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	<title>Photographers - The Creative Brothers Lifestyle Magazine</title>
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		<title>Chiara Mirelli, fotografa: la musica prima di tutto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alessandra lanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2020 09:23:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Photographers]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«La mia reale passione è sempre stata la musica, prima ancora della fotografia», mi confessava qualche anno fa Chiara Mirelli in uno dei nostri primi incontri. Non sa cantare né suonare uno strumento, ma ha sempre divorato dischi e assistito a più concerti possibile, al prezzo del biglietto. «Il biglietto si compra sempre, è giusto&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">«La mia reale passione è sempre stata la musica, prima ancora della fotografia», mi confessava qualche anno fa <strong>Chiara Mirelli</strong> in uno dei nostri primi incontri. Non sa cantare né suonare uno strumento, ma ha sempre divorato dischi e assistito a più concerti possibile, al prezzo del biglietto. «Il biglietto si compra sempre, è giusto riconoscere il lavoro degli artisti» dice, spiegando che l&#8217;accredito si chiede solo in casi eccezionali. Nominate un cantautore, una popstar o una band italiani e molto probabilmente Chiara Mirelli lo avrà fotografato: io il suo nome l&#8217;ho conosciuto e imparato così, cercando tra i credits delle foto nelle cartelle stampa, sui migliori magazine e tra i profili Instagram dei miei artisti preferiti. Cito solo i primi due nomi che che mi vengono in mente con la lettera ‘s’, <a href="http://www.salmonlebon.com">Salmo</a> e i <strong>Subsonica</strong>, ma in mezzo ci trovate gran parte della scena italiana di ieri e di oggi, e non solo, dai Ministri a <strong>Francesco Gabbani</strong>, da <strong>Marcella Bella</strong> ai <strong>Pinguini Tattici Nucleari</strong>, da <strong>Levante</strong> ai <strong>Linea 77</strong>, passando per <strong>Malika Ayane</strong>, <strong>Jake la Furia</strong> e i <strong>Calibro 35</strong>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-15723 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Franco-Battiato.jpg" alt="" width="1500" height="1174" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Franco-Battiato.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Franco-Battiato-300x235.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Franco-Battiato-1024x801.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Franco-Battiato-768x601.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Franco-Battiato-450x352.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Franco-Battiato-225x176.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Franco-Battiato-900x704.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Franco-Battiato-1350x1057.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Franco-Battiato-20x15.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Franco-Battiato-123x96.jpg 123w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<h2 style="text-align: justify;">«Ho sempre avuto il bisogno di essere vicina al mio soggetto, di guardarlo negli occhi». Chiara Mirelli</h2>
<p style="text-align: justify;">Chi conosce anche il suo viso si è abituato, nella dorata epoca dei live interrotta dalle circostanze del 2020, a ritrovarla nei piccoli e grandi club di Milano, ai festival e ai concerti giusti, quasi mai con la macchina fotografica in mano. «Non mi è mai interessato fare foto durante i concerti», spiega, «copro il live solo se mi serve per raccontare una storia più ampia. Ho sempre avuto il bisogno di essere vicina al mio soggetto, di guardarlo negli occhi». Tranne qualche eccezione, infatti, nel suo ormai vasto portfolio non troverete molte immagini delle performance, ma piuttosto quegli scatti in bianco e nero che documentano i dettagli, tra cavi e strumenti, gesti e sguardi. A volte anche il sudore nel backstage a fine concerto, momento privato dove finisce l&#8217;esibizione carica di adrenalina davanti al pubblico e ci si abbandona, nudi – letteralmente – alla meritata tregua, all&#8217;euforia e al senso di svuotamento. <strong>Ghemon, Venerus, Cosmo, Gue Pequeno</strong>, sono alcuni degli artisti che si sono concessi per il progetto di Chiara Mirelli &#8220;Un minuto dopo&#8221;, lavoro personale a tempo indeterminato iniziato nel 2013 con i Ministri, band che segue da ormai quasi 10 anni e di cui ha un archivio d&#8217;immagini sterminato, diventato anche un<a href="https://www.youtube.com/watch?v=2NSYPfl3xKY"> bellissimo video.</a></p>
<p style="text-align: justify;">Non è sempre facile avere accesso a momenti come questi, e anche quando si ottiene un sì, dietro a quel minuto ci sono ore di viaggio e di attesa in solitudine. «Scrissi ai Marlene Kuntz, spiegandogli il progetto, e mi dissero di raggiungerli in camerino dopo un concerto a Brescia. Ero arrivata là già distrutta, dopo due ore in macchina sotto il diluvio», ricorda Mirelli. «Il loro manager non mi ha risposto per ore, ho bevuto vodka tonic godendomi il concerto, e poi mi sono fatta trovare nel backstage per gli scatti. Sono arrivata a casa alle 3 e mezza del mattino, ma mentre guidavo rivedevo nella mia testa una delle foto che avevo scattato, era fighissima. Avevo fatto ore di macchina, tutto a mie spese, ma mi ero portata a casa una foto della madonna. Quando poi ti pagano per farlo è ancora più pazzesco!».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Subsonica.jpg" rel="mfp"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-15727 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Subsonica.jpg" alt="" width="1500" height="1001" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Subsonica.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Subsonica-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Subsonica-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Subsonica-768x513.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Subsonica-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Subsonica-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Subsonica-900x601.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Subsonica-1350x901.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Subsonica-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Subsonica-144x96.jpg 144w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Se chiedi a Chiara di raccontarti il suo lavoro, o di qualche aneddoto legato alle sue foto, lo fa sempre con l&#8217;entusiasmo e la passione di chi si rende conto di fare il mestiere più bello del mondo, e di esserci arrivato sì grazie al talento, ma soprattutto al duro lavoro e a una capacità invidiabile di mettersi in gioco, affrontando le situazioni più scomode, che spesso iniziano e finiscono a Casorate Primo, in provincia di Pavia, l&#8217;oasi di tranquillità in cui è cresciuta e dove continua a vivere, a mezz’ora di macchina dalla frenesia milanese.</p>
<h2 style="text-align: justify;">«La mattina vendevo il silicone Saratoga e al pomeriggio frequentavo il corso di fotografia. Facevo pratica scattando nelle mie campagne, e poi imparavo a stampare». Chiara Mirelli</h2>
<p style="text-align: justify;">«Ho preso qui in provincia il mio diploma di ragioneria, mia madre all&#8217;epoca diceva mi sarebbe tornato utile», racconta seduta a gambe incrociate in una poltroncina azzurra, vintage come molti dei mobili che arredano gli spazi della sua casa di campagna. Dopo le scuole superiori, si era iscritta alla facoltà di Giurisprudenza di Pavia. «Quando mi sono resa conto di voler fare la fotografa, relativamente tardi, ho cercato una scuola: il Cfp Bauer a Milano proponeva un biennio con frequenza obbligatoria, così ho mollato Legge». In lizza con altri 240 candidati e senza nessuna esperienza, era impensabile conquistare uno dei 20 posti disponibili. Chiara Mirelli non si è arresa, e quell&#8217;anno si è iscritta a un corso di camera oscura alla Scuola Civica di Milano, mentre per pagarsi gli studi lavorava nel call center di Saratoga. «La mattina vendevo silicone e al pomeriggio frequentavo il corso. Facevo pratica scattando nelle mie campagne, e poi imparavo a stampare». L&#8217;anno dopo, imbracciando il suo primo portfolio, è stata ammessa al Cfp Bauer, dove si è diplomata nel 2001. Subito dopo sono arrivati i necessari anni di gavetta come assistente, fondamentali per imparare sul campo, ma spesso frustranti. «Mi sono sicuramente serviti per capire quello che non mi sarebbe piaciuto fare», racconta. «Capii che non mi interessavano né lo <em>still life</em>, né tantomeno la moda, perché la protagonista era la giacca, e a me interessava la persona dentro a quella giacca».</p>

<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ministri-b.jpg'><img decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Ministri - foto di Chiara Mirelli" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ministri-b.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ministri-b.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ministri-b-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ministri-b-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ministri-b-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ministri-b-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ministri-b-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ministri-b-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ministri-b-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ministri-b-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ministri-b-144x96.jpg 144w" /></a>
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<p style="text-align: justify;">Per rompere la monotonia, Chiara Mirelli si è lanciata in una di quelle esperienze che David Foster Wallace avrebbe definito divertenti e da non rifare mai più, e che lei ricorda come molto più che divertente e senza dubbio folle: per un anno ha lavorato come fotografa a bordo di una nave da crociera nei Caraibi, 7 giorni su 7 in uniforme, ligia al rispetto delle regole del Capitano. «Di fotografia non credo di aver imparato nulla, ma ho stretto amicizie che durano ancora oggi» dice. Questo lavoro, come e più di tanti altri, non è infatti fatto solo di creatività e di professionalità, ma anche di fiducia e di rapporti che spesso valicano i confini di quella professionalità, nel senso migliore del termine. Prima di tutto va guadagnata la fiducia dei photoeditor per avere la possibilità di cominciare a lavorare come autori. Fu Marco Finazzi, nel 2006, a dare a Chiara il suo primo assegnato per <strong>Vanity Fair,</strong> dopo aver visto alcune foto realizzate a <strong>Radio Deejay</strong> con l&#8217;aiuto dello speaker Nikki. «Si ricordava di me dopo un corso di photo editing che avevo frequentato sempre all’istituto Bauer. Mi chiese di documentare in pellicola la trasmissione mattutina di Linus &#8220;Deejay Chiama Italia’&#8221; passando con loro due &nbsp;mattine intere. Ricordo che era il ponte del 25 aprile e che fu un&#8217;impresa trovare qualcuno che sviluppasse i rulli nei tempi strettissimi del settimanale».</p>
<p style="text-align: justify;">In quegli anni Chiara, già con quello stile che la contraddistingue, fatto di bianchi e neri contrastati e un sapiente uso della luce, ha fatto di tutto per costruire il suo portfolio musicale, senza mai abbandonare un metodo molto semplice ma faticoso che, per sintetizzare, prevedeva di &#8220;rompere le palle ai musicisti&#8221;. «Li contattavo tramite la mail che trovavo sul sito e chiedevo di poter scattare loro delle foto, a casa o in studio quando possibile, oppure al parco». La primissima, da cui è partito tutto, la scattò a un gruppo di amici che si erano esibiti a una festa della birra in provincia di Pavia. «Matteo, il bassista, ha suonato anche con la Pausini; Chris, chitarrista, ha lavorato con Neffa e ora collabora con Ramazzotti, mentre il batterista, Cesare, suona coi Casino Royale. È stato Chris a presentarmi Jack Jaselli, per esempio, che ho seguito per anni e con cui è nato anche un bel rapporto di amicizia». Anche con i Calibro 35, di cui cura da alcuni anni la comunicazione dal punto di vista fotografico, Chiara ha costruito un rapporto di reciproca stima. «L’anno scorso abbiamo fatto uno shooting nel giorno del mio compleanno: se lo sono ricordati, e mi hanno perfino portato i pasticcini».</p>

<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ghemon.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Ghemon - foto di Chiara Mirelli" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ghemon.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ghemon.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ghemon-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ghemon-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ghemon-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ghemon-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ghemon-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ghemon-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ghemon-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ghemon-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Ghemon-144x96.jpg 144w" /></a>
<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Box-Aprilia.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Box Aprilia - foto di Chiara Mirelli" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Box-Aprilia.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Box-Aprilia.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Box-Aprilia-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Box-Aprilia-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Box-Aprilia-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Box-Aprilia-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Box-Aprilia-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Box-Aprilia-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Box-Aprilia-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Box-Aprilia-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Box-Aprilia-144x96.jpg 144w" /></a>

