pizza in Galleria, &#8220;lievitata STICAZZI&#8221;, oh io la pagherei anche più di diciotto euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Mezz’ora più tardi sono di nuovo tra i cinesi. Il foro d’uscita della Galleria mi sembra allontanarsi, mano a mano che mi avvicino, e di nuovo qualcosa di psichedelico mi coglie, credo innescato da quella scintilla misteriosa che proviene dall&#8217;incontro di perfetta Bellezza e assoluta Bruttezza, sono in un&#8217;illustrazione di Escher, sono in un racconto di Borges. Tutti fotografano tutti. Quel tizio lì, che ha tutta l&#8217;aria di gestire un&#8217;azienda da duecentomila dipendenti, ha appena ricevuto un saluto da Justin Bieber con un direct message. Ricomincio a sudare, avrei dovuto almeno fare il gesto di pagare il caffè, ma mi sono scordato. Il fatto è che gli ultimi minuti con Rosa Fanti li ho spesi senza farle domande, a parte una: &#8220;Mi porti a fare un giro?”&#8221; e lei ha acconsentito, abbiamo camminato per il ristorante che porta il cognome del Sultano dell’uovo, bellissimo, e mentre mi raccontava cose, mi spiegava le varie aree, a me è saltato in testa che, davvero, alla fine, in questa vita come forse in tutte le altre, sia sempre e solo questione d&#8217;amore.</p>
<h2 style="text-align: justify;">«Inizialmente non sapevo che cosa farmene di tutta questa libertà, poi ho capito e ho trasformato una mancanza, la mancanza di Carlo, in un&#8217;opportunità». Rosa Fanti&nbsp;</h2>
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<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-6.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13885" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-6.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-6.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-6-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-6-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-6-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-6-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-6-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-6-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-6-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-6-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-6-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/06/Rosa-Fanti-6-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, che nient&#8217;altro conti, a parte l’amore. Incontrarsi, fare cose insieme, questa intervista, oppure due figli e la gestione di tre ristoranti. Rosa ama questo luogo, come ama tutto ciò che fa o si presta a fare, l&#8217;intervista con me, la sua vita col cuoco; si sente che tutto è anche opera sua, che l&#8217;intero meccanismo senza di lei andrebbe a rilento o si incepperebbe in chissà quanti e quali modi che io nemmeno riesco a immaginare, e il modo in cui me ne parla, mentre camminiamo, saliamo scale, apriamo porte misteriose, entriamo e usciamo da corridoi, sbuchiamo e rientriamo in sale maestose e fini, mai kitsch, ha a che fare con l&#8217;amore, prima ancora che con il mestiere, con la professionalità. Il modo in cui ogni tanto tocca qualche oggetto, per spostarlo di pochissimi millimetri, mi racconta di amore, di voglia, ma anche di silenzio, di silenzio fortissimo in un frastuono che forse non sempre le va a genio, di un silenzio che magari tra queste mura lei riesce a trovare. Penso a ciò che mi ha detto a proposito della sua vita privata, nell’unico accenno che ci siamo concessi: «Mi sono ritrovata, all&#8217;improvviso, a gestire la solitudine. Messi i bambini a letto, finito il mio lavoro, da sola a casa, le lunghe ore prima che a notte fonda mio marito ritorni. Inizialmente non sapevo che cosa farmene di tutta questa libertà, poi ho capito e ho trasformato una mancanza, la mancanza di Carlo, in un&#8217;opportunità. Oggi so come gestire quel tempo, leggo, mi rilasso, penso a me stessa, e non potrei più farne a meno».</p>
<p style="text-align: justify;">Trasformare una mancanza in un&#8217;opportunità. Amore totale, anche verso di sé: una lezione da imparare. E se domani i cuochi in cucina avranno materie prime da usare, puntuali, il merito è suo; se domani il Bill Gates dell’uovo avrà una prima pagina su un magazine figo e non su un magazine sfigato il merito sarà di Rosa Fanti, di questa donna innamorata di ciò che fa, di suo marito, dei suoi figli, la puleggia, il meccanismo che fa girare l&#8217;insieme. Non è facile, anzi, rende ovvio qualcosa di complessissimo, il Teorema di Fermat for dummies, un intreccio incredibile di fili che attraverso di lei si riordina in modo semplice e si infila nella cruna di un ago, e forse, ecco, questa sì, forse questa davvero è la forza che non una manager, non una moglie, ma soltanto una donna possiede.</p>
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<p style="text-align: justify;">Articolo: Stefano Sgambati&nbsp; &nbsp;Shooting fotografico: Giuseppe Ippolito&nbsp;</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/rosa-fanti-manager/">Rosa Fanti, Manager: io, l&#8217;ingrediente segreto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
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