<p style="text-align: justify;">Chiedo a Chiara, che non scatta solo musicisti, ma anche atleti per il settimanale <strong>Sportweek</strong>, o documenta la vita di piloti e meccanici nei box di <strong>Aprilia</strong> durante i Gran Premi, se ci sia qualche differenza nel suo approccio a seconda del professionista che ha davanti. «Una persona è sempre una persona» risponde, «un calciatore è come un cantante: scattare in palestra anziché in sala di registrazione non cambia la sostanza del ritratto». In questo, riconosce Chiara, gli anni di lavoro con <strong>Glamour</strong> sono stati fondamentali. “Ho collaborato con loro da freelance per 6 anni, senza mancare mai un numero, ed è stato un fantastico rodaggio: mi sono ritrovata a fotografare moltissime persone normali che non erano abituate a farsi ritrarre, dalla casalinga alla maestra, al gruppo di donne che avevano mollato il lavoro per darsi allo yoga». Persone con corpi normali, vestiti normali, spesso colte nelle loro abitazioni o nei luoghi di lavoro, ben diversi da un set. La vera sfida per portare a casa la foto, in quel caso, è mettere a proprio agio qualcuno che spesso è in imbarazzo. “Prima di scattare capita che ci chiacchieri per mezz’ora, per trovare qualche punto in comune. Se la persona si rilassa, riesci a farle fare cose che altrimenti non farebbe».</p>
<p style="text-align: justify;">La regola non vale solo per la casalinga di Voghera, ma anche per il cantante più rigido o restìo ad abbandonare la posa canonica o l&#8217;uniforme. «Alla fine di ogni shooting e della serie di foto più classiche, mi piacerebbe sempre poter fare qualcosa di folle», spiega. «Quando c’è budget, sul set lavoro spesso con il mio amico truccatore Piero Marsiglio, e se l&#8217;artista si presta gli proponiamo sempre qualcosa di insolito». È così che sono nate le immagini che <strong>Samuel Romano</strong>, storico frontman dei Subsonica, ha usato per cover e <em>booklet</em> de <strong>Il codice della bellezza</strong>, il suo primo album da solista uscito nel 2017. «Alla fine dello shooting concordato con Sony, abbiamo chiesto a Samuel di togliere il cappellino e iniziato a coprirgli il volto di polvere dorata, poi siamo passati ai glitter. Piero glieli lanciava addosso mentre lui stava disteso per terra. La sua stylist mi ha detto che in 20 anni non lo aveva mai visto prestarsi a nulla del genere. Noi non avevamo niente da perdere, e alla fine sono state proprio quelle le immagini selezionate da lui e dall’etichetta per l&#8217;album». Nello scorso mese di luglio, dopo aver realizzato un lavoro per <a href="https://www.thecreativebrothers.com/katia-bassi-marketing-lamborghini/">Lamborghini</a> che uscirà nelle prossime settimane sulle pagine della casa automobilistica, Chiara Mirelli ha raggiunto Samuel sul caicco a bordo del quale si era esibito per il tour estivo Golfo Mistico nelle Eolie, e ha realizzato lì le nuove foto promo, convincendolo a gettarsi in mare vestito, e portandolo alle pendici del vulcano attivo sull’isola di Stromboli, tra ceneri e lapilli.</p>
<p style="text-align: justify;">Salmo qualche anno fa ha accettato di farsi fotografare da lei alle 2 del mattino immerso in una vasca di acqua gelida, colorata con dello sciroppo alimentare che il fratello aveva recuperato per l’occasione nel bar sotto casa. Certo, non sempre la persona che ci si trova davanti è intenzionata a collaborare, e bisogna adattarsi: la parola magica, per Chiara Mirelli, è improvvisazione, a patto di arrivare sempre preparati e con qualche idea per cavarsela anche quando ci sono pochi minuti a disposizione. «La prima cosa su cui mi preparo sono i nomi, ho un&#8217;enorme difficoltà a ricordarli: prima di andare a fotografare Candreva, ho passato l&#8217;intera mattinata a ripetere nella mia testa ‘Antonio, Antonio, Antonio’, pensando all&#8217;amico di mio padre per non dimenticarlo». Quando il budget non c’è, Chiara Mirelli lavora da sola, portando con sé una luce a led che tiene con la mano sinistra per illuminare i soggetti mentre scatta con la destra, o chiede una mano al manager e al procuratore di turno, che diventano per un attimo assistenti. «In quelle situazioni, pur di avere una buona foto vale qualsiasi cosa». Le chiedo se ci sono mai volte in cui diventa così faticoso da voler mollare. «È faticoso e noioso solo quando devo fotografare cose che non ho voglia di fare», risponde, «solo in quel caso penso che piuttosto sarebbe meglio fare la cameriera. Con i matrimoni, per esempio, si guadagna bene, ma non ne vale più la pena. È vero, devo lavorare per vivere, ma nei periodi in cui non ho degli assegnati, piuttosto che star ferma ricomincio a scrivere via mail e a propormi, come una volta: se non devo investire grandi budget capita che lo faccia anche senza farmi pagare, per il mio piacere personale o per avere le foto di una determinata persona che stimo». Le chiedo se ha qualche rimpianto. «No, mi dispiace solo non essere riuscita a convincere a farsi fotografare Gianni Morandi, quando l&#8217;ho incontrato in un backstage». Ha provato anche a spiegargli che sua madre era la sua fan numero uno, ma purtroppo, questa volta, non ha proprio funzionato.</p>
<p><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Elodie.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-15735 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Elodie.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Elodie.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Elodie-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Elodie-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Elodie-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Elodie-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Elodie-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Elodie-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Elodie-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Elodie-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/10/Chiara-Mirelli-Elodie-144x96.jpg 144w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<hr>
<p>Articolo: Alessandra Lanza&nbsp; &nbsp;Shooting fotografico: Chiara Mirelli &#8211; Alessandra Lanza</p>
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		<title>Mattia Zoppellaro, fotografo: da outcast ad outsider</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/mattia-zoppellaro-fotografo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alessandra lanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2020 09:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Photographers]]></category>
		<category><![CDATA[The Creative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nato a Rovigo qualche decina d’anni fa, Mattia Zoppellaro da ragazzino si è sempre sentito un outcast: avrebbe voluto fare tutt&#8217;altro nella vita, ma ha sempre scoperto che non era davvero la sua strada. Finché è arrivata la fotografia. Mattia Zoppellaro ha avuto tre grandi amori nella vita. Tutti sono iniziati piuttosto presto, nessuno si&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nato a Rovigo qualche decina d’anni fa, Mattia Zoppellaro da ragazzino si è sempre sentito un outcast: avrebbe voluto fare tutt&#8217;altro nella vita, ma ha sempre scoperto che non era davvero la sua strada. Finché è arrivata la fotografia.</p>
<p style="text-align: justify;">Mattia Zoppellaro ha avuto tre grandi amori nella vita. Tutti sono iniziati piuttosto presto, nessuno si è affievolito con il tempo, nonostante il fisiologico momento della disillusione. È come se con ciascuno avesse raggiunto una sorta di fase etica kierkegaardiana. Solo uno di questi amori, per esclusione o perché nella vita non tutti riconoscono al primo colpo la propria vocazione – sono io a scegliere questo termine, visto che Zoppellaro preferisce dire che la fotografia gli &#8220;piace tantissimo&#8221; e lo rende &#8220;molto, molto felice&#8221; –, è arrivato a fare di quest&#8217;uomo nato e cresciuto a Rovigo un professionista.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo crush è stato quello con il calcio, di cui è ancora un fanatico – bianconero – ma che ha dolorosamente accettato di non saper giocare. &nbsp;«Mi ricordo di ricordare, perché ero davvero molto piccolo, la finale del Mondiale per club in cui vincemmo 6 a 5 contro l&#8217;Argentinos: è il momento in cui mi sono completamente innamorato di questo sport e ho iniziato a sognare di fare gol anche io, di segnarlo nella Juventus. Quando mi sono reso conto che non avevo le capacità per tenere la palla tra i piedi, e neanche per fare il portiere, ho dovuto cambiare idea. Sono una persona competitiva e se non so fare una cosa bene preferisco non farla». Dopo il calcio il sogno è diventato fare il giornalista sportivo, poi il designer, l&#8217;architetto, il regista cinematografico. «Io amo il cinema: trovo che sia la più alta forma di espressione nella società contemporanea, ed essendo ambizioso mi sarebbe piaciuto fare per lavoro proprio quella che ritengo la più alta forma di espressione nella società in cui vivo».<a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Lou-Reed-591.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-15260 alignright" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Lou-Reed-591.jpg" alt="" width="450" height="454" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Lou-Reed-591.jpg 1190w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Lou-Reed-591-298x300.jpg 298w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Lou-Reed-591-1015x1024.jpg 1015w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Lou-Reed-591-150x150.jpg 150w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Lou-Reed-591-768x774.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Lou-Reed-591-90x90.jpg 90w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Lou-Reed-591-450x454.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Lou-Reed-591-20x20.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Lou-Reed-591-225x227.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Lou-Reed-591-900x908.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Lou-Reed-591-95x96.jpg 95w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a> Trasferitosi a Milano a 19 anni per frequentare la Civica Scuola di Cinema, venne preso insieme ad altri due ragazzi molto più grandi tra centinaia di aspiranti che avevano fatto domanda. «Dopo poco mi sono reso conto di non essere un film maker: forse ero ancora troppo giovane, avevo visto meno film, letto meno libri, e in generale le mie capacità organizzative e di pianificazione non sono molto sviluppate, così ho ripiegato su qualcosa di più istintivo». Ed è arrivata la fotografia. «Credo sia stata la mia ottava scelta. Ma mi diverte molto fare foto, molto più che guardarle».</p>
<p style="text-align: justify;">Mattia Zoppellaro è oggi, dopo una lunga carriera, un professionista che lavora e ha lavorato con le migliori riviste italiane e straniere, da Mojo a Rolling Stones, da Geo a Vanity Fair, e che per loro ha fotografato i personaggi, soprattutto del mondo musicale, più iconici che possano venirvi in mente, da Patti Smith a Lou Reed, da Wes Anderson a James Franco, da Giulio Andreotti a Rocco Siffredi. Prestato a Londra per diversi anni, anche se non l&#8217;ha mai amata troppo, Zoppellaro vive ora a Milano: la sua casa, in zona Sud, ha un&#8217;intera parete, decisamente lunga, dedicata agli oggetti che ha nel tempo &#8220;collezionato&#8221;. Mentre si racconta siamo circondati da vinili, dvd, cd, e soprattutto libri di fotografia: «In questo sono un po&#8217; maniaco, sono la cosa per cui spendo più soldi, e di film quando ho tempo ne guardo anche quattro al giorno». Sopra al suo divano è appesa una grande fotografia in bianco e nero, fa parte del suo primo <em>long term project</em>, dedicato ai rave party, seguito negli anni successivi da altri reportage sui movimenti giovanili, di costume o su fenomeni sociali come quello degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pavee">Irish Travellers</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando hai scattato la tua prima foto?&nbsp;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Probabilmente in gita alle elementari con la scuola. Mia madre mi aveva regalato una macchina di plastica, con uno di quei rullini piccoli, o forse era in un numero di Topolino, che al tempo collezionavo. È il mio primo ricordo di me che scatto. Ho iniziato a farlo con più frequenza quando sono stato a Londra a 17 anni: era il mio primo viaggio da solo, e avevo portato con me la macchina che era appartenuta a mio padre, scattando in bianco e nero nel tempo libero. Poi mi ero fatto spiegare il processo di sviluppo da alcuni amici e avevo stampato io in camera oscura con il loro ingranditore. È stata la prima volta che ho fotografato in modo creativo».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/029-Patti-Smith-Rolling-Stone-New-York-City-2012-.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-15262 alignleft" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/029-Patti-Smith-Rolling-Stone-New-York-City-2012-.jpg" alt="" width="450" height="568" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/029-Patti-Smith-Rolling-Stone-New-York-City-2012-.jpg 950w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/029-Patti-Smith-Rolling-Stone-New-York-City-2012--238x300.jpg 238w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/029-Patti-Smith-Rolling-Stone-New-York-City-2012--811x1024.jpg 811w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/029-Patti-Smith-Rolling-Stone-New-York-City-2012--768x970.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/029-Patti-Smith-Rolling-Stone-New-York-City-2012--450x568.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/029-Patti-Smith-Rolling-Stone-New-York-City-2012--20x25.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/029-Patti-Smith-Rolling-Stone-New-York-City-2012--225x284.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/029-Patti-Smith-Rolling-Stone-New-York-City-2012--900x1137.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/029-Patti-Smith-Rolling-Stone-New-York-City-2012--76x96.jpg 76w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a>Tu padre era fotografo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Faceva foto. È l’unica cosa di lui che mi è rimasta, nonostante poi si sia opposto fortemente alla mia scelta di fare il fotografo. Negli anni Ottanta era un hobby molto diffuso, ma era comunque strano, perché mio padre ha sempre vissuto per il suo lavoro e non ha mai avuto passioni per musica, cinema o letteratura. Io e lui non ci siamo mai dedicati tempo o frequentati, non avendo niente in comune, quindi mi colpì ritrovare le foto in bianco e nero di me da piccolo, erano anche discrete, con una bella luce, lo sfondo fuori fuoco: ho sempre pensato che la mia presenza gli interessasse solo per il senso di colpa di avermi abbandonato».&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché pensi si sia opposto alla tua decisione di fare il fotografo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Non credo che lui non credesse in me, sono sempre stato una persona abbastanza intelligente. Per un motivo economico: la scuola che ho frequentato, lo IED, era privata. Mia madre chiese i soldi a mio zio per l’iscrizione».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dopo gli studi come sei arrivato all&#8217;agenzia Fabrica (ndr. il centro culturale fondato da Luciano Benetton e Oliviero Toscani negli anni &#8217;90 a Treviso)?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Ho comprato la rivista COLORS, c&#8217;era la pagina WANTED CREATIVITY. All&#8217;epoca lavoravo come assistente, e la mia ragazza del tempo, molto più brava e intraprendente di quanto non fossi io, mi convinse a tentare. Passammo colloqui e prove, ci dissero che c&#8217;erano solo cinque posti e la possibilità che non prendessero entrambi. Accettai solo perché accettò lei, e alla fine presero tutti e due. Rimasi lì un anno».</p>
<h2>«Ricordo che quando dovevo fotografare i Depeche Mode, per esempio, non li avevo mai ascoltati. Volevo trovarmi di fronte tre persone, non tre artisti. Non mi piace lavorare con i cliché». Mattia Zoppellaro</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando hai fatto il tuo primo viaggio a Londra, città in cui poi sei tornato qualche anno dopo a vivere, te ne sei innamorato?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«No, non mi sono mai innamorato di Londra, né mi è mai piaciuta. Adoro la musica inglese, mi affascinano la loro cultura e letteratura, il problema è l&#8217;Inghilterra. A <a href="http://www.fabrica.it/home-it">Fabrica</a> mi avevano dato un assegnato per Gulliver Viaggi da scattare sulla metropolitana, avevo una settimana. Portai con me il portfolio. In metro compravo Mojo, Dazed and Confused e altri, poi chiamavo le redazioni e portavo le mie foto. Mojo, forse l&#8217;unica cosa che mi manca di Londra, mi ha fatto lavorare subito, per occuparmi di cose piccole e concerti, e sono rimasto in città per qualche settimana, e poi mi hanno chiesto di continuare. Un amico mi ha ospitato, i lavori hanno continuato ad arrivare e sono rimasto lì, anche se mi è pesato, in pianta stabile per 6 anni, e poi dal 2009 facendo la spola con Milano, finché è diventato troppo costoso. È stato comunque meglio che rimanere in Italia a fare l&#8217;assistente: è sempre stato più difficile per gli italiani affermarsi qui, c&#8217;è un gusto esterofilo, e all&#8217;epoca non mi guardava nessuno. Rolling Stone in Italia è stata la prima rivista che mi ha fatto lavorare in pianta stabile, dopo aver visto le mie foto sulle riviste londinesi».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/09/Palto-Mattia-Zoppellaro.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-15282 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/09/Palto-Mattia-Zoppellaro.jpg" alt="Palto - Mattia Zoppellaro" width="1500" height="1072" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/09/Palto-Mattia-Zoppellaro.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/09/Palto-Mattia-Zoppellaro-300x214.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/09/Palto-Mattia-Zoppellaro-1024x732.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/09/Palto-Mattia-Zoppellaro-768x549.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/09/Palto-Mattia-Zoppellaro-450x322.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/09/Palto-Mattia-Zoppellaro-225x161.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/09/Palto-Mattia-Zoppellaro-900x643.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/09/Palto-Mattia-Zoppellaro-1350x965.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/09/Palto-Mattia-Zoppellaro-20x15.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/09/Palto-Mattia-Zoppellaro-134x96.jpg 134w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rispetto alle tue passioni, chi sono stati i tuoi mentori o ispiratori? C&#8217;è stato un calciatore che ti ha illuminato? Un regista? Un fotografo?&nbsp;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Il calciatore è sicuramente Michel Platini, per il fatto che non fosse né particolarmente veloce, né prestante: il suo calcio era fatto di cervello. Vedeva geometrie e lanci che nessun altro notava in un campo da calcio, aveva un intuito quasi artistico e una visionarietà paragonabile a certi pittori astratti. Non aveva chiaramente il genio o la sregolatezza di un Maradona, la potenza di un Pelé o la duttilità di un Cristiano Ronaldo, ma una visione del gioco che non ho mai più ritrovato in un altro calciatore. A ispirarmi, per il cinema, è stato Stanley Kubrick con “Arancia Meccanica”, l’ho visto a 14 anni per il mio compleanno – mia madre non si era accorta che era vietato ai minori di 18, ma ormai l’aveva noleggiato. Sono rimasto sorpreso a innamorarmi di Alex Delarge, un personaggio che normalmente disprezzerei. Ho trovato la manipolazione del mio pensiero talmente forte da parte del regista che ho pensato di voler essere anch’io il &#8220;dittatore&#8221; della testa di qualcuno, di volerlo sconvolgere, di sovvertirne il loro pensiero. Poi ancora i film di Hitchcock, o &#8220;Lo squalo&#8221; di Spielberg, pellicole in cui lo spettatore è posseduto dal regista, pensa con la sua testa, vede coi suoi occhi.&nbsp;In fotografia, quella che più mi colpì a metà degli anni Novanta fu Nan Goldin. Su D La Repubblica c&#8217;erano le sue foto degli anni Ottanta di New York, molto diverse dall&#8217;immaginario glam legato allo Studio54. Fui colpito da questi scatti crudi, grezzi, malati, però pur sempre pieni d’amore per i soggetti che li popolavano. Questa fotografa mi introdusse al punk. Poi mi ha appassionato il lavoro di Diane Arbus, il suo modo di sconvolgere la morale comune: fotografava i freak come fossero persone normali e viceversa. Mi piace insomma il contropiede, ciò che mi sorprende, vedere qualcosa che dovrebbe andare in una direzione e invece va in quella opposta».</p>
<p><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/028-Paolo-Nutini-Mojo-Dublin-2014.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-15266" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/028-Paolo-Nutini-Mojo-Dublin-2014.jpg" alt="" width="1794" height="1200" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/028-Paolo-Nutini-Mojo-Dublin-2014.jpg 1794w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/028-Paolo-Nutini-Mojo-Dublin-2014-300x201.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/028-Paolo-Nutini-Mojo-Dublin-2014-1024x685.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/028-Paolo-Nutini-Mojo-Dublin-2014-768x514.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/028-Paolo-Nutini-Mojo-Dublin-2014-1536x1027.jpg 1536w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/028-Paolo-Nutini-Mojo-Dublin-2014-450x301.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/028-Paolo-Nutini-Mojo-Dublin-2014-225x151.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/028-Paolo-Nutini-Mojo-Dublin-2014-900x602.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/028-Paolo-Nutini-Mojo-Dublin-2014-1350x903.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/028-Paolo-Nutini-Mojo-Dublin-2014-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/028-Paolo-Nutini-Mojo-Dublin-2014-144x96.jpg 144w" sizes="auto, (max-width: 1794px) 100vw, 1794px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che rapporto hai con il collezionismo? Casa tua è letteralmente piena di libri, dischi, dvd.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Mi piace avere le cose che mi piacciono, toccarle, possederle, sono fonti di ispirazione, però forse sì, è un’indole da collezionista. Da piccolo collezionavo monete, figurine, i Dylan Dog. Oggi lo considero un interesse che coltivo, un’occasione di accrescimento. Guardare le immagini per un fotografo è una continua palestra: il gusto non è una dote innata, ma una qualità che si forma. Ho sviluppato questa personalissima teoria: tutte le discipline che coinvolgono la riproducibilità (come cinema e fotografia) non necessitano di un talento innato, a differenza del piede del calciatore, della mano del pianista, non credo al cosiddetto occhio del fotografo. Quando penso all&#8217;unico talento veramente innato che ogni fotografo dovrebbe avere, penso alla curiosità».</p>
<h2>«Vedevo i miei compagni che facevano parte di una squadra come degli eroi, mentre io mi sentivo una sorta di outcast: in questo posso dirmi una sorta di &#8220;fallito&#8221;, sostanzialmente». Mattia Zoppellaro</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>So che prima di uno shooting non ti prepari sulla persona che dovrai fotografare, e che improvvisi molto. Un altro modo per rimanere sorpreso?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«In genere io non fotografo per denunciare, bensì scelgo i miei soggetti in base a ciò che mi affascina, e che mi interessa conoscere più profondamente. È una sorta di curiosità egoistica che mi spinge a fotografare qualcuno o qualcosa. Non fotografo quasi mai i miei amici o la mia ragazza (anche se in questo caso è lei a non volersi fare ritrarre da me), almeno non quanto faccio con gli estranei. Preferisco sempre non conoscere in modo approfondito i miei soggetti. Cerco di adottare questo modus operandi anche nei lavori commissionati. Ricordo che quando dovevo fotografare i Depeche Mode, per esempio, non li avevo mai ascoltati. Mi avevano regalato tutti i loro dischi prima dello shooting, ma non ho sentito neanche un pezzo, perché volevo trovarmi di fronte tre persone, non tre artisti. Non mi piace lavorare con i cliché».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/038-Depeche-Mode-Rolling-Stone-London-2009.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-15265" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/038-Depeche-Mode-Rolling-Stone-London-2009.jpg" alt="" width="1103" height="1200" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/038-Depeche-Mode-Rolling-Stone-London-2009.jpg 1103w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/038-Depeche-Mode-Rolling-Stone-London-2009-276x300.jpg 276w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/038-Depeche-Mode-Rolling-Stone-London-2009-941x1024.jpg 941w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/038-Depeche-Mode-Rolling-Stone-London-2009-768x836.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/038-Depeche-Mode-Rolling-Stone-London-2009-450x490.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/038-Depeche-Mode-Rolling-Stone-London-2009-225x245.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/038-Depeche-Mode-Rolling-Stone-London-2009-900x979.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/038-Depeche-Mode-Rolling-Stone-London-2009-20x22.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/038-Depeche-Mode-Rolling-Stone-London-2009-88x96.jpg 88w" sizes="auto, (max-width: 1103px) 100vw, 1103px" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quand&#8217;è per te che un ritratto è riuscito?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Non credo mai che un ritratto rispecchi la persona, come non credo che la fotografia dica la verità. Come dice Avedon: &#8220;Se vuoi sapere cos&#8217;è veramente successo nella seconda guerra mondiale non guardi le foto, ti leggi un libro&#8221;. Una fotografia per me è riuscita quando stimola tante domande e fantasie, così come un&#8217;opera d’arte, un film, un libro. La curiosità è ciò che muove un fotografo e dev&#8217;essere per me anche quello che suscita una foto. Una fotografia funziona quando ti intriga e allo stesso tempo non ti lascia totalmente soddisfatto. Devi alzarti con la fame.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Appleby.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-15264" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Appleby.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Appleby.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Appleby-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Appleby-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Appleby-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Appleby-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Appleby-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Appleby-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Appleby-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Appleby-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/Mattia-Zoppellaro-Appleby-144x96.jpg 144w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In progetti come quello sugli Irish Travellers ti concentri sul tema del singolo che vuole a tutti i costi fare parte di un gruppo, oggi attualissimo e su cui però secondo me non si riflette abbastanza, proprio perché ci troviamo a essere da un lato molto più individualisti, dall’altro sempre esposti al giudizio. Continui a rifletterci?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Sono sempre interessato al rapporto, talvolta paradossale, tra il singolo e il gruppo. Discorso molto attuale in questa società dove internet, e il populismo dilagante la fanno da padroni, in quest&#8217;epoca dove chiunque cerca di influenzare o seguire qualcosa o qualcuno. Penso che tutti cerchino di far parte di un gruppo, o comunque ne siamo parte anche indipendentemente dalla nostra volontà. È proprio su questo tema che sto sviluppando il mio ultimo progetto, incentrato su Rovigo, iniziato nel 2017 e che a breve vorrei pubblicare. Considero la mia fotografia antropologica, una ricerca che preferisce conoscere, anziché informare, la realtà».</p>
<p><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/069-Appleby.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-15267" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/069-Appleby.jpg" alt="" width="1800" height="1200" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/069-Appleby.jpg 1800w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/069-Appleby-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/069-Appleby-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/069-Appleby-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/069-Appleby-1536x1024.jpg 1536w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/069-Appleby-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/069-Appleby-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/069-Appleby-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/069-Appleby-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/069-Appleby-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/01/069-Appleby-144x96.jpg 144w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Senti in questo rapporto anche un elemento autobiografico?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«In effetti sì. Forse tutto nasce dal mio amore, purtroppo non corrisposto, per il calcio. Dal mio desiderio di far parte di un gruppo, la squadra, che mi ha sempre &#8220;rimbalzato&#8221;. Vedevo i miei compagni che facevano parte di una squadra come degli eroi, mentre io mi sentivo una sorta di outcast: in questo posso dirmi una sorta di &#8220;fallito&#8221;, sostanzialmente».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un desiderio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Le riviste per cui vorrei fotografare di più sono, in modo abbastanza prevedibile, il New Yorker e il New York Times Magazine. Mi piacerebbe fare un libro con Mack, la mia casa editrice preferita di fotografia. Più che essere pubblicato in certe riviste mi piacerebbe però fotografare certe persone. Non mi interessa tanto il dove vado a finire, ma cosa faccio. Mi piacerebbe ritrarre Nick Cave, per la sua aura maledetta, quasi una sorta di aureola nero-pece. Anche Maradona, o Tyson, persone di fama mondiale che portano con sé una storia interessante, controversa, travagliata, con un&#8217;immagine pseudoreligiosa. Sia che tu vada in una favela in Messico o a Rodeo Drive a Beverly Hills tutti sanno chi sono».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come ti vedi tra 10 anni?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Non lo so. Spero sempre meglio, non sono mai veramente soddisfatto o appagato nel mio lavoro. Considero sempre il prossimo lavoro come il più importante, e l&#8217;ultimo realizzato come quello che mi definisce maggiormente. Spero sempre che la gente che guarda il mio lavoro sia invogliata a fotografare, più di ogni altra cosa».</p>
<hr>
<p style="text-align: justify;"><strong>Articolo: Alessandra Lanza&nbsp; &nbsp; Fotografie: Mattia Zoppellaro&nbsp;</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gigi Soldano: sono un fotografo di anime sportive</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/gigi-soldano-fotografo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2020 18:43:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Photographers]]></category>
		<category><![CDATA[The Creative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gigi Soldano è uno dei fotografi più noti nel panorama della MotoGP e delle due ruote a motore. Da trent’anni impegnato a immortalare gare e piloti del Motomondiale è stato anche un pioniere della Parigi Dakar, raccontando con le sue imprese e le sue immagini ben 25 edizioni. &#160; &#160; Mio padre era un ufficiale&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/gigi-soldano-fotografo/">Gigi Soldano: sono un fotografo di anime sportive</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gigi Soldano è uno dei fotografi più noti nel panorama della MotoGP e delle due ruote a motore. Da trent’anni impegnato a immortalare gare e piloti del Motomondiale è stato anche un pionie<span class="text_exposed_show">re della Parigi Dakar, raccontando con le sue imprese e le sue immagini ben 25 edizioni. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Mio padre era un ufficiale dei Carabinieri, ed è stato proprio il suo mestiere a portarmi qui a Varese.&nbsp;Sono nato a Bari, ho vissuto qualche anno in Sicilia per poi spostarmi in Valtellina, sempre al seguito del mio babbo, nel Pavese e infine nel Varesotto.</p>
<p style="text-align: justify;">Da ragazzo non avevo puntato le mie carte su quella che stava diventando la mia passione, ovvero la fotografia. Mi iscrissi all’università laureandomi in Sociologia e, con quel titolo in tasca, iniziai la mia carriera come assistente al direttore del personale in un&#8217;azienda metalmeccanica.&nbsp;Una vita normale, un lavoro normale, una carriera come tante.</p>
<p style="text-align: justify;">La <em>sliding door</em> che ha cambiato per sempre la mia vita ha un nome e si chiama &#8220;cassa integrazione&#8221;. Al ritorno in ufficio dopo un anno di leva militare mi ritrovai con l&#8217;azienda in crisi e prossima al fallimento.&nbsp; Ho voluto cogliere quel momento come un segnale, l&#8217;opportunità che non dovevo farmi sfuggire per far diventare la mia passione per la fotografia un vero e proprio mestiere. Il mio mestiere.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-durante-uno-shooting.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-15204 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-durante-uno-shooting.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-durante-uno-shooting.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-durante-uno-shooting-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-durante-uno-shooting-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-durante-uno-shooting-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-durante-uno-shooting-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-durante-uno-shooting-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-durante-uno-shooting-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-durante-uno-shooting-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-durante-uno-shooting-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-durante-uno-shooting-144x96.jpg 144w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Con i soldi della liquidazione comprai l&#8217;attrezzatura indispensabile e aprii il mio studio fotografico a Varese, cosa forse irripetibile ai giorni nostri. Non avevo un tema di riferimento, fotografavo quello che mi capitava in base alle richieste.</p>
<p style="text-align: justify;">La mia carriera nello sport, e in particolare nelle due ruote, è iniziata bussando alla porta del mio &#8220;vicino di casa&#8221;, la <a href="https://www.cagiva.it">Cagiva</a> dei fratelli Castiglioni. Per loro iniziai a seguire i campionati di motocross scattando e filmando con la mia prima cinepresa da 16 mm. Il mio lavoro piacque al punto tale da attirare l&#8217;attenzione di alcune agenzie che gravitavano intorno al mondo della <strong>comunicazione sportiva</strong>. Una di queste, la Pool Communication, incaricata di creare contenuti per la trasmissione Gran Prix di Italia 1, mi chiese di collaborare. Mi trovai catapultato in una realtà per me nuova e affascinante che mi ha permesso di lavorare e collaborare spalla a spalla con i migliori addetti ai lavori di allora e mostri sacri ancora oggi come Paolo Beltramo, Giorgio Terruzzi e Nico Cereghini.</p>
<h2>«All&#8217;arrivo al bivacco la sera, scattava la ricerca di un pilota da rimpatriare a cui consegnare i rullini con la preghiera di portarli con sé in Europa». Gigi Soldano</h2>
<p style="text-align: justify;">Il passaggio dal motocross alla pista era così compiuto. Ricordo ancora il primo Gran Premio a cui partecipai come cineoperatore.&nbsp;Circuito di Assen, 1983. Il Gran Premio rimasto nella memoria collettiva per il gravissimo incidente di Franco Uncini.</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe loading="lazy" title="Franco Uncini&#039;s Crash (Live Broadcast) - 500cc, 1983, Dutch TT (Assen)" width="500" height="375" src="https://www.youtube.com/embed/0jJLzUof0Aw?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<p style="text-align: justify;">Grazie alla Pool Communication ho avuto il privilegio di poter essere al seguito anche della <a href="https://www.dakar.com/en/">Parigi Dakar</a>, nell’epoca in cui questa gara aveva tutti i connotati epici di un&#8217;avventura ai limiti dell’impossibile, caratteristica andata via via scemando nelle ultime edizioni. Alla mia prima Dakar, nel 1984, sono poi seguite altre ventiquattro edizioni. In quegli anni non esistevano i cellulari, le trasmissioni satellitari erano un&#8217;utopia, persino portare a casa il proprio lavoro sul campo diventava un&#8217;impresa assai complicata.</p>
<p style="text-align: justify;">È stata una sfida che mi ha permesso di fare al meglio quello che adoro in un territorio unico, selvaggio e incredibile come quello africano. Quell&#8217;epopea l&#8217;ho vissuta appieno. Bisognava barcamenarsi non solo nel realizzare il proprio lavoro ma anche nel come muoversi, come e cosa mangiare, dove dormire, come poter gestire il quotidiano di una gara itinerante in continuo movimento il mezzo al deserto.</p>

<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-certificato-Dakar.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Certificato Parigi Dakar di Gigi Soldano" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-certificato-Dakar.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-certificato-Dakar.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-certificato-Dakar-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-certificato-Dakar-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-certificato-Dakar-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-certificato-Dakar-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-certificato-Dakar-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-certificato-Dakar-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-certificato-Dakar-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-certificato-Dakar-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-certificato-Dakar-144x96.jpg 144w" /></a>
<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-nel-suo-archivio-analogico.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Archivio diapositive di Gigi Soldano" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-nel-suo-archivio-analogico.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-nel-suo-archivio-analogico.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-nel-suo-archivio-analogico-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-nel-suo-archivio-analogico-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-nel-suo-archivio-analogico-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-nel-suo-archivio-analogico-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-nel-suo-archivio-analogico-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-nel-suo-archivio-analogico-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-nel-suo-archivio-analogico-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-nel-suo-archivio-analogico-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-nel-suo-archivio-analogico-144x96.jpg 144w" /></a>

<p style="text-align: justify;">Si partiva al mattino senza sapere cosa avresti trovato lungo la pista o il tempo che ci avresti messo, il tutto con un solo strumento a disposizione, il <em>roadbook</em>, che avevi avuto appena il tempo di comprendere. Una delle difficoltà più grandi, poi, era l&#8217;invio in Europa dei rullini fotografici in un&#8217;epoca dove il digitale era ancora di là da venire.&nbsp; Così, all&#8217;arrivo al bivacco la sera, scattava la ricerca di un pilota da rimpatriare a cui consegnare i rullini con la preghiera di portarli con sé in Europa. E dove poter trovare qualcuno in procinto di tornare a casa? Ma in infermeria naturalmente!</p>
<h2>«Non conta l&#8217;attrezzatura a tua disposizione per scattare un&#8217;immagine, conta l’obiettivo che ti imponi di perseguire». Gigi Soldano</h2>
<p style="text-align: justify;">Oggi il fascino della Dakar è venuto decisamente meno. Non solo per il cambio di itinerario ma anche, e soprattutto, per la perdita dello spirito pionieristico che animava piloti e partecipanti nelle prime edizioni, prima dell&#8217;avvento dei grandi budget e dei team ufficiali con sponsor munifici. E anche prima dell&#8217;arrivo del digitale e di un photo editor in tenda al bivacco pronto a post produrre e inviare in un istante alle redazioni gli scatti realizzati durante la giornata.</p>
<p style="text-align: justify;">In quel periodo ho completato il mio passaggio dalla cinepresa alla fotografia, tornando al primo, vecchio amore e fondando Milagro, la mia agenzia. Oggi il lavoro sulle piste di tutto il mondo anche grazie a uno staff di quattro persone che mi accompagnano in questa avventura che dura ormai da quasi trentasette anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-libri.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-15210 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-libri.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-libri.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-libri-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-libri-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-libri-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-libri-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-libri-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-libri-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-libri-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-libri-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-libri-144x96.jpg 144w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>

<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studio-Milagro-Milano.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Studio Milagro, Milano, Gigi Soldano" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studio-Milagro-Milano.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studio-Milagro-Milano.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studio-Milagro-Milano-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studio-Milagro-Milano-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studio-Milagro-Milano-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studio-Milagro-Milano-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studio-Milagro-Milano-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studio-Milagro-Milano-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studio-Milagro-Milano-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studio-Milagro-Milano-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studio-Milagro-Milano-144x96.jpg 144w" /></a>
<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studia-diapositive-Parigi-Dakar.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Gigi Soldano diapositive Parigi Dakar" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studia-diapositive-Parigi-Dakar.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studia-diapositive-Parigi-Dakar.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studia-diapositive-Parigi-Dakar-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studia-diapositive-Parigi-Dakar-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studia-diapositive-Parigi-Dakar-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studia-diapositive-Parigi-Dakar-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studia-diapositive-Parigi-Dakar-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studia-diapositive-Parigi-Dakar-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studia-diapositive-Parigi-Dakar-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studia-diapositive-Parigi-Dakar-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-studia-diapositive-Parigi-Dakar-144x96.jpg 144w" /></a>

<p style="text-align: justify;">Certo, a lavorare nello stesso ambito per così tanto tempo si corre il rischio di cadere nella noia e nella consuetudine. È questo il motivo che mi spinge a cercare sempre di portare a casa una foto diversa da quella realizzata un anno prima nello stesso circuito. Ci sono piste dove potrei essere portato bendato e io saprei comunque portare a casa i miei scatti, riuscire a trovare un&#8217;angolazione nuova o curando quei piccoli dettagli che ti portano a poter realizzare un&#8217;immagine nuova, mai scontata o banale.</p>
<p style="text-align: justify;">Allo stesso modo cerco di raccontare ciò che accade sulla pista senza badare troppo alle forzature tipiche del fotografo. La ricerca della luce corretta, della luminosità o del colore giusto è importante, ma non imprenscindibile per trasmettere un&#8217;emozione.&nbsp;Piuttosto, credo che l&#8217;aspetto fondamentale nella fotografia di oggi sia avere le idee. Non conta l&#8217;attrezzatura a tua disposizione per scattare un&#8217;immagine, conta l’obiettivo che ti imponi di perseguire. Il tema dell&#8217;obiettivo è un concetto valido non solo per chi sta dietro a una fotocamera ma è allargato a tutti i comunicatori di oggi.&nbsp;Se non hai idea di cosa raccontare fai poca strada.&nbsp;Piuttosto osserva, ricerca, trova un filone da seguire per poter raccontare qualcosa di nuovo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso degli anni ho sviluppato un ottimo rapporto con tanti piloti, cosa non sempre facile, ma decisamente più semplice di una volta.</p>

<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Dainese.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Scarpe Dainese Gigi Soldano" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Dainese.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Dainese.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Dainese-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Dainese-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Dainese-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Dainese-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Dainese-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Dainese-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Dainese-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Dainese-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Dainese-144x96.jpg 144w" /></a>
<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-saponette.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Saponette motoGP" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-saponette.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-saponette.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-saponette-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-saponette-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-saponette-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-saponette-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-saponette-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-saponette-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-saponette-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-saponette-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-saponette-144x96.jpg 144w" /></a>
<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Camel.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Camel Parigi Dakar Gigi Soldano" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Camel.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Camel.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Camel-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Camel-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Camel-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Camel-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Camel-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Camel-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Camel-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Camel-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-Camel-144x96.jpg 144w" /></a>
<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-46.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Casco Moto Gigi Soldano" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-46.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-46.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-46-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-46-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-46-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-46-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-46-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-46-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-46-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-46-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-ricordi-46-144x96.jpg 144w" /></a>

<p style="text-align: justify;">Nel decennio 1990 – 2000 i rapporti con i protagonisti del Motomondiale erano ridotti all&#8217;osso perché mancavano proprio le opportunità per conoscerli al di fuori della pista. Oggi queste occasioni sono decisamente numerose e questo mi ha permesso di creare con loro rapporti umani e amicizie non solo con loro ma anche con chi gli sta intorno.</p>
<h2>«È così che si può fare lo storytelling di una stagione di Motomondiale: con i rapporti umani e con la fortuna». Gigi Soldano</h2>
<p style="text-align: justify;">È dalle relazioni che puoi costruire il racconto di una nuova storia che durerà un&#8217;intera stagione. Scoprire le personalità dei piloti per me è fondamentale, perché quando li fotografi hai bisogno che ti guardino, che ti riconoscano mentre fissano un obiettivo, non devi rappresentare per loro un perfetto sconosciuto.&nbsp; Ogni pilota ha un suo modo di comportarsi, una propria gestualità. Loro parlano con gli occhi e con le mani. Nel mio mestiere ho bisogno di queste amicizie, ma ci sono anche amicizie in cui la macchina fotografica la metto da parte.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-al-computer.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-15206 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-al-computer.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-al-computer.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-al-computer-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-al-computer-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-al-computer-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-al-computer-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-al-computer-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-al-computer-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-al-computer-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-al-computer-20x13.jpg 20w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2020/07/Gigi-Soldano-al-computer-144x96.jpg 144w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La cosa peggiore che puoi fare con un pilota è chiedergli di posare per un certo scatto. Bisogna che il pilota ti guardi negli occhi, che capisca che ci sei, e tutto questo può nascere solo grazie a una sensazione di confidenza. Se tu non hai una relazione con lui non otterrai mai quella foto che vorresti. Non si ha a che fare con degli sprovveduti, ma al contrario con professionisti che sanno come parlare, come comportarsi e che comprendono come ogni occasione sia buona per apparire.</p>
<p style="text-align: justify;">È così che si può fare lo storytelling di una stagione di Motomondiale: con i rapporti umani e con la fortuna.&nbsp;La fortuna, appunto. Trovarsi al posto giusto al momento giusto. Ma la fortuna non basta. Per raccontare una storia ci vuole anche altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo storytelling, per me, sta nella capacità di raccontare un&#8217;intera storia attraverso una singola immagine. E di immagini di questo tipo ne ricordo, tra le tante, due in particolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Laguna Seca 2008. Il sorpasso di Valentino su Stoner nella mitica curva del Cavatappi con le ruote sulla sabbia. Quella è una foto che non racconta solo una stagione, ma una rivalità, una guerra di nervi tra campioni assoluti. E&nbsp;Valencia 2010. Il coronamento di un sogno.&nbsp;Sette anni prima Valentino Rossi, alla sua prima gara in Yamaha, vinse il Gran Premio del Sudafrica contro tutti i pronostici. Tagliò il traguardo e durante il giro d’onore fermò la moto, l&#8217;appoggiò a bordo pista e le diede un bacio. Ecco, quel bacio di Valentino non esiste in fotografia, è rimasto immortalato solo in un&#8217;immagine televisiva.&nbsp; Ecco, quello scatto mancato è rimasto per anni un mio rimpianto. Questo pensiero, questo tarlo nella mia testa è rimasto fino al giorno in cui Valentino decise di smettere di correre con Yamaha per passare alla Ducati alla stagione successiva.&nbsp; A Valencia baciò nuovamente la sua moto. Essere riuscito a catturare quel bacio è stato per me il coronamento di un sogno, la chiusura di una ricerca nata da un rimpianto di sette anni prima.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, dopo oltre trent&#8217;anni di esperienza nel Motomondiale, mi chiedono sempre più spesso che consigli mi sento di dare alle nuove leve che vorrebbero seguire il mio esempio.&nbsp;Spesso dico loro di lasciar perdere, ma mi rendo conto che non sia una gran risposta.&nbsp;Nella fotografia, come nella vita, bisogna avere costanza, essere determinati e continuare a provare. In breve, bisogna essere dei martelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi si vuole avvicinare alla fotografia sportiva deve prima di tutto amare lo sport che intende seguire, deve sentirlo dentro come se fosse parte della sua stessa esistenza. Perché senza amore, nello sport come nel nostro lavoro, non si va molto lontano.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono Gigi Soldano, fotografo di sport e di anime sportive.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe loading="lazy" title="Gigi Soldano: fotografo di sport e di anime sportive" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/FG888hh41dQ?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<hr>
<p>Articolo: Mauro Farina&nbsp; &nbsp;<br />
Shooting fotografico: Martina Padovan&nbsp; &nbsp;<br />
Video: Davide Rudari &amp; Simone Rudari</p>
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		<item>
		<title>Giulio Piscitelli, fotoreporter: se non io, chi?</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/giulio-piscitelli-fotoreporter/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alessandra lanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2019 16:05:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Photographers]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giulio Piscitelli è un fotoreporter, impegnato da anni a osservare da vicino e documentare i fenomeni migratori in diversi Paesi. Scopriamo la sua storia. Quanta disperazione e insieme quanta speranza possono convincere qualcuno in cerca di un futuro migliore a lasciare tutto, superando deserti e torture, per salire su un&#8217;imbarcazione precaria, attraversare il mare per&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Giulio Piscitelli è un fotoreporter, impegnato da anni a osservare da vicino e documentare i fenomeni migratori in diversi Paesi. Scopriamo la sua storia.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Quanta disperazione e insieme quanta speranza possono convincere qualcuno in cerca di un futuro migliore a lasciare tutto, superando deserti e torture, per salire su un&#8217;imbarcazione precaria, attraversare il mare per un numero incalcolabile di ore e provare a raggiungere un approdo che nessuno può assicurargli raggiungerà? Forse non ci pensiamo abbastanza. Quanto coraggio, quanta determinazione, quanta incoscienza possono volerci per decidere di seguire nel loro viaggio queste persone e le loro speranze, accompagnandole nella traversata su un&#8217;imbarcazione precaria che rischia di affondare in un&#8217;ultima impresa, pur di raccontare nella maniera più completa possibile un fenomeno, pur di portarsi a casa quelle foto che non ha nessun altro?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-032.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13319" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-032.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-032.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-032-600x399.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-032-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-032-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-032-1024x681.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-032-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-032-450x299.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-032-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-032-900x599.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-032-1350x898.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-032-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sono tutte domande a cui forse nemmeno il fotoreporter <strong>Giulio Piscitelli</strong> ha una risposta, nonostante da anni osservi da vicino i fenomeni migratori, documentati in diversi Paesi e di cui ha seguito tutte le tappe, fino all’arrivo in Europa, rischiando la propria pelle, spinto da quello che riconosce come il suo motore primario, la curiosità. «Io non lavoro per informare, ma perché sono curioso. Se poi le persone ne ricavano un beneficio di conoscenza ne sono felice e orgoglioso, ma il mio caso è più che mai egoistico», ammette.</p>
<p style="text-align: justify;">Nato a Napoli nel 1981, Giulio Piscitelli dopo gli studi in Scienze della comunicazione, nel 2008, in un misto di caso e necessità ha lasciato il lavoro di grafico e intrapreso la strada della fotografia, lasciandosi trascinare dall&#8217;attualità, da piazze e manifestazioni, a partire dalla crisi dei rifiuti a Napoli, fino alla guerra in Iraq e in Siria. In breve tempo Giulio Piscitelli ha iniziato a collaborare con alcune agenzie e a vivere delle foto che vendeva. Nel 2010 la rivolta dei braccianti in Puglia, a Rosarno, attirò la sua attenzione: intuì che il tema dell&#8217;immigrazione non si sarebbe esaurito tanto in fretta. È in quell’anno che è iniziata <em>From here to there</em>, ricerca fotografica dedicata al fenomeno dei flussi migratori, divenuta vero e proprio progetto solo &nbsp;diverso tempo dopo il suo inizio, a dimostrazione che spesso una buona intuizione può arrivare a definire un&#8217;intera carriera, o almeno il suo avvio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-038.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13322" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-038.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-038.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-038-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-038-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-038-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-038-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-038-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-038-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-038-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-038-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-038-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-038-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2012 la borsa di studio del <em>Magnum foundation emergency fund</em> ha premiato <em>From there to here</em>, dandogli la fiducia e i mezzi per continuare, mentre l&#8217;anno dopo è arrivata la firma con l&#8217;agenzia Contrasto, che ancora lo rappresenta, seguita dalla vittoria del <a href="https://www.photoeditors.it/premio-ponchielli/"><strong>premio fotogiornalistico Ponchielli</strong></a> nel 2016. Il progetto, raccolto nel libro Harraga pubblicato nel 2017 con Contrasto, è oggi ancora aperto, con un focus sul tema delle seconde generazioni e i fenomeni razzisti che, dice il fotografo, «sono particolarmente difficili da raccontare».</p>
<h2>«Per anticipare gli eventi e trovarsi al posto giusto al momento giusto, oltre a una grande preparazione, ci vuole fiuto». Giulio Piscitelli</h2>
<p style="text-align: justify;">Domando a Giulio Piscitelli se questo costituirà un capitolo a parte, ma per lui è tutto estremamente connesso. «Il collegamento tra persone che attraversano il deserto a piedi e un gruppo di ragazzi che giocano a basket in provincia di Napoli – come i giovani di seconda generazione della squadra Tam Tam su cui il fotografo ha lavorato, così qualificati che avrebbero potuto rappresentare l’Italia in Nazionale e portarla alla vittoria, ma esclusi perché ancora sprovvisti della cittadinanza italiana – non è così immediato in una scelta fotografica, ma lo è nella mia mente. Un ragazzo di 14 anni che abita a Castel Volturno che parla italiano, inglese e napoletano, che io reputo italiano, probabilmente non conosce così bene la questione migratoria perché non l&#8217;ha vissuta sulla propria pelle, ma non è legato anche lui alla storia del padre che dieci anni fa è arrivato su una barca o via terra, in maniera rocambolesca e con un visto transitorio, ed è rimasto nel nostro Paese?».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché all&#8217;epoca hai scelto di concentrarti sul tema delle migrazioni?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Nel 2010 mi sono reso conto che quella delle migrazioni era una tematica ampia, che poteva essere approfondita, ma non ho pensato potesse diventare un progetto lungo 9 anni. Così, mentre mi dedicavo ad altre storie, ho continuato a portare avanti anche quella. Anche in Iraq, dove sono stato nel 2016 per seguire la guerra, ho avuto modo di continuare a sviluppare il tema in maniera naturale, occupandomi dei flussi migratori che muovevano da Mosul.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-05.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13325" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-05.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-05.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-05-600x399.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-05-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-05-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-05-1024x681.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-05-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-05-450x299.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-05-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-05-900x599.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-05-1350x898.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-05-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per anticipare gli eventi e trovarsi al posto giusto al momento giusto, oltre a una grande preparazione, ci vuole fiuto.&nbsp;Bisogna anche avere un po&#8217; di fortuna. Il fiuto, sapere quando muoversi, è tra i fattori più importanti, ma ovviamente non basta. Puoi arrivare in tempo su una notizia, ma se ti limiti a prestare attenzione solo a quanto ti passa sotto gli occhi senza capire come evolvere la ricerca sul campo e quali questioni approfondire, è inutile».</p>
<h2>«Tra il &#8220;vado&#8221; e il &#8220;non vado&#8221; vorrei sempre scegliere il primo, perché penso: &#8220;Se non mi ci mando io chi mi manda?&#8221;». Giulio Piscitelli</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa ha rappresentato per te un progetto come <em>From here to there</em>, quali sono state le maggiori difficoltà nel portarlo avanti e cosa hai imparato in questi anni?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Lavorare con la fotografia e fare i giornalisti è attualmente una forma di imprenditoria e io sono un pessimo imprenditore e comunicatore: questa è stata sicuramente una difficoltà in un settore in crisi. Il lavoro si fa anche una volta tornati a casa, quando bisogna riuscire a vendere le foto, ed è altrettanto impegnativo. Non sono mai stato bravo a organizzare, pianificare, vendere, relazionarmi con gli editor e le redazioni: sono rimasto spiazzato.</p>
<p><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-019.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13328" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-019.jpg" alt="" width="1800" height="1198" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-019.jpg 1800w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-019-600x399.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-019-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-019-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-019-1024x682.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-019-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-019-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-019-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-019-900x599.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-019-1350x899.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-019-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tuttora non sono in grado di proporre veramente un progetto o un servizio da svolgere in assegnato, preferisco aspettare di aver voglia e mezzi per seguirlo in autonomia. Professionalmente è sbagliato, perché finisco per rischiare facendo tutto a mie spese fisiche, psicologiche ed economiche, senza avere la certezza di poter rientrare delle spese: è logorante, ma mi ha insegnato a tenere le spalle dritte nei momenti di difficoltà e a fare attenzione ai budget. Tra il “vado” e il “non vado” vorrei sempre scegliere il primo, perché penso: “Se non mi ci mando io chi mi manda?”, ma non sempre è possibile».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nell&#8217;aprile 2011 hai trascorso più di 24 ore su un gommone insieme a un gruppo di migranti dalle coste della Tunisia fino alla Sicilia, senza la certezza di arrivare toccare terra. Che differenza ha fatto per te questa esperienza a livello di vita, prospettive e carriera?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Per me è stata importantissima. Per la prima volta mi ha insegnato a rapportarmi a gente molto lontana da me e potenzialmente pericolosa, o armata, come è stato poi in Siria e Ucraina. Ho imparato a diffidare e di chi fidarmi, che è bene parlare con più persone possibili e non seguire idee preconcette. Soprattutto, quell&#8217;occasione mi ha dato la possibilità di presentarmi come fotoreporter. Se non avessi rischiato la vita, le foto che avevo scattato qualche mese prima a Lampedusa probabilmente non le avrei vendute. È un ragionamento sbagliato, ma per riuscire a fare un buon lavoro su quella tematica, al di là del mio interesse per quella storia, ho dovuto fare qualcosa che non aveva fatto nessuno e che avrebbe reso quel materiale vendibile, dandomi la possibilità di andare avanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-01.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13331" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-01.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-01.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-01-600x399.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-01-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-01-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-01-1024x681.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-01-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-01-450x299.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-01-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-01-900x599.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-01-1350x898.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-01-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Forse è qui che entra in gioco l&#8217;intuito di cui parlavamo prima: sapevo che avrebbe funzionato e che mi avrebbe dato la possibilità di avere materiale di valore con cui focalizzare l’attenzione su di me e introdurmi come professionista in un determinato circuito. Ero e sono tuttora un fotografo senza particolari abilità, quindi ho colto la palla al balzo, raccogliendo anche un po&#8217; meno di quanto mi aspettassi, ma sono passato alle cronache in quel periodo come quello che ha fatto l’impresa. Certo, non è giusto fare sempre l’impresa per lavorare, può andare bene una, due, tre volte, ma non si può sempre rischiare tutto, non è giusto nei propri confronti».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tu sei nato e cresciuto a Napoli, e ancora ci vivi. Lavori mai sul territorio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Non potendomi muovere come prima per diverse ragioni, sto cercando di lavorare su qualcosa di interessante e importante dal punto di vista umano senza che sia per forza lontanissimo o pericoloso: non c&#8217;è solo la guerra, esistono anche crisi meno evidenti. Sto continuando la mia ricerca su Castel Volturno aperta qualche anno fa e ultimamente sto provando a lavorare su Scampia, un quartiere che non è pericoloso come ancora si racconta ed è anzi interessante nella sua estrema normalità. Fare un lavoro su quartieri che sopravvivono alle trasformazioni e su altre realtà liminali è difficile proprio perché sembra non stia succedendo niente. Molto più difficile che fotografare la guerra o questioni di attualità.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-07.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13334" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-07.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-07.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-07-600x399.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-07-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-07-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-07-1024x681.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-07-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-07-450x299.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-07-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-07-900x599.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-07-1350x898.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-07-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Io sono del tutto disabituato a tempi così dilatati, alle attese e alla costruzione di questo tipo di relazioni: a volte abbandono, perché lo trovo estenuante. Invidio i fotografi come Marc Asnin, in grado di lavorare su questioni estremamente private: mi domando come si faccia a entrare nell’intimità delle persone fino a questo punto, a scomparire quasi del tutto in una stanza e a ricavare fotografie di tale intensità e reciprocità. In realtà il segreto è il tempo, la pazienza, è un modo di lavorare alla Eugene Richards, fatto di attesa, passione, comprensione, che ti fa veramente entrare nella vita delle persone. Una sorta di pratica zen e, per me, una sorta di sfida».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono i temi su cui dovremmo concentrarci oggi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Ognuno dovrebbe fotografare e seguire cose di proprio interesse. È indubbiamente importante a raccontare quanto accade a livello politico, stando attenti: non è facile creare una visione fotografica di cos&#8217;è l&#8217;Italia oggi, e forse la fotografia come mezzo di comunicazione non basta. Forse dovrebbero avere la precedenza quelle tematiche che ancora non sono note o conosciute, anticipando problemi futuri, come ha fatto nel 2009 Alessandro Cosmelli con Oltrenero, un progetto sul neofascismo in Italia, e ricordando che oggi giornalisti e fotografi vengono accolti in maniera diversa: se negli anni &#8217;80 e &#8217;90 erano necessari per raccontare per esempio scene di guerra, con i rischi connessi, oggi non sono più così necessari, né benvoluti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-016.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13337" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-016.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-016.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-016-600x399.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-016-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-016-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-016-1024x681.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-016-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-016-450x299.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-016-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-016-900x599.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-016-1350x898.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-016-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Quello che ritengo davvero importante è non chiudere gli occhi sulle ingiustizie che ci sono nel mondo. Quelle vanno raccontate, insieme a tutto quello che riguarda i diritti umani e civili, il razzismo, la paura dell’altro, l&#8217;islamofobia. Il racconto sull&#8217;immigrazione è fondamentale, e ben venga la bulimia di immagini, anche se ci addormenta un po&#8217;».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali sono le immagini a cui tieni di più e perché?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Quelle importanti sono quelle che ho sentito di più durante questi anni di lavoro, anche se visivamente mi piacciono meno, come quelle del 2017 e 2018 scattate durante le manifestazioni dei braccianti nel foggiano, sotto il sole. Non ho fatto belle foto, ma quel caldo mi aveva quasi ammazzato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-045.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13340" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-045.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-045.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-045-600x399.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-045-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-045-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-045-1024x681.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-045-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-045-450x299.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-045-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-045-900x599.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-045-1350x898.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/03/Giulio-Piscitelli-045-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le foto a cui sono più affezionato in realtà non hanno spesso niente a che vedere con fotogiornalismo, come nel caso del mio primo viaggio in motocicletta oltremare con gli amici. Ogni volta che scorro l’archivio risalgo a un determinato momento al quale sono rimasto più o meno affezionato e tornano alla mente i ricordi. Per me è questo il senso della fotografia».</p>
<p>Articolo: Alessandra Lanza<br />
Foto: Giulio Piscitelli</p>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gustav Willeit, Fotografo: il progetto Perspe</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/gustav-willeit-perspe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padovan]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2019 10:15:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Photographers]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thecreativebrothers.com/?p=8791</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gustav Willeit è un fotografo dell&#8217;Alta Badia che ha dato vita a un progetto dal titolo PERSPE e che trae la sua origine da un frammento della parola tedesca Perspektive (prospettiva), Scopriamolo in questo articolo. Amo la complessità dell&#8217;Essere Umano. Cerchiamo di creare ogni genere di artifizio in modo completamente razionale e tecnico per lasciarci&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/gustav-willeit-perspe/">Gustav Willeit, Fotografo: il progetto Perspe</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Gustav Willeit è un fotografo dell&#8217;Alta Badia che ha dato vita a un progetto dal titolo PERSPE e che trae la sua origine da un frammento della parola tedesca Perspektive (prospettiva), Scopriamolo in questo articolo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8791"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Amo la complessit<span lang="FR">à </span>dell&#8217;Essere Umano.</p>
<p style="text-align: justify;">Cerchiamo di creare ogni genere di artifizio in modo completamente razionale e tecnico per lasciarci affascinare, ma il nostro istinto, quasi totalmente assopito, riesce ad accorgersene in un attimo.<br />
L&#8217;asettica simmetria creata da Gustav nel suo progetto <a href="http://www.guworld.com"><strong>PERSPE</strong></a> attrae l&#8217;occhio umano, lo tiene su di sé per qualche momento, ma nel frattempo qualcosa dentro di noi stranisce: qualcosa di quasi stonato, contrario al concetto di equilibrio proprio della simmetria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_2.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12450" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_2.jpg" alt="" width="1500" height="999" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_2.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_2-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_2-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_2-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_2-1024x682.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_2-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_2-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_2-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_2-900x599.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_2-1350x899.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_2-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La risposta a questa sensazione sta proprio nell&#8217;artifizio: il nostro cervello riconosce come familiare la simmetria naturale, perfetta nel suo essere non esattamente speculare, ma rimane stupito e incuriosito dalla simmetria architettonica, o come in questo caso da una riflessione dell<span lang="FR">&#8216;</span>immagine allo specchio, tecnicamente non possibile in natura, accompagnata da una presenza umana decisamente strategica che fa del lavoro di Gustav Willeit qualcosa di diverso dal “<span lang="DA">reportage</span>” per definizione, forse più vicino all&#8217;espressione artistica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_6.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12462" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_6.jpg" alt="" width="1500" height="999" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_6.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_6-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_6-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_6-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_6-1024x682.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_6-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_6-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_6-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_6-900x599.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_6-1350x899.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_6-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le inquadrature, con le loro prospettive così studiate, destabilizzano l&#8217;osservatore.<br />
Tutto viene specchiato artificialmente, ad eccezione della presenza umana che risponde a una logica diversa, indipendente, come potesse muoversi a suo piacimento all<span lang="FR">&#8216;</span>interno del fotogramma.<br />
Dal punto di vista architettonico &#8211; ma più realisticamente in tutte le realtà che ricadono nella dicitura <em>visual</em> &#8211; il tema della simmetria è spesso causa di discussioni tra le diverse scuole di pensiero, tra chi la considera un fattore <span lang="ES-TRAD">negativo</span>&nbsp;e chi invece ne riconosce il valore nel latente bisogno di ordine insito all&#8217;interno dell&#8217;essere umano stesso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_5.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12459" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_5.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_5.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_5-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_5-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_5-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_5-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_5-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_5-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_5-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_5-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_5-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_5-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo l&#8217;architetto e urbanista Bruno Zevi la simmetria <span lang="EN-GB">«</span>è qualcosa di decisamente classico, istintivo, anche banale, che viene usato per soddisfare appunto quel bisogno di sicurezza, per contrastare la paura della flessibilit<span lang="FR">à</span>, della relativit<span lang="FR">à </span>della crescita, insomma del tempo vissuto. Si evoca il passato greco-romano mitizzandolo, per nascondere l&#8217;instabilit<span lang="FR">à </span><span lang="ES-TRAD">del presente<span lang="EN-GB">»</span></span>.<br />
<span lang="FR">È&nbsp;</span>da sempre così:&nbsp;<span lang="EN-GB">«</span>la simmetria è la facciata di un potere fittizio che vuol apparire incrollabile. Gli edifici nel nazismo, della Russia di epoca sovietica sono tutti simmetrici. La divisione in due in base ad un asse, generalmente verticale, di un edificio lo rende infatti assolutamente semplice da comprendere perché immobilizza il movimento e non ha altro da dire<span lang="EN-GB">».</span><br />
Al contrario l&#8217;asimmetria destabilizza, incuriosisce, sbilancia nel vero senso della parola. Se pensiamo a Picasso, nessuno di noi dubita del fatto che fosse un sostenitore dell&#8217;asimmetria e che la usasse sapientemente per creare caos, per rendere l&#8217;idea di qualche accadimento decisamente concitato, per niente stabile.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_3.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12453" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_3.jpg" alt="" width="1500" height="999" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_3.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_3-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_3-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_3-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_3-1024x682.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_3-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_3-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_3-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_3-900x599.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_3-1350x899.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_3-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Immanuel Kant ci insegna come &#8220;Tutte le regolarit<span lang="FR">à </span>rigide, come ad esempio le trame matematiche, sono intrinsecamente ripugnanti al gusto, in quanto la loro contemplazione non ci offre piaceri durevoli e ci stancano quasi subito&#8221;.<br />
Se pensiamo che durante il Rinascimento italiano esisteva una corrente di pensiero per la quale il viso stesso dell&#8217;uomo veniva diviso in destra e sinistra, dove destra doveva rappresentare &#8220;l&#8217;io&#8221; mentre la sinistra il &#8220;non io&#8221;, possiamo renderci conto si quanto simmetria-asimmetria siano due forze davvero insite nel nostro essere, vedere e pensare fin da quando l&#8217;uomo ha memoria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_4.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12456" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_4.jpg" alt="" width="1500" height="999" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_4.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_4-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_4-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_4-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_4-1024x682.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_4-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_4-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_4-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_4-900x599.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_4-1350x899.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_4-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La vera bellezza è quindi il risultato della simmetria, ma solo se sapientemente abbinata ad un giusto punto di asimmetria, ed è esattamente quanto ci offre questo progetto fotografico.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<hr>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_0.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Gustav-Willeit_0-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150"></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il titolo di questa serie, PERSPE , trae la sua origine da un frammento della parola tedesca&nbsp;&#8220;Perspektive&#8221; (prospettiva): una dichiarazione programmatica che vuole alludere al lavoro compositivo,&nbsp;basato sulla simulazione che sfrutta appieno le opportunit<span lang="FR">à&nbsp;</span>date dalla tecnologia digitale. L<span lang="FR">&#8216;</span>artista&nbsp;traccia una prospettiva non naturale, bensì &#8220;<span lang="EN-US">ideata</span>&#8220;, inventata, che, ricorrendo allo sdoppiamento&nbsp;dell<span lang="FR">&#8216;</span>immagine e ottenendo in questo modo una simmetria perfetta – eccetto un elemento dissonante –&nbsp;attua e crea dei luoghi &#8220;altri&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><span lang="EN-US">Katharina Moling</span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Gustav Willeit è nato nel 1975 ed è cresciuto a Corvara in Alta Badia. Dal 2000 al 2004 ha compiuto gli&nbsp;studi presso la F+F Schule für Kunst und Design di Zurigo, acquisendo una capacit<span lang="FR">à </span>tecnica&nbsp;che si palesa chiaramente nell<span lang="FR">’</span>impianto formale che supporta la sua innata visione poetica&nbsp;del mondo. Nel 2005 è stato assistente presso gli studi di vari fotografi a Zurigo. Dal 2006 <span lang="FR">è&nbsp;</span><span lang="ES-TRAD">libero professionista, diviso tra &nbsp;</span>Italia e Svizzera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Articolo: <strong>Martina Padovan<br />
</strong>Contributo fotografico:&nbsp;<strong>Gustav Willeit<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/gustav-willeit-perspe/">Gustav Willeit, Fotografo: il progetto Perspe</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Matteo Marchi, Photographer basket NBA: essere nel posto giusto</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/matteo-marchi-photographer-basket-nba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Padovan]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2019 09:04:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Photographers]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thecreativebrothers.com/?p=12597</guid>

					<description><![CDATA[<p>Matteo Marchi si è trasferito a New York per inseguire un sogno: diventare un fotografo accreditato presso l&#8217;NBA. Scopriamo in questo articolo l&#8217;autore dell&#8217;immagine di copertina di SportWeek dedicata a Marco Belinelli. Da fotografa conosco bene quello stato mentale in cui ci si può trovare mentre si scattano delle foto. Guardi il tuo soggetto in&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/matteo-marchi-photographer-basket-nba/">Matteo Marchi, Photographer basket NBA: essere nel posto giusto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Matteo Marchi si è trasferito a New York per inseguire un sogno: diventare un fotografo accreditato presso l&#8217;NBA. Scopriamo in questo articolo l&#8217;autore dell&#8217;immagine di copertina di SportWeek dedicata a Marco Belinelli. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-12597"></span></p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;">Da fotografa conosco bene quello stato mentale in cui ci si può trovare mentre si scattano delle foto. Guardi il tuo soggetto in modo diverso da come facevi un secondo prima, soltanto perché ora tra voi c&#8217;è la lente. Sei parte della storia che stai raccontando ma non sei nella storia, sei presente ma distaccato.<br />
Diversamente non potresti essere &#8220;presente&#8221; nel tuo racconto, perché per raccontare una storia con le immagini devi lasciarti prendere, ma mai fino in fondo. Detto questo, non posso nascondere che più il soggetto del tuo raccontare ti piace e più il lavoro t<span lang="FR">i appassio</span>na.</p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4406.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12626" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4406.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4406.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4406-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4406-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4406-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4406-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4406-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4406-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4406-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4406-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4406-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4406-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a><br />
Le persone però non sono soltanto &#8220;cose&#8221;, ma mescolano nel loro essere eclettici molte sfaccettature. Sussiste il rischio concreto – nel mio caso accidentalmente &#8211;&nbsp; di scoprirsi anche &#8220;tifosi&#8221;.</p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;"><span lang="FR">È&nbsp;</span>un attimo finirci dentro.</p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;">Ti portano a una partita, all&#8217;inizio ci capisci poco, ti lasci incuriosire dalla curva molto colorata e molto creativa nel modo di sostenere la squadra. Poi, nel tempo, scopri la storia che c&#8217;è <span lang="DE">dietro </span>a una società, le sue vicissitudini, le sfide vinte e quelle perse.&nbsp;Vai a una seconda partita e gi<span lang="FR">à&nbsp;</span>guardi le cose con un occhio diverso.&nbsp;Alla terza partita è <span lang="SV">fatta. Sei </span>un tifoso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3447.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12629" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3447.jpg" alt="" width="1500" height="1284" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3447.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3447-600x514.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3447-300x257.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3447-768x657.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3447-1024x877.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3447-500x428.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3447-450x385.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3447-225x193.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3447-900x770.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3447-1350x1156.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3447-20x17.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a><br />
Non capisci ancora tutte le regole, ma soffri e gioisci insieme ai ragazzi sul parquet e a quella curva di fedelissimi che guardavi con tanta <span lang="ES-TRAD">curiosit</span><span lang="FR">à</span>. Canticchi per incitare la squadra, trattieni il respiro quando quella la palla a spicchi arriva a lambire il ferro del canestro.</p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;">Ora, la mia domanda <span lang="FR">è</span>: come fa un super tifoso, che ha fatto del basket la propria vita, a diventare un <strong>fotografo accreditato</strong> proprio del suo sport più amato puntando a livelli altissimi come l<span lang="FR">&#8216;</span><a href="https://www.nba.com/">NBA</a>?!</p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4252.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12632" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4252.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4252.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4252-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4252-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4252-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4252-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4252-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4252-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4252-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4252-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4252-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4252-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;">Come fa a non digrignare i denti quando il pallone batte sul ferro, o a non inveire contro la squadra avversaria quando quella del cuore soffre nella battaglia?&nbsp;L<span lang="FR">&#8216;</span>ho chiesto ad uno che di basket ci capisce e che lo ama da sempre.</p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;">Matteo Marchi, imolese classe 1982, <span lang="FR">ci </span>ha raccontato cosa succede quando sei contemporaneamente <strong>fotografo e tifoso di basket</strong>, e lo ha fatto a modo suo con la sua esperienza, le sue avventure e disavventure, e il suo spirito che lo spinge sempre un passo più avanti, ad ogni nuova partita.</p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;">Inizia a fare il fotografo &#8220;per puro caso&#8221;, dice lui.&nbsp;Non per passione o per sogni di gloria, ma perché aveva semplicemente bisogno di un lavoro. Provvidenza volle che un amico di famiglia cercasse in quel momento un aiutante per dei lavori di contorno nel proprio studio fotografico. Così, tempo e necessità fanno sì che Matteo Marchi inizi a dare una mano mettendo il naso nella fotografia vera e propria. Scatto dopo scatto, occasione dopo occasione, si orienta verso quello sport che lo accompagna da sempre nella vita, prima come giocatore, poi allenatore e poi appunto, fotografo: il basket.</p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3601.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12638" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3601.jpg" alt="" width="1500" height="1039" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3601.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3601-600x416.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3601-300x208.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3601-768x532.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3601-1024x709.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3601-500x346.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3601-450x312.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3601-225x156.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3601-900x623.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3601-1350x935.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3601-20x15.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;">Basket italiano, quindi &#8220;pallacanestro&#8221;. Dai livelli giovanili a quelli agonistici, Matteo Marchi assiste a innumerevoli partite e fotografa ogni categoria. Durante questa sua gavetta ha la possibilit<span lang="FR">à </span>di seguire il basket anche durante le Olimpiadi in ben due occasioni, a <span lang="SV">Londra 2012 e</span>&nbsp;a <span lang="PT">Rio de Janeiro 2016.</span></p>
<h2 style="text-align: justify;">«Aver visto Emanuel Ginobili uscire dal campo, a testa quasi bassa per nascondere le lacrime, col pallone di gara sottobraccio mi emoziona ancora adesso». Matteo Marchi</h2>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;">Un giorno, però, realizza di aver ormai visto e fotografato tutta la pallacanestro a disposizione in Italia. L&#8217;ambizione e la curiosit<span lang="FR">à </span>tipica del fotografo lo spingono a guardare oltre oceano, in quella parte del basket tanto nominata e conosciuta anche intorno a casa, ma ancora troppo distante per poter entrare nel suo obiettivo: l<span lang="FR">&#8216;</span>NBA.<br />
Istintivo, pioniere, avventuroso e forse anche un po<span lang="FR">&#8216; </span>testone, Matteo Marchi decide di raccogliere i risparmi, quei pochi contatti buoni che ha al momento, e lascia l<span lang="FR">&#8216;</span>Italia con un normale visto turistico per provare a entrare nel mondo della fotografia NBA, ma – come sempre nella vita – ogni piccola conquista va sudata.</p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3694.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12641" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3694.jpg" alt="" width="1500" height="1239" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3694.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3694-600x496.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3694-300x248.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3694-768x634.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3694-1024x846.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3694-500x413.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3694-450x372.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3694-225x186.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3694-900x743.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3694-1350x1115.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3694-20x17.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;"><span lang="FR">I colloqui </span>procedono bene, sia con la NBA che con le agenzie, ma serve ancora un visto, uno serio e duraturo che gli permetta di stabilirsi a New York per un tempo sufficientemente lungo da poterci provare seriamente. Ottiene il visto speciale destinato agli artisti dopo mille peripezie e più di un anno di calendario, e inizia concretamente la sua avventura come fotografo NBA.</p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;">Non ve la racconterò io però la sua storia, da qui in poi è bene che lo faccia lui.</p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;">«Mi chiamo Matteo Marchi, ho 34 anni, pochi capelli e tanta barba; di mestiere faccio il fotografo (o perlomeno così dice la gente) e sono alla mia seconda Olimpiade. Ho seguito all’Olimpiade di <span lang="PT">Rio </span>&#8220;solo&#8221; i tornei di basket maschili e femminili, ma vi posso assicurare che come impegno basta e avanza. Se per voi 76 (SETTANTASEI) partite in 2 settimane sono poche, io alzo le mani».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3914.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12644" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3914.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3914.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3914-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3914-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3914-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3914-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3914-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3914-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3914-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3914-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3914-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3914-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;">Sono queste le parole di Matteo, nell<span lang="FR">&#8216;</span>agosto 2016, che racconta con tutto il suo sarcasmo e senso dell<span lang="FR">&#8216;</span>ironia, una serie di realt<span lang="FR">à </span>e situazioni semi-comiche, in cui ognuno di noi può riconoscersi. Non ognuno, in effetti, soltanto chi combatte anima e corpo per tentare di realizzare il proprio sogno.</p>
<p style="text-align: justify;">«Faccio foto di basket da una vita, e nel mio palmares ho 2 Olimpiadi, 4 Europei maschili, 3 Europei femminili, 2 Mondiali maschili, 2 Mondiali femminili, 30 Europei giovanili e tanto altro. Il mio sogno è di diventare un fotografo NBA… un po<span lang="FR">&#8216; </span>come tutti voi che sognate di conquistare Scarlett Johansson a bordo di un<span lang="FR">&#8216;</span>utilitaria nera. <span lang="FR">Le probabilità <span lang="IT">che succeda davvero sono le stesse».</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">Vi confesso una cosa: quando ci siamo incontrati a Bologna, a luglio, ho avuto subito due impressioni diverse di una stessa persona. Esistono due lati molto evidenti di Matteo Marchi: il primo è quello pubblico, visibile che appare forte e deciso, ironico e con quella sicurezza in se stesso che serve per fare certe scelte.&nbsp;Poi, quando inizia a raccontare la sua vita, esce l&#8217;altro Matteo: un ragazzo riflessivo, introverso, analitico, forse troppo. Realista appena oltre il limite del pessimismo, scettico e sarcastico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5439.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12650" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5439.jpg" alt="" width="1500" height="1231" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5439.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5439-600x492.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5439-300x246.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5439-768x630.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5439-1024x840.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5439-500x410.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5439-450x369.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5439-225x185.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5439-900x739.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5439-1350x1108.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5439-20x15.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">«Vogliamo parlare un po<span lang="FR">&#8216;&nbsp;</span>di basket? Parliamo di essere a bordo-campo e vedere i migliori giocatori del mondo da un metro: cose che avevo gi<span lang="FR">à </span>visto tante volte eh, ma non ti abitui mica mai!&nbsp;Il momento più emozionante della mia prima Olimpiade?&nbsp;In assoluto è stato vedere un giocatore della grandezza di <strong>Emanuel Ginobili</strong> salutare tutti alla fine del quarto di finale contro Team USA. Un concentrato di classe, timidezza e rispetto per il gioco che mi ha lasciato con la pelle d&#8217;oca nel mentre e anche per una buona mezz&#8217;ora dopo. Ho avuto la netta sensazione di stare fotografando un momento storico, qualcosa che rimarr<span lang="FR">à </span>per sempre nella storia di questo sport. Un personaggio a cui tutti noi dovremmo dire grazie per anni e anni ancora. Averlo visto uscire dal campo, a testa quasi bassa per nascondere le lacrime, col pallone di gara sottobraccio mi emoziona ancora adesso anche solo a descrivere la scena.<br />
E poi, un altro momento super toccante è stato vedere piangere un mio collega come un bambino. Il mio amico Herv<span lang="FR">è</span>, fotografo francese che lavora per la federazione del suo paese, vedendo perdere la sua amata Equipe National contro la Spagna nei quarti ha realizzato che quella squadra era alla fine di un ciclo. Stavo andando da lui per chiedergli una cosa e lui si è girato verso di me con gli occhi gonfi. Non ho saputo fare altro che abbracciarlo forte senza dire niente, pensando a quanto questo sport possa regalare emozioni, in un modo o nell&#8217;altro. Quello forse è stato il più bel piccolo &#8211; grande momento di questa grande storia».</p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-2100.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12647" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-2100.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-2100.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-2100-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-2100-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-2100-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-2100-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-2100-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-2100-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-2100-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-2100-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-2100-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-2100-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;">Persona &#8220;normale&#8221; come ognuno di noi; nostalgia di casa, della salsedine, di cose semplici come i giri in macchina sui colli vicino casa, di notte, con tutti e quattro i finestrini abbassati. I messaggi vocali tra amici che da quanto sono lunghi sono diventati audiolibri.<br />
Le serate che quando rientri a casa albeggia. Le scorpacciate di tagliatelle al ragù e di carne al sangue, che quando ti alzi da tavola devi allentare la cintura di un buco, altrimenti scoppi. Cose forse ovvie, ma che se sei italiano, e vivi a NYC, potresti volere fortemente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3968.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12653" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3968.jpg" alt="" width="1500" height="926" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3968.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3968-600x370.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3968-300x185.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3968-768x474.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3968-1024x632.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3968-500x309.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3968-450x278.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3968-225x139.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3968-900x556.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3968-1350x833.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-3968-20x11.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;">Ad ogni sua scelta importante immagino una sorta di battaglia interiore, e credo di non sbagliare di molto. Lo conferma il fatto che chi finisce per parlare con le immagini ha sempre paura di farlo con le parole, perché sa di non avere pensieri chiari e a volte neanche tanto lineari.</p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;">«Lo so, è passato del tempo. E di cose ne sono successe tante.&nbsp;Negli ultimi due mesi, queste montagne russe, che sono oramai diventate la costante della mia povera esistenza, mi hanno portato su e giù, e poi una serie di svariate vie di mezzo, condite con una vita sociale praticamente inesistente e una condizione lavorativa più che precaria che mi lascia appeso a cose di cui spesso ignoro persino l<span lang="FR">’</span>esistenza.&nbsp;Tutti i giorni sono bombardato da pensieri su cosa vorrei fare, come dovrei farlo, dove dovrei andare. E non riesco mai a darmi una risposta. Credo di essere nel posto giusto, ma non riesco a capire se è il momento giusto. E ho sempre paura, come è successo migliaia di altre volte nella mia vita, di avere il puzzle quasi finito, ma di non riuscire mai a trovare gli ultimi due pezzi per completarlo. E ho il sospetto che chiamare il signor Ravensburger per chiedergli dove cavolo li abbia messi non sia possibile.</p>
<p>&nbsp;</p>

<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4282.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="1500" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4282.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4282.jpg 1000w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4282-600x900.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4282-200x300.jpg 200w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4282-768x1152.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4282-683x1024.jpg 683w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4282-500x750.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4282-450x675.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4282-225x338.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4282-900x1350.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-4282-20x30.jpg 20w" /></a>
<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1046.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="1500" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1046.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1046.jpg 1000w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1046-600x900.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1046-200x300.jpg 200w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1046-768x1152.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1046-683x1024.jpg 683w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1046-500x750.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1046-450x675.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1046-225x338.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1046-900x1350.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1046-20x30.jpg 20w" /></a>
<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1913.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="1500" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1913.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1913.jpg 1000w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1913-600x900.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1913-200x300.jpg 200w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1913-768x1152.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1913-683x1024.jpg 683w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1913-500x750.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1913-450x675.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1913-225x338.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1913-900x1350.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-1913-20x30.jpg 20w" /></a>

<p>&nbsp;</p>
<h2 class="Didefault" style="text-align: justify;">«Tutti i giorni sono bombardato da pensieri su cosa vorrei fare, come dovrei farlo, dove dovrei andare». Matteo Marchi</h2>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;">Un altro episodio che possa raccontarvi quanto oramai la mia popolarit<span lang="FR">à </span>abbia raggiunto livelli da Belen Rodriguez, è stato quando, a bordo di un lussuoso autobus da 10 dollari sulla tratta NY-Philadelphia, un ragazzo seduto dietro di me, sentendo il mio accento italiano, ha cominciato a parlarmi e a chiedermi cosa facessi nella vita. Quando gli ho detto che mestiere faccio e cosa sarei andato a fare a Philly, mi ha sparato questo commento: “ma non sarai mica tu quel fotografo italiano che lavora per la NBA?&#8221;. Magari lavorassi per l&#8217;NBA!».</p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5408.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-12671 alignright" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5408.jpg" alt="" width="450" height="529" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5408.jpg 1275w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5408-600x706.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5408-255x300.jpg 255w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5408-768x904.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5408-870x1024.jpg 870w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5408-500x588.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5408-450x529.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5408-225x265.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5408-900x1059.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-5408-20x24.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a>La storia di come abbia creato l&#8217;immagine di copertina di SportWeek dedicata a Marco Belinelli, facendo interpretare Rocky sulla mitica scalinata del Philadelphia Museum of Art ad uno dei più famosi giocatori italiani di oggi, non la leggerete qui, perché la nostra star oggi è Matteo Marchi, ma vi consiglio di andare a leggere i suoi diari sulla pagina <a href="http://lagiornatatipo.it/author/matteo-marchi/">La Giornata Tipo</a> perché solo così potrete conoscere una parte dell&#8217;individuo dietro l&#8217;obiettivo, e vi assicuro che vi ci affezionerete in poche righe.<br />
Qui vi riporto un piccolo estratto del suo diario dove racconta uno dei momenti più emozionanti che l’America ha saputo regalargli fino ad oggi:</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;">New York, interno giorno. Un tranquillo pomeriggio di gennaio sono dal mio barbiere di fiducia, un emigrato italiano che pensa che le parole CAPEESHH (capisci) e GOOOMBAH (cumpà) siano italiane e benedette dall&#8217;Accademia della Crusca, e sto aspettando che sia il mio turno. Sfrucugliando col telefono, mi accorgo che ho appena ricevuto una email: &#8220;Ciao Matteo, ti abbiamo trovato su Instagram, ci piace il tuo lavoro, vorremmo che venissi a fotografare per noi sul set di Creed II che cominciamo a girare tra poco. Che ne dici, ti interessa?&#8221;</p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;">Per chi non lo sapesse, Creed II è il seguito di Rocky, praticamente è come se fosse Rocky 8. Capite tutti la portata della cosa, VERO?!?</p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;">Dopo aver deglutito la saliva, il primo pensiero è stato che fosse il mio amico Daniele che stesse mettendo in piedi uno scherzo di cattivo gusto. Il secondo pensiero è stato &#8220;ma forse hanno sbagliato numero&#8221;, ma poi ho pensato che fosse difficile sbagliare numero di telefono avendo ricevuto una mail.</p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;">Potete immaginare la mia emozione nell<span lang="FR">’</span>essere in mezzo a tutto ciò: sono sempre stato appassionato di questo genere di film, e il sapere che potrebbero utilizzare qualche mia foto per la promozione di tutto ciò.. &nbsp;se non è l<span lang="FR">&#8216;</span>America questa, di cosa parliamo?</p>
</blockquote>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;">Esatto, Matteo, di cosa parliamo?&nbsp;Parliamo del fatto che il 27 novembre 2018, su un inserto del Corriere della Sera, in prima pagina appare proprio Matteo Marchi, il ragazzo che &#8220;da piccolo voleva fotografare i giganti&#8221;.</p>
<p class="Didefault" style="text-align: justify;">Parliamo di un sognatore&nbsp; capace di usare l’ironia quando racconta dei sacrifici e delle rinunce che ha fatto e farà ancora per poter inseguire ancora il suo sogno. Un sogno che sta pian piano concretizzando e che gli auguriamo con tutto il cuore di realizzare continuando a guardare verso il cielo, perché sarà in quella direzione che la palla entrerà nel canestro giusto.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-9872.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12674" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-9872.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-9872.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-9872-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-9872-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-9872-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-9872-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-9872-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-9872-450x300.jpg 450w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-9872-225x150.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-9872-900x600.jpg 900w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-9872-1350x900.jpg 1350w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/Matteo-Marchi-9872-20x13.jpg 20w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<table style="height: 33px;" width="668">
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<tr>
<td style="width: 170px;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/MatteoMarchi_0.jpeg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-12604 alignleft" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/MatteoMarchi_0-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/MatteoMarchi_0-150x150.jpeg 150w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/MatteoMarchi_0-100x100.jpeg 100w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/MatteoMarchi_0-180x180.jpeg 180w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/MatteoMarchi_0-90x90.jpeg 90w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/MatteoMarchi_0.jpeg 200w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2019/01/MatteoMarchi_0-20x20.jpeg 20w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></td>
<td style="width: 482px;">&#8220;Sono partito per gli Usa inseguendo un sogno, per anni ho stretto i denti, ma non ho mai smesso di crederci&#8221; &#8211; oggi fotografo dei New York Knicks.</p>
<p><a href="mailto:me@matteomarchi.it">Mail</a> &#8211; <a href="http://www.instagram.com/matteomarchiph" rel="nofollow">Instagram</a> &#8211; <a href="http://www.facebook.com/matteomarchiimages" rel="nofollow">Facebook</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Articolo: <strong>Martina Padovan&nbsp;<br />
</strong>Foto: <strong>Matteo Marchi</strong></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ilaria Magliocchetti Lombi, fotografa: uscire dalla zona di comfort</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/ilaria-magliocchetti-lombi-fotografa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Tessari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 May 2018 06:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Photographers]]></category>
		<category><![CDATA[The Creative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ilaria Magliocchetti Lombi è una fotografa che ha iniziato la sua carriera addossata alle transenne dei concerti per immortalare le band. L&#8217;abbiamo incontrata per farci raccontare l&#8217;evoluzione di quelle lunghe serate a bordo palco. C&#8217;è che devi buttarti e andare là, dove hai la curiosità. Devi scoprire, fare rumore, dimostrare a te e agli altri&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ilaria Magliocchetti Lombi è una fotografa che ha iniziato la sua carriera addossata alle transenne dei concerti per immortalare le band. L&#8217;abbiamo incontrata per farci raccontare l&#8217;evoluzione di quelle lunghe serate a bordo palco.<br />
<span id="more-9166"></span></p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è che devi buttarti e andare là, dove hai la curiosità. Devi scoprire, fare rumore, dimostrare a te e agli altri quello che sai fare. La vita non è fatta per rimuginare sogni, né per vedersela passare davanti.</p>
<p><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-12.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9324 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-12.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-12.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-12-600x399.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-12-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-12-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-12-1024x681.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-12-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-12-752x500.jpg 752w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Perciò parti. Porta con te quella fame di sapere e un po&#8217; di coraggio, e ricorda di mettere sempre un po’ di te in tutto ciò che fai, perché anche se cammini, ma non sai la meta, ci penserà il tempo a saldare insieme i pezzi. Quando alla fine ti guarderai indietro e vedrai tutta la strada percorsa, capirai che a vivere stando fermi, in fondo, non si vive mai.</p>
<p>Quartiere Parione.</p>
<p style="text-align: justify;">In un sabato di fine marzo, dopo giorni di pioggia, il sole splende caldo nel cielo. Si insinua fra le vie acciottolate, dipinge le facciate degli alti edifici, li illumina.<br />
È la Roma dei colori pittoreschi, quella che sa vivere di una tinta indefinita. Una città ammantata di rosa, di arancione, di rosso, coperta di edera che dai terrazzi scende giù fino a terra. Roma profuma d&#8217;antico che si mischia col nuovo e nei bar, nei locali, al mercato, l&#8217;aria è sonnolenta ancora a tarda mattina. La gente cammina in un sommesso rumorio di vita.<br />
Tra Campo dei Fiori e Piazza Navona, in un vicolo largo poco meno tre metri, trovo un grosso portone in legno scuro e un quadro di campanelli alla sua destra.<br />
Suono il secondo a partire dal basso.<br />
Al citofono, la voce di <strong>Ilaria Magliocchetti Lombi</strong> anticipa l&#8217;apertura dello scrocco. È il palazzo della sua infanzia, è il palazzo dove è nata e cresciuta e dove da nove anni è tornata a vivere.<br />
Salgo le due rampe che mi dividono dall&#8217;appartamento. Poi, affacciata all&#8217;uscio di casa, trovo lei, i suoi occhi chiarissimi mi accolgono, è Ilaria.<br />
<a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-15.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-9325 alignright" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-15-500x667.jpg" alt="" width="350" height="467" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-15-500x667.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-15-600x800.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-15-225x300.jpg 225w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-15-768x1024.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-15-1024x1365.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-15-375x500.jpg 375w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-15.jpg 1125w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a>Tutto lì dentro sembra raccontarsi da sé: i soffitti alti, la scrivania, un&#8217;agenda aperta di fianco al computer, alcuni post-it attaccati al muro. C&#8217;è la foto di sua madre in una nicchia lungo il corridoio e una cartina geografica, in cucina, appesa a piena parete.<br />
Ci mettiamo sedute al tavolo.<br />
Chissà chi sarebbe diventata <strong>Ilaria Magliocchetti Lombi</strong> se non avesse fatto la fotografa?<br />
«Il bello è che non ti so rispondere. Probabilmente mi sarei inventata qualcosa per poter viaggiare il più possibile. Viaggiare è l&#8217;unica cosa più importante della fotografia e ogni tanto mi manca».<br />
Scoprire, conoscere posti diversi e lontani dal suo è una cosa che del resto le hanno insegnato in famiglia. India, Cina, Tibet sono stati terreni fertili, sfumature di un mondo in cui <strong>Ilaria Magliocchetti Lombi</strong> ha potuto immergersi e lasciarsi affascinare fin da quando era bambina. «Chiaro che avere un mezzo, una macchina fotografica in quella circostanza può essere più interessante, più stimolante che fare le foto a Natale. Quindi i primi ricordi che ho sono legati sicuramente a questi viaggi che mi hanno avvicinato molto alla fotografia. Senza scordare però una fidanzatina di mio fratello: in occasione di un compleanno mi regalò una fotocamera compatta a pellicola e da lì iniziai a fotografare in primo luogo gli amici, come per tenere una sorta di diario».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-16.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9329 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-16.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-16.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-16-600x399.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-16-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-16-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-16-1024x681.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-16-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-16-752x500.jpg 752w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A diciassette anni <strong>Ilaria Magliocchetti Lombi</strong> eredita finalmente la reflex del padre e comincia a scattare più seriamente, a diciannove frequenta un corso serale di camera oscura, ne monta una nel bagno di casa e quasi inconsciamente affianca la fotografia all&#8217;altra sua grande passione, la musica. Va ai concerti dei gruppi che le piacciono, affronta ore e ore di fila pur di raggiungere le transenne e poterli riprendere più vicino che può. A fine serata, quando tutti se ne vanno, Ilaria resta. Prende i contatti delle band, invia loro le foto con la speranza che la richiamino, anche solo per il backstage successivo.</p>
<p>Ricorda che tra i primi ad aver investito su di lei ci furono i Julie&#8217;s Haircut, un gruppo di Reggio Emilia che aveva fotografato dal vivo al circolo degli artisti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-9.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9328 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-9.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-9.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-9-600x399.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-9-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-9-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-9-1024x681.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-9-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-9-752x500.jpg 752w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">«Si può dire che a quel tempo nemmeno la studiavo la fotografia, però gli scatti di quel concerto erano piaciuti e loro mi chiesero di occuparmi delle foto promozionali. È stato uno dei primi lavori che in quel piccolo mondo, della musica indipendente italiana dove sono cresciuta, ha contribuito a farmi continuare su quella strada. Le mie foto avevano iniziato a uscire anche su Rumore, Rockerilla, magazine musicali storici tra gli appassionati. Ricordo che una di quelle finì pure in copertina e per me fu un vero colpo al cuore: era la mia primissima copertina».</p>
<h2 style="text-align: justify;">«Barcellona è la città a cui devo buona parte di ciò che sono oggi. È il luogo in cui desideravo andare, dove avevo degli amici e per me rappresentava l&#8217;opposto della situazione in cui vivevo». Ilaria Magliocchetti Lombi</h2>
<p style="text-align: justify;">Da quel momento Ilaria capisce di voler investire le sue energie per poter continuare a scattare, per vivere di click, di momenti impressi e talvolta rubati, di visi che resistono al tempo. È il 2005, ha solo vent&#8217;anni ma tanta volontà di migliorarsi. Per farlo, però, decide di spostarsi a Barcellona.<br />
È lì che sceglie di dare un&#8217;impronta ancora più netta al suo stile fotografico; per quattro anni sperimenta, sbaglia, riprova, impara.<br />
«Barcellona è la città a cui devo buona parte di ciò che sono oggi. È il luogo in cui desideravo andare, dove avevo degli amici e per me rappresentava l&#8217;opposto della situazione in cui vivevo. Barcellona per me era la fantasia, la creatività, la libertà, il posto sveglio dove succedevano le cose, dove la gente era meno formale e meno borghese, li ho trovato tante realtà che mi hanno fatto bene. E poi i colori&#8230; io di quella città ricordo i colori».<br />
<a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-6.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-9330 alignright" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-6-500x752.jpg" alt="" width="350" height="526" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-6-500x752.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-6-600x902.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-6-200x300.jpg 200w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-6-768x1154.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-6-681x1024.jpg 681w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-6-333x500.jpg 333w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-6.jpg 998w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a>Io e Ilaria ci alziamo. Decidiamo di salire sul soppalco di casa dove, come in una specie di pellicola frammentata, tiene tutte le sue stampe. Le chiedo di sceglierne tre che rappresentino il suo percorso, tre immagini che parlino di lei.</p>
<p style="text-align: justify;">Ilaria ride, ci deve pensare.</p>
<p style="text-align: justify;">«Una foto che è stata un punto di svolta per la mia carriera l&#8217;ho scattata a Barcellona, durante l&#8217;occupazione di una grossa fabbrica, Can Ricart, nella zona di Glòries. Era in corso l’occupazione di questo posto perché lo volevano abbattere e all&#8217;interno del collettivo ho fatto una foto a due bambini molto piccoli vestiti da pagliaccetti. In tutta quella condizione assurda di distruzione c&#8217;erano loro che giocavano contro un muro su cui campeggiava una scritta gigante, in catalano. Diceva STOP ESPECULACIÓ, che in italiano si traduce in “basta alla speculazione”: è stata la prima foto in cui mi sono sentita veramente soddisfatta di ciò che avevo immortalato».<br />
Ilaria sfoglia ancora, prende tra le mani la stampa con l&#8217;istantanea degli Zen Circus, l&#8217;immagine commissionata per la copertina del loro disco.</p>
<p style="text-align: justify;">«Questo è stato il primo lavoro importante di musica che ho fatto, nonché uno dei primi per &#8220;il Mucchio Selvaggio&#8221;, la rivista storica di musica italiana. Era il 2009, vivevo ancora a Barcellona, ma ero in procinto di tornare a Roma. Questa foto rappresenta per me una sorta di nuovo inizio, perché serviva per la copertina di un disco e serviva a una band già molto conosciuta».<br />
Ilaria lascia scorrere un&#8217;altra decina di immagini poi, per ultima, mi indica la foto che ritrae Niccolò Ammaniti.</p>
<h4 style="text-align: justify;">«Tendo ancora ad essere molto veloce, mi prendo meno tempo di quello che potrei prendermi. È vero che ho a disposizione una soglia di attenzione che non è infinita, ma vorrei essere fotograficamente un pochino più egoista, avere meno scrupolo se voglio portare il soggetto in una direzione che magari lo fa uscire dalla sua zona di comfort. Invece spesso mi faccio prendere dal flusso degli eventi». Ilaria Magliocchetti Lombi</h4>
<p style="text-align: justify;">«Il primo lavoro per <a href="https://www.rollingstone.it/">Rolling Stone</a>. Ovviamente ero nervosissima, in primis perché era la prima volta che lavoravo per la rivista per cui avevo sempre sognato di scattare e poi perché lui era un personaggio infinitamente timido. È stato un lavoro molto faticoso, indubbiamente bello, ma ricordo quelle foto come una prima piccola impresa».<br />
A vederli da fuori, tutti quei ritratti messi insieme sembrano svelare ciascuno un tratto di umanità, un gesto, un&#8217;espressione, qualcosa che tenti di cogliere ogni personaggio in un momento inusuale, riservato, quasi intimo.<br />
Ilaria Magliocchetti Lombi le guarda con una strana soddisfazione negli occhi. Provo allora a prenderla di sorpresa e le chiedo se ha una critica da muovere a se stessa.<br />
Lei sorride, lo sa. «Tendo ancora a essere molto veloce, mi prendo meno tempo di quello che potrei prendermi. È vero che ho a disposizione una soglia di attenzione che non è infinita, ma vorrei essere fotograficamente un pochino più egoista, avere meno scrupolo se voglio portare il soggetto in una direzione che magari lo fa uscire dalla sua zona di comfort. Invece spesso mi faccio prendere dal flusso degli eventi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-11.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9331 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-11.jpg" alt="" width="1500" height="1500" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-11.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-11-300x300.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-11-100x100.jpg 100w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-11-600x600.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-11-150x150.jpg 150w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-11-768x768.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-11-1024x1024.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/04/Ilaria-Magliocchetti-Lombi-11-500x500.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Mi rendo conto di vivere la sessione fotografica come qualcosa in divenire con il soggetto e magari parto con l&#8217;idea di procedere in una direzione per poi finire da tutt&#8217;altra parte, per certi versi può essere una cosa bella, per certe foto funziona, altre volte mi pone un limite su dove posso eventualmente arrivare».</p>
<p style="text-align: justify;">Articolo: <strong>Francesca Tessari</strong>   Shooting fotografico: <strong>Cristiano Casciani</strong></p>
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			</item>
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		<title>Alberto Bregani, fotografo: la montagna come parco giochi</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/alberto-bregani-fotografo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Toson]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2018 12:48:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Photographers]]></category>
		<category><![CDATA[The Creative]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thecreativebrothers.com/?p=9048</guid>

					<description><![CDATA[<p>Alberto Bregani è un punto di riferimento nella fotografia di montagna. Le sue immagini in bianco e nero e i suoi racconti ci portano dentro e fuori le cime in un viaggio nel tempo e nei silenzi di un territorio tra i più belli del mondo: le Dolomiti. Scopriamone la storia e il suo pensiero&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Alberto Bregani è un punto di riferimento nella fotografia di montagna. Le sue immagini in bianco e nero e i suoi racconti ci portano dentro e fuori le cime in un viaggio nel tempo e nei silenzi di un territorio tra i più belli del mondo: le Dolomiti. Scopriamone la storia e il suo pensiero sulla fotografia.<br />
<span id="more-9048"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="dropcap">È</span> sabato mattina, il termometro segna meno sette gradi e Madonna di Campiglio ci accoglie con il cielo grigio che lascia trasparire un timidissimo sole</p>
<p><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8518.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9094 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8518.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8518.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8518-600x399.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8518-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8518-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8518-1024x681.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8518-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8518-752x500.jpg 752w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"> La neve, caduta ininterrottamente per due notti di fila, ricopre le strade e ci offre uno spettacolo a dir poco suggestivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8671.jpg"><br />
</a><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8671.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9087 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8671.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8671.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8671-600x399.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8671-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8671-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8671-1024x681.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8671-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8671-752x500.jpg 752w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a>Alberto Bregani ci aspetta in centro, allo Suisse, dove arriviamo con le mani già congelate e la necessità di bere qualcosa di caldo. Si capisce che Alberto Bregani è una persona piena di vita e di <span style="color: #000000;">entusiasmo</span> da come ci accoglie, desideroso di raccontarci la sua storia e di accompagnarci nei luoghi delle sue fotografie.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Grazie Alberto per la tua disponibilità. Cominciamo subito con una domanda obbligata: da dove viene questa tua grande passione per la montagna?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Viene da molto distante, da quando ero bambino. Mi sono trasferito da Legnano, Milano dove sono nato, a Cortina d’Ampezzo all&#8217;età di tre anni per motivi legati alla professione di mio padre. Ci sono rimasto fino ai miei vent&#8217;anni e da circa quindici frequento assiduamente Madonna di Campiglio, che è diventata il campo base per i miei progetti tra fotografia e comunicazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8594.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9086 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8594.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8594.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8594-600x399.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8594-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8594-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8594-1024x681.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8594-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8594-752x500.jpg 752w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ho vissuto tutto quello che è la montagna e fatto quello che fanno i ragazzini quando hanno a disposizione un parco giochi così speciale: andare con la slitta, arrampicarsi sugli alberi e su pareti di roccia che sembrano inviolabili, saltare sui sassi lungo i torrenti e praticare tutti gli sport che la montagna offre.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Crescendo, ho condiviso con gli amici tutte le esperienze e le emozioni che ti permettono di conoscere veramente non solo l&#8217;ambiente, ma la montagna nel suo profondo. </span></p>
<p><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-c.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9130 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-c.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-c.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-c-600x399.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-c-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-c-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-c-1024x681.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-c-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-c-752x500.jpg 752w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">È come vivere con una persona. Impari a conoscerne gli umori perché qualche giorno si sveglia male, ma capisci come rapportarti con lei e ne comprendi tutte le sfaccettature.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">«Ho</span> vissuto tutto quello che è la montagna e fatto quello che fanno i ragazzini quando hanno a disposizione un parco giochi così speciale». ALBERTO BREGANI</h2>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Il passaggio da amante delle montagna a fotografo, facendone addirittura la tua professione, è stato quindi molto breve.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Lo devo in gran parte a mio padre che in gioventù è stato un alpinista, uno scrittore e documentarista di montagna che ha lasciato pregevole traccia del suo operato. L&#8217;ho seguito fin da piccolo sui suoi sentieri e dentro di me ho sentito crescere inconsapevolmente questa passione di raccontare la montagna.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8563.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9088 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8563.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8563.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8563-600x399.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8563-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8563-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8563-1024x681.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8563-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8563-752x500.jpg 752w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a>Quando mio padre è scomparso non ho toccato niente della sua attrezzatura perché non me la sentivo. A distanza di anni, in occasione di un trasloco, ho ripreso in mano la sua valigia, il suo zaino e i suoi strumenti di lavoro, tra i quali una Canon A1 con ancora inserito nel dorso il cartellino del rullino in bianco e nero che aveva caricato, come si usava fare una volta. Quello è stato il momento che ha fatto scattare in me la voglia di riprendere in mano il lavoro che lui aveva portato avanti per tanto tempo e che io, a modo mio, volevo proseguire.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ora sei un fotografo molto conosciuto, un punto di riferimento per questo genere fotografico. Riesci a dirci cosa significa per te fotografare la montagna?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fotografarla è un modo per renderle omaggio e ringraziarla per le emozioni che mi ha dato nella vita, è un&#8217;occasione per raccontarla ma è soprattutto un modo di viverla, che è poi il modo che prediligo. Perché la fotografia ti porta a essere da solo, ti porta nei silenzi, nelle attese, ti porta nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8346.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9083 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8346.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8346.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8346-600x399.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8346-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8346-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8346-1024x681.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8346-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8346-752x500.jpg 752w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;">«Chi vuol fotografare la montagna deve avere disponibilità di tempo, pazienza e soprattutto deve saper interpretare l&#8217;ambiente secondo il proprio modo di vedere, aspettando il momento in cui il soggetto è come lo si vuole rappresentare». aLBERTO BREGANI</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hai detto che con la montagna è come vivere con una persona. Immagino che il fotografo di montagna dovrà essere ben disposto a gran camminate e ad adeguarsi ai suoi &#8220;umori&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per prima cosa è necessario conoscere i tempi che la montagna richiede per essere fotografata, perché non stiamo parlando di una città che, come dire, è sempre a portata di mano. Chi vuol fotografare la montagna deve avere disponibilità di tempo, pazienza e soprattutto deve saper interpretare l&#8217;ambiente secondo il proprio modo di vedere, aspettando il momento in cui il soggetto è come lo si vuole rappresentare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8575.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9085 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8575.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8575.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8575-600x399.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8575-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8575-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8575-1024x681.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8575-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8575-752x500.jpg 752w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a>Posso aspettare intere stagioni prima che una cascata, per esempio, si presenti come io desideri. Il fotografo di montagna segue la luce, non segue l&#8217;azione. Ecco perché fotografo anche con il brutto tempo, mentre nevica o piove, durante un temporale oppure nella nebbia: tutte situazioni con luci e ombre completamente diverse tra loro, che il bianco e nero rende al meglio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La tua è una fotografia artistica e, come tutti gli artisti, avrai avuto anche tu dei punti di riferimento, fotografi che ti hanno influenzato o che hanno contribuito a creare il tuo stile. Quali nomi citeresti tra i tanti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Senza voler citare (sempre e solo) il notissimo <a href="http://anseladams.com">Ansel Adams</a>, un grande punto di riferimento lo abbiamo in casa e si chiama <strong>Vittorio Sella</strong>: un eccellente alpinista e un grande fotografo che è riuscito, unendo le due caratteristiche, a segnare la storia di questo genere di fotografia. Sì, per me Sella è stato, ed è, il più grande. Ci sono stati altri fotografi italiani molto importanti per me. <strong>Flavio Faganello</strong>, ad esempio, è un fotografo che definisco commovente e che ha avuto meno successo e notorietà di quello che si meritava: è stato un cantastorie e un grande narratore della vita trentina. Poi direi certamente il mio caro amico <strong>Stefano Zardini</strong>, di Cortina d&#8217;Ampezzo. Nei suoi recenti lavori si può notare come anche nella tradizione della fotografia di montagna possa esserci un pensiero innovativo di altissimo livello.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sei autore di diversi libri e progetti di successo tra i quali ricordo &#8220;Dentro e fuori le cime. Dolomiti di Brenta, tra l’occhio e il passo&#8221;, &#8220;SoloilVento&#8221;, che racconta i luoghi della Grande Guerra sul fronte Austro-Ungarico trentino e il recente saggio &#8220;La montagna in chiaroscuro. Piccolo saggio sul fotografare tra cime e sentieri&#8221; (Ediciclo Editore). Quali sono tuoi progetti attuali?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un progetto appena rilasciato e al quale sono molto legato è <strong>Best of Dolomites</strong>, che propone e promuove nove tra i più bei trekking fotografici nelle Dolomiti. Queste ultime hanno ricevuto il patrocinio dell&#8217;Unesco nel 2009 ma solo recentemente sono stati definiti i nove sistemi dolomitici che le delineano. Con un trekking al mese, da marzo a novembre, porterò le persone a fotografare nei più bei luoghi di questi sistemi, per raccontarne la cultura, la storia, la tradizione e il territorio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8367.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9089 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8367.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8367.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8367-600x399.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8367-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8367-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8367-1024x681.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8367-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8367-752x500.jpg 752w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a>Inoltre ho creato una <strong>scuola di fotografia</strong> qui a Madonna di Campiglio che si chiama <strong>Bianco e Nero montagna</strong>, dove tengo due workshop al mese e una masterclass di cinque giorni a luglio.</p>
<h2 style="text-align: justify;">«Il fotografo di montagna segue la luce, non segue l&#8217;azione». ALBERTO BREGANI</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nei tuoi workshop cosa insegni ai tuoi studenti e qual è la cosa più importante che ti senti di dire a chi vuole avvicinarsi a questo genere di fotografia? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per cominciare, la prima regola che cerco di comunicare è che non devono fotografare come me. Devono formare la loro fotografia attraverso la mia esperienza. Ma la cosa più importante che dico sempre ai miei studenti è che il fine ultimo di un fotografo è essere riconoscibile, perché è ciò che ti fa essere un autore e non un semplice esecutore.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8505.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9084 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8505.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8505.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8505-600x399.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8505-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8505-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8505-1024x681.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8505-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8505-752x500.jpg 752w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a><br />
La differenza tra un autore e un esecutore, concetto più ampiamente espresso nel mio saggio, sta nella capacità di riprodurre e di ripetere il tratto distintivo della propria fotografia. E questo avviene quando c&#8217;è consapevolezza del proprio fotografare. Quello che cerco di trasmettere ai miei studenti è come trovare il proprio stile fotografico, che va ricercato nel percorso educativo e nelle esperienze che ognuno ha avuto. Io stesso lavoro così: uno dei miei punti di riferimento, per citare un piccolo esempio, è il Sublime romantico, quella montagna che atterrisce ma allo stesso tempo attrae con la sua forza annientatrice, che ti fa sentire piccolo ma ti porta a raccontarne la magnificenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nonostante tu sia uno dei pochi fotografi cha ancora fotografa spesso in analogico, non ne fai una questione di mezzo fotografico.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fotografo regolarmente in digitale, ma ritengo che l&#8217;analogico sia la Scuola di fotografia. Chi ha avuto la fortuna di arrivare dall&#8217;analogico, riporta nel digitale lo stesso modus operandi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-4.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9131 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-4.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-4.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-4-600x399.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-4-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-4-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-4-1024x681.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-4-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-4-752x500.jpg 752w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a>Ma non ne faccio una questione di meglio o peggio, quelle discussioni mi annoiano: sono entrambi degli strumenti, ognuno sceglie quello con cui riesce ad esprimersi meglio e tra questi ci metto anche lo smartphone, che ha aperto un altro mondo, il mondo dell&#8217;immediatezza in quanto sei ancora più vicino a quello che vuoi dire. Il progetto della Grande Guerra per la Provincia di Trento l&#8217;ho fatto tutto in analogico, trascorrendo due anni e mezzo sul vecchio fronte Austro-Ungarico, ma ho anche realizzato un progetto parallelo con lo smartphone e ne sono usciti due racconti completamente diversi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8422.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9091 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8422.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8422.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8422-600x399.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8422-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8422-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8422-1024x681.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8422-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-8422-752x500.jpg 752w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il primo è un racconto ragionato, studiato, quello che volevo dire e comunicare alle persone in base alle esigenze del committente. Il racconto con lo smartphone è il racconto dell&#8217;immediatezza, esprime quello che per primo ti colpisce, racconta quello che tu sei, in modo istintivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il rapporto tra un fotografo di paesaggio e il suo territorio è sempre molto stretto. Con le tue foto educhi allo sguardo le persone, sottolinei la bellezza dei territori e le rendi consapevoli del loro patrimonio. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ritengo che la fotografia abbia un valore sociale non indifferente, perché sensibilizza le persone e le rende consapevoli del bene che hanno. Ansel Adams, ad esempio, è conosciuto per le sue fotografie e per il sistema zonale, ma è anche stato uno dei più grandi ambientalisti americani che, grazie alle sue fotografie e al suo impegno, ha indotto il governo americano a creare nuovi parchi naturali e quindi a salvaguardare il territorio. In un progetto recente ho insegnato ai ragazzi delle scuole che si occupano di turismo a fotografare il proprio territorio con lo smartphone, strumento con cui si relazionano costantemente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-13.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-9133 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-13.jpg" alt="" width="1500" height="998" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-13.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-13-600x399.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-13-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-13-768x511.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-13-1024x681.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-13-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2018/03/Alberto-Bregani-13-752x500.jpg 752w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ho cercato di dare loro le prime nozioni per sviluppare la capacità di raccontarlo. Se non sei consapevole del territorio in cui vivi, non imparerai ad amarlo, non saprai come conservarlo, come proteggerlo e nemmeno come promuoverlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Articolo: <strong>Simone Toson</strong>   Shooting fotografico: <strong>Stefano Tambalo</strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/alberto-bregani-fotografo/">Alberto Bregani, fotografo: la montagna come parco giochi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
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		<title>Giovanni Gallio, fotografo: l&#8217;uomo dietro ogni atleta</title>
		<link>https://www.thecreativebrothers.com/giovanni-gallio-fotografo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martina vanzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Nov 2017 22:11:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Photographers]]></category>
		<category><![CDATA[The Creative]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.thecreativebrothers.com/?p=8410</guid>

					<description><![CDATA[<p>Giovanni Gallio&#160;è il fotografo che dà voce alle passioni, alle difficoltà, alla tenacia degli sportivi con i suoi scatti. E lo fa attraverso la rivista che ha creato. Scopriamolo. È una giornata bigia, di quelle in cui non sai mai se e quando pioverà. Ma è orario di aperitivo – penso – chissà se sarò&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/giovanni-gallio-fotografo/">Giovanni Gallio, fotografo: l&#8217;uomo dietro ogni atleta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Giovanni Gallio&nbsp;è il fotografo che dà voce alle passioni, alle difficoltà, alla tenacia degli sportivi con i suoi scatti. E lo fa attraverso la rivista che ha creato. Scopriamolo.<span id="more-8410"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="dropcap">È</span> una giornata bigia, di quelle in cui non sai mai se e quando pioverà. Ma è orario di aperitivo – penso – chissà se sarò così fortunata da poter bere qualcosa di buono durante la nostra chiacchierata. Come è andata? Sono stata fortunata.</p>
<p style="text-align: justify;">Giovanni Gallio mi aspetta al suo laboratorio. Sì, laboratorio, perché è uno di quei posti in cui ancora senti il profumo di artigianalità: uno spazio industriale molto semplice ma così denso di estro. C&#8217;è un set fotografico montato, il cavalletto ancora posizionato. E più in là – che bello – un mini salottino con poltrone vintage e una grande libreria piena di riviste. Non è strano che in questo posto ci siano così tante riviste. No, perché l&#8217;uomo che sto per raccontarvi ha trasformato un suo desiderio espressivo in una risorsa a disposizione di tutti. <strong>Giovanni Gallio</strong> è <a href="https://www.facebook.com/giovanni.gallio">fotografo di moda</a>, appassionato di reportage, amante della vita, dello sport e della sua famiglia. Ma soprattutto è un uomo genuino, capace di donarsi agli altri con totale semplicità.<a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-10.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-8422 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-10.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-10.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-10-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-10-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-10-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-10-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-10-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-10-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a> Ci sediamo sulle poltrone, posizioniamo le nostre birre ed eccoci pronti: vi presento Giovanni Gallio. Lui è il fotografo che dà voce alle passioni, alle difficoltà, alla tenacia degli sportivi con i suoi scatti. In una parola: Giovanni Gallio è <a href="https://www.athletamag.com/">Athleta</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Grazie Giovanni di averci accolti nel tuo mondo. Devo dire che è difficile dare una definizione di te, anche perché è il nostro primo incontro. Tu come ti definisci a livello professionale?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Mi definirei come persona, perché nel lavoro sono esattamente come nella vita: me stesso. Ma come professionista devo ammettere che l&#8217;elemento fondamentale per me è un ambiente rilassato e sereno. Il rapporto personale, il feeling è imprescindibile, anche quando lavoro con i grandi professionisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è la base, anche perché lavorando dieci ore al giorno non posso considerare il lavoro e la vita come due cose totalmente slegate tra loro. Cerco quindi di lavorare con persone con cui mi trovo bene e creare un ambiente in cui tutti si sentano apprezzati, responsabilizzati e possano esprimere la propria creatività e professionalità. Ovviamente nel lavoro devono esserci dei paletti necessari perché le cose funzionino, però sia con i collaboratori che con i clienti mi piace instaurare un rapporto di fiducia senza eccessive interferenze».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vista la tua sincerità, ne approfitto per entrare un po&#8217; nel vivo. So che la tua professione di fotografo è iniziata tra le mura della Franklin&amp;Marshall, ma la fotografia come passione quando è nata?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Hai detto bene, è una passione. Ho iniziato per caso durante un viaggio in Marocco con un amico: ho sempre viaggiato molto ma non capivo chi fotografava, perché mi sembrava che pensare alla foto non facesse vivere invece il momento. Questo mio amico però era, diciamo, un fotografo &#8220;da cavalletto&#8221;, da lunghe esposizioni. Insomma, stando con lui ho cominciato ad apprezzare anche le lunghe attese e mi sono avvicinato alla fotografia.<a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-7.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-8426 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-7.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-7.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-7-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-7-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-7-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-7-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-7-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-7-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a> Quando sono rientrato a casa ho recuperato la macchina fotografica di mia mamma, una Petri degli anni Sessanta che non aveva nemmeno la batteria. Così, per scherzo, ho iniziato a scattare. E lo feci anche quando andai in Nicaragua per documentare le condizioni di lavoro nelle zone franche, tema della mia tesi di laurea. Avevo portato con me la macchina fotografica per immortalare qualche ricordo, ma questi primi scatti sono finiti poi nella mia tesi e anche tra le mani di alcune associazioni, ONG e giornali missionari con cui ho cominciato a collaborare. È stato allora che ho pensato che la fotografia sarebbe potuta essere un lavoro. Ho cominciato a fare qualsiasi lavoro, dall&#8217;operaio al magazziniere, in modo da racimolare i soldi che servivano per fare i miei viaggi e cominciare una vita da reporter. Ho viaggiato in Somalia, Etiopia, Gibuti, Giordania, Cipro. Quando tornavo qualche foto la vendevo, ma ancora ero a un livello davvero di sussistenza. Poi le cose sono andate diversamente da quello che pensavo: grazie alla Franklin&amp;Marshall, dove lavoravo come magazziniere, ho avuto la possibilità di sfruttare le mie capacità fotografiche per qualcosa di molto diverso dal reportage.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-9.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-8427 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-9.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-9.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-9-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-9-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-9-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-9-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-9-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-9-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a> Ma questo mi ha permesso comunque di vivere della mia passione. Ho cominciato ad occuparmi di fotografia <em>still life</em> e poi di <em>lookbook</em>, finché non ho avuto abbastanza esperienza per potermi proporre anche ad altre aziende, come <span style="text-align: justify;"><strong>Diesel</strong> e <strong>Staff International</strong>. Questa parte commerciale del mio lavoro ha soffocato per un po&#8217; di anni la mia vocazione e l&#8217;arrivo dei figli mi ha fatto pensare a una trasformazione di questa passione per i viaggi e il reportage».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Raccontaci di più del tuo lancio in Franklin&amp;Marshall: una collaborazione che ti ha cambiato la vita, a quanto pare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Direi proprio di sì. Loro avevano visto le mie foto di reportage e sapevano come lavoravo. Al tempo stavano lavorando al loro sito internet e mi hanno chiesto se volevo collaborare per questo progetto come fotografo.<a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-14-1.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-8424 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-14-1.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-14-1.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-14-1-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-14-1-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-14-1-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-14-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-14-1-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-14-1-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a> Da qui è iniziata una collaborazione che è durata dieci anni. La scalata per affermarmi professionalmente è stata graduale e proprio questo è stato fondamentale per la mia crescita come fotografo: ho avuto la possibilità di seguire gli shooting fotografici delle campagne e di fare da assistente a fotografi professionisti già affermati e questa è stata una gran scuola. La mia strada e quella della Franklin&amp;Marshall si sono poi separate, ma questa rimane per me una tappa cruciale del mio percorso fotografico».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi sei partito dai reportage, sei passato dalla moda e sei arrivato allo sport. Qual è il collegamento tra questi tre campi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Nei primi anni lavoravo come un pazzo ed era impossibile pensare ad altro. Con il tempo però il mio team si è allargato, mi sono organizzato meglio e ho cominciato a ripensare al reportage. Ovviamente non potevo dedicarmi al reportage come facevo fino a qualche anno prima, quindi ho dovuto reinventare questo mio desiderio. Al tempo in Franklin&amp;Marshall era nato un progetto con alcuni atleti. Erano ragazzi di grande talento ma meno conosciuti perché campioni in sport che in Italia sono ritenuti secondari come ad esempio il pattinaggio, il nuoto, i tuffi, il rugby o lo skateboard. L&#8217;incontro con loro ha fatto scattare la molla decisiva: perché non raccontare lo sport attraverso le storie delle persone che ci sono dietro ai grandi risultati, conosciuti o meno che siano?<a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-5.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-8429 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-5.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-5.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-5-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-5-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-5-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-5-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-5-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-5-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a> Attraverso Athleta, la rivista che ho creato insieme ai miei collaboratori, voglio far vedere lo sport in modo più profondo, voglio raccontare come è lo sport per chi non solo lo pratica, ma lo vive. Lo sport è per queste persone riscatto sociale, realizzazione personale, al di là della vittoria e della sconfitta. Da qui l&#8217;idea di dare forma a un magazine che trattasse lo sport da un punto di vista diverso rispetto a quello che siamo abituati a vedere, sfruttando le infinite potenzialità narrative della fotografia.</p>
<h2 style="text-align: justify;">«Attraverso Athleta voglio far vedere lo sport in modo più profondo, voglio raccontare come è lo sport per chi non solo lo pratica, ma lo vive». Giovanni Gallio</h2>
<p style="text-align: justify;">Per come viene trattato, lo sport è noioso e sottovalutato perché tutto è ridotto al risultato finale. Anche il linguaggio fotografico sportivo riguarda solo le interviste e le azioni, non va mai oltre. Invece lo sport ha delle storie dietro che sono ben più importanti e più interessanti».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Athleta è quindi un magazine di storytelling fotografico, ma non solo. Vogliamo sentirlo da te: raccontaci cos’è Athleta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Athleta è un progetto di storytelling. Principalmente il racconto lo sviluppiamo attraverso i nostri scatti. D&#8217;altronde siamo fotografi, è questo il nostro mezzo espressivo. Ma la parte del racconto verbale è altrettanto importante e ci stiamo investendo molto. A marzo 2017 è uscito il nostro primo numero, composto da sei diverse storie.</p>

<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-2-1.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Giovanni Gallio fotografo al mac" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-2-1.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-2-1.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-2-1-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-2-1-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-2-1-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-2-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-2-1-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-2-1-750x500.jpg 750w" /></a>
<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-17.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Giovanni Gallio fotografo sfoglia album fotografico" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-17.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-17.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-17-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-17-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-17-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-17-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-17-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-17-750x500.jpg 750w" /></a>

<p style="text-align: justify;">Quando abbiamo iniziato a lavorare sullo sport non sapevamo ancora bene cosa farne. Ci siamo detti: iniziamo a fare dei ritratti introspettivi agli sportivi. Ne abbiamo fatti undici, ma il contenitore era ancora un&#8217;incognita. Abbiamo pensato a un blog, poi volevamo fare un libro. Non c&#8217;eravamo ancora. Allora abbiamo proposto il progetto alla Gazzetta dello Sport, ma l&#8217;iniziale impatto positivo si è poi trasformato in un nulla di fatto. Alla fine un magazine ci è sembrato il contesto ideale in cui poter inserire le nostre storie, quindi abbiamo deciso di partire da soli per questo viaggio e dare vita a quello che oggi è più fisico che mai, il nostro Athleta. A parte in Italia, dove la cultura del magazine sta emergendo soltanto ora, in Europa questo tipo di media è davvero apprezzato. La nostra idea non era ancora presente sullo scenario fotografico europeo e così a giugno 2017 abbiamo cominciato a lavorarci. Siamo partiti dai nostri materiali e abbiamo cercato anche collaborazioni esterne. È stata durissima perché il budget a disposizione era esiguo, la rivista ancora non esisteva e, concretamente, noi eravamo dei perfetti sconosciuti. Abbiamo mandato molte mail: tanti non hanno risposto e solo alcuni hanno abbracciato la causa. Primo tra tutti il fotografo <a href="http://www.nickclements.co.uk">Nick Clements</a> con cui avevo collaborato in Franklin&amp;Marshall, che è poi stato seguito da altri due <em>contributors</em>».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dopo l&#8217;uscita del primo numero quale è stato il riscontro dal mondo fotografico?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Molto buono, direi. Quelli che non hanno risposto alle nostre mail di collaborazione non sono tornati a cercarci, ma ancora oggi riceviamo tante richieste da altri fotografi. Di sicuro nel prossimo numero non avremo difficoltà nel trovare le storie da inserire: due contributor stanno già lavorando a delle storie ad hoc per il secondo numero di Athleta».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Athleta è un magazine fortemente visivo, si potrebbe addirittura dire di design per come è strutturato. Seguite delle linee stilistiche precise, soprattutto ora che ricevete contributi da fotografi esterni?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Non abbiamo parametri fissi per quanto riguarda lo stile fotografico. Assieme al singolo contributore discutiamo l&#8217;idea del reportage e ci assicuriamo che segua la nostra linea editoriale, documentando l&#8217;atleta nella sua relazione con lo sport e non nell&#8217;azione sportiva diretta. Ci riserviamo di decidere per la pubblicazione solo dopo aver visto il materiale fotografico, ma ci fidiamo molto dei nostri contributori e siamo sicuri che il loro lavoro seguirà l&#8217;onda positiva del primo numero».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parliamo invece di te: quando ti approcci a una storia per Athleta hai già uno schema mentale o parti dal classico “foglio bianco”?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«In generale seguo molto la storia, mi lascio trasportare. Mi piace interferire il meno possibile con quello che vado a fotografare. Piuttosto preferisco giocare d&#8217;anticipo, questo sì. Quando lavoro a un progetto la fase di preparazione è fondamentale: l&#8217;informazione a monte e la ricerca sono in generale il punto di partenza essenziale per fare un buon lavoro.<a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-4.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-8434 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-4.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-4.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-4-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-4-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-4-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-4-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-4-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-4-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a> Non mi ritengo un artista concettuale che usa la foto per esprimere le sue visioni o le sue idee, riproduco esattamente quello che i miei occhi hanno visto. Il complimento più bello che ho ricevuto per Athleta è stato: &#8220;Sembra di essere lì&#8221;. Alla fine la bellezza estetica diventa secondaria alla trasmissione delle emozioni del momento».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale sarà il tuo contributo nel secondo numero di Athleta?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Racconterò attraverso le mie fotografie il mondo&nbsp;mini-moto, o meglio dei bambini che crescono assieme a questa passione su due ruote. Nello specifico sarà la storia di un figlio e di un padre. Al di là dell&#8217;aspetto sportivo di gara, l&#8217;elemento narrativo più forte è proprio il loro rapporto, questo legame che attraverso una disciplina sportiva si rafforza ogni giorno di più. Il papà è il suo meccanico, insieme preparano la moto nel salotto di casa prima di ogni gara e trascorrono i weekend in camper per partecipare alle competizioni. Sarà questa la storia che andremo a raccontare, dove non contano le gare vinte ma il grande successo che padre e figlio hanno già raggiunto nel loro rapporto».</p>
<h2 style="text-align: justify;">«Non mi ritengo un artista concettuale che usa la foto per esprimere le sue visioni o le sue idee, riproduco esattamente quello che i miei occhi hanno visto. Il complimento più bello che ho ricevuto per Athleta è stato: “Sembra di essere lì”. Alla fine la bellezza estetica diventa secondaria alla trasmissione delle emozioni del momento». Giovanni Gallio</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi le storie che racconti sono parte della tua quotidianità, ti si rivelano come opportunità mentre svolgi la tua normale attività di fotografo. Oppure la ricerca è più complessa di quel che sembra?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«In realtà ci penso tutto il giorno! Cerco di essere il più ricettivo possibile in tutte le occasioni, per captare la presenza di una storia che possa arricchire Athleta. Occhi e mente aperti, sempre. Questa è una cosa che nella moda non mi capita, eppure è ciò che occupa la maggior parte del mio tempo.</p>

<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-23.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Giovanni Gallio fotografo in studio" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-23.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-23.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-23-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-23-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-23-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-23-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-23-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-23-750x500.jpg 750w" /></a>
<a href='https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-22.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1000" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="attachment-full size-full thb-lazyload lazyload" alt="Giovanni Gallio fotografo in studio 2" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" data-src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-22.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-22.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-22-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-22-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-22-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-22-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-22-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-22-750x500.jpg 750w" /></a>

<p style="text-align: justify;">Anche nella moda seguo progetti stimolanti ma la moda è lavoro, invece Athleta è la mia creazione, il mio progetto, il mio sfogo creativo. Basta una storia, un layout, un particolare, una conversazione per trasformare un attimo di quotidianità in un dettaglio per il magazine. È uno sfogo per me, ma non vuol dire allontanarmi dalla mia quotidianità qui in Italia: per il magazine sono stato in Birmania a documentare il <strong>lethwei</strong>, il pugilato birmano, quindi ho potuto viaggiare come facevo un tempo con i reportage. Ma il magazine non è un mezzo per sopperire alla mia voglia di viaggiare, è il motivo del mio viaggio. Ora, con una famiglia qui, sento il bisogno di vivere la mia quotidianità. Athleta sarà sempre la mia occasione per viaggiare, ma come piace a me: andare in un Paese con uno scopo, entrare nella cultura e portare a casa esperienze che da semplice turista non potrei avere mai».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da quanto ci racconti, la tua famiglia è un elemento portante di questo progetto. Non collabora attivamente, ma è fondamentale perché possa crescere giorno dopo giorno.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Sì, è proprio così. Mia moglie mi ha conosciuto che ero un esploratore folle e non mi ha mai messo freno. Anzi è stata lei che mi ha spronato a partire anche quando abbiamo saputo che aspettavamo il primo figlio! Comunque ogni tanto a casa la macchina fotografica la butto. A parte gli scherzi, penso che lo spirito di non dover vivere con la macchina fotografica sempre in pugno mi è rimasto da quando ero ragazzo.<a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-25.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-8438 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-25.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-25.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-25-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-25-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-25-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-25-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-25-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-25-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a> Non sono uno di quelli che deve per forza fotografare ogni situazione che gli passa davanti. A me piace la fotografia per esprimere ciò che mi circonda più che qualcosa che ho dentro. È un mio mezzo espressivo per raccontare quello che i miei occhi vedono e che io ritengo interessante da raccontare, ma non ho mai riversato nella fotografia la mia interiorità. Questo è quello che succede anche con la mia famiglia: non voglio raccontarla, la voglio semplicemente vivere in privato. Per questo foto ne faccio, sì, ma solo come ricordo e in pochi momenti. A volte quando si va in vacanza mi dimentico persino la macchina fotografica a casa!».</p>
<h2 style="text-align: justify;">«A me piace la fotografia per esprimere ciò che mi circonda più che qualcosa che ho dentro. È un mio mezzo espressivo per raccontare quello che i miei occhi vedono e che io ritengo interessante da raccontare, ma non ho mai riversato nella fotografia la mia interiorità». Giovanni Gallio</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Forse proprio questo ti permette anche di apprezzare di più i momenti in cui hai in mano la macchina fotografica, o sbaglio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Sì, penso tu abbia ragione. Anche nei rapporti con gli amici non sono una persona possessiva: i miei migliori amici non li sento tutti i giorni, ci diamo sempre dei periodi di distacco per poi apprezzare di più quando stiamo insieme. Ed è un po&#8217; quello che succede con la fotografia».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In questa chiacchierata una cosa è chiara: sei una persona molto spontanea e concreta. Mi viene spontaneo chiederti cosa pensi dei visual social network. Sono un&#8217;incombenza o un&#8217;opportunità secondo te?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Per me sono una cosa davvero bella. Sono una fonte incredibile di ispirazione, per vedere quello che fanno gli altri e per trovare spunti utili, ad esempio, per Athleta. Per un utilizzo personale, invece, il discorso è diverso: il mio profilo Instagram è privato e questo dice molto! Ma lo rimarrà perché tutto ciò che ritengo sia interessante divulgare lo condivido attraverso la pagina del magazine. Devo dire che senza i social probabilmente non mi sarebbe venuto neanche in mente di creare una rivista come Athleta perché sarebbe stato impossibile promuoverla e farla conoscere. Invece questi sono strumenti potentissimi per far crescere qualcosa che è appena nato. Il difficile è farlo nel modo giusto, gestirli nel migliore dei modi.<a href="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-26.jpg" rel="mfp"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-8428 size-full" src="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-26.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-26.jpg 1500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-26-600x400.jpg 600w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-26-300x200.jpg 300w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-26-768x512.jpg 768w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-26-1024x683.jpg 1024w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-26-500x333.jpg 500w, https://www.thecreativebrothers.com/wp-content/uploads/2017/11/Giovanni-Gallio-26-750x500.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a> Ma ci mettiamo tutto il nostro impegno, pur non essendo degli specialisti. Far crescere Athleta su Instagram è una cosa che mi piace molto e che facciamo davvero volentieri. Attraverso questo mezzo abbiamo venduto già diverse copie del magazine in Brasile, Canada e Stati Uniti, quindi conferma la mia idea che sia un mezzo vincente, per noi e per chi si occupa di fotografia».</p>
<p><em>Articolo: <strong>Martina Vanzo</strong>&nbsp; &nbsp;Shooting fotografico: <strong>Simone Toson&nbsp;</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.thecreativebrothers.com/giovanni-gallio-fotografo/">Giovanni Gallio, fotografo: l&#8217;uomo dietro ogni atleta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.thecreativebrothers.com">The Creative Brothers Lifestyle Magazine</a>.</p>
